Citto Maselli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Citto Maselli, nome d'arte di Francesco Maselli (Roma, 9 dicembre 1930), è un regista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia d'origine molisana, cresce in un ambiente ricco di stimoli: suo padre è un critico d'arte la cui casa è frequentata da importanti scrittori. Si iscrive al Centro sperimentale di cinematografia, diplomandosi nel 1949. Inizia la carriera come assistente alla regia e aiuto regista per Luigi Chiarini e Michelangelo Antonioni in diversi film e documentari.

Dopo il documentario Bagnaia paese italiano, diretto nel 1949, nel 1953 collabora con Luchino Visconti nell'episodio di Siamo donne interpretato da Anna Magnani e nello stesso anno dirige il suo promo film scritto con Cesare Zavattini Storia di Caterina, episodio del film L'amore in città. Esordisce con i lungometraggi nel 1955 con Gli sbandati, film sulla Seconda guerra mondiale interpretato fra gli altri da Lucia Bosè. Il cinema di Maselli tratta i personaggi e i problemi sociali in chiave borghese- pseudoneorealistica, affrontando i temi sempre con un forte impegno ideologico.

Nel 1957 realizza La donna del giorno, critica il mondo della pubblicità e della stampa rosa. Maggior successo riscuote il successivo I delfini (1960, con Claudia Cardinale), ritratto psicologico e sociale di un gruppo di giovani della borghesia di provincia. Dopo Le adolescenti e l'amore, episodio del film Le italiane e l'amore, nel 1964 porta sullo schermo Gli indifferenti, tratto dall'omonimo romanzo di Moravia, realizzando un acuto ritratto psicologico di una famiglia in decadenza. I successivi Fai in fretta ad uccidermi... ho freddo! (1967) e Ruba al prossimo tuo... (1968) sono invece tentativi poco riusciti di affrontare rispettivamente il thriller e la commedia all'italiana.

In Lettera aperta a un giornale della sera del 1970 (in parte autobiografico) narra la vicenda di un gruppo di intellettuali di sinistra che, annoiati dalla routine quotidiana, decidono di fondare una brigata internazionale di combattenti per il Vietnam e di partecipare al conflitto dalla parte di Ho Chi Minh, annunciando il loro proponimento in una lettera aperta che, contro le loro aspettative, viene pubblicata da un giornale mettendoli così nell'imbarazzo di dover mettere in pratica le loro idee. Il suo "cinema-verità" torna prepotentemente a galla ne Il sospetto (1975), storia di un operaio (Gian Maria Volonté) aderente al PCI che viene inviato dal Comitato Centrale del Partito Comunista d'Italia, esule in Francia, a Torino per stanare un infiltrato dell'OVRA.

Dagli anni ottanta si è dedicato a film più intimisti, generalmente incentrati su ritratti femminili: Storia d'amore (1986, Premio Speciale della Giuria e Coppa Volpi alla protagonista Valeria Golino alla Mostra del Cinema di Venezia), Codice privato (1988), Il segreto (1990), L'alba (1991). Nel 1996 ha presentato al Festival di Venezia Cronache del terzo millennio, sulla resistenza di un gruppo di condomini allo sfratto da un enorme caseggiato. Nel 1999 ha diretto il film per la televisione Il compagno e nel 2004 il documentario Frammenti di Novecento, per poi tornare al cinema con Civico zero (2007) e Le ombre rosse (2009).

Nel 2001 dà vita alla Fondazione Cinema nel presente che darà vita a molti documentari collettivi tra i quali: Un altro mondo è possibile, La primavera del 2003 e Lettere dalla Palestina. Nel 2010 ha ricevuto il Premio Federico Fellini 8 1/2 per l'eccellenza artistica al Bif&st di Bari. Nel 2014 ha partecipato al film documentario Alfonso Sansone produttore per caso sulla carriera del suo amico Alfonso Sansone, produttore cinematografico, e organizza un altro documentario collettivo per la CGIL sulla manifestazione del 25 ottobre 2014 in piazza San Giovanni a Roma.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN79462965 · LCCN: (ENn93096493 · SBN: IT\ICCU\RAVV\089760 · ISNI: (EN0000 0001 1072 7471 · GND: (DE122314476 · BNF: (FRcb13954549v (data)
Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema