Spigno Saturnia
| Spigno Saturnia comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Marco Vento (lista civica) dal 10-6-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°18′N 13°44′E |
| Altitudine | 46 m s.l.m. |
| Superficie | 38,74 km² |
| Abitanti | 2 839[1] (28-2-2026) |
| Densità | 73,28 ab./km² |
| Frazioni | Campodivivo, Capodacqua, Piscinola, Santo Stefano |
| Comuni confinanti | Ausonia (FR), Coreno Ausonio (FR), Esperia (FR), Formia, Minturno |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 04020 |
| Prefisso | 0771 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 059031 |
| Cod. catastale | I902 |
| Targa | LT |
| Cl. sismica | zona 3A (sismicità bassa)[2] |
| Cl. climatica | zona C, 1 017 GG[3] |
| Nome abitanti | spignesi, saturniani |
| Patrono | san Giovanni Battista |
| Giorno festivo | 24 giugno |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Spigno Saturnia è un comune italiano di 2 839 abitanti[1] della provincia di Latina nel Lazio meridionale.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Nel territorio comunale, dove si elevano il Monte Petrella (1533 m s.l.m.) e il Monte Fammera (1166 m s.l.m.), scorre il fiume Ausente.
Clima
[modifica | modifica wikitesto]- Classificazione climatica: zona C, 1017 GR/G
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]Il toponimo "Spigno" deriva dalla diffusione sul territorio di due piante spinose, il biancospino e il pruno selvatico, e dal fatto che quest'ultima veniva utilizzata dagli spignesi per rendere più efficaci le palizzate di recinzione con le sue spine.
Dal IX all'XI secolo il centro abitato era noto con il nome di Spinium o Casalis Spini, divenuto nel XII secolo Castrum Spinei, poi nel XVII secolo "Spingo" o "Spigno", venendo rinominato dopo l'Unità d'Italia, il 16 febbraio del 1862, "Spigno Saturnia", con l'aggiunta di "Saturnia", antico nome poetico dell'Italia legato al dio Saturno.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Sino al VI secolo il centro abitato era situato nella località Santo Stefano, dove forse sorgeva l'antica città aurunca di Ausona, il cui territorio comprendeva anche parte delle aree degli odierni comuni di Ausonia e di Minturno. Dal IX all'XI secolo era sito al Casale, con il nome di Spinium o Casalis Spini.
Le sue maggiori attrattive storiche sono offerte dai ruderi dell'antico borgo del Casale e dal Castrum Spinei, fortezza sorta alla fine dell'XI secolo ad opera dei Normanni, che governarono il castello fino al XIII secolo allorché si estinsero i Dell'Aquila nella contea di Traetto.
Negli anni successivi, Spigno rimase incorporato nella contea di Fondi, alle dipendenze di Roffredo Caetani, nipote del papa Bonifacio VIII. Sotto gli esponenti della famiglia Caetani, il piccolo feudo visse uno dei periodi più concitati della sua storia, per essere stato coinvolto nell'aspra lotta tra Angioini ed Aragonesi, fortemente interessati al possesso della munitissima piazzaforte di Gaeta (1435) considerata, a buona ragione, chiave del Regno di Napoli.
In quel delicato frangente il castello di Spigno si trovò esposto alle rappresaglie delle truppe angioine; il territorio fu devastato e saccheggiato e gli abitanti sottoposti ad ogni tipo di vessazione. Pochi anni dopo (1438) Alfonso d'Aragona, memore delle promesse fatte durante l'assedio di Gaeta, affidò il governo di Spigno ad Onorato II Caetani, figlio di Cristoforo Caetani.
Onorato (dal popolo benevolmente chiamato "re piccolo") emanò a favore dei sudditi importanti privilegi e provvisioni, contenute in una specie di statuto, il più antico di cui si ha finora notizia. In esso era garantita l'osservanza di antiche consuetudini; erano stabilite le modalità che regolavano le entrate annue a favore dell'erario, le agevolazioni fiscali, ripristinati i confini territoriali e definita la struttura amministrativa del feudo.
All'inizio del XVI secolo Spigno passò dai Caetani ai Colonna e quindi ai Carafa di Stigliano. Subì poi una progressiva decadenza, che durò fino all'abolizione della feudalità, proclamata il 2 agosto 1806 da Giuseppe Bonaparte, insediatosi sul trono del Regno di Napoli dopo il colpo di Stato del fratello Napoleone e le sue spedizioni militari. In conseguenza dei nuovi eventi, la Universitas (Comunità) fu chiamata Comune; il feudatario scomparve di scena ed il vecchio apparato amministrativo passò dagli iudices (boni homines), al sindaco, coadiuvato da alcuni decurioni (consiglieri). I nuovi responsabili del governo cittadino duravano in carica solo un anno ed il sindaco veniva scelto dai consiglieri che formavano il decurionato (consiglio comunale).
Nonostante queste innovazioni, tuttavia, per molti decenni ancora non si registrò, nella vita sociale del paese, un effettivo, sostanziale cambiamento. Perdurarono l'analfabetismo e i privilegi, con preclusione di qualsiasi possibilità attuativa di quei diritti dei cittadini tanto decantati dalla rivoluzione francese.
Gli avvenimenti di rilievo ai quali gli spignesi presero parte nei secoli passati sono molti: va ricordata soprattutto la loro partecipazione alla Crociata di Guglielmo II in Terra Santa (fine XII secolo) e sono da menzionare le lotte contro i pirati turchi che, specie nel corso del XVI secolo, infestarono incessantemente le zone del basso Lazio. Si ricordano inoltre il coraggioso sostegno dato dagli spignesi a fra Diavolo, l'itrano Michele Pezza, nella lotta contro gli invasori francesi (1798-1800) e la concreta azione svolta a favore delle Società segrete (1820-25 circa).
Spigno Saturnia ha fatto parte per secoli della Terra di Lavoro del Regno delle Due Sicilie e questa appartenenza è durata fino al 1860, anno in cui, senza alcuna formale dichiarazione di guerra, avvenne l'invasione del Regno da parte delle truppe del Regno di Sardegna. Infatti, in seguito alle sconfitte dell'esercito borbonico nella battaglia del Volturno e in quella del Garigliano, e dopo l'assedio di Gaeta e la successiva annessione del Meridione d'Italia al detto Regno di Sardegna, poi Regno d'Italia, anche Spigno fu aggregato allo Stato unitario sabaudo. Comunque, anche dopo il 1860 e la fine del governo dei Borbone di Napoli, Spigno Saturnia continuò a far parte della provincia di Terra di Lavoro (circondario di Gaeta) e questo durò fino al 1927 quando, per volere dei fascisti di Mussolini, fu incluso nella provincia di Roma. Successivamente (1934) fu aggregato al territorio della provincia di Littoria (l'attuale provincia di Latina), anche stavolta per decisione autoritaria del governo fascista. È infine da menzionare la sommossa popolare messa in atto nel 1911, diretta a rovesciare il potere oligarchico ed incontrollato della prepotente e corrotta classe dominante locale.

Durante la Seconda guerra mondiale Spigno fu quasi interamente distrutto a causa dei combattimenti avvenuti lungo la linea Gustav fra tedeschi e alleati, durante la campagna d'Italia, fra l'autunno del 1943 e la primavera del 1944. Proprio a causa di ciò, dopo il conflitto, fu deciso di costruire il paese di Spigno Nuovo nella pianura sottostante Spigno Vecchio.[4]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 24 marzo 1994.[5]
In precedenza era in uso uno stemma concesso con DPR del 22 ottobre 1970 in cui erano rappresentate tre spighe di grano. Il gonfalone è un drappo di verde.
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]— 8 novembre 2004[6]
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa di Santa Croce, è una chiesa ad una unica navata, con portale sormontato da copertura in cemento, e transetto coperto da una cupola quadrata.[7]
- Chiesa di San Giovanni Battista, risalente al XVIII secolo, ricostruita completamente nel 1944, è una chiesa con ingresso preceduto da portico, ad una unica navata, con tetto ligneo spiovente.[8]
Architetture militari
[modifica | modifica wikitesto]Aree naturali
[modifica | modifica wikitesto]- Parco naturale dei Monti Aurunci, un'estesa area naturale protetta del Lazio, istituita nel 1997 che si trova al confine tra le province di Frosinone e Latina.[10]
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[11]

Religione
[modifica | modifica wikitesto]La parrocchia cattolica di Santa Croce di Spigno Saturnia riferisce all'arcidiocesi di Gaeta.[12]
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Istruzione
[modifica | modifica wikitesto]Musei
[modifica | modifica wikitesto]- Museo Naturalistico, dedicato alla conoscenza del territorio e della biodiversità del Parco naturale dei Monti Aurunci.[13]
Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]I centri abitati comunale sono: Spigno nuovo centro, Spigno superiore, Santo Stefano e Campodivivo.[14]
Spigno Superiore, o Vecchio (375 m s.l.m.), è il centro abitato che conserva i ruderi dell'antico castello, in posizione panoramica sul versante orientale del Monte Petrella (1533 m s.l.m.), mentre Spigno nuovo centro (146 m s.l.m.) è sorto nel secondo dopoguerra a ridosso della Strada Statale 630.
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero degli addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).[15]
| 2015 | 2014 | 2013 | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Numero imprese attive | % Provinciale Imprese attive | % Regionale Imprese attive | Numero addetti | % Provinciale Addetti | % Regionale Addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | |
| Spigno Saturnia | 227 | 0,58% | 0,05% | 593 | 0,49% | 0,04% | 233 | 595 | 248 | 617 |
| Latina | 39 304 | 8,43% | 122 198 | 7,75% | 39 446 | 120 897 | 39 915 | 123 310 | ||
| Lazio | 455 591 | 1 539 359 | 457 686 | 1 510 459 | 464 094 | 1 525 471 |
Nel 2015 le 227 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,58% del totale provinciale (39 304 imprese attive), hanno occupato 593 addetti, lo 0,49% del dato provinciale (122 198 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato due persone (2,61).
Artigianato
[modifica | modifica wikitesto]Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte del cotto fatto a mano, del ricamo e del merletto.[16]
Agricoltura
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio è anche luogo ufficiale di produzione delle olive Itrane.[17]
Amministrazione
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Nel 1934 Spigno Saturnia passò dalla provincia di Roma alla nuova provincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 5 giugno 1985 | 22 maggio 1990 | Raffaele Filosa | DC | Sindaco | |
| 22 maggio 1990 | 23 aprile 1995 | Carlo Pampena | PSI | Sindaco | |
| 23 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Antonio Saltarelli | PPI | Sindaco | |
| 13 giugno 1999 | 12 giugno 2004 | Carlo Pampena | lista civica | Sindaco | |
| 12 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Antonio Saltarelli | lista civica | Sindaco | |
| 7 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Franco Simeone | lista civica | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 25 giugno 2018 | Salvatore Vento | lista civica | Sindaco | |
| 26 giugno 2018 | 27 maggio 2019 | Monica Perna | Comm. pref. | ||
| 27 maggio 2019 | 9 giugno 2024 | Salvatore Vento | lista civica | Sindaco | |
| 9 giugno 2024 | in carica | Marco Vento | lista civica | Sindaco | |
Altre informazioni amministrative
[modifica | modifica wikitesto]- Fa parte della XVII Comunità Montana dei Monti Aurunci e del Parco naturale dei Monti Aurunci.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ S_Pol, Spigno Saturnia, su visitlazio.com. URL consultato il 22 aprile 2026.
- ↑ Spigno Saturnia, su dati.acs.beniculturali.it. URL consultato il 26 ottobre 2023.
- ↑ Comune di Spigno Saturnia, Medaglia d'argento al merito civile, su quirinale.it.
- ↑ Chiesa di Santa Croce <Spigno Saturnia>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 30 aprile 2026.
- ↑ Chiesa di San Giovanni Battista <Spigno Saturnia>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 30 aprile 2026.
- ↑ Spigno Saturnia | Città, paesi e..., su lazioturismo.it. URL consultato il 22 aprile 2026.
- ↑ Parco Naturale dei Monti Aurunci, su parcoaurunci.it. URL consultato il 22 aprile 2026.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Orari messe - Parrocchia di Santa Croce, su orarimesse.it. URL consultato il 30 aprile 2026.
- ↑ Comune di Spigno Saturnia | Museo Naturalistico, su comune.spignosaturnia.lt.it. URL consultato il 22 aprile 2026.
- ↑ Aggiornamento delimitazione dei centri abitati di SPIGNO SATURNIA ai sensi dell’art. 4 del D.Lvo 30/04/1992, n. 285 e regolamento DPR 495/92 e ss.mm.ii., su comune.spignosaturnia.lt.it. URL consultato il 30 aprile 2026.
- ↑ Atlante Statistico dei comuni dell'Istat, su asc.istat.it. URL consultato il 7 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2020).
- ↑ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.
- ↑ Disciplinare dell'Oliva Itrana (PDF), su arsialtrasparenza.it. URL consultato il 22 aprile 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Angelo De Santis, Rievocazione di Spigno Saturnia. Da un Apprezzo del 1690, in Miscellanea di scritti vari in memoria di Alfonso Gallo, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1956, pp. 357-368.
- Cosmo Damiano Pontecorvo, Il sacrificio di Spigno Saturnia nella Seconda guerra mondiale, collana Il Golfo, Spigno Saturnia (LT), Centro storico culturale Andrea Mattei, 1979.
- Raffaele Castrichino, La resistenza a Spigno Saturnia distrutta e abbandonata (1943-44), collana Monumenta Auruncorum historica, Gaeta (LT), La Poligrafica, 1980.
- Raffaele Filosa, Storia politico-amministrativa di Spigno Saturnia dal 1944 al 1980, Marina di Minturno (LT), Caramanica Editore, 1981.
- Albino Cece, Le condizioni di Spigno Saturnia nel 1886, in Civiltà aurunca, vol. VIII, n. 18, 1992, pp. 47-49.
- Raffaele Tucciarone, Millennium Spinei. Le origini di Spigno, Minturno (LT), Centro Grafico Artigiano, 1999.
- Carlo Gamba, Comunità e statuti della Terra di Lavoro. Storia e statuti di Spigno Saturnia (LT), Coreno Ausonio (FR) e Alvignano (CE), Roma, Viella Editrice, 2006, ISBN 88-8334-198-8.
- Raffaele Tucciarone, Spigno Saturnia. Avvenimenti storici antichi e moderni, Roma, Herald Editore, 2008, ISBN 978-88-89672-91-4.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.spignosaturnia.lt.it.

