Girifalco

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Girifalco
comune
Girifalco – Stemma
Girifalco – Veduta
Centro storico di Girifalco
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Catanzaro-Stemma.png Catanzaro
Amministrazione
Sindaco Pietrantonio Cristofaro dal 31/05/2015
Territorio
Coordinate 38°49′N 16°26′E / 38.816667°N 16.433333°E38.816667; 16.433333 (Girifalco)Coordinate: 38°49′N 16°26′E / 38.816667°N 16.433333°E38.816667; 16.433333 (Girifalco)
Altitudine 456 m s.l.m.
Superficie 43,1 km²
Abitanti 5 945[1] (31-12-2015)
Densità 137,94 ab./km²
Comuni confinanti Amaroni, Borgia, Cortale, San Floro, Squillace, Vallefiorita
Altre informazioni
Cod. postale 88024
Prefisso 0968
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 079059
Cod. catastale E050
Targa CZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti girifalcesi
Patrono San Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Girifalco
Girifalco
Girifalco – Mappa
Posizione del comune di Girifalco all'interno della provincia di Catanzaro
Sito istituzionale

Girifalco è un comune italiano di 5 945 abitanti[1] della provincia di Catanzaro in Calabria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova al centro dell'Istmo di Catanzaro, il punto più stretto della penisola italiana, adagiato ai piedi di monte Covello (848 m s.l.m.), sottogruppo montuoso del Monte Serralta nelle Serre settentrionali, su un'altezza di 456 m s.l.m. Ha una superficie di 43,1 km² e dista 32 km dal capoluogo Catanzaro e 28 da Lamezia Terme. Nel territorio comunale nasce il torrente Alessi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità e origini[modifica | modifica wikitesto]

Come dimostrato da alcuni ritrovamenti in contrada Caria, nella parte alta del torrente Alessi, vi erano degli insediamenti precedenti alla Magna Grecia. La necropoli rinvenuta risale al Neolitico superiore e consente di affermare che nel territorio erano presenti delle popolazioni, presumibilmente autoctone, che si erano stanziate nelle valli fluviali.[2]

Tuttavia per avere una prima testimonianza scritta sulle origini dell'insediamento bisogna fare riferimento ad un vecchio articolo del giornale La tribuna illustrata del 7 Febbraio del 1937, in cui si legge: "Girifalco deve la sua nascita alla morte di due paesi, Toco e Caria, distrutti dai Saraceni nell'836. Gli abitanti dei villaggi si rifugiarono sulla rupe chiamata "Pietra dei Monaci", sita in località Pioppi, e respinsero ogni assalto lanciando, in disperata difesa, le pietre strappate alla montagna. Furono chiamati, quei prodi, una "Sacra Falange", e, da quel loro nome, detto in greco, venne il nome del loro nuovo nido: Girifalco".[3]

Gli abitanti di questi due antichi villaggi, Toco e Caria posti di fronte al golfo di Squillace verso est, risalivano ai tempi delle migrazioni greche ed erano insediamenti presenti nella vallata, i quali probabilmente non vennero mai conquistati dai Bruzi perché si trovavano nei pressi dell'antica Squillace, essendo questi in continuo conflitto con le città della Magna Graecia. Prima dell'arrivo dei Normanni in Calabria, in piena epoca Bizantina, per difendersi dalle incursioni dei saraceni che infestavano quelle contrade tra il IX e il X secolo, la popolazione si rifugiò in un luogo più alto e sicuro dal quale era visibile l'intera valle. Quel luogo era una rupe che denominarono Terravecchia e che in seguito sarà conosciuta come Pietra dei Monaci (probabilmente perché dopo sorse un convento o un cenòbio Bizantino, vista la diffusione del rito greco-ortodosso in Calabria). In quel luogo nacque il primo nucleo abitativo, Pioppi, tipicamente medioevale adagiato su uno sperone roccioso, che si popolò degli abitanti della vallata.[4][5]

Periodo Normanno[modifica | modifica wikitesto]

Non molto è documentato sulla dominazione Normanna nella terra di Girifalco. Tuttavia uno scrittore e viaggiatore inglese, Edward Lear, percorse a piedi il sud Italia, e così scrisse nel suo Diario di un viaggio a piedi[6]:

« "Arrivai ad una città di montagna chiamata col delizioso nome di Girifalco... probabilmente se uno potesse scavare nella sua storia, potrebbe trovare che il nome arrivi ai Normanni o probabilmente al più grande dei falconieri, Federico II". »
(Edward Lear, Diario di un viaggio a piedi)

Per il sovrano svevo, Girifalco, trovandosi nel punto più stretto della Calabria, poteva costituire una postazione strategica, infatti, dall'alto del Monte Covello si scorgono l'uno e l'altro mare e una guarnigione, quindi, sarebbe stata molto utile. All'epoca era diffusa la caccia con il falco e nella corte di Federico II vi erano dei falconieri, ufficiali preposti all'allevamento e addestramento dei falconi per le battute di caccia e tra l'altro il sovrano di Sicilia era lui stesso un grande falconiere. Egli aveva creato una grande riserva di caccia fino ai territori confinanti ed è dunque possibile che dei falconieri normanni risiedessero nella terra di Girifalco, visto che il territorio costituisce tutt'ora un passaggio obbligato per questi rapaci.[7]

Intorno al 1220 Federico II, una volta domati i saraceni e riconquistato le roccaforti musulmane in Sicilia, ne trasferì una parte a Girifalco, oltre a quelli di Lucera (che era la colonia principale) e Acerenza, per evitare un loro ritorno sull'isola dando inizio a nuove rivolte. Dopo un paio di decenni la colonia venne abbandonata, insieme a quella di Acerenza, per consentire il definitivo trasferimento dei rivoltosi saraceni interamente nella città di Lucera.[8]

Con il sistema feudale, che in Calabria era stato diffuso durante il periodo normanno, la terra di Girifalco venne assegnata al feudo di Maida.

Dal 1300 al 1500[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del XIV secolo, Girifalco fu possedimento di Caterina Niceforo, figlia del tiranno e despota dell'Epiro. Successivamente fece parte, fino al 1494, della Contea di Arena. Da quell'epoca, con la dominazione spagnola nel Meridione, passò al Principato di Squillace sotto la famiglia dei Borgia fino al 1506, quando Ferdinando II d'Aragona la staccò per annetterla alla Contea di Soriano, sotto la Signoria dei Carafa. Nel 1526 la terra di Girifalco appartenne a un certo Camillo de Gennaro per poi ritornare sotto i Carafa fino al 1610.[9]

Nel 1548 il vescovo Marco Lauro, originario di Tropea e fratello del cardinale Vincenzo Lauro, fece erigere il convento di San Domenico, che fu anche centro di studi teologici e dove pare vi abbia dimorato il frate domenicano Tommaso Campanella, nativo di Stilo, di ritorno in Calabria sul finire del secolo per partecipare a un convegno contro la dominazione spagnola ed esporre il suo piano di rivolta.[10]

1600 e 1700 - Epoca Ducale[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni del XVII secolo Girifalco fu feudo dei Caracciolo per poi appartenere alla famiglia Ravaschieri. Dopo qualche anno il feudo ritornò sotto i Caracciolo grazie al matrimonio tra la Duchessa Ravaschieri di Girifalco con un certo Annibale Caracciolo. Da essi nacque Fabrizio Caracciolo, secondo Duca di Girifalco, artefice di un periodo assai fiorente per il feudo durante il suo Ducato che durò dal 1634 al 1683, consolidando lo sviluppo socio economico della cittadina con la presenza dell'universitas e dell'istituzione feudale. Il Duca Caracciolo fece costruire, nel 1635, il convento dei Riformati e lo concesse ai Frati Minori che, per ringraziarlo, fecero erigere una statua in suo onore e la collocarono nei pressi del convento stesso. Il sindaco Carlo Pacino fece realizzare delle opere di grande importanza come la prima casa comunale intorno alla metà del '600, l'ampliamento della chiesa di San Rocco e qualche decennio più tardi, nel 1663, la monumentale fontana Barocca. Nel XVII secolo dunque il centro abitato si andava sempre di più espandendo e vi era la presenza di svariate chiese (quella di San Rocco e la Matrice del rione Pioppi le principali), due importanti conventi, la casa comunale, il palazzo Ducale (residenza del duca) e inoltre venne realizzato lo stemma della città. Il frate Giovanni Fiore nella sua opera, Della Calabria illustrata, scriveva che Girifalco era una terra molto antica e mutata dalla sua prima fondazione e nell'anno 1641 erano presenti 222 fuochi (famiglie) con tutte le condizioni per poter vivere civilmente.[10]

Durante quel periodo, Girifalco venne colpita dal terremoto il 27 marzo 1638, in cui venne gravemente danneggiata quasi la totalità del centro e soprattutto il rione Pioppi con l'annessa chiesa Matrice, che venne riparata. L'evento è citato da un certo Lutius De Urso: "Girifalco di fuochi 180. Fu negli anni addietro poco men che disfatto dal terremoto (anno 1626); la terra si fracassò e particolarmente una torre altissima di fabbrica assai antica; in una delle due parti della terra si è spezzato il monte e fatta apertura, molti cittadini hanno fatto le case in altro luogo. Il Duca Fabritio dell'illustrissima famiglia Caracciolo che ne è padrone, l'avea non solo restaurata, ma abbellita; ma in questo 27 marzo rovinò con la morte di 50 persone ordinarie". La torre menzionata dal De Urso probabilmente era un'antica torre difensiva costruita alla Pietra dei Monaci e dalla sua sommità si poteva osservare tutta la vallata fino al Golfo di Squillace. Questo potrebbe spiegare la presenza delle torri nello stemma cittadino.[11]

Dopo la morte del Duca Fabrizio Caracciolo, avvenuta nel 1683, subentrarono i Caracciolo di Gioiosa (tramite il matrimonio della figlia del Duca, Maria Virginia, con un Caracciolo di Gioiosa) fino al 1696, quando ereditò il Ducato Nicola Maria, nipote del Duca Fabrizio. Il nuovo Duca nei primi anni del XVIII secolo riuscì a ingrandire il patrimonio feudale, che già comprendeva le terre di San Vito e Cenadi, annettendo le Baronie di San Demetrio, Stefanaconi e San Floro.

In quegli anni, precisamente nel 1723, a Girifalco venne fondata la loggia massonica denominata Fidelitas in saeculis, la prima nata sul suolo Italico. I Caracciolo erano signori della cittadina da quasi un secolo e con ogni probabilità la loggia nacque grazie alla loro influenza.[12][13]

Il Ducato di Nicola Maria durò fino al 1736, anno della sua morte e negli anni successivi altri suoi discendenti furono Duchi di Girifalco fino alla fine del '700, chiudendo un'era molto importante che terminerà con l'amministrazione feudale temporaneamente affidata alla famiglia dei Magno Oliverio, una volta che i Caracciolo fecero ritorno a Napoli, capitale del Regno.

Sul finire del XVIII secolo un altro terremoto colpì gravemente la Calabria e la cittadina di Girifalco, quello del 28 marzo 1783. Il centro venne distrutto o danneggiato gravemente, come il rione Pioppi con la Chiesa Matrice (già danneggiata gravemente nel terremoto del 1638 e poi ristrutturata) che si decise di non ricostruire più. Le sue funzioni furono trasferite nella Chiesa del Convento dei Domenicani, che divenne così la nuova Chiesa Madre.

Negli ultimi anni del '700 il Regno di Napoli decise di andare verso la soppressione del patrimonio ecclesiastico, che rimase alla mercé degli avvenimenti politici insieme ai beni del feudo, causando delle tensioni all'interno della società. Inoltre, nel 1799, i Borbone fuggirono a Palermo, mentre a Napoli nacque la Repubblica Partenopea, alla quale aderirono numerosi comuni della Calabria. Girifalco, insieme ad altri centri, rimase invece fedele ai Borbone con delle spedizioni che si unirono al Cardinale Ruffo e al suo Esercito Sanfedista, il quale si stava dirigendo verso Napoli contro i Francesi.[5]

1800 - Fine del feudo e istituzione del comune[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio del 1806 Giuseppe Bonaparte invase il Regno di Napoli e attuò le leggi eversive della feudalità decretando la fine dei feudi, compreso quello di Girifalco che vide così definitivamente la fine dei Caracciolo nel proprio territorio.

Nel decennio francese (1806 - 1815) divenne comune della Calabria Ultra con la legge del 4 maggio 1811, per la nuova circoscrizione delle quattordici provincie del Regno di Napoli. Durante il Regno delle Due Sicilie (1816 - 1861), Girifalco fece parte della Calabria Ulteriore Seconda, con partecipazione ai moti di Napoli del 1821 e soprattutto a quelli del 1848. Nel mese di febbraio di quell'anno, dopo che Ferdinando II dovette concedere nuovamente la Costituzione al Regno, a Girifalco nacque una setta carbonara, Gioventù italica e fratellanza, che cospirava contro il governo borbonico per i disagi generali che affliggevano la popolazione. Dopo vari tumulti cittadini una spedizione di volontari partì per Filadelfia, dove era stanziato un accampamento delle armate di rivoluzione della provincia di Catanzaro, con il compito di ostacolare i movimenti dell'esercito borbonico guidato dal generale Nunziante che stava per approdare e collocare una base operativa a Monteleone.[4][5]

In seguito all'unità d'Italia, negli anni '70 del XIX secolo, il Prefetto di Catanzaro Colucci fu promotore dell'istituzione di un manicomio interprovinciale nella Calabria. Dopo la verifica di varie strutture presenti in altri comuni più o meno nella zona, nel 1878 venne ritenuto idoneo il convento dei Riformati di Girifalco, costruito dal Duca Fabrizio Caracciolo più di due secoli prima, che nel 1880 venne così trasformato nel manicomio interprovinciale. L'ospedale rappresentò una grande fonte di beneficio per Girifalco, dando inizio allo sviluppo e alla modernizzazione dell'economia cittadina.[14]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Rocco

Di fondazione remota, XVI secolo, è uno dei monumenti più antichi di Girifalco. Si trova in piazza Vittorio Emanuele II ed è un vero e proprio gioiello di architettura barocca. Costruita, secondo la leggenda, dopo il ritrovamento di un'effige del Santo tra gli arbusti di un pantano nel luogo dove in seguito fu innalzata la Chiesa. Fu più volte restaurata nel corso della storia e infatti l'antica chiesa, che era di proporzioni maggiori, venne riedificata nel 1666 dopo i gravi danni subiti da un sisma nello stesso secolo. Nel 1672 venne elevata a Parrocchia. Resistette al terremoto del 1783, che distrusse gran parte del paese, e non subì modifiche rilevanti fino al 1860. Sulla facciata ci sono quattro colonne con capitello e a sinistra il campanile presenta un orologio posto nella parte superiore. L'interno custodisce varie opere di grande pregio tra cui un ostensorio barocco, l'altare Maggiore opera di scalpellini di Serra San Bruno, l'altare di San Michele Arcangelo, che fu l'antico patrono del paese, e la bellissima statua di San Rocco, opera di arte assai pregevole realizzata in legno massiccio, risalente a quell'epoca di fioritura artistica che fu il XVI secolo.[15]

Chiesa Matrice - Santa Maria delle Nevi

Venne edificata sul sedime della chiesa del convento dei frati Domenicani, nato nel 1548, dedicata a Santa Maria delle Grazie (un tempo l'attuale piazza Umberto I era detta "piano di Santa Maria"). Fino alla fine del XVIII secolo svolgeva le funzioni di Matrice la chiesa sita in località "Pioppi vecchi", nella zona più antica del paese, ma il terremoto del 1783 la distrusse. Il centro urbano si stava espandendo e così fu deciso di collocarne la sede nell'attuale posizione più centrale, nonostante un progetto di ricostruzione del 1795, tramite la cassa sacra, dell'architetto del Regno di Napoli Ermenegildo Sintes.[16]

  • Chiesa del SS. Rosario
  • Chiesa dell'Addolorata: XVIII secolo
  • Chiesa dell'Annunziata

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Casa Municipale (prima Casa Comunale): risalente al XVII secolo è situata in piazza Vittorio Emanuele II. La casa è fregiata dallo stemma della famiglia Caracciolo. Oggi ha la funzione di biblioteca comunale.
  • Palazzo Municipale: sede del comune.
  • Palazzo Ducale: ubicato in piazza Umberto I, di rilevanza notevole e per lungo tempo residenza signorile. Fu costruito nel 1655 dal Duca Fabrizio Caracciolo, l'ingresso è caratterizzato da un grande portale bugnato e al suo interno conserva un altare palatino.
  • Palazzo Ciriaco
  • Palazzo Spagnuolo
  • Palazzo Staglianò
  • Palazzo Cefaly
  • Palazzo Giampà Valentini
  • Complesso Monumentale (ex ospedale psichiatrico): imponente struttura del vecchio manicomio provinciale istituito nel 1881. In passato era un convento dei Frati Minori del XVII secolo.[14]
  • Fontana Carlo Pacino: realizzata in stile barocco nel XVII secolo per volere del sindaco dell'epoca Carlo Pacino. L'opera si trova in piazza Vittorio Emanuele II accanto alla Chiesa di San Rocco.
  • La Cannaletta: fontana a sei cannali realizzata nel 1897.
  • Località Battandieri "Vottandìari": resti di un antico acquedotto del XVII secolo. Faceva parte dell'antica via dei mulini (13 in origine) che da monte Covello scendeva fino al centro abitato per poi dirigersi a valle.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Località Pietra dei Monaci e località Pioppi Vecchi: distrutti dal terremoto del 1783, molti ruderi sono ancora presenti tra i quali i resti dell'antica chiesa Matrice, della quale si possono ancora intravedere le mura di una delle navate laterali.
  • Località San Vincenzo: resti di un antico Cimitero Ebraico databile al VII secolo D.C.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Statua del Duca Fabrizio Caracciolo, posta all'esterno del palazzo Ducale.
  • Monumento ai Caduti, situato in piazza Umberto I.
  • Monumento ai Caduti di Monte Covello, situato in località Rimitello (Monte Covello) è dedicato ai Carabinieri caduti il 31 ottobre 1977 mentre con un elicottero sorvolavano l'entroterra calabrese.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Monte Covello: sottogruppo montuoso del Monte Serralta, Monte Covello, che raggiunge l'altezza di 848 metri, è noto per la ricchezza della flora abbondante di boschi, per la varietà faunistica e per la qualità delle acque oligominerali.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[17]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa di San Rocco: 15-24 agosto
  • Madonna del Rosario: 1ª domenica di ottobre
  • "Cumprunta": domenica di Pasqua
  • Festa dell'Addolorata: 15 settembre
  • "Azata": vigilia delle ceneri
  • Festa di San Giuseppe: 19 marzo
  • Festa della Madonnina di Monte Covello: 1ª domenica di agosto

Personalitá legate a Girifalco[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile - Statistiche demografiche ISTAT
  2. ^ Il sito archeologico della Caria, borgiaweb.it.
  3. ^ Girifalco, in La Tribuna illustrata - Anno XLV - N. 6 - 7 febbraio 1937 - Anno XV.
  4. ^ a b Storia - Comune di Girifalco, su www.comune.girifalco.cz.it. URL consultato il 29 maggio 2017.
  5. ^ a b c Aspetti e momenti del Risorgimento a Girifalco: il 1848.
  6. ^ Edward Lear, Diario di un viaggio a piedi.
  7. ^ (IT) Girifalco: la storia, su www.prolocogirifalco.it. URL consultato il 29 maggio 2017.
  8. ^ Origine, vita e distruzione della colonia Saracena di Lucera (PDF), meridiano16.com.
  9. ^ ITALIAPEDIA | Comune di Girifalco - Storia, su www.italiapedia.it. URL consultato il 29 maggio 2017.
  10. ^ a b Giovanni Fiore, Della Calabria illustrata.
  11. ^ G. Boca, Luoghi sismici di Calabria.
  12. ^ Rocco Ritorto, Tavole Massoniche 2.
  13. ^ La prima Loggia Massonica fondata in Italia, centrosociologicoalbenga.it.
  14. ^ a b SIUSA - Ospedale psichiatrico di Girifalco, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 29 maggio 2017.
  15. ^ Storia e Cultura San Rocco di Girifalco, su sanroccodigirifalco.it. URL consultato il 05 aprile 2017.
  16. ^ Progetto di ricostruzione della Chiesa Madre di Girifalco, movio.beniculturali.it.
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Scheda su Girifalco su Comuni-italiani.it

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