Antonio Carafa (cardinale)

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Antonio Carafa
cardinale di Santa Romana Chiesa
Antonio Carafa (1538-1591).jpg
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Nato25 marzo 1538, Montefalcone nel Sannio
Creato cardinale24 marzo 1568 da papa Pio V
Deceduto13 gennaio 1591, Roma
 

Antonio Carafa (Montefalcone nel Sannio, 25 marzo 1538Roma, 13 gennaio 1591) è stato un cardinale, bibliotecario ed erudito italiano.

Stemma dei Carafa

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Imparentato con papa Paolo IV, all'età di 15 anni venne a Roma alla corte papale, ebbe il titolo di cameriere segreto e, assieme al parente Alfonso Carafa, fu affidato alle cure del cardinale Guglielmo Sirleto il quale gli fornì una solida cultura umanistica. Non si interessò alla politica. Nominato canonico di San Pietro nel 1558, cadde anch'egli in disgrazia come i suoi parenti, ma poté rimanere a Roma quando gli altri Carafa vennero scacciati da Paolo IV (27 gennaio 1559). Perseguitato dal nuovo papa Pio IV, si rifugiò prima a Napoli e poi a Montefalcone nel Sannio, e si dedicò agli studi teologici e giuridici.

Fu riabilitato dal pontefice successivo, Pio V eletto nel 1566: richiamato a Roma, il 24 marzo 1568 fu nominato cardinale. Poco incline alla politica, si dedicò soprattutto allo studio dei problemi dottrinali ed esegetici. Nel 1586 fu nominato prefetto della Congregatio Interpretum Concilii Tridentini avente il compito di divulgare le prescrizioni e le direttive del Concilio di Trento. Si interessò inoltre dei rapporti con le chiese cattoliche non di rito latino (protesse la Chiesa caldea e i Maroniti) e, soprattutto, di fornire edizioni critiche dei testi della Chiesa; fu quindi membro delle commissioni sul Decretum Gratiani (1566), sulla Vulgata (1569), sulla Septuaginta e sulle Decretali (1580) Atti dei Concilii 1583. Fu protettore della Biblioteca Apostolica Vaticana, a cui lasciò un notevole numero di codici greci e latini. Fece inoltre restaurare a sue spese la basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Roma.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN4953121 · ISNI (EN0000 0000 6126 5820 · SBN IT\ICCU\LO1V\090131 · LCCN (ENno99039063 · GND (DE119637057 · BNF (FRcb12070188d (data) · CERL cnp01118057