Convento di Santa Maria in Aracoeli

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Convento di Santa Maria in Aracoeli
Christoffer Wilhelm Eckersberg - Il chiostro grande di Santa Maria in Ara Coeli.jpg
Christoffer Wilhelm Eckersberg - Il chiostro grande di Santa Maria in Ara Coeli
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
LocalitàRoma-Stemma.png Roma
ReligioneCattolica
OrdineOrdine di San Benedetto, Ordine dei Frati Minori
DiocesiRoma
Consacrazioneforse VI secolo
Inizio costruzioneforse VI secolo

Il Convento di Santa Maria in Aracoeli, detto anche semplicemente Convento di Aracoeli, è stato uno storico complesso monastico di origine medievale di Roma, dapprima di ordine benedettino e infine francescano. Situato sul Campidoglio accanto all'omonima Basilica, per breve tempo fu sede dei Vigili Urbani e infine demolito, nel 1886, per i lavori di costruzione del Vittoriano, dopo una storia più che millenaria. Nello stesso periodo, fu costruito, a lato della scalinata, un monastero francescano molto più piccolo del precedente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini: il monastero benedettino e, poi, francescano[modifica | modifica wikitesto]

Le prime origini del complesso risalgono forse al VI secolo, che sorse nell'area dei templi che comprendeva anche il tempio del Giove capitolino. Alle rovine dell'imponente complesso di monumenti, distrutto dai Vandali nel V secolo, si sostituì gradualmente, riutilizzando parte del materiale edilizio, il complesso della Basilica e convento di Aracoeli. Qui, a partire dal X secolo, venne osservata la regola benedettina. Nel XIII secolo, venne forse a trovare ricovero anche San Francesco d'Assisi nei suoi soggiorni a Roma[1]: ciò, unito alla posizione centrale in città, ne rese idonea, pochi anni dopo la morte del Santo, l'istituzione della sede principale romana del nascente ordine dei frati minori francescani. Nel 1250 il papa Innocenzo IV affidò infatti il complesso proprio ai francescani, compresa la Basilica annessa. Da questo momento, la struttura cooperò sempre più strettamente con lo stesso Comune di Roma, il quale aveva sede nella attigua piazza del Campidoglio. Nel 1310 i francescani aprirono uno Studium generale, operante come Studium universitario dal 1421 al 1444[2]. Nel 1444, con il Papa Eugenio IV, il convento passò dai francescani conventuali ai Minori osservanti: nel 1517 esso divenne la sede generalizia di questi ultimi, ruolo che mantenne fino alla definitiva demolizione del convento, nel 1886. La struttura mantenne, tuttavia, sempre la connotazione di centro di cultura e di insegnamento, restando sede di seminario per novizi ed ospitando studiosi.

Gli ampliamenti cinquecenteschi di Paolo III Farnese[modifica | modifica wikitesto]

Il convento venne via via ampliato fino a comprendere tre chiostri. Adiacente all'edificio venne costruita, nel 1535, la villa papale chiamata comunemente Torre di Paolo III, dal nome del pontefice che ne ordinò la costruzione: un'altra costruzione annessa al convento fu il passetto sopraelevato che collegava l'intero complesso con Palazzo San Marco, detto arco San Marco. Tra le attività del monastero vi era anche l'ospitalità e la cura degli infermi, ma fin dal Medioevo era presente anche una vasta biblioteca che nel XIX secolo era composta di migliaia di volumi (oltre 17 mila), di cui alcuni manoscritti. Tale ricca biblioteca, rifondata nel 1733 e chiamata biblioteca Aracoelitana (o anche Evoriana dalla città di origine del fondatore, il francescano José Ribeiro da Fonseca[3]), era aperta al pubblico alcuni giorni settimanali.

Dalla prima invasione napoleonica alla demolizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1797, con l'invasione francese, il convento fu sconsacrato e adibito a stalla. Nel periodo successivo all'Unità d'Italia, che vide la soppressione di molti ordini religiosi e l'eversione di diversi immobili e beni ecclesiasici, nel 1873, lo Stato Italiano espropriò il complesso e lo adibì alla sede degli uffici dei Vigili Urbani per poco più di un decennio. Nel 1886 il monastero fu, infine, abbattuto quasi completamente per fare posto al monumento del Vittoriano, al termine di una storia più che millenaria[4]. La loggia cinquecentesca con il portico di accesso dalla Basilica al convento è ancora oggi visibile sul lato destro di questa, al termine di una scalinata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Casimiro, F. Memorie istoriche della chiesa e convento di S. Maria in Araceli di Roma. R. Bernabo, 1736.
  • Degni, Paola, and Pier Luigi Porzio, eds. La fabbrica del convento: memorie storiche, trasformazioni e recupero del complesso di San Francesco a Ripa in Trastevere. Donzelli Editore, 2011.
  • Marianna Brancia di Apricena. Il complesso dell'Aracoeli sul Colle Capitolino, IX–XIX secolo. Rome: Edizioni Quasar, 2000.
  • Paolo Lomabrdo, Gaetano Passarelli. Ara Coeli: la basilica e il convento: dal XVI al XX secolo attraverso le stampe del fondo della postulazione della Provincia romana dei frati minori. Tiellemedia, 2003.
  • Lemmens, L. "OFM (1924) De sorte Archivi Generalis Ordinis Fratrum Minorum et Bibliothecae Aracoelitanae tempore Reipublicae Tiberinae (An. 1798, 1799)." AFH 17: 30-54.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]