Mazzarino (Italia)

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Mazzarino
comune
Mazzarino – Stemma Mazzarino – Bandiera
Mazzarino – Veduta
Piazza Vittorio Veneto
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Libero consorzio comunaleProvincia di Caltanissetta-Stemma.png Caltanissetta
Amministrazione
SindacoVincenzo Marino (lista civica) dal 27-5-2014 (2º mandato dal 30-4-2019)
Territorio
Coordinate37°18′N 14°12′E / 37.3°N 14.2°E37.3; 14.2
Altitudine553 m s.l.m.
Superficie295,59 km²
Abitanti11 056[1] (30-11-2021)
Densità37,4 ab./km²
Comuni confinantiBarrafranca (EN), Butera, Caltagirone (CT), Caltanissetta, Gela, Niscemi, Piazza Armerina (EN), Pietraperzia (EN), Ravanusa (AG), Riesi, San Cono (CT), San Michele di Ganzaria (CT), Sommatino
Altre informazioni
Cod. postale93013
Prefisso0934
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT085009
Cod. catastaleF065
TargaCL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona D, 1 544 GG[3]
Nome abitantimazzarinesi
PatronoMadonna del Mazzaro
Giorno festivoterza domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mazzarino
Mazzarino
Mazzarino – Mappa
Posizione del comune di Mazzarino nel libero consorzio comunale di Caltanissetta
Sito istituzionale

Mazzarino (Mazzarinu in siciliano) è un comune italiano di 11 056 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Caltanissetta in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Mazzarino sorge su una collina interna nell'entroterra della piana di Gela, a est del fiume Salso, posta a 553 metri s.l.m., nella Sicilia centrale; e dista 32 km da Gela, 36 km da Caltagirone, 93 km da Agrigento, 44 km da Caltanissetta, 53 km da Enna, 99 km da Ragusa e 113 km da Catania.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Mazzarino.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +7,2 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +25,3 °C.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

rovine dell’antica Maktorion situate su Monte Bubbonia
acropoli antica Maktorion

Numerose fonti fanno derivare il nome Mazzarino da "Mazzara" per deformazione dall'antico toponimo "Maktorium". Maktorium (o Maktorion) sarebbe stato un centro indigeno ellenizzato (greco: Μακτώριον), citato da Erodoto (VII, 53) e che è stato identificato con i resti venuti alla luce nei pressi di Monte Bubbonia, nel territorio di Mazzarino, scavati da Paolo Orsi nei primi del Novecento. Il centro attuale invece si formò in età medievale attorno ad un castello di origine araba, del quale oggi si trovano solo pochi resti. Nel 1143 l'aleramico Manfredi fu il primo signore di Mazzarino. Nel 1304 passò sotto alla dinastia dei Branciforte, fino all'abolizione della feudalità, nel 1812. Infine nel 1818 fece parte della provincia di Caltanissetta.

Mazzarino nel 2007 è stata dichiarata "Città d'Arte" per la presenza di numerose chiese barocche.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Il Duomo
Chiesa dei Gesuiti
La Chiesa dei Gesuiti
Il Santuario
La Basilica Santuario

Duomo di Santa Maria della Neve[modifica | modifica wikitesto]

Tempio del Duomo o Madrice fu eretta verso la fine del XVI secolo sull'area dove prima sorgeva una chiesetta dedicata a Santa Maria della Neve, su progetto dell'architetto Angelo Italia, modificato successivamente su disposizione testamentaria del principe Carlo Maria Carafa. La facciata originaria è rimasta incompleta, Mentre infatti la parte superiore sinistra ospita un bassorilievo in pietra, raffigurante la creazione di Adamo ed Eva, il lato destro è privo del corrispondente, che avrebbe dovuto raffigurare Caino ed Abele. La facciata conserva quattro cassettoni rimasti vuoti, anch'essi sede prevista di bassorilievi non più eseguiti. Mancano parimenti quattro statue che avrebbero dovuto riempire le nicchie vuote. L'interno è a tre navate. Dietro all'altare maggiore vi è una grande tela raffigurante una Madonna della Neve. Gli stucchi della cappella della Madonna di Lourdes sono opera del Fantauzzi. Questa cappella e quella del SS. Sacramento sono adornate da due meravigliosi lampadari ottocenteschi in vetro di Murano policromi. Intorno all'altare maggiore vi è un ricchissimo stallo per i canonici, o coro, preziosissima opera lignea del concittadino Santi Rigano. L'altare è in cristalli dorati e colorati, l'opera si compone di 36 scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Completano il prezioso stallo diciotto medaglioni riproducenti i dodici apostoli, i quattro evangelisti, San Giuseppe e la Madonna. L'opera venne completata nel 1872. Il Duomo è parrocchia con qualche interruzione dal 1763.

Basilica Santuario di Maria Santissima del Mazzaro o Santa Maria Maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Eretta intorno al 1100 da Manfredi, distrutta dal terremoto del 1693 e ricostruita dal 1760. Il tempio ha tre navate, con pareti decorate in stile barocco siciliano su progetto di Bonaiuto da Siracusa. Al proprio interno si trova un quadro ligneo raffigurante la Madonna col Bambino sulle ginocchia ed accanto le vergini siciliane Sant'Agata e Santa Lucia, di stile greco-bizantino, ritrovato da un pastore intorno al 1125 mentre pascolava il suo gregge sulla cima boscosa della collina di Mazzarino; sepolto in seguito all'editto emanato da Leone Isaurico, dopo il ritrovamento, il popolo proclamò la Madonna del quadro Patrona di Mazzarino. Nell'aprile del 2006 papa Benedetto XVI l'ha elevata alla dignità di basilica minore.[4]

Chiesa del Santissimo Crocifisso dell'Olmo[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al V secolo dell'era cristiana; restaurata dai Normanni tra il X e XI secolo e dedicata alla Madonna dell'Itria; distrutta in seguito al terremoto del 1693 e ricostruita ad opera del marchese Filippo Bivona. Sembra che fin da quel tempo esistesse il Crocifisso, chiamato il Crocifisso delle Grazie; oggi si venera il SS. Crocifisso montato sopra una pesantissima bara di ferro che viene portato a spalla da uomini scalzi e nudi indossanti soltanto il saio bianco della confraternita per alcune vie del Paese la Seconda Domenica del mese di maggio. Il nome "Signore dell'Olmo" si deve ad una leggenda. Si racconta infatti che in un'epoca imprecisata il Crocifisso fu oggetto di attenzioni da parte di un gruppo di ladri. Uno di questi infisse una verga di legno di olmo davanti alla porta della chiesa, ma questo subito dopo iniziò a germogliare mettendo in fuga i malavitosi. Un grande Olmo difatti era presente fino alla fine dell'Ottocento.

Chiesa del Santissimo Crocifisso dell'Olmo

Chiesa di San Francesco d'Assisi e convento dei Padri Cappuccini[modifica | modifica wikitesto]

Custodia lignea della chiesa dei Cappuccini di Mazzarino, realizzata dal Fra Angelo Gagliano da Mazzarino (XVIII sec.)
Custodia lignea della chiesa dei Cappuccini di Mazzarino, realizzata dal Fra Angelo Gagliano da Mazzarino (XVIII sec.)

Con annesso convento; eretta intorno al 1120, vi si venerava la Madonna delle Grazie e poi fu dedicata a San Francesco d'Assisi. La costruzione del convento fu voluta e finanziata nel 1574 dal barone Pietro Rivalora.

Chiesa dell'Immacolata Concezione[modifica | modifica wikitesto]

Sorta nel XIV secolo, tra il 1560 ed il 1575, era dedicata alla Madonna della Catena. Vi si conserva una tela del 1606 del Paladini raffigurante l'Immacolata Concezione adorata da San Francesco, ove il pittore si autoritrae vestito con saio francescano, sottoscrivendosi con le parole: "Philippus Paladini florentinus pingebat, anno 1606".

Chiesa dell' Immacolata Concezione

Ex convento dei Padri Carmelitani e chiesa Santa Maria del Carmelo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa e convento dei Padri Carmelitani
Chiesa di santa Maria del Carmelo e convento dei Padri Carmelitani
Cupola chiesa del Carmine

Risalente a prima del 1471, questo convento oggi trasformato in Palazzo Comunale, tranne la chiesa fu voluto da Giuseppe Branciforti ma completato dal priore Carmelitano G. Marco Ferranti intorno al 1673, la chiesa è a croce latina con ornamenti un po' barocchi; l'altare Maggiore è riccamente decorato da marmi policromi. Al suo interno si trova la cripta del Sarcofago del Principe Giovanni II Branciforti, opera attribuita a Domenico Gagini.[5] Il 23 novembre 2011 alle ore 11:08 un fulmine colpisce la punta della cupola danneggiando "l'occhio della cuspide" della chiesa e distruggendo alcune automobili. Adesso la struttura è stata protetta con accurati accorgimenti.

Chiesa e convento di San Domenico[modifica | modifica wikitesto]

Prima conosciuta come Santa Maria del Soccorso. Eretta nel 1480 dal nobile Antonio Alegambe; è annessa all'ex convento dei Frati Domenicani (ventiseiesima istituzione dell'ordine in terra di Sicilia fondata nel 1518[6]); al suo interno ospita la statua di Maria SS. del Rosario la cui festa ricade nella prima domenica di ottobre. Presenta una sola navata.

Chiesa Maria Santissima della Lacrima[modifica | modifica wikitesto]

Ebbe origine da un fatto accaduto alla vista di tutti nel 1638, quando nella casa di un certo Giuseppe Peloso, si vede lacrimare un quadro della Santa Vergine. La casa venne demolita e dalle sue ceneri, per volere del popolo e per carità del conte Giuseppe Branciforte, fu eretta la chiesa attuale avente forma circolare, a tre navate, del diametro della cupola di San Pietro a Roma. Vi si venera Santa Rita la cui festa ricorre nel mese di maggio.

Chiesa di Santa Maria del Gesù e convento dei Padri Minori Riformati[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa e convento di Santa Maria di Gesù

Con annesso convento, si presenta con una sola navata. Eretta nel 1425 e dedicata a Sant'Ippolito, annesso alla chiesa, nel 1573, venne costruito il convento di Santa Maria del Gesù, da cui prese il nome tutto il complesso. La sua erezione a parrocchia avvenne nel 1943.

Figlie di Maria Ausiliatrice[modifica | modifica wikitesto]

Eretta nel 1965, è stata arricchita nel 1983 in poi da marmi policromi; di forma ellittica, ai due lati un quadro di Don Bosco e di San Domenico Savio ed un quadro di Madre Mazzarello e Laura Vicuna. Sulla cupola della chiesa vi è una statua in marmo di Maria Ausiliatrice. Nel 1961 in un angolo all'esterno della chiesa è stato inaugurato il monumento di Cristo Re.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Eretta intorno all'XI secolo nelle vicinanze dell'antica Mazzarino, vi si celebra la Santa Messa una volta l'anno, il 2 luglio. Nel 1973 vennero rubati il Crocifisso e un quadro della Madonna di pietra di gesso, risalente quest'ultima alla stessa epoca di erezione della detta chiesa, ove vi erano impressi dei geroglifici greci.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

Complesso monumentale dei Gesuiti - Centro culturale Carlo Maria Carafa
Convento dei Padri Gesuiti - Centro culturale- museale Carlo Maria Carafa
  • Chiesa di Santa Lucia, l'origine della chiesa è sconosciuta ma si crede nel XV secolo, venne eretta parrocchia nel 1934.
  • Chiesa dell'Addolorata (Santo Spirito) eretta nel XVI secolo.
  • Chiesa di San Giuseppe, risalente al XVI secolo, ha un artistico campanile con griglia conica in mattoni colorati ad unica navata.
  • Calvario, eretta nel 1812 con fondi raccolti tramite pubblica beneficenza, per riparare durante il Venerdì Santo i Simulacri protagonisti dei Misteri Pasquali.
  • Chiesa San Salvatore, eretta nel VI-VII secolo quando Macharina (attuale Mazzarino) esisteva nella pianura, la prima chiesa della Mazzarino medievale sino al Mille.

Chiese non più esistenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Sant'Antonio Abate, sorgeva vicino all'attuale chiesa di Maria SS. del Mazzaro. Fu demolita intorno al 1893.
  • Santa Sofia, sorta nel XIV secolo tra l'omonima via e via Castelvecchio. Fu demolita nel 1943.
  • Sant'Anna, con annesso monastero (Abbazia). Demoliti nel 1655, oggi edificio scolastico San Domenico.
  • Sant'Antonio di Padova (Sant'Antonino), eretta nel 1671 nelle vicinanze dell'attuale chiesa Madrice. È stata demolita nel 1965 ed oggi è un locale appartenente alla chiesa Madrice.
  • Oratorio del SS. Rosario, eretto nel 1674 e annesso alla chiesa San Domenico. Fu demolito nel 1899.
  • La Madonnuzza, anno di edificazione sconosciuto, esistette nell'omonimo largo dove ora vi è una palestra.
  • San Rocco, eretta intorno al 1743, fu demolita intorno agli anni 1952-1953 ed oggi è un edificio appartenente alla chiesa di Santa Lucia.
  • Croce di San Rocco, cappella prospiciente l'omonima chiesa. Fu demolita intorno al 1881.
  • La Pietà, che fu demolita intorno al 1799.
  • Signore Ritrovato, eretta nel 1812 vicino al Calvario, oggi abbandonata.
  • Santa Maria della Croce (Crucidda), eretta nel 1853. Fu demolita.
  • Oratorio di Gesù Adorato, cappella eretta nel 1872, che fu demolita nel gennaio 1973 su ordinanza del Sindaco.
  • Chiesa protestante, sita in Via Purgatorio dove si espletava il culto delle Associazioni Religiose Assemblee di Dio in Italia.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello

'U Cannuni è il castello di Mazzarino (nome reale non conosciuto); un altro castello, sempre in territorio di Mazzarino ma la cui vista si può godere percorrendo la vecchia strada per Catania, è il "Castello di Salamone" (nome reale Castello di Garsiliato). Il primo è il monumento maggiormente rappresentativo ed è stato teatro di una puntata della serie TV La piovra girata all'interno di esso. Il secondo meno famoso ai non mazzarinesi fu la dimora di antichi signori.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Area archeologica di Sophiana, località nei pressi di Mazzarino dove è presente una basilica e un edificio termale romano.[7][8]
  • Dessueri – necropoli preistorica

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

L'area attrezzata demaniale di Rafforossi immersa nell'omonimo bosco che abbraccia il territorio di Mazzarino: ha una discreta estensione di eucalipti e offre la possibilità di effettuare escursioni naturalistiche.[9]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

È un centro prevalentemente agricolo, notevole è la produzione di grano, mandorle, uva, olive e carciofo. Molto importante è inoltre l'allevamento di ovini; e l'artigianato, e in particolar modo la lavorazione del legno e del marmo. In passato si estraeva zolfo dalla Solfara Bubonia.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
8 giugno 1989 18 giugno 1990 Salvatore Impaglione Democrazia Cristiana Sindaco [11]
18 giugno 1990 14 ottobre 1992 Salvatore Impaglione Democrazia Cristiana Sindaco [11]
2 dicembre 1992 7 agosto 1993 Salvatore Alessi Democrazia Cristiana Sindaco [11]
7 agosto 1993 6 dicembre 1993 Cataldo La Placa Comm. straordinario [11]
6 dicembre 1993 1º dicembre 1997 Rocco Anzaldi Partito Democratico della Sinistra Sindaco [11]
1º dicembre 1997 12 maggio 1999 Salvatore Longone Alleanza Nazionale Sindaco [11]
12 maggio 1999 13 dicembre 1999 Francesco Marsala Comm. straordinario [11]
13 dicembre 1999 28 giugno 2004 Giovanni Virnuccio centro-sinistra Sindaco [11]
28 giugno 2004 23 giugno 2009 Giovanni Virnuccio centro-sinistra Sindaco [11]
23 giugno 2009 27 maggio 2014 Vincenzo D'asaro centro Sindaco [11]
27 maggio 2014 30 aprile 2019 Vincenzo Marino lista civica Sindaco [11]
30 aprile 2019 in carica Vincenzo Marino lista civica Sindaco [11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT, 28 gennaio 2022. URL consultato il 13 febbraio 2022.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  5. ^ Pagina 94, Gioacchino di Marzo (Conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana Lazelada di Bereguardo), "I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI; memorie storiche e documenti." [1], Volumi I e II, Stamperia del Giornale di Sicilia, Palermo.
  6. ^ Pagina 370, Juan Lopez, "Quinta parte dell'Istoria di San Domenico, e del suo Ordine de' Predicatori" [2], Stamperia di Iacopo Mattei, Messina, 1652.
  7. ^ Regione Siciliana Assessorato Beni Culturali, su regione.sicilia.it. URL consultato il 30 novembre 2019.
  8. ^ Filmato audio Gaspare Mannoia, La Statio di Philosophiana (Mazzarino CL). URL consultato il 30 novembre 2019.
  9. ^ Parchi e riserve della provincia di Caltanissetta, su provincia.caltanissetta.it. URL consultato il 13 febbraio 2022.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ a b c d e f g h i j k l http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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