Torre al Parco in via Revere

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Torre al parco in via Revere
Paolo Monti - Servizio fotografico - BEIC 6340520.jpg
L'edificio in una foto di Paolo Monti del 1970
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
Indirizzovia Revere 2
Coordinate45°28′17.65″N 9°10′13.89″E / 45.471569°N 9.170525°E45.471569; 9.170525Coordinate: 45°28′17.65″N 9°10′13.89″E / 45.471569°N 9.170525°E45.471569; 9.170525
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1953-1956
UsoResidenziale
Altezza80 metri
Piani20
Realizzazione
ArchitettoVico Magistretti, Franco Longoni
Costruttoreimpresa Gadola
CommittenteSocietà Liquigas

La Torre al parco è un edificio di venti piani, a destinazione prevalentemente residenziale, progettato da Vico Magistretti e Franco Longoni e costruito su un lotto adiacente al parco Sempione, in via Revere a Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La torre al parco fu progettata nel 1953, quando la società Liquigas propose al Comune di Milano di realizzare un edificio sviluppato in altezza, da sostituire a quello a corte ipotizzato dal piano regolatore per quell'area, mantenendo però inalterata la cubatura già approvata. In questo modo l'edificio effettivamente realizzato copre un terzo circa del lotto a disposizione (450 m² su 1200 m² totali), che per il resto è occupato da un giardino e da un parcheggio privato pavimentato in porfido, sotto cui si sviluppano i tre piani interrati della torre.

La realizzazione, affidata all'impresa Gadola, si concluse nel 1956.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio è caratterizzato da un alto grado di flessibilità distributiva, grazie a un'ossatura in calcestruzzo armato che consentì ai progettisti non solo di variare le piante dei vari alloggi, ma anche un'inedita libertà compositiva per i prospetti. Ciascun appartamento, infatti, è dotato di un soggiorno la cui ampiezza è inversamente proporzionale a quella delle aperture e dei terrazzi e quindi determina le dimensioni delle superfici finestrate, dotate di serramenti in legno di pino e ghisa.

L'impianto planimetrico è costituito da due bracci tra loro perpendicolari - coincidenti con la giacitura degli alloggi, che possono essere a sei o nove locali - al cui incrocio si trova la scala poligonale, posta nell'atrio al piano terra. L'atrio è dominato dalla presenza di una parete vetrata continua, affacciata sul giardino, che contrasta con il rivestimento delle pareti interne in pannelli in faggio e con la pavimentazione in serizzo grigio.

Al primo piano della torre era prevista la realizzazione di alcuni uffici, mentre la copertura piana ospita una terrazza, raggiungibile tramite una scala esterna poligonale in aggetto rispetto alla prospetto e coperta da una plastica pensilina a T.

Per le facciate, il progetto di Magistretti e Longoni prevedeva una finitura in graniglia di porfido nelle tonalità del rosso e del bruno scuro, però sostituita da un più comune intonaco grigio che, nelle intenzioni della committenza, avrebbe dovuto addolcire l'immagine dell'inedita torre residenziale[1].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963 al progetto venne assegnato il Premio di Architettura per la Lombardia, assegnato dall'Istituto Nazionale di Architettura[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fulvio Irace, Vanni Pasca, Vico Magistretti architetto e designer, Electa, Milano, 1999, p. 43
  2. ^ L'architettura. Cronache e storia, anno IX, nº 97, novembre 1963, p. 539.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Una torre per abitazioni al Parco di Milano, in "Casabella-Continuità", 1957, pp. 37–41.
  • Roberto Aloi, Nuove architetture a Milano, Hoepli, Milano, 1959, pp. 19–25.
  • Agnoldomenico Pica, Architettura italiana ultima, Edizioni del Milione, Milano, 1959, pp. 112–113.
  • Vanni Pasca, Vico Magistretti. L'eleganza della ragione, Idea Books, Milano, 1991, pp. 8–9.
  • Fulvio Irace, Vanni Pasca, Vico Magistretti architetto e designer, Electa, Milano, 1999, pp. 43–44.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]