Museo della tecnica elettrica

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Museo della Tecnica Elettrica
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàPavia
Indirizzovia Ferrata, 6
Caratteristiche
TipoScienza e storia della tecnica elettrica
FondatoriUniversità di Pavia, Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Comune di Pavia.
Aperturamarzo 2007
Sito web e Sito web

Coordinate: 45°12′17.76″N 9°08′05.86″E / 45.204933°N 9.13496°E45.204933; 9.13496

Il Museo della Tecnica Elettrica di Pavia è stato aperto nel marzo del 2007.

La sua realizzazione è resa possibile grazie ad un accordo preso fra l'Università degli studi di Pavia, la Regione Lombardia, la Provincia ed il Comune di Pavia.

Il museo fa parte del sistema Museale d'Ateneo dell'Università di Pavia.

Il suo intento è quello di informare, ricercare, conservare e divulgare la storia della tecnica elettrica.

Sezioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo è suddiviso in cinque sezioni che, se visitate una dopo l'altra, consentono di percorrere un vero e proprio viaggio alla scoperta dei primi esperimenti fino ad arrivare agli sviluppi più recenti della tecnica elettrica. La visita consente di capire come si è arrivati alle moderne forme di elettricità, come si può produrre questa forma di energia e in qual modo essa viene impiegata e distribuita.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Si parte dall'ambra, che i Greci scoprirono capace di attrarre oggetti leggeri se strofinata, per arrivare all'Ottocento, con l'invenzione della pila da parte di Alessandro Volta e le ricerche sull'induzione elettromagnetica di Micheal Faraday[1].

L'elettricità si afferma[modifica | modifica wikitesto]

Si illustrano le invenzioni di fine Ottocento in merito elettrotecnico, come la lampada ad incandescenza di Thomas Edison e la locomotiva elettrica di Ernst Werner von Siemens, e i primi usi industriali della nuova fonte di energia[2].

L'elettricità per tutti[modifica | modifica wikitesto]

Si ripercorre la storia delle applicazioni dell'elettricità per usi domestici: nella prima metà del Novecento si diffondono le centrali elettriche, nascono nuovi tipi di illuminazione e i primi elettrodomestici. L'elettricità viene impiegata nei trasporti urbani (è esposto un esemplare di tram tipo 1928 della città di Milano, sul quale è possibile salire) e per la diagnostica medica, e si sperimentano prima le trasmissioni radio, poi quelle televisive e telefoniche[3].

L'elettricità ovunque[modifica | modifica wikitesto]

I progressi tecnologici della seconda metà del Novecento consentono la produzione di elettricità con centrali alimentate con combustibili fossili; dopo un certo tempo si inizia a costruire anche le prime centrali a energia nucleare. L'elettronica entra negli usi della vita quotidiana, con il diffondersi dei piccoli elettrodomestici, fino ai personal computer e ai telefoni cellulari[4].

Da oggi al futuro[modifica | modifica wikitesto]

L'ultima sezione affronta le problematiche sorte negli ultimi decenni, relative alle conseguenze sull'ambiente della sempre crescente domanda di energia. Si illustrano le nuove tecnologie che, si ritiene, potranno consentire nel futuro il risparmio energetico e la produzione di energia elettrica con diverse fonti, dalle celle solari alla fusione nucleare[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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