Torre Galfa

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Torre Galfa
Paolo Monti - Servizio fotografico - BEIC 6338516.jpg
Particolare della facciata. Foto di Paolo Monti, 1965 (Fondo Paolo Monti, BEIC).
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Milano
Coordinate 45°29′10.84″N 9°11′55.83″E / 45.486345°N 9.198842°E45.486345; 9.198842Coordinate: 45°29′10.84″N 9°11′55.83″E / 45.486345°N 9.198842°E45.486345; 9.198842
Informazioni
Condizioni In ristrutturazione
Costruzione 1956-1959
Uso uffici
Altezza Tetto: 102,5 m
Piani 31
Area calpestabile 26.100 m²[1]
Ascensori 7
Realizzazione
Architetto Melchiorre Bega
Ingegnere Luigi Antonietti, Pier Antonio Papini, Antonio Rognoni, Arturo Danusso
Proprietario UnipolSai Assicurazioni (Gruppo Unipol)

La Torre Galfa è un grattacielo di Milano, progettato dall'architetto Melchiorre Bega nel 1956 e terminato nel 1959.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo, costruito inizialmente per la società Sarom[2], è poi acquistato, alla metà degli anni settanta, dalla Banca Popolare di Milano che lo utilizza come centro servizi e sede operativa per circa 30 anni. Nel 2006 è venduto per 48 milioni di euro[3] alla Immobiliare Lombarda, società del gruppo Fondiaria Sai di Salvatore Ligresti.

Il 5 maggio 2012 il palazzo, lasciato senza utilizzo e pressoché vuoto, viene occupato per protesta dal centro per le arti di Milano, Macao[4]. Questo gesto ottiene una notevole visibilità[5] e il supporto di diverse personalità del mondo dello spettacolo e della cultura, tra cui Dario Fo[6]. Il 15 maggio il grattacielo è sgomberato[7].

Il Gruppo Unipol, che ha acquisito Fondiaria-Sai nel corso del 2012, appena entrato nella disponibilità dell'edificio avviò insieme al Comune di Milano lo studio del progetto di riqualificazione e valorizzazione dello stesso oltre che dell'ambito urbano, con l'obiettivo di iniziare i lavori entro il 2014[8][9], lavori tuttavia non ancora iniziati al gennaio 2015.

Dopo 16 anni di inutilizzo si è concluso l'iter autorizzativo del progetto di riqualificazione curato dall'architetto Maurice Kanah dello studio Bg&K Associati. L'obiettivo della proprietà UnipolSai, condiviso con il Comune, è quello di convertire la torre ad una destinazione ricettivo-alberghiera (dal piano -1 al 12º piano) e residenziale (dal 13º al 31º piano) con servizi dedicati e ingressi separati. I lavori inizieranno nel gennaio 2016, per un investimento da parte di UnipolSai di circa 100 milioni di euro.[10]

Caratteristiche progettuali[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, situato all'incrocio tra via Galvani e via Fara (da qui il suo nome Galvani + Fara = Galfa), ha un'altezza di 109 metri per 31 piani, ai quali sono da aggiungere 2 piani sotterranei.

Il grattacielo è riconducibile come architettura all'International Style e parte integrante del programmato "Centro Direzionale" della capitale finanziaria italiana, ideato negli anni cinquanta e mai compiutamente realizzato.

L'edificio ha forma rettangolare, con una base formata da piano terra e primo piano più ampia del corpo formato da 27 piani abitabili. Negli ultimi 2 piani, leggermente arretrati rispetto alla facciata, sono localizzati parte degli impianti tecnologici. I piani interrati alloggiano i rimanenti impianti ed i parcheggi.

Ha la struttura portante in cemento armato, quasi completamente nascosta dalle facciate continue (o curtain wall) in alluminio e vetro[2], escluse due bande verticali ai lati ed una, più larga, centrale, sul lato posteriore. La vetrata presenta un particolare effetto sfalsato che caratterizza l'edificio. All'interno sono presenti sette ascensori e due scale, posizionati nella parte centrale/posteriore del corpo dell'edificio.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Milano - Al via la riqualificazione della Torre GalFa
  2. ^ a b Ordine degli architetti della provincia di Milano - Torre Galfa
  3. ^ Immobiliare Lombarda, bilancio 2006 (Pag. 18)
  4. ^ Torre Galfa come il Teatro Valle
  5. ^ Appello per quelli della Torre Galfa tremila firme: "No allo sgombero" - Milano - Repubblica.it
  6. ^ Torre Galfa, in arrivo Lella Costa e Landini Macao: restiamo qui - La Repubblica
  7. ^ Torre Galfa, scattato lo sgombero
  8. ^ Torre Galfa, parte il progetto di riqualificazione
  9. ^ Articolo "L'edificio sarà riqualificato: Comune e Unipol lavorano insieme al progetto", del 10 gennaio 2014, sul sito del Comune di Milano.
  10. ^ Torre Galfa, il recupero da 100 milioni di euro: hotel e residenze, in Corriere della Sera, 29 aprile 2015. URL consultato il 29 aprile 2015..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Aloi, Nuove architetture a Milano, Hoepli, Milano 1959, pp. 7-12.
  • A. Pica, Architettura italiana ultima, Edizioni del Milione, Milano 1959, p. 21.
  • L'architecture d'aujourd'hui, n. 82 (febbraio-marzo 1959), pp. 44-45.
  • G. Veronesi, L'architettura dei grattacieli a Milano, in Comunità n. 74 (novembre 1959).
  • L'architettura. Cronache e storia, V (1959-1960), pp. 370-378.
  • La Torre Galfa a Milano, in Domus, nº 377, Milano, Editoriale Domus, aprile 1961, pp. 3-16.
  • C. Bono, V. Vercelloni, Il contesto e le opere, in Casabella n. 451-452 (ottobre-novembre 1979), p. 56.
  • Maurizio Grandi, Attilio Pracchi, Milano. Guida all'architettura moderna, Zanichelli, 1980. ISBN 8808052109.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]