Toti Scialoja

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Toti Scialoja, all'anagrafe Antonio Scialoja (Roma, 16 dicembre 1914Roma, 1 marzo 1998), è stato un pittore e poeta italiano. È stato definito artista originale e poliedrico. Dopo un periodo espressionista, si è orientato verso un linguaggio pittorico astratto-concreto con una forte carica materica. Parte rilevante della sua attività è stata dedicata al teatro, per cui ha collaborato con scrittori, musicisti, registi e coreografi d'avanguardia[1][2]. Dal 1961 ha iniziato un'attività originale di poeta, dedicata in parte ai bambini, creando nonsense e limerick e illustrando le sue stesse poesie[3]. È stato docente e direttore dell'Accademia di belle arti di Roma, dove ebbe come allievi molti artisti contemporanei, quali Mario Ceroli, Pino Pascali e Jannis Kounellis, che spesso lo hanno ricordano come un importante ispiratore del loro percorso artistico.

Opere di Toti Scialoja al museo Caradente, Palazzo Collicola. Spoleto

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi come pittore e i primi allestimenti teatrali[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver abbandonato gli studî giuridici, dal 1937 inizia a dedicarsi alla pittura[1]. Nel 1939 un suo disegno viene segnalato dalla giuria della Quadriennale di Roma e nel 1940 realizza la sua prima personale a Genova.
Successivamente, si dedica anche al teatro; nel 1943 il suo allestimento de L'opera dello straccione di John Gay viene proibita dalle autorità fasciste[1]. Durante la guerra e prima di partecipare alla Resistenza espone a Roma con Giulio Turcato e Emilio Vedova.

Gli Anni '50 e l'astrattismo informale[modifica | modifica wikitesto]

Sono tuttavia gli anni cinquanta che vedono (analogamente a quanto accaduto ad Emilio Scanavino) una definitiva svolta della sua arte, che, abbandonati i modi espressionisti e cubisti delle origini, trova definitivamente la sua strada nell'astrattismo informale.
Nel 1945 si sposa con la pittrice Titina Maselli. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1950, 1952 e 1954.
Fra il 1955 e il 1965 viaggia e soggiorna in America e a Parigi, espone alla Galleria Viviano a Manhattan raggiungendo fama e notorietà internazionale ed entrando in contatto con gli altri protagonisti dell'espressionismo astratto, stringendo amicizia con, fra gli altri, Mark Rothko, Willem de Kooning e Robert Motherwell.

Gli Anni '60 e l'inizio dell'attività poetica[modifica | modifica wikitesto]

Partecipa ancora nel 1964 alla Biennale di Venezia e nel 1966 realizza una personale alla Galleria Marlborough. Nel 1961 inizia a scrivere delle lettere illustrate al nipote James; saranno i primi esperimenti di una vocazione poetica che lo porterà a pubblicare tre libri di poesia nonsense (da lui stesso illustrati): Amato topino caro (Bompiani, 1971), Una vespa! che spavento (Einaudi, 1975), Ghiro ghiro tonto (Stampatori,1979). Tra i primi estimatori della sua attività poetica troviamo Italo Calvino, Giorgio Manganelli, Antonio Porta, Alberto Arbasino, Giovanni Raboni. Scialoja porterà avanti la sua vocazione poetica in parallelo alla pittura fino ai suoi ultimi giorni di vita.[4]

Gli Anni '70: pausa dell'attività pittorica ed espansione dell'attività poetica[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni settanta Scialoja attraverserà una lunga fase di pausa e riflessione pittorica (cui corrisponde invece un'espansione e una grande vitalità a livello poetico, con la pubblicazione di La Stanza la Stizza l'astuzia, prima raccolta di poesia diretta ad un pubblico esclusivamente adulto), per riprendere con incredibile vigoria ed ispirazione dal 1982 sino alla morte. Pare che questa nuova illuminazione sia stata dovuta alla visione da parte dell'artista dei dipinti di Goya al Prado; infatti Scialoja dipinge nel 1983 un notevole San Isidro da Goya.

Gli Anni '80 e '90: ritorno alla pittura e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Ritorna con grande successo infatti alla Biennale nel 1984 con una sala personale. In quest'ultima fase della sua vita si collocano le sue opere considerate di più felice realizzazione. Nel 1991 gli viene dedicata una grande antologica alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma e una mostra dei suoi disegni per bambini[5], già presentata a Bologna nella Galleria d'Arte Moderna, viene aperta nelle sale del Palazzo delle Esposizioni.

Opere (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Lavori per il teatro[modifica | modifica wikitesto]

Prosa lirica[modifica | modifica wikitesto]

  • I segni della corda, 1952. [1]

Poesie illustrate[modifica | modifica wikitesto]

  • Amato topino caro, 1971.
  • Scarse serpi, 1983.
  • Le sillabe della Sibilla, 1988.
  • I violini del diluvio, 1991[1].
  • Animalìe, Disegni con animali e poesie, a cura di Andrea Rauch, Bologna, Grafis Edizioni, 1991 (catalogo della mostra)
  • Versi del senso perso, prefazione di Paolo Mauri, rassegna critica di Orietta Bonifazi, Torino, Einaudi 2009.
  • Tre per un topo, a cura di Eloisa Morra, Quodlibet, Macerata 2014.

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

  • Toti Scialoja - Opere dal 1940 al 1991, Francesco Sisinni et al., Edizioni della Cometa, 1991
  • Toti Scialoja. Poesie 1979 – 1998, Milano, Garzanti, 2002
  • Toti Scialoja - Opere dal 1983 al 1997, Lauter Vallora, Skira.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Toti Scialoja, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ Teatro da quattro soldi. Toti Scialoja, Scenografo, a cura di Andrea Mancini, Bologna, Nuova Alfa Editoriale, 1990
  3. ^ Elvira Marinelli, Antologia illustrata della poesia, Giunti Editore, 2002, p. 456
  4. ^ Marco Belpoliti, Toti Scialoja, Topo, topo, senza scopo, 21 Marzo 2015. URL consultato il 17 settembre 2018.
  5. ^ Toti Scialoja, Animalìe, Disegni con animali e poesie, a cura di Andrea Rauch, Roma, Palazzo delle Esposizioni, Sale di Via Milano, settembre 1991

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paola Pallottino, Toti, topi e topoi iconografici, in "Animalie. Disegni con animali e poesie", pp. 9–13.
  • La pittura del Novecento in Italia, AA.VV, Electa, 1993.
  • Orietta Bonifazi, Toti Scialoja poeta-pittore. "Un percorso imperfetto verso l'invisibile", tesi di laurea discussa nell'a.a. 2004/2005 all'Università La Sapienza.
  • Peripezie del dopoguerra nell'arte Italiana, Adachiara Zevi, Einaudi, 2005
  • Informale, Catalogo della Mostra - Modena 2006
  • Storia dell'arte contemporanea in Italia, Renato Barilli, Bollati Boringhieri, Torino, 2007
  • Toti Scialoja. La mia infanzia sono io, in: Andrea Rauch, Il mondo come Design e Rappresentazione, Firenze, Usher Arte, 2009
  • Eloisa Morra, Un allegro fischiettare nelle tenebre. Ritratto di Toti Scialoja, Quodlibet, Macerata 2014.
  • Alessandro Giammei, Nell'officina del nonsense di Toti Scialoja. Topi, toponimi, tropi, cronotopi, Milano, edizioni del Verri, 2014.
  • Eloisa Morra, Toti Scialoja critico d'arte, Doppiozero, 1º settembre 2015. http://www.doppiozero.com/materiali/ars/toti-scialoja-critico-d-arte

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