Grattacielo della Regione Piemonte

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Grattacielo Regione Piemonte
Sede regione piemonte lavori 24 giugno 2014.jpg
Giugno 2014: il grattacielo da corso Unità d'Italia
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Torino
Coordinate 45°01′30″N 7°39′42″E / 45.025°N 7.661667°E45.025; 7.661667Coordinate: 45°01′30″N 7°39′42″E / 45.025°N 7.661667°E45.025; 7.661667
Informazioni
Condizioni In costruzione
Costruzione 30 novembre 2011 - settembre 2014 (previsione)
Inaugurazione prevista settembre 2015
Uso istituzionale e civile
Altezza 205
Antenna/guglia: 209 (vele) m
Ultimo piano: 200 m
Piani 42
Realizzazione
Costo 260 milioni di euro (previsione)
Architetto Massimiliano Fuksas
Appaltatore Regione Piemonte
Proprietario Regione Piemonte
 

Il grattacielo della Regione Piemonte è un edificio amministrativo sito in Torino, i cui lavori di costruzione sono iniziati il 30 novembre 2011. Destinato originariamente ad ospitare la Giunta, il Consiglio e gli uffici dell’amministrazione regionale del Piemonte, pare che, a circa un anno dal completamento della sua realizzazione, il Consiglio regionale sia propenso a non trasferirsi nel grattacielo.[1] Progettato dall’architetto italiano Massimiliano Fuksas e presentato alla Giunta Regionale piemontese durante un’audizione pubblica tenutasi a Torino il 22 novembre 2007[2], l'opera realizzata prevede 42 piani, di cui 41 a uso civile e l’ultimo, il più alto, da adibire a bosco pensile[2].

La sede individuata per la costruzione dell’edificio è rappresentata da un’area già utilizzata dall’ex Fiat Avio, poco distante dal polo fieristico del Lingotto, nel quartiere di Nizza Millefonti a Torino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L’esigenza di riunificare gli edifici della Regione Piemonte, a tutt’oggi sparsi in svariate sedi nell'area metropolitana di Torino, portò la Giunta presieduta da Enzo Ghigo a indire un concorso internazionale per la realizzazione di un edificio unico; vincitore del concorso risultò l'architetto Fuksas, che presentò nel 2001 un progetto da realizzarsi nell'area dell'ex Materferro, nel triangolo compreso tra corso Lione, corso Mediterraneo e via Mauri, a Borgo San Paolo[3]. Tale progetto prevedeva una torre a parallelepipedo alta 100 metri.[3]

Nel 2005 il cambio di guida politica al Consiglio regionale e l'elezione alla presidenza della Regione di Mercedes Bresso impressero al progetto un cambio di direzione: fu deciso di riqualificare l’area ex industriale di Nizza Millefonti (che comprende anche il Lingotto), dove un tempo sorgevano gli impianti dell’ex Fiat Avio. L'incarico, commissionato nel 2006, non fu solo quello di progettare un nuovo edificio, ma di ridisegnare anche tutta l'area ad esso circostante.
Una variante del 2006 al vecchio Piano Regolatore e della Divisione Urbanistica del Comune di Torino, che prevedeva l'obbligo di non costruire edifici più alti della Mole Antonelliana (alta 167,5 metri), fu limitato sol più al centro storico della città [4], dando quindi il via ad un radicale cambiamento dello skyline torinese.

Fu così che, il 22 novembre 2007, l'architetto presentò il progetto di un grattacielo alto il doppio di quello originariamente disegnato per Borgo San Paolo (180/200 metri contro 100)[2].

Caratteristiche progettuali[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il comunicato stampa che fece seguito alla presentazione del progetto, la costruzione dell’edificio è destinata a non gravare sulle finanze pubbliche, in quanto è previsto che la cifra spesa per la sua realizzazione sia compensata in parte dal risparmio sui canoni d’affitto (quantificati in 13 milioni di /anno) attualmente corrisposti per l’utilizzo di 20 immobili adibiti a sedi d’ufficio sparsi per tutto il capoluogo e, in varia misura, attraverso la concessione a pagamento delle aree circostanti l’edificio per attività varie (civili, commerciali, ludiche, etc.)[2].

Il grattacielo, secondo per altezza in Italia dopo la Torre Unicredit di Milano (231 m, classificazione ufficiale di CTBUH)[5] prevede 42 piani di cui due interrati: 41 saranno destinati a ufficio mentre l’attico del 43º piano ospiterà un bosco pensile accessibile al pubblico. Il progetto subì numerose modifiche, che ne determinarono la riduzione in altezza, da quella originale di 220 m a quella definitiva di 209 m. Sulle facciate è prevista l’installazione di 1.000 di pannelli fotovoltaici, per garantire per quanto possibile l’autosufficienza energetica, unita alla costruzione di grandi superfici vetrate per ridurre la necessità di ricorrere a luce artificiale.

La superficie complessiva sulla quale sorge il grattacielo è di circa 70.000 , ma sono previsti circa 60.000 di spazi accessori e opere esterne che prevedono anche l’insediamento di esercizi commerciali al fine di rilanciare lo sviluppo del quartiere.[2] [6] Saranno anche previsti la realizzazione di un nuovo quartiere residenziale capace di ospitare circa 5.000 abitanti e la nuova stazione ferroviaria Lingotto, con una struttura a ponte che collegherà l'attuale scalo esistente.[7]

Realizzazione del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 giugno 2008, la Conferenza dei Servizi tenutasi tra i rappresentanti di Regione Piemonte, Comune di Torino, RFI e ARPA licenziò il progetto, che fu destinato quindi a essere realizzato dal 1º giugno 2009[8].

La base dell'edificio è di 38 metri di profondità per 42 di larghezza; gli uffici regionali sono previsti al 42º piano, a circa 160 metri d’altezza dal suolo. Il palazzo è destinato ad essere abitato fino a 180 metri, fatto salvo il tetto che, come detto, sarà adibito a bosco/giardino pensile[8]. Infine, intorno all’edificio verrà sviluppata un’area da adibire a verde pubblico e a residenza civile[8].

I lavori nel gennaio 2014

Nel maggio 2011 fu individuata la ditta appaltatrice per la costruzione. I lavori, della durata complessiva di 35 mesi, sono partiti il 30 novembre 2011 [9]. A luglio 2013 l'edificio superò il livello della strada ed erano stati montati i casser, in questo caso autorampanti.
A ottobre 2013 il cantiere impiegò circa 200 lavoratori. Il progetto iniziale prevedeva una spesa di 208 milioni di euro, ma i costi aumentarono fino a 260 milioni di euro.[10]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

La perquisizione della Guardia di Finanza per acquisire atti sulla gara d'appalto[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 ottobre 2012 a quasi un anno dall'avvio dei lavori, la Guardia di Finanza entra nella sede della Regione Piemonte a Palazzo Lascaris per acquisire, su delega della Corte dei Conti, l'intera documentazione relativa all'assegnazione della gara d'appalto per la realizzazione del nuovo palazzo regionale. Nell'indagine, partita da un esposto presentato dal Presidente della Giunta Roberto Cota che riteneva i costi di realizzazione dell'opera troppo alti, si vuole approfondire tutto ciò che riguarda l'affidamento della progettazione della sede e in particolare la parcella pagata allo studio dell'architetto Massimiliano Fuksas, per la cifra di 20 milioni di euro circa; la somma tuttavia, fu liquidata nel marzo 2010 in coincidenza con la conclusione del mandato di Mercedes Bresso, predecessore di Cota[11][12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]