Mazzarino (Italia)

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Mazzarino
comune
Mazzarino – Stemma
Mazzarino – Bandiera
Mazzarino – Veduta
Mazzarino – Veduta
Piazza Vittorio Veneto
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Libero consorzio comunaleProvincia di Caltanissetta-Stemma.png Caltanissetta
Amministrazione
SindacoVincenzo Marino (lista civica) dal 27-5-2014 (2º mandato dal 30-4-2019)
Territorio
Coordinate37°18′N 14°12′E / 37.3°N 14.2°E37.3; 14.2 (Mazzarino)
Altitudine553 m s.l.m.
Superficie295,59 km²
Abitanti10 963[1] (31-10-2022)
Densità37,09 ab./km²
Comuni confinantiBarrafranca (EN), Butera, Caltagirone (CT), Caltanissetta, Gela, Niscemi, Piazza Armerina (EN), Pietraperzia (EN), Ravanusa (AG), Riesi, San Cono (CT), San Michele di Ganzaria (CT), Sommatino
Altre informazioni
Cod. postale93013
Prefisso0934
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT085009
Cod. catastaleF065
TargaCL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona D, 1 544 GG[3]
Nome abitantimazzarinesi
PatronoMaria Santissima del Mazzaro
Giorno festivoterza domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mazzarino
Mazzarino
Mazzarino – Mappa
Mazzarino – Mappa
Posizione del comune di Mazzarino nel libero consorzio comunale di Caltanissetta
Sito istituzionale

Mazzarino (Mazzarinu in siciliano) è un comune italiano di 10 963 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Caltanissetta in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Territorio di Mazzarino
Territorio di Mazzarino

Mazzarino sorge su una collina interna nell'entroterra della piana di Gela, a est del fiume Salso, posta a 553 metri s.l.m., nella Sicilia centrale; e dista 32 km da Gela, 36 km da Caltagirone, 93 km da Agrigento, 44 km da Caltanissetta, 53 km da Enna, 99 km da Ragusa e 113 km da Catania.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Mazzarino.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +7,2 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +25,3 °C.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Numerose fonti fanno derivare il nome Mazzarino da Mazzara per deformazione dall'antico toponimo Maktorion. Maktorion (o Maktorium) sarebbe stato un centro indigeno ellenizzato (greco: Μακτώριον), citato da Erodoto (VII, 53) e che è stato identificato con i resti venuti alla luce nei pressi di Monte Bubbonia, nel territorio di Mazzarino, scavati da Paolo Orsi nei primi del Novecento.

rovine dell’antica Maktorion situate su Monte Bubbonia
acropoli antica Maktorion

Epoca medievale[modifica | modifica wikitesto]

Il centro attuale invece si formò in età medievale, nelle adiacenze di un castello edificato tra il XI e XIV, del quale oggi si trovano solo pochi resti. Nel 1143 l'aleramico Manfredi, succeduto al marchese Enrico di Lombardia, divenne il primo signore di Mazzarino.

La signoria dei Branciforte[modifica | modifica wikitesto]

La signoria di Mazzarino passò successivamente ai Branciforte, famiglia di origine piacentina, attraverso il matrimonio tra Graziana Villanova Palmerio, figlia di Calcerando, con il miles Raffaele Branciforte, figlio di Stefano, Maestro razionale del Regno, che prese investitura del feudo con privilegio del re Federico III di Sicilia il 4 aprile 1325. Al territorio venne successivamente annesso il castello di Grassuliato, confiscato a Ruggero Passaneto, ed assegnato a Niccolò Branciforte degli Uberti nel 1392[4].

I Branciforte ebbero il possesso della Contea di Mazzarino fino all'abolizione del feudalesimo avvenuta nel Regno di Sicilia nel 1812, a seguito della promulgazione della Costituzione siciliana concessa dal re Ferdinando III di Borbone. I Principi di Butera si estinsero a metà XIX secolo, con l'ultima erede del casato, Stefania Branciforte Branciforte (1788-1843), figlia della principessa Caterina Branciforte Reggio (1768-1816) che nel 1805 sposò Giuseppe Lanza Branciforte, ed in conseguenza di ciò tutti i titoli e beni della famiglia Branciforte, tra cui il titolo di Conte di Mazzarino e Grassuliato, pervennero ai Lanza.[5]

Infine nel 1818, Mazzarino fece parte della provincia di Caltanissetta.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Branciforte.

La Contea di Mazzarino[modifica | modifica wikitesto]

Planimetria del 1700 della città di Mazzarino
Planimetria del 1700 della città di Mazzarino

La città di Mazzarino tra il XVI e il XIX secolo fu la capitale di uno stato feudale denominato Contea di Mazzarino e Grassuliato (in latino Comitatus Mazarini et Grassuliatum, in spagnolo Condado de Mazarino y Grassuliato), nota semplicemente come Contea di Mazzarino (o di Mazarino)[6] .

Mazzarino fu elevata a rango di contea con Niccolò Melchiorre Branciforte Rosso, che con privilegio dato dal re Ferdinando II d'Aragona il 21 febbraio 1507, esecutoriato il 30 marzo dell'anno medesimo, fu investito del titolo di I conte di Mazzarino. La Contea di Mazzarino rappresentò sino alla seconda metà del XIV secolo il principale possedimento feudale dei Branciforte. Fabrizio Branciforte Barresi, V conte di Mazzarino, nel 1580 ereditò dal prozio materno Francesco Santapau Branciforte il Principato di Butera, di cui ebbe investitura nel 1591[4]. A seguito di ciò i Branciforte si fregiarono del titolo di Principi di Butera, ma ciò nonostante si stabilirono a Mazzarino, in particolare Giuseppe Branciforte, V principe di Butera; il quale cambiò l'assetto urbanistico del borgo, conferendogli un aspetto barocco. Vi fece edificare il palazzo baronale, nonché i principali edifici di culto, quali la Chiesa e convento di Santa Maria del Carmelo, la Chiesa del Santo Spirito e la Chiesa di Sant'Anna[7].

Il suo territorio corrispondeva all'odierno comune di Mazzarino

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Contea di Mazzarino.

La figura del Principe Carlo Maria Carafa Branciforte[modifica | modifica wikitesto]

Il principe Carlo Maria Carafa Branciforte, succeduto allo zio don Giuseppe Branciforte, tra il 1675 e il 1695, ebbe ruolo centrale nel contribuire a conferire alla cittadina di Mazzarino, che elesse a residenza abituale, uno sviluppo urbanistico tardo-barocco. Ne sono testimonianza i numerosi edifici religiosi con annessi monasteri fatti edificare o portati a compimento dallo stesso principe. Diversi ordini monastici, in quel periodo, si stabilirono nella città di Mazzarino. Il Carafa fece ampliare la dimora dei Branciforte, fondò nella cittadina un teatro e due tipografie, impiantate per la diffusione di pensieri e idee novatrici. Fece giungere a Mazzarino nobili e facoltosi proprietari, finanzieri pisani, genovesi e di altre città, richiamati dai vivaci commerci, mercanti catalani attratti soprattutto dal commercio del grano, umanisti, artisti, ma anche abili artigiani della pietra, del legno e del ferro. [6].

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Carlo Maria Carafa.

Mazzarino nel 2007 è stata dichiarata "Città d'Arte" per la presenza di numerose chiese barocche.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Mazzarino-Stemma.svg

Lo stemma comunale è stato concesso con D.P.R. del 5 settembre 1995.[8]

«D'argento, al fascio consolare, di rosso, rovesciato, munito della scure d'oro, con il taglio posto a sinistra, il fascio attraversato dalla banda diminuita, di azzurro, caricata da tre stelle di sei raggi d'oro. Ornamenti esteriori da Comune.»

Lo stemma del comunale riprende quello della famiglia Mazzarino.[9]

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica notturna del centro storico di Mazzarino, sullo sfondo il duomo di Santa Maria della neve.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di Santa Maria della Neve[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di Santa Maria della Neve

Il Duomo di santa Maria della neve è la chiesa madre della città di Mazzarino. Fu edificato verso la fine del XVI secolo sull'area dove prima sorgeva una chiesa dedicata a Santa Maria della Neve. Il progetto originario del duomo fu commissionato dell'architetto gesuita Angelo Italia. I disegni, tuttavia, furono modificati su disposizione testamentaria del principe Carlo Maria Carafa, con trasformazione a tre navate e ribassamento della volta, a causa delle difficoltà tecniche e finanziarie. La facciata originaria è rimasta incompleta, l'interno venne completato nel 1872. Il Duomo è parrocchia con qualche interruzione dal 1763. L'edificio presenta una architettura tipicamente tardo-barocca[6].

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Santa Maria della Neve.

Basilica-santuario di Maria Santissima del Mazzaro[modifica | modifica wikitesto]

Basilica Madonna del Mazzaro

Una primitiva chiesa venne eretta intorno al 1125 dal conte Enrico di Lombardia in seguito al ritrovamento dell'icona della Vergine Maria santissima del Mazzaro. La suddetta chiesa venne successivamente ampliata dal conte Manfredi nel 1154. Avendo subito gravi danni a causa dal terremoto del 1693, venne ricostruita, per volontà del Frate cappuccino Ludovico Napoli grazie al contributo di tutto il popolo mazzarinese a partire dal 1739. La basilica è suddivisa in tre navate, con pareti e le volte decorate con stucchi in stile barocco siciliano su progetto dell'architetto Bonaiuto da Siracusa[10].

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Basilica santuario di Maria Santissima del Mazzaro.

Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola e collegio dei gesuiti[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant Ignazio di Loyola

L'ex chiesa di Sant'Ignazio di Loyola e l'annesso collegio dei Padri Gesuiti costituiscono un ex complesso monumentale monastico fondati dal principe di Butera e conte di Mazzarino, don Carlo Maria Carafa Branciforte nel 1694, al fine di poter accogliere nella cittadina la Compagnia di Gesù. La struttura, secondo le fonti pervenute, fu progettata dall'architetto gesuita Angelo Italia, con la collaborazione del Carafa. A seguito della morte prematura del principe e a seguire dello stesso Italia, i lavori di costruzione furono portati a termine sotto la supervisione di fra Michele da Ferla[7]. La struttura è un tipico esempio di architettura tardo - barocca del Val di Noto affermatasi dopo il terremoto del 1693.[6]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola (Mazzarino).

Chiesa del Carmine ed ex convento dei padri Carmelitani[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa e convento dei carmelitani
Chiesa e convento dei carmelitani

La chiesa di Santa Maria del Carmelo e l'ex convento dei Padri Carmelitani costituiscono un complesso monumentale monastico edificato nel 1606 per volere del conte Giuseppe Branciforte e portati a termine dal Priore carmelitano Marco Ferranti nel 1673. Il Conte Giuseppe Branciforte dal 1664 al 1675, accrebbe la chiesa delle tre cappelle maggiori, al centro delle quali fece erigere la cupola dedicata a Santo Stefano. Fece, inoltre, decorare le stesse con balaustrate in marmo intarsiato, e a traforo. Fece, inoltre, costruire l'altare maggiore in marmi policromi intarsiati, adornato ai lati da due statue in marmo che rappresentano la Fede e la Speranza e due putti, sculture di scuola palermitana[7].

Chiesa del Santissimo Crocifisso dell'Olmo[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto originario della chiesa risale al X-XI secolo, ovvero al periodo successivo alla riconquista normanna della Sicilia, e alla cacciata degli arabi, essa, infatti, fu fondata dagli Alemarici divenuti signori della città di Mazzarino, come riporta lo storico Ingala, al fine di ripristinare il culto cristiano[7]. Secondo le fonti la chiesa era in stile siculo-normanno, con archi a sesto acuto. Essa subì ingenti danni e crolli a causa del terremoto del 11 gennaio del 1693 e venne ricostruita dalla fondamenta nel 1756 per volontà e voto del Marchese Filippo Bivona, originario di Messina, trasferitosi a Mazzarino per sfuggire alla peste del 1743[7].

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa del Santissimo Crocifisso dell'Olmo.
Chiesa e convento dei Cappuccini

Con annesso convento dei Cappuccini; eretta intorno al 1120, vi si venerava la Madonna delle Grazie e poi fu dedicata a San Francesco d'Assisi. La costruzione del convento fu voluta e finanziata nel 1574 dal barone Pietro Rivalora.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Convento dei Cappuccini (Mazzarino).

Chiesa dell'Immacolata Concezione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa ha origini molto antiche; sorse, infatti, intorno al XIV secolo, accanto ad un convento di Padri Conventuali. Come riporta l'Ingala, prima del 1606, la chiesa era dedicata a Maria Santissima della Catena, allorquando i padri conventuali, che officiavano nel convento annesso, fecero dipingere la grande pala d'altre al pittore fiorentino Filippo Paladini raffigurante l'immacolata concezione e San Francesco d'Assisi che intercede per le anime purganti,[7] ove lo stesso pittore si autoritrae col saio francescano e mostra la scritta: «Filippus Paladini Florentinus pingebat, anno 1606.». Nel 1604 vi fu instituita la Congregazione dei Figli di Maria Immacolata, cui fece parte anche il Conte Giuseppe Branciforte. Tra i doveri delle congregazione vi era quello di festeggiare la solennità dell'immacolata Concezione[7].

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa dell'Immacolata Concezione (Mazzarino).

Chiesa di San Domenico e convento dei domenicani[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Domenico

La chiesa venne eretta nel 1480 per volontà del nobile mazzarinese Antonio Alegambe e venne inizialmente dedicata a Santa Maria del Soccorso. L'edificio di culto è annesso all'ex convento dei Frati Domenicani (ventiseiesima istituzione dell'ordine in terra di Sicilia fondata nel 1518[11]); La chiesa al suo interno, riccamente decorata con stucchi in stile barocco, ospita la statua di Maria SS. del Rosario la cui festa ricade nella prima domenica di ottobre e un pregevole simulacro del cristo morto in pelle di antilope africana[7]. L'altare maggiore riccamente decorato con stucchi espone una grande e pregevole pala d'altare raffigurante la vergine del Rosario, opera del pittore fiorentino Filippo Paladini del 1608,che ai piedi della Vergine volle dipingere se stesso a mani giunte, vestito col saio domenicano. In basso, ai piedi della Vergine si legge: Filippus Paladini Pn, ex devotio Pasca. Rondello 1608.[6] La chiesa presenta una sola navata.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Domenico e convento dei frati domenicani.

Chiesa di Santa Lucia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine della chiesa di Santa Lucia è sconosciuta, tuttavia stando alla storiografia pervenutaci, si sostiene che sia stata eretta intorno XV secolo, e che fosse annessa ad un convento di monaci benedettini. Nel corso del '700 fu ristrutturata ad fundamenta dal sac. Antonio Zanchì.[7] Venne eretta parrocchia nel 1934.

La chiesa è ad unica navata con prospettiva rivolta ad occidente, presenta un grande portone di ingresso con arco a tutto sesto, sormontato da un timpano semicircolare, al di sopra del quale si apre una finestra rettangolare con cornice in pietra intagliata e timpano spezzato. Completano la prospettiva nel fastigio sommitale una trabeazione e un timpano triangolare. Gli interni sono decorati con stucchi in stile tardo-barocco[6].

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Lucia (Mazzarino).

Chiesa Maria Santissima della Lacrima[modifica | modifica wikitesto]

Ebbe origine da un fatto accaduto alla vista di tutti nel 1638, quando nella casa di un certo Giuseppe Peloso, si vede lacrimare un quadro della Santa Vergine. La casa venne demolita e dalle sue ceneri, per volere del popolo e per carità del conte Giuseppe Branciforte, fu eretta la chiesa attuale avente forma circolare, a tre navate, del diametro della cupola di San Pietro a Roma. Vi si venera Santa Rita la cui festa ricorre nel mese di maggio.

Chiesa di Santa Maria del Gesù e convento dei Padri Minori Riformati[modifica | modifica wikitesto]

Con annesso convento, si presenta con una sola navata. Eretta nel 1425 e dedicata a Sant'Ippolito, annesso alla chiesa, nel 1573, venne costruito il convento di Santa Maria del Gesù, da cui prese il nome tutto il complesso. La sua erezione a parrocchia avvenne nel 1943.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XI secolo)[modifica | modifica wikitesto]

Eretta intorno all'XI secolo nelle vicinanze dell'antica Mazzarino, vi si celebra la Santa Messa una volta l'anno, il 2 luglio. Nel 1973 vennero rubati il Crocifisso e un quadro della Madonna di pietra di gesso, risalente quest'ultima alla stessa epoca di erezione della detta chiesa, ove vi erano impressi dei geroglifici greci.

Architetture religiose
Duomo di santa Maria della Neve
La Basilica Santuario di Maria Santissima del Mazzaro
Collegio dei Padri Gesuiti
Chiesa del santissimo Crocifisso dell'Olmo
Chiesa di santa Maria del Carmelo e convento dei Padri Carmelitani
Complesso dei gesuiti - Centro culturale Carlo Maria Carafa
Chiesa dell'Immacolata Concezione
Chiesa e convento di Santa Maria di Gesù
Chiesa di Santa Lucia
Ex chiesa di Sant'Ignazio di Loyola

Chiesa dell'Addolorata (Spirito Santo)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dello spirito Santo venne eretta nel XVI secolo per volontà del conte Giuseppe Branciforte, è ad unica navata, la facciata è in blocchi di pietra squadrati, ai lati presenta due semi colonne che sorreggono il cornicione di finimento, alla sommità si trova la vela campanaria tripartita sormontata da un timpano semicircolare. Nel 1680 il principe Carlo Maria Carafa vi istituì la confraternita dell'addolorata.


Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Giuseppe risale al XVI secolo, è ad unica navata, ha un artistico campanile con griglia conica in mattoni maiolicati policromi.

Cappella del Calvario

Venne eretta nel 1812 con fondi raccolti tramite pubblica beneficenza, per riparare durante il Venerdì Santo i Simulacri protagonisti dei Misteri Pasquali.

Chiesa del San Salvatore (VI-VII secolo)[modifica | modifica wikitesto]

Venne eretta nel VI-VII secolo quando Macharina (attuale Mazzarino) era ubicata nella pianura, è considerata la prima chiesa della Mazzarino medievale sino all'anno mille.

Chiesa del santissimo Crocifisso dei Miracoli o di Sant'Agata (IV-V secolo)[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto della chiesa risale al IV-V secolo dopo Cristo. Anticamente era dedicata a Sant' Agata oggi vi si venera il santissimo Crocifisso detto dei Miracoli. Lo stile originario dell'edificio era quello tipico greco-bizantino con tre navate, la chiesa nel corso dei secoli ha subito diversi rimaneggiamenti, in particolare nel corso del' 800 allorquando venne ricostruita la prospettiva e la chiesa arricchita degli sticchi interni dai fratelli Fantauzzi. Nel 1865 fu edificato il campanile. Questa chiesa fu la prima Madrice della Città di Mazzarino[7].

Chiesa di San Francesco di Paola (XIII secolo)
Chiesa San Francesco di Paola
Chiesa San Francesco di Paola

La chiesa di san Francesco di Paola è attualmente annessa alla Casa del Fanciullo Boccone del Povero. Costruita nel XIII secolo, presenta tipici elementi architettonici d'arte medievale. L'edificio è prospiciente l'antico castello (U Cannuni).

Chiese non più esistenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Sant'Antonio Abate, sorgeva vicino all'attuale chiesa di Maria SS. del Mazzaro. Fu demolita intorno al 1893.
  • Santa Sofia, sorta nel XIV secolo tra l'omonima via e via Castelvecchio. Fu demolita nel 1943.
  • Sant'Anna, con annesso monastero (Abbazia). Demoliti nel 1950-52 oggi edificio scolastico San Domenico.
  • Sant'Antonio di Padova (Sant'Antonino), eretta nel 1671 nelle vicinanze dell'attuale chiesa Madrice. È stata demolita nel 1965 ed oggi è un locale appartenente alla chiesa Madrice.
  • Oratorio del SS. Rosario, eretto nel 1674 e annesso alla chiesa San Domenico. Fu demolito nel 1899.
  • La Madonnuzza, anno di edificazione sconosciuto, esistette nell'omonimo largo dove ora vi è una palestra.
  • San Rocco, eretta intorno al 1743, fu demolita intorno agli anni 1952-1953 ed oggi è un edificio appartenente alla chiesa di Santa Lucia.
  • Croce di San Rocco, cappella prospiciente l'omonima chiesa. Fu demolita intorno al 1881.
  • La Pietà, che fu demolita intorno al 1799.
  • Signore Ritrovato, eretta nel 1812 vicino al Calvario, oggi abbandonata.
  • Santa Maria della Croce (Crucidda), eretta nel 1853. Fu demolita.
  • Oratorio di Gesù Adorato, cappella eretta nel 1872, che fu demolita nel gennaio 1973 su ordinanza del Sindaco.
  • Chiesa protestante, sita in Via Purgatorio dove si espletava il culto delle Associazioni Religiose Assemblee di Dio in Italia.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Mazzarino. "U cannuni"[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Mazzarino.
Il Castello di Mazzarino
Castello di Mazzarino

'U Cannuni è il castello di Mazzarino (nome reale non conosciuto); Fortezza militare di origine normanna, edificata intorno al XII secolo, conserva un'unica torre superstite di forma cilindrica e alcune pareti. Sono ancora visibili le grandi finestre che illuminavano gli ambienti, i camini scavati nella spessa muratura e alcune stanze della torre. Fu dapprima una avamposto militare, per essere trasformato, successivamente, nella residenza dei signori della città: I conti di Mazzarino. Venne progressivamente abbandonato già nel corso nel 1500, a causa della frane che interessarono la zona, e per la costruzione del nuovo palazzo dei principi di Butera, nel centro dell'attuale abitato[7].

Il Castello di Grassuliato[modifica | modifica wikitesto]

Un altro castello, sempre in territorio di Mazzarino visibile percorrendo la vecchia strada per Catania, in contrada Salomone, è il Castello di Garsiliato o Grassuliato, di cui restano pochi ruderi e le antiche cisterne interrate.[7]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Area archeologica di Sophiana, località nei pressi di Mazzarino dove è presente una basilica e un edificio termale romano.[12][13]
  • area archeologica di monte Dessueri – necropoli preistorica a grotticelle.
  • Area archeologica di Monte Bubbonia, dove sono presenti i resti dell'antica Maktorion, città abitata da popoli indigeni ed ellenizzata da greci nel V-VI secolo avanti cristo e citata da Erodoto nelle sue Storie[14].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • L'area attrezzata demaniale di Rafforosso immersa nell'omonimo bosco che abbraccia il territorio di Mazzarino: ha una discreta estensione di eucalipti e offre la possibilità di effettuare escursioni naturalistiche.[15]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[16]

media[modifica | modifica wikitesto]

A Mazzarino è presente una stazione radiofonica, radio Onda Due

film[modifica | modifica wikitesto]

Nel castello di Mazzarino "ù cannuni" è stato girato il telefilm "La Piovra", inoltre a Mazzarino è stato prodotto un film chiamato Pagate Fratelli - Salvatore Bonaffini (2019), racconta la storia dei ex monaci del Covvento dei Cappuccini di Mazzarino che sono stati coinvolti in questioni di mafia.

libri[modifica | modifica wikitesto]

• Nessuno è innocente - Totó Lanzafame • Ingiustizia è fatta - Totó Lanzafame • La pioggia che va - Totó Lanzafame • Uomo di rispetto - Enzo Russo • Nato in Sicilia - Enzo Russo • Storia dei Monaci di Mazzarino - Giorgio Frasca Polara

Economia[modifica | modifica wikitesto]

È un centro prevalentemente agricolo, notevole è la produzione di grano, mandorle, uva, olive e carciofo. Molto importante è inoltre l'allevamento di ovini; e l'artigianato, e in particolar modo la lavorazione del legno e del marmo. In passato si estraeva zolfo dalla Solfara Bubonia.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Settimana santa[modifica | modifica wikitesto]

Riti del Venerdi Santo e della Domenica di Pasqua.

Il giorno del venerdì santo si susseguono per l'intera giornata momenti che rievocano la passione di Cristo con la processione dei simulacri del Cristo carico della croce, dell'addolorata, della Veronica e di san Giovanni apostolo, sino al calvario, in cui viene rievocata la crocifissione. La sera. invece, ha luogo la deposizione di Gesù dalla croce e la processione del Cristo morto adagiato nell'urna, fin verso la chiesa di San Domenico.[6]

a giunta

La domenica di Pasqua, a mezzogiorno, in piazza Madrice, innanzi il Palazzo dei Principi di Butera, si volge " a giunta", ovvero l'incontro festoso tra il Cristo risorto e la Vergine Maria, tra gli apostoli e gli stendardi delle confraternite[7].

Festa del Santissimo Crocifisso dell'olmo, compatrono della città[modifica | modifica wikitesto]

La festa esterna del santissimo crocifisso dell'Olmo ricorre, annualmente, la seconda domenica di maggio.

Il crocifisso ligneo, alto circa un metro, viene collocato su una portantina in legno e ferro battuto,costruita alla fine del '600, da cui si dipartono quattro travi in legno (dette "baiarde"), Il fercolo è portato a spalla dai confrati, che indossano soltanto un camice bianco e scalzi, come da tradizione secolare, in segno di penitenza e ringraziamento.

Lungo il tragitto, il fercolo viene ricoperto da migliaia di collane di margherite gialle, lanciate in segno di devozione, che, aumentandone il peso, conferiscono un movimento sussultorio e ondulatorio della vara[6].

La processione si snoda lungo le vie antiche della cittadina ed è seguita da numerosi fedeli che compiono il cosiddetto "viaggiu o Signuri", alcun dei quali, scalzi, per devozione o grazia ricevuta[7].

Festa di Maria Santissima del Mazzaro, Patrona principale della città di Mazzarino.[modifica | modifica wikitesto]

Uscita trionfale di Maria santissima del Mazzaro

Sin dal ritrovamento dell'icona, nel 1125, la Madonna delle grazie detta anche del "Mazzaro", è venerata come patrona delle città di Mazzarino.

Con decreto della Sacra Congregazione dei riti del 18 settembre 1814 venne proclamata ufficialmente patrona della città di Mazzarino assegnandole la terza domenica di settembre per la ricorrenza della festa patronale, come da antica consuetudine. Il decreto venne successivamente approvato con Breve pontificio il 6 settembre del 1834. I solenni festeggiamenti in onore della patrona, ricorrono, annualmente, la terza domenica di settembre[7].

La processione della statua lignea della vergine del Mazzaro, collocata su una vara argentea (dal peso di circa 16 quintali) e portata a spalla da oltre cento confrati, vestiti di un camice azzurro, si snoda a partire dal tardo pomeriggio, e fino a la tarda serata, lungo il corso Vittorio Emanuele, addobbato per l'occasione con luminarie.

La processione domenicale è preceduta, nel primo pomeriggio, dalla tradizionale processione della Madonnina detta dal popolo "a dumannareddra", scortata dagli stendardi e da cavalli bardati, che percorre le vie del centro storico per la raccolta delle offerte (voti) in natura costituiti da frumento, fave e mandorle, offerti alla confraternita in segno di devozione.

In coincidenza dei giorni della festa patronale lungo il corso principale si svolge la tradizionale fiera di settembre.

La solennità della festa patronale è preceduta dal novenario in onore di Maria Santissima del Mazzaro[6].

Festa di Maria Santissima del Rosario. Prima domenica di ottobre.[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
8 giugno 1989 18 giugno 1990 Salvatore Impaglione Democrazia Cristiana Sindaco [17]
18 giugno 1990 14 ottobre 1992 Salvatore Impaglione Democrazia Cristiana Sindaco [17]
2 dicembre 1992 7 agosto 1993 Salvatore Alessi Democrazia Cristiana Sindaco [17]
7 agosto 1993 6 dicembre 1993 Cataldo La Placa Comm. straordinario [17]
6 dicembre 1993 1º dicembre 1997 Rocco Anzaldi Partito Democratico della Sinistra Sindaco [17]
1º dicembre 1997 12 maggio 1999 Salvatore Longone Alleanza Nazionale Sindaco [17]
12 maggio 1999 13 dicembre 1999 Francesco Marsala Comm. straordinario [17]
13 dicembre 1999 28 giugno 2004 Giovanni Virnuccio centro-sinistra Sindaco [17]
28 giugno 2004 23 giugno 2009 Giovanni Virnuccio centro-sinistra Sindaco [17]
23 giugno 2009 27 maggio 2014 Vincenzo D'asaro centro Sindaco [17]
27 maggio 2014 30 aprile 2019 Vincenzo Marino lista civica Sindaco [17]
30 aprile 2019 in carica Vincenzo Marino lista civica Sindaco [17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT, 3 gennaio 2023. URL consultato il 13 gennaio 2023.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ a b F. Emanuele Gaetani, marchese di Villabianca, Della Sicilia nobile, parte seconda, vol. 4, Palermo, Stamperia Santi Apostoli, 1757.
  5. ^ G. Di Benedetto, E. Di Benedetto, Palermo tra Ottocento e Novecento, Grafil, 2001..
  6. ^ a b c d e f g h i AA. VV., Mazzarino
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Pietro di Giorgio Ingala.
  8. ^ D.P.R. di concessione del 5 settembre 1995 (PDF).
  9. ^ Stemma della famiglia Mazarino o Mazzarino di Sicilia: d'azzurro, all'ascia consolare d'argento, fustata d'oro, circondata da un fascio dello stesso, legato d'argento, posto in palo, colla fascia di rosso, caricata di tre stelle d'oro, attraversante sul tutto. Cfr. G.B. di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico, vol. 2, Pisa, 1888, p. 443.
  10. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  11. ^ Pagina 370, Juan Lopez, "Quinta parte dell'Istoria di San Domenico, e del suo Ordine de' Predicatori" Quinta parte dell'Istoria di S. Domenico, e del suo Ordine de' Predicatori... - Juan Lopez - Google Libri, Stamperia di Iacopo Mattei, Messina, 1652.
  12. ^ Regione Siciliana Assessorato Beni Culturali, su regione.sicilia.it. URL consultato il 30 novembre 2019.
  13. ^ Filmato audio Gaspare Mannoia, La Statio di Philosophiana (Mazzarino CL). URL consultato il 30 novembre 2019.
  14. ^ AA. VV., Mazzarino, Luoghi di Sicilia, Kalos, 1996.
  15. ^ Parchi e riserve della provincia di Caltanissetta, su provincia.caltanissetta.it. URL consultato il 13 febbraio 2022.
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ a b c d e f g h i j k l http://amministratori.interno.it/

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