Villalba

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Villalba
comune
Villalba – Stemma Villalba – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaProvincia di Caltanissetta-Stemma.png Caltanissetta
Amministrazione
SindacoMaria Paola Immordino (lista civica) dal 5-10-2020
Territorio
Coordinate37°39′N 13°50′E / 37.65°N 13.833333°E37.65; 13.833333 (Villalba)Coordinate: 37°39′N 13°50′E / 37.65°N 13.833333°E37.65; 13.833333 (Villalba)
Altitudine620 m s.l.m.
Superficie41,82 km²
Abitanti1 503[1] (31-8-2020)
Densità35,94 ab./km²
Comuni confinantiCammarata (AG), Castellana Sicula (PA), Marianopoli, Mussomeli, Petralia Sottana (PA), Polizzi Generosa (PA), Vallelunga Pratameno
Altre informazioni
Cod. postale93010
Prefisso0934
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT085022
Cod. catastaleL959
TargaCL
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona D, 1 602 GG[2]
Nome abitantivillalbesi
Patronosan Giuseppe
Giorno festivoprima domenica dopo Ferragosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villalba
Villalba
Villalba – Mappa
Posizione del comune di Villalba nel libero consorzio comunale di Caltanissetta
Sito istituzionale

Villalba (Miccichè o Villarba in siciliano[3]) è un comune italiano di 1 503 abitanti del libero consorzio comunale di Caltanissetta in Sicilia.

Sorge a circa 98 km a sud-est di Palermo e a circa 50 km da Caltanissetta.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale occupa la parte settentrionale dell'ex provincia di Caltanissetta insieme al limotrofo comune di Vallelunga Pratameno, incuneato tra la città metropolitana di Palermo e l'ex provincia di Agrigento. Si sviluppa sulle pendici del monte Pirtusiddu, nella valle del fiume Torto, ed è caratterizzato da uliveti e vitigni. Il comune, prevalentemente collinare, presenta un profilo altimetrico irregolare.

Per i servizi non presenti sul posto, i comuni di Mussomeli e Caltanissetta rappresentano il punto di riferimento per la comunità.[4]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Villalba fu dato al già feudo di Miccichè dal suo fondatore, don Nicolò Palmieri, in ricordo dell'omonima cittadina galiziana da cui provenivano i suoi antenati e quelli della moglie, Sancez, sebbene secondo altre fonti il nome (che significa "paese bianco") alluda al colore bianco delle sue case.[5] Il feudo Miccichè, su cui Villalba sorge, deriva il suo toponimo dall'antico Michiken, "terra nera" in arabo.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dall'antichità al feudo Miccichè[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Villalba è abitato sin dall'epoca romana, come dimostrano alcuni ritrovamenti archeologici del XIX secolo, tra cui una fornace contenente utensili in laterizio e una statuetta di bronzo raffugurante Mercurio.[7]

Durante la dominazione islamica della Sicilia, quella che doveva essere una colonia agricola si ingrandì e divenne un casale chiamato Michiken (da cui l'odierno "Miccichè"), nome che si legge per la prima volta nel diploma De supputandis apud Arabes sïculos temporibus, traduzione latina di due documenti (greco e arabo) del 1175.[8] Sebbene l'Amari ritenesse che il casale in questione si trovasse nei pressi di Alimena, fu Giuseppe Gioeni a identificarlo nell'attuale territorio di Villalba.[6]

Lo storico Gaetano Di Giovanni ritiene che, durante la dominazione normanna, il casale e il suo feudo fossero parte del vasto contado di Cammarata, concesso a Lucia Cammarata dal conte Ruggero, che tra l'altro comprendeva gli odierni territori comunali di Villalba, Vallelunga Pratameno e Mussomeli.[9] Durante la loro storia, tali terre furono cedute a diversi signori feudali e ritornarono più volte al regio demanio. Nel XVI secolo il feudo di Micciché, demaniale sin dal 1371, fu incluso insieme ad altri sette nella baronia di Villanuova, che Carlo V vendette il 14 marzo 1527 a Cipriano Spinola con la formula del mero et mixto imperio.[6]

Palmieri di Micciché[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1751, Domenico Corvino, principe di Villanuova, vendette il feudo Micciché per 72.000 scudi a don Nicolò Palmieri di Caltanissetta con mero et mixto imperio, che ne divenne barone il 22 giugno 1752. Egli popolò il feudo e chiamò la nascente cittadina Villalba. La popolazione già contava 800 abitanti nel 1785, che passarono a 1018 nel 1798. Il figlio di Nicolò, Placido, portò a termine la costruzione di Villalba, e nel 1813 ottenne il titolo di marchese. Quando, a seguito della morte di don Placido Palmeri, nel 1818, il feudo passò al figlio Nicolò, contava poco meno di 2000 abitanti.

Mentre Nicolò si mantenne sempre prudente in politica, i suoi fratelli Michele e Rodrigo invece parteciparono attivamente alla politica siciliana dei primi anni dell'Ottocento e furono coinvolti nei moti antiborbonici del 1820. Quando la rivoluzione fallì i due fratelli fuggirono in esilio per diversi anni. Tuttavia Nicolò morì senza figli, e il feudo fu ereditato dal fratello Rodrigo, che scelse di stabilirsi a Palermo; Villalba fu quindi lasciata in gestione a procuratori e campieri. Alla morte di Rodrigo nel 1850, anch'egli senza figli, il ramo dei Palmieri di Villalba si estinse e il feudo passò ad altri rami dei Palmieri fino al 17 aprile 1892, quando fu venduto a Giulia Florio, principessa di Butera e di Trabia, per due milioni e quarantamila lire. Il feudo così cessò di essere dominio dei Palmieri dopo 141 anni.[7][6]

Dall'Ottocento a oggi[modifica | modifica wikitesto]

A cavallo tra Ottocento e Novecento, Villalba fu teatro di numrose rivolte contadine. Il primo sciopero, nel 1875, vide uniti contadini e mezzadri a rivendicare migliori condizioni di vita e la concessione della terra in censo perpetuo. In successive rivolte, nel 1901, 1903, 1907, 1920, 1925, i contadini e il popolo villalbese chiesero l'abolizione delle eccessive imposte che erano dovuti a pagare. In questo contesto emersero i cosiddetti preti sociali, frutto dell'enciclica Rerum Novarum. Queste rivolte continuarono anche nel dopoguerra, con l'occupazione, nel novembre 1949, di alcune terre di proprietà dei fratelli Mistretta in contrada Mattarello e di Vincenzo Guccione. Personaggi politici locali dell'epoca intervennero finalmente promuovendo la divisione del feudo in appezzamenti che furono distribuiti a molte famiglie del luogo.

Durante il periodo di occupazione alleata della Sicilia, viene nominato sindaco di Villalba Calogero Vizzini, detto don Calò, esponente del separatismo siciliano deviato, oltre che esponente di Cosa Nostra con legami in America. Nel 1944, durante un comizio del comunista Girolamo Li Causi, soldati di Vizzini lanciarono granate e spararono sulla folla, ferendo 18 persone tra cui lo stesso Li Causi.[10]

A partire dalla metà degli anni cinquanta, Villalba fu colpita da una massiccia emigrazione verso il nord Italia e l'estero che continua ancora oggi, causando un vistoso calo demografico che contribuisce al declino del territorio.[6]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Madre di San Giuseppe, costruita nel XIX secolo con i fondi messi a disposizione del Decurionato e completata grazie alle donazioni e alla manodopera dei villalbesi. Si trova in piazza Vittorio Emanuele ed è dedicata al patrono di Villalba. La facciata, a due ordini, è affiancata dall'alta torre campanaria sulla cui sommità si trova un orologio. All'interno della chiesa è conservato una statua di San Giuseppe in stile settecentesco, opera di Filippo Quattrocchi da Gangi.[11]
  • Chiesa della Concezione, edificata per volontà del barone Placido Palmieri e consacrata nel 1795; si affaccia su piazza Gugliemo Marconi.[12]
  • Cappella del Calvario, posta su una collinetta che domina il paese; è il punto di arrivo della processione del Venerdì Santo, in occasione del quale viene sospeso il crocifisso nelle tre croci lì collocate.[13]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio si coltivano ortaggi, uva, pomodori (di cui si tiene annualmente la "Sagra del Pomodoro") nella tipica qualità detta siccagnu, e le famose lenticchie di Villalba, riconosciute dalla Regione Siciliana e dal competente Ministero come un prodotto agroalimentare tradizionale.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Villalba è attraversato dalla strada statale 121 Catanese, che la collega a Vallelunga Pratameno e Palermo, a nord, e Marianopoli e Caltanissetta, a sud. La strada provinciale 16 la collega con Mussomeli, a ovest.

Il comune è servito dalla stazione di Villalba sulla linea ferroviaria Palermo-Catania.[15]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 gennaio 1987 29 settembre 1989 Giuseppe Favata Partito Socialista Italiano Sindaco [16]
29 settembre 1989 19 febbraio 1991 Eugenio Zoda Democrazia Cristiana Sindaco [16]
26 febbraio 1991 6 giugno 1992 Biagio Plumeri Democrazia Cristiana Sindaco [16]
27 giugno 1992 22 ottobre 1993 Luigi Lumia Partito Democratico della Sinistra Sindaco [16]
8 novembre 1993 17 giugno 1996 Biagio Plumeri Democrazia Cristiana Sindaco [16]
17 giugno 1996 17 aprile 2000 Calogero Vizzini - Sindaco [16]
17 aprile 2000 17 maggio 2005 Eugenio Zoda lista civica Sindaco [16]
17 maggio 2005 1º giugno 2010 Eugenio Zoda lista civica Sindaco [16]
1º giugno 2010 1º giugno 2015 Alessandro Plumeri lista civica Sindaco [16]
1º giugno 2015 4 ottobre 2020 Alessandro Plumeri lista civica Sindaco [16]
5 ottobre 2020 in carica Maria Paola Immordino lista civica Sindaco [16][17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 705.
  4. ^ Villalba (CL) - Descrizione, su ITALIAPEDIA. URL consultato il 24 dicembre 2020.
  5. ^ Villalba (CL) - Storia, su ITALIAPEDIA. URL consultato il 24 dicembre 2020.
  6. ^ a b c d e Storia, su Comune di Villalba. URL consultato il 24 dicembre 2020.
  7. ^ a b Giovanni Mulè Bertolo, Memorie del Comune di Villalba, libro primo, 1900.
  8. ^ Michele Amari, Storia dei Musulmani in Sicilia, vol. I.
  9. ^ Gaetano Di Giovanni, La circoscrizione territoriale di Cianciana, in V. Amico (a cura di), Dizionario Topografico della Sicilia.
  10. ^ Michele Spena, Storia e Cultura. 1944: la strage di Villalba è l’inizio della lotta di massa alla mafia, su il Fatto Nisseno, 16 settembre 2014. URL consultato il 24 dicembre 2020.
  11. ^ Chiesa Madre San Giuseppe, su Comune di Villalba. URL consultato il 24 dicembre 2020.
  12. ^ Chiesa della Concezione, su Comune di Villalba. URL consultato il 24 dicembre 2020.
  13. ^ Cappella del Calvario, su Comune di Villalba. URL consultato il 24 dicembre 2020.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Villalba (CL) - Localizzazione, su ITALIAPEDIA. URL consultato il 24 dicembre 2020.
  16. ^ a b c d e f g h i j k Anagrafe degli amministratori locali e regionali
  17. ^ Sindaco, su Comune di Villalba. URL consultato il 24 dicembre 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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