Almo Collegio Borromeo

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Almo Collegio Borromeo
Humilitas-coronata.gif
Humilitas coronata e anelli borromaici,[1] simboli della famiglia Borromeo e del collegio Borromeo
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località Pavia
Indirizzo Piazza del Collegio Borromeo, 9
Coordinate 45°10′49″N 9°09′40.7″E / 45.180278°N 9.161306°E45.180278; 9.161306Coordinate: 45°10′49″N 9°09′40.7″E / 45.180278°N 9.161306°E45.180278; 9.161306
Informazioni
Condizioni in uso
Costruzione 1564-1588
Inaugurazione 1588
Stile manieristico
Uso civile
Piani 5 + 1 (interrato)
Ascensori 1
Realizzazione
Architetto Pellegrino Tibaldi, detto il Pellegrini
Proprietario Fondazione Collegio Borromeo
Proprietario storico Almo Collegio Borromeo

L'Almo Collegio Borromeo, fondato nel 1561 da Carlo Borromeo, ha sede a Pavia ed è il collegio di merito più antico d'Italia tuttora in attività.[2]

Il collegio è legalmente riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca come "ente di alta qualificazione culturale".[3] Aderisce dal 1997 alla "conferenza dei collegi universitari di merito"[4] e figura tra gli enti fondatori dell'Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS) di Pavia.

Finalità e servizi[modifica | modifica wikitesto]

Gli anelli borromaici,[5] che rappresentano l'unione delle tre famiglie Borromeo, Visconti e Sforza. L'immagine mostrata è illusoria: in tre dimensioni gli anelli borromaici non possono essere circolari, ma per forza ellittici[6]

Il collegio Borromeo venne creato per ospitare giovani promettenti che si trovassero in condizione di disagio economico, finalità che tuttora caratterizza la Fondazione Collegio Borromeo. Fin dalle origini, "Il Collegio è posto sotto il Patronato della Famiglia Borromeo. Le funzioni di patrono sono esercitate dal discendente del ramo primogenito della famiglia Borromeo, che appartenga al clero cattolico secolare e, se non ve ne sia alcuno, dal primogenito maschio o, in difetto, dal superstite anziano della famiglia medesima."[7]

Il 10 maggio 2009 è stata inaugurata, alla presenza del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e dell'Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi, la sezione femminile, adiacente all'edificio storico. Il collegio Borromeo accoglie 110 studenti e 50 studentesse di tutti i corsi di studio dell'Università di Pavia, selezionati tramite un concorso pubblico annuale per esami, che si svolge nel mese di settembre ed ammette mediamente 22 nuovi studenti l'anno. Una sezione separata accoglie 15 laureati che stanno proseguendo gli studi (master, specialità o dottorato).

I servizi offerti dall'Almo Collegio, oltre al vitto e all'alloggio, riguardano attività di formazione parallela e integrativa a quella universitaria: corsi universitari riconosciuti che si svolgono all'interno del Collegio, cicli di conferenze tematiche, seminari monografici, presentazioni di libri e una stagione concertistica. L'ammissione al collegio Borromeo consente l'accesso ai corsi ordinari dell'Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS) di Pavia, secondo le norme del relativo bando di concorso.[8] Dal 2010 è attivo un accordo di scambio con il Corpus Christi College di Cambridge che permette agli alunni del Collegio la possibilità di un'esperienza all'estero presso l'Università di Cambridge. Dal 2012 il Collegio è sede della Pavia Cello Academy, diretta dal maestro Enrico Dindo.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Facciata del collegio Borromeo
Particolare della facciata

L'edificio che ospita il collegio è in stile manieristico, affacciato sul Ticino e circondato dal verde dei suoi giardini e degli orti borromaici. Disegnato da Pellegrino Tibaldi detto il Pellegrini per ospitare 12 studenti[9] (coi relativi inservienti alloggiati nel Mezzanino, e i cavalli tenuti in un'apposita scuderia), venne definito dal Vasari "un Palazzo per la Sapienza".[10] L’effetto della costruzione è infatti d'aristocratica (ovunque campeggiano stemmi ed emblemi delle casate Borromeo e Medici) grandiosità, unito ad una distribuzione organica e razionale degli spazi.

Il progetto venne proseguito e completato entro gli anni '20 del Seicento da Francesco Maria Richini con l'aggiunta sul lato orientale di due corpi di fabbrica protesi verso il giardino all’italiana. Dell’architetto milanese è anche il disegno della fontana barocca in fondo al giardino e della splendida cancellata in ferro battuto, con emblemi araldici borromaici, che separa il cortile dal giardino all'italiana.[11]

Intervento architettonico significativo fu infine quello di Giuseppe Pollack[12] (1779-1857) al quale fu affidato, in seguito all’abbattimento nel 1819 dell'adiacente chiesa romanica di San Giovanni in Borgo, il compito di completare la facciata meridionale del Collegio secondo il modello delle altre.[11] Sul terreno acquisito con la demolizione si estende oggi il giardino all'inglese, affacciato sul Ticino e su piazza del Collegio Borromeo. Risulta inoltre connesso con l’area degli orti borromaici: un'ampia zona verde derivante da progressivi acquisti e annessioni di terreni un tempo appartenuti a conventi ora distrutti e insituzioni caritatevoli.

Le stanze e gli spazi del palazzo sono così distribuiti nei diversi piani:

  • interrato: biblioteca, palestra, aule per seminari e sale ricreative
  • piano terra: loggiato, cortile, refettorio, cappella, appartamento del rettore, uffici amministrativi, sale di studio
  • piano ammezzato o "Mezzanino": alloggi per gli ospiti e per gli studenti (anche nel "Sangiovannino basso")
  • piano nobile o "Nobile": secondo loggiato, sale di rappresentanza ("Sala bianca" e "Salone degli affreschi"), appartamento del principe, alloggi per gli studenti (anche nel "Sangiovannino alto")
  • secondo ammezzato o "Paradiso": alloggi per gli studenti
  • mansarda o "Iperuranio": alloggi per gli studenti

Sul lato meridionale si trovano due sezioni separate: "Sangiovannino basso" e "Sangiovannino alto", sempre destinate ad alloggi per gli studenti. Sono state ricavate, nel XIX secolo, dalla demolizione della Chiesa di San Giovanni in Borgo e risultano connesse al corpo principale dell'edificio rispettivamente a livello del Mezzanino e del piano nobile.

Le stanze del palazzo sono anche classificate a seconda dei diversi lati dell'edificio:

  • "Piazza" sul lato occidentale, rivolto verso piazza Borromeo
  • "Vicolo" sul lato settentrionale, rivolto su via Cardinal Tosi
  • "Giardino", "Sangiovannino basso" e "Sangiovannino alto", sul lato meridionale, affacciati sul giardino all'inglese
  • "Richini", sul lato orientale, affacciato sul giardino all'italiana. Ospita ai piani superiori (Nobile e Paradiso) la "Sala bianca" e il "Salone degli affreschi"

Sale di rappresentanza[modifica | modifica wikitesto]

La Sala bianca, posta al piano nobile, lato Richini del Collegio, è utilizzata per seminari e conferenze. Ospita circa 100 persone ed è caratterizzata da alte porte lignee settecentesche in verde pastello e lamina dorata. Quadri dei patroni del Collegio, membri della famiglia Borromeo, ne decorano le pareti.

Il Salone degli affreschi, adiacente alla sala bianca, prende il nome da una ricca serie d'affreschi che illustrano diversi momenti della vita di Carlo Borromeo, fondatore del Collegio. Ha una capienza di circa 200 persone e viene utilizzato per congressi, convegni e concerti. Sulle pareti orientale e occidentale, non affrescate, è appesa una serie di quadri rappresentanti cardinali della famiglia Borromeo di varie epoche. Gli affreschi, dovuti a Cesare Nebbia, Federico Zuccari ed aiuti, furoni realizzati all'inizio del '600 su commissione di Federico Borromeo; coprono la parete d'ingresso (Nord), quella di fondo (Sud) e il soffitto del salone. Gli affreschi parietali di dimensioni maggiori si riferiscono alla nomina cardinalizia di Carlo Borromeo e a vari episodi relativi alla peste del 1576-1577, detta "peste di San Carlo". Un elenco non esaustivo delle rappresentazioni del Salone degli affreschi include:

  • Imposizione del cappello cardinalizio a Carlo Borromeo, Zuccari (parete meridionale)
  • Carlo Borromeo durante la peste di Milano del 1576, Nebbia (parete settentrionale)
  • La traslazione delle reliquie di proto martiri, Nebbia (grande ovale centrale)
  • Pellegrinaggio di Carlo a Torino per adorare la Sindone e incontro con i duchi di Savoia, Nebbia
  • Carlo Borromeo fonda i Collegi, i Seminari e la congregazione degli Oblati, Nebbia
  • Carlo in pellegrinaggio al sacro Monte di Varallo, Nebbia
  • Funerali di Carlo Borromeo, Nebbia

Alloggi[modifica | modifica wikitesto]

Gli alloggi degli studenti sono distribuiti tra i seguenti piani: ammezzato ("Mezzanino"), piano nobile ("Nobile"), secondo ammezzato ("Paradiso") e mansarda ("Iperuranio"). Sul lato meridionale si trovano inoltre le sezioni separate del piano ammezzato ("Sangiovannino basso") e del piano nobile ("Sangiovannino alto"). Gli alloggi degli alunni sono inoltre classificati a seconda dei diversi lati dell'edificio: "Piazza" sul lato occidentale; "Vicolo" sul lato settentrionale; "Giardino", "Sangiovannino basso" e "Sangiovannino alto" sul lato meridionale.

Giardini[modifica | modifica wikitesto]

I due giardini del Collegio riflettono l'estetica e il clima culturale delle epoche in cui furono realizzati. Quello all'italiana, del XVI-XVII secolo, è caratterizzato da basse siepi regolari disposte geometricamente, simmetriche rispetto all'asse centrale che va dal portale in ferro alla fontana, entrambi del Richini. Quello all'inglese, del XIX secolo, ha disposizione irregolare e le specie vegetali sono diverse e diversamente collocate, per produrre un effetto "naturale" caro all'estetica romantica. Gli orti borromaici, ampia area verde ad Est del Collegio, lo isolano dal contesto urbano circostante e rendono i due giardini oasi di pace e silenzio incastonate nella città di Pavia.

Il collegio nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

« [Federigo Borromeo] Entrò poco dopo nel collegio fondato da questo [Carlo Borromeo] in Pavia, e che porta ancora il nome del loro casato [...] applicandosi assiduamente alle occupazioni che trovò prescritte [...] e in ogni cosa onesta e profittevole esercitò come un primato d'esempio »

(Alessandro Manzoni, I promessi sposi, Capitolo XXII)

Diedero descrizioni del Collegio Giorgio Vasari,[10] Alessandro Manzoni[13] e Cesare Angelini,[14] rettore del Collegio (1939-1961), scrittore e studioso manzoniano. L'edificio venne utilizzato come set cinematografico per Le cinque giornate[15] (1973) di Dario Argento e per Liberi armati pericolosi (1976) di Romolo Guerrieri. È inoltre comparso nel programma satirico Il Laureato - viaggio ai confini della facoltà di Piero Chiambretti, andato in onda nelle stagioni 1994-1995 e 1995-1996.

Studenti celebri[modifica | modifica wikitesto]

Giuristi, umanisti e politici[modifica | modifica wikitesto]

Matematici, fisici e scienziati[modifica | modifica wikitesto]

Medici[modifica | modifica wikitesto]

Ecclesiastici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anelli borromaici, ricerca.gelocal.it. URL consultato il 3 luglio 2017.
  2. ^ Non si ha notizia di istituti analoghi in Italia prima del XVI secolo. Per quanto riguarda Pavia, si veda Almo Collegio Borromeo (1561) e Collegio Ghislieri (1567), studiareapavia.it. URL consultato il 2 luglio 2017.
  3. ^ Pavia - Miur, su hubmiur.pubblica.istruzione.it. URL consultato il 2 luglio 2017.
  4. ^ Pavia - collegiuniversitari.it, su www.collegiuniversitari.it. URL consultato il 2 luglio 2017.
  5. ^ Se ne viene eliminato uno, gli altri due non sono più legati tra loro (Brunnian link). Ciò significa che nessuna coppia di anelli risulta direttamente legata (Hopf link), ma i tre anelli lo sono.
  6. ^ Teorema di Freedman e Skora (1987).
  7. ^ Statuto del Collegio Borromeo di Pavia, Regio Decreto n.1598 del 2 ottobre 1940.
  8. ^ Ammissione all’Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS) di Pavia, iusspavia.it. URL consultato il 2 luglio 2017.
  9. ^ Gli studenti, anche se di condizione non agiata, provenivano inizialmente da famiglie nobili. A questo si deve il nome di "piano nobile" al terzo piano fuori terra del Collegio, dove si trovano le 12 stanze inizialmente destinate agli studenti.
  10. ^ a b Giorgio Vasari, Delle vite de' più eccellenti pittori, scultori ed architettori, Firenze, Giunti, 1568.
  11. ^ a b Richini e Pollack, collegioborromeo.eu. URL consultato il 7 luglio 2017.
  12. ^ Pollack, treccani.it. URL consultato il 6 luglio 2017.
  13. ^ Alessandro Manzoni, I promessi sposi, 1840/42, Capitolo XXII.
  14. ^ Cesare Angelini, Questo Borromeo, in Viaggio in Pavia, Fusi, Pavia, 1976.
  15. ^ Il Collegio Borromeo ne Le cinque giornate (1973), paviaedintorni.it. URL consultato il 3 luglio 2017.
  16. ^ Luigi Giulotto, treccani.it. URL consultato l'8 luglio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]