Centostazioni

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Centostazioni S.p.A.
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StatoItalia Italia
Forma societariasocietà per azioni
Fondazione8 febbraio 2001 a Roma
Sede principaleRoma, Piazza della Croce Rossa, 1
GruppoFerrovie dello Stato Italiane
Persone chiave
SettoreTrasporto
ProdottiTrasporti ferroviari
Fatturato74,3 milioni di [1] (2017)
Utile netto7,9 milioni di [1] (2017)
Dipendenti130 (2017)
Sito web

Centostazioni S.p.A. è un'azienda partecipata al 100% da Ferrovie dello Stato Italiane, ed è nata per riqualificare, valorizzare e gestire 103 stazioni italiane. La società ha sede a Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda è costituita nel 2001 come "Medie Stazioni S.p.A.". Nel 2002 la cordata privata "Archimede 1" si aggiudica il 40% del pacchetto azionario; gli azionisti erano Società Aeroporto di Venezia S.p.A. con il 40,5%, Manutencoop S.c.a.r.l. con il 40,5%, Banco Popolare con il 15%, Pulitori ed Affini S.p.A. con il 4%.

Il 15 novembre 2016 Ferrovie dello Stato riacquistano il 40% dal socio privato per 65,6 milioni di Euro[2].

Nel marzo 2018 Centostazioni fa nascere, attraverso un'operazione di spin off, Centostazioni Retail in cui far confluire le aree commerciali e gli spazi pubblicitari nell'ambito del progetto di Smart station, arrivare a gestire oltre 600 stazioni in modo unitario.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

L'impegno principale dell'azienda è focalizzato sulla riqualificazione, valorizzazione e gestione di 103 stazioni ferroviarie di medio-grandi dimensioni.

Nelle 103 stazioni operano oltre 500 attività commerciali e di servizio, su un totale di 126 000 metri quadrati di spazi commerciali; la distribuzione merceologica attuale vede il 46% dedicato al retail, il 28% ai servizi e il 26% alla ristorazione[senza fonte]. I ricavi operativi dell'esercizio 2013 ammontarono a 82 milioni di euro. Nel 2017 sono di circa 80 milioni.

Bilancio 2010[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 Centostazioni S.p.A. ha ottenuto ricavi operativi per 76,69 milioni, di cui:

  • 33,46 milioni da canoni di locazione
  • 29,03 milioni dal riaddebito di oneri condominiali
  • 4,48 milioni da servizi immobiliari
  • 4,39 milioni dalla vendita di spazi pubblicitari
  • 3,26 milioni da altri ricavi
  • 2,04 milioni da servizi di ingegneria

Ebitda di 19,6 milioni, Ebit a 15,58 milioni, utili per 9,74 milioni. Debiti per 10,39 milioni, 50,91 milioni il valore di immobili, impianti e macchinari, 124 dipendenti.

Gli interventi previsti da Centostazioni nel 2010 in 82 stazioni di competenza (più altre 5 di RFI) ammontavano a 152,9 milioni di euro, di cui 127,1 già investiti[3].

Stazioni in gestione[modifica | modifica wikitesto]

Pescara Centrale, Abruzzo
Reggio Calabria Centrale, Calabria
Benevento, Campania
Forlì, Emilia-Romagna
Trieste Centrale, Friuli Venezia Giulia
Roma Ostiense, Lazio
La Spezia Centrale, Liguria
Brescia, Lombardia
Campobasso, Molise
Novara, Piemonte
Foggia, Puglia
Cagliari, Sardegna
Catania Centrale, Sicilia
Terni, Umbria
Padova, Veneto

Abruzzo[modifica | modifica wikitesto]

3 Stazioni:

Basilicata[modifica | modifica wikitesto]

1 Stazione:

Calabria[modifica | modifica wikitesto]

3 Stazioni:

Campania[modifica | modifica wikitesto]

5 Stazioni:

Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

10 Stazioni:

Friuli-Venezia Giulia[modifica | modifica wikitesto]

5 Stazioni:

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

5 Stazioni:

Liguria[modifica | modifica wikitesto]

8 Stazioni:

Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

18 Stazioni:

Marche[modifica | modifica wikitesto]

4 Stazioni:

Molise[modifica | modifica wikitesto]

2 Stazioni:

Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

8 Stazioni:

Puglia[modifica | modifica wikitesto]

5 Stazioni:

Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

1 Stazione:

Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

3 Stazioni:

Toscana[modifica | modifica wikitesto]

9 Stazioni:

Trentino-Alto Adige[modifica | modifica wikitesto]

3 Stazioni:

Umbria[modifica | modifica wikitesto]

4 Stazioni:

Valle d'Aosta[modifica | modifica wikitesto]

1 Stazione:

Veneto[modifica | modifica wikitesto]

6 Stazioni:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dati di bilancio 2017, su centostazioni.it.
  2. ^ Ferrovie, Fs torna unica proprietaria di Centostazioni: lancia un progetto per 600 scali, in Repubblica.it, 30 gennaio 2017. URL consultato il 30 gennaio 2017.
  3. ^ Fonte:Bilancio Centostazioni S.p.A. al 31/12/2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]