Fedele Fischetti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Affreschi nella Sala dell'Estate, nella Reggia di Caserta

Fedele Fischetti (Napoli, 30 marzo 1732Napoli, 25 gennaio 1792) è stato un pittore italiano.

Come per molti artisti suoi contemporanei, i suoi dipinti sono caratterizzati da soggetti allegorici o narranti scene mitologiche.

Iniziò la carriera con la decorazione di oggetti come scrigi e carrozze, diventando poi famoso per i suoi lavori in chiese e palazzi nobiliari. Fra questi, a Napoli, si possono ricordare Palazzo Cellamare, Palazzo Fondi, Palazzo Carafa di Maddaloni (residenza del principe Alfonso d'Aragona), la Villa Campolieto ad Ercolano, la Reggia di Capodimonte, la Reggia di Carditello, e il Palazzo Reale.

Contribuì ampiamente a decorare la Reggia di Caserta con diversi affreschi fra cui: quelli nel bagno della regina Maria Carolina, rappresentanti l'Aurora e la Venere adornata dalle Grazie (oltre ai medaglioni rappresentanti Le Grazie, Diana e Atteone, la Nascita di Venere ed Episodi del mito di Atteone); l'affresco di Proserpina che durante L'Estate ritorna dal regno dei morti della madre Cerere nella Sala dell'Estate (insieme a Paolo Fabris); Borea che rapisce Orizia nella Sala dell'Inverno (Insieme a Filippo Pascale).[1]

Opera di Fischetti è anche l'affrescatura della sala da pranzo del Belvedere di San Leucio, in provincia di Caserta, una decorazione citata da Johann Wolfgang von Goethe in una delle sue opere. Nella chiesa di Santa Caterina da Siena dipinse sulla volta la Gloria di Santa Caterina, mentre nella tribuna affresca l'Eterno e gli Evangelisti e nelle lunette sugli altari raffigurò le Virtù Cardinali e le Virtù Teologali; oltre a queste vi sono delle tele con la Circoncisione (all'interno della terza cappella a destra) e La Vergine, la Maddalena e Santa Caterina.

Un altro celebre dipinto di Fischetti è il Trionfo di Lamba Doria, olio su tavola che funge da bozzetto per il grande affresco nella volta della sala ellittica del palazzo Doria d'Angri; la tavola è conservata a Londra nella Private Collection Agnew's.

Alla sua scuola è cresciuto e si è affermato, fra gli altri, il pittore Raffaele Gioia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Spinosa, “La pittura napoletana da Carlo a Ferdinando IV di Borbone”, in Storia di Napoli, Napoli 1971.
  • Nicola Spinosa, La pittura napoletana del Settecento dal rococò al classicismo, Electa, Napoli, 1987.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN4869911 · ISNI: (EN0000 0001 1587 5916 · LCCN: (ENnr2002043781 · GND: (DE140126716 · ULAN: (EN500019540 · CERL: cnp01205310