Minervino Murge

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Minervino Murge
comune
Minervino Murge – Stemma Minervino Murge – Bandiera
Minervino Murge – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Barletta-Andria-Trani-Stemma.png Barletta-Andria-Trani
Amministrazione
Sindaco Maria Laura Mancini detta "Lalla" (lista civica SìAmoMinervino) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate 41°06′N 16°05′E / 41.1°N 16.083333°E41.1; 16.083333 (Minervino Murge)Coordinate: 41°06′N 16°05′E / 41.1°N 16.083333°E41.1; 16.083333 (Minervino Murge)
Altitudine 429 m s.l.m.
Superficie 257,41 km²
Abitanti 9 032[1] (31-12-2015)
Densità 35,09 ab./km²
Comuni confinanti Andria, Canosa di Puglia, Lavello (PZ), Montemilone (PZ), Spinazzola
Altre informazioni
Cod. postale 76013
Prefisso 0883
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 110006
Cod. catastale F220
Targa BT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 798 GG[2]
Nome abitanti Minervinesi
Patrono San Michele Arcangelo, Madonna del Sabato
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Minervino Murge
Minervino Murge
Posizione del comune di Minervino Murge nella provincia di Barletta-Andria-Trani
Posizione del comune di Minervino Murge nella provincia di Barletta-Andria-Trani
Sito istituzionale

Minervino Murge (Menarvèine [mənarˈvɛinə] in dialetto minervinese, fino al 1863 chiamata Minervino) è un comune italiano di 9 032 abitanti[1] della provincia di Barletta-Andria-Trani in Puglia. Il territorio comunale è il 62º in Italia per estensione territoriale e in gran parte è incluso entro i confini del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, istituito nel 2004.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato all'orlo dell'ultimo gradino calcareo affacciantesi sulla Fossa Premurgiana (bacino dell'Ofanto), l'abitato sorge su un dosso allungato alla sinistra di un solco vallivo tributario dell'Ofanto; è noto come il balcone delle Puglie, per la sua posizione a dominio della valle dell'Ofanto.

Nel territorio comunale si trova il bacino artificiale Lago Locone, delimitato dalla seconda diga in terra battuta più grande d'Europa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dai ritrovamenti rinvenuti sul territorio (Lama Cipolla, Lama Torlazzo, Casale) si evince che l'origine di Minervino risale a 2000 anni prima di Cristo.

Fu fondata dalle popolazioni japige che occupavano la Puglia in quel periodo storico e successivamente venne colonizzata dai Romani. Nella Tavola Peutingeriana, che era una grande cartina dell'Impero, nel luogo dove sorge Minervino vi è un monte (forse simbolo delle Murge), un fiume (probabilmente l'Ofanto) e il nome della città risulta essere Rudias dei Peucetii, il nome di Minervino prima della colonizzazione romana.

Secondo la leggenda, invece, venne fondata nel 216 a.C. quando alcuni legionari romani, scampati alla battaglia di Canne, trovarono riparo sulle Murge. Qui s'innamorarono delle pastorelle del luogo e decisero di rimanerci, celebrando i riti nuziali in una grotta che loro stessi dedicarono alla dea Minerva (l'attuale grotta di San Michele).

Più volte devastata da incursioni saracene, se ne ha la prima precisa menzione in documenti dell'XI secolo. Appartenne ai principi di Taranto nel XV secolo e nel 1508 fu concesso da Ferdinando il Cattolico al conte Forti Onorati d'Aragona. A titolo di principato fu poi dei Pignatelli nel XVI secolo, poi appartenne ai Carafa ed ai Tuttavilla.

Partecipò attivamente ai moti del 1799 e nel 1818 fu privata della sede vescovile.

I minervinesi, spinti da gravi condizioni sociali, parteciparono ai moti popolari del 1898, uccidendo tre proprietari terrieri. Il tumulto fu poi represso dalle autorità.[3]

Secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 24 giugno 1945, in seguito all'arresto di diverse persone accusate di furto e di alcuni renitenti alla leva, scoppiò una rivolta comunista che portò Minervino a "dichiarare guerra" all'Italia. La città fu così trasformata in una fortezza: dal Faro al Castello nei punti nevralgici furono piazzate mitragliatrici e sorsero trincee sulle strade di collegamento principali.

Il 29 giugno, in seguito all'intervento del battaglione San Marco, e prima ancora al tentativo di calmare gli animi da parte del senatore Mauro Scoccimarro e dei segretari comunisti di Andria e Bari, oltre all'intervento dei carabinieri provenienti da mezza provincia, la situazione tornò alla normalità. L'unica vittima di questo episodio fu Michele Colia, in ricordo del quale fu eretta una lapide commemorativa nel punto in cui perì.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Piazza De Deo (Centro Storico)
Un'altra vista di Minervino
Diga Locone

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Cattedrale dell'Assunta: di origine medievale, conserva scarsi resti della costruzione primitiva. Fu consacrata nel 1608.
  • Grotta di San Michele
  • Santuario della Madonna del sabato (XVII secolo)
  • Chiesa Maria SS. di Costantinopoli
  • Chiesa dell'Immacolata Concezione (1794): presenta una facciata barocca a due ordini con fastigio, compresa fra due campanili, di cui soltanto il destro affine alle linee dell'edificio.
  • Chiesa di San Michele
  • Chiesa dell'Incoronata
  • Chiesa del Carmine
  • Chiesa della Madonna della Croce (1628)
  • Chiesa del Conservatorio
  • Chiesa di San Francesco (Purgatorio) (XIV secolo)
  • U CUDD

Architetture civili e militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello, del XIV secolo, ridotto poi a palazzo, è stato variamente manomesso.
  • Torre quattrocentesca
  • Orologio Vecchio
  • Faro votivo della villa comunale. Costruito in epoca fascista e inaugurato nel 1932, era ideato per commemorare i caduti fascisti. Dopo la seconda guerra mondiale e la capitolazione del regime fascista molti oppositori del regime volevano abbatterlo ma poi si optò per un'altra soluzione, che consisteva nell'eliminazione e nell'abrasione di alcune scritte e simboli fascisti, divenendo quindi il monumento non più commemorativo dei "martiri fascisti di Puglia", bensì dei "martiri di Puglia" (come si può notare nell'iscrizione presente sul frontone). La struttura è alta 32 metri, misura alla base 14 metri ed inizialmente (fino ad alcuni anni fa) era presente una lanterna sulla sommità dell'edificio donata dal Ministero della marina mercantile (poi sostituita con una di minor potenza), che aveva una potenza di 2.000.000 di candele elettriche rendendo perciò visibile il fascio luminoso nel raggio di circa 80 km.
  • Nel centro storico denominato "Scesciola" vi è la cosiddetta "Casa delle streghe", dove si suppone che nella seconda metà dell'Ottocento abbia vissuto una famosa veggente riconosciuta con il nome di Eusapia Palladino, cui si rivolgevano anche gli zar di Russia.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Minervino Murge[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Bovio

Società[modifica | modifica wikitesto]

Vista del paese

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Alberto Mario Banti, L'età contemporanea. Dalle rivoluzioni settecentesche all'imperialismo, Bari, Laterza, 2012
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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