Stelline (pasta)

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Stelline
Stelline bulk.jpg
Origini
Altri nomistelle
Luogo d'origineItalia Italia
Diffusionemondiale
Dettagli
Categoriapiatto unico
Ingredienti principali
  • uova
  • farina

Le stelline o stelle sono un tipo di pasta all'uovo di formato minuto di tipo industriale. Di diversi formati, le stelline prendono il nome dalla loro caratteristica forma a stella e presentano un foro al centro.[1]

Vengono menzionate in molti vocabolari ottocenteschi tra cui il Vocabolario domestico italiano per ordine di materie (1869) di Emmanuele Rocco,[2][3][4][5] e sono oggi famose in tutto il mondo.[6]

Oltre ad essere spesso impiegate nella preparazione di piatti in brodo e pietanze per i bambini (una caratteristica che le accomuna agli altri tipi di pastina), le stelline sono considerate un valido ingrediente per preparare alcune insalate.[1][6][7][8][9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b autori vari, Dizionario delle cucine regionali italiane, Slow Food, 2010, p. 663.
  2. ^ Vocabolario parmigiano-italiano accresciuto di piu che cinquanta mila voci compilato con nuovo metodo da Carlo Malaspina - Volume 4, Carmignani, 1859, p. 212.
  3. ^ Niccolò Tommaseo, Dizionario dei sinonimi della lingua italiana per cura di Niccolo Tommaseo, Francesco Vallardi, 1867, p. 1146.
  4. ^ Lorenzo Foresti, Vocabolario Piacentino Italiano. 2. ed. aumentata e corretta, Francesco Solari, 1855, p. 438.
  5. ^ Emmanuele Rocco, Vocabolario domestico italiano per ordine di materie, D. Morano, 1869, p. 68.
  6. ^ a b (EN) Karin Knight, Tina Ruggiero, The Best Homemade Baby Food on the Planet, Fair Winds, 2014, "Stelline Stars with Cottage Cheese".
  7. ^ Verdiana Ramina, Svezzamento per tutta la famiglia, Gribaudo, 2021, p. 86.
  8. ^ Harry Eastwood, Insalate per tutte le stagioni, Newton Compton, 2014, "Verdurine novelle, stelline e parmigiano".
  9. ^ (EN) Sheri Castle, The New Southern Garden Cookbook - Enjoying the Best from Homegrown Gardens, Farmers' Markets, Roadside Stands, and CSA Farm Boxes, University of North Carolina, 2011, p. 308.

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