Pinacoteca Malaspina

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Pinacoteca Malaspina
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàPavia
IndirizzoCastello Visconteo, Viale XI Febbraio
Caratteristiche
TipoPinacoteca
FondatoriLuigi Malaspina di Sannazzaro
Sito web

Coordinate: 45°11′26.71″N 9°09′29.23″E / 45.190754°N 9.158119°E45.190754; 9.158119

La Pinacoteca Malaspina è la pinacoteca civica di Pavia. Attualmente è ospitata all'interno del Castello visconteo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede dal 1951 nel castello visconteo che era stato ceduto al comune di Pavia nel 1933 da parte dello stato, fu scelto per la grande mole di materiali ritrovati in scavi programmati o in sventramenti e distruzioni del complesso urbano che prima si trovavano nello Stabilimento di Belle Arti Malaspina. Il castello fu fondato nel 1360 da Galeazzo II come residenza per lo svago e la caccia; fu successivamente adibito a caserma e questo contribuì a distruggere l'antico arredo del cui splendore troviamo traccia nei documenti. Vero padre fondatore del Museo è ritenuto il Marchese Luigi Malaspina di Sannazzaro, illuminista (1754/1835). La collezione archeologica comprende materiali rinvenuti fortuitamente durante lavori agrari o edilizi; al museo sono pervenuti soprattutto dal collezionismo privato (raccolta Giuletti). La raccolta egizia fu acquistata dal Marchese Luigi Malaspina dal Consolato Austriaco in Alessandria d'Egitto all'inizio del XIX secolo. Sono presenti anche: reperti di età paleocristiana, ostrogota e longobarda. La sezione medievale è anch'essa realizzata con ritrovamenti fortuiti, provenienti da antichi edifici e chiese di Pavia, soprattutto edifici distrutti come San Giovanni in Borgo. La pinacoteca Malaspina ha il suo nucleo nella donazione del sovra citato Marchese; è stata ampliata con donazioni successive di vari enti e personalità, come Brambilla e Radlinski. È presente una gipsoteca, e una sala con il modello in legno del Duomo. La maggior parte delle opere della Quadreria del 1800-1900 viene dalla Civica Scuola di Pittura soppressa nel 1934; le successive donazioni sono di diversi mecenati tra cui la famiglia Cairoli. Il Museo del Risorgimento nasce nel 1885 per volere della Municipalità. La Collezione Luigi Robecchi Bricchetti, ingegnere ed esploratore pavese, raccoglie le sue testimonianze dell'Africa nel 1926.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

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