Tratturo Pescasseroli-Candela

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Mappa dei principali tratturi con evidenziato il Tratturo Pescasseroli-Candela

Il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela è il terzo tratturo, per ordine di lunghezza, dell'Italia Meridionale.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il tratturo sull'altipiano di Camporeale, presso Ariano Irpino. Il segnale indica la tappa successiva, il riposo di Casalbore, in direzione Pescasseroli.

Lungo 211 km, il tratturo presenta sull'intero tracciato, da Pescasseroli in Abruzzo fino al confine fra Candela ed Ascoli Satriano in Puglia, una larghezza media di 60 metri. Era ancora in uso come direttrice della transumanza nei primi anni '50 del XX secolo e alcuni storici, come il Wisemann, hanno ipotizzato che esso ricalcasse il percorso della via Minucia, una strada consolare romana.[1]

Il tratturo inizia il suo percorso da Campomizzo, una località a nord di Pescasseroli, e nel suo tratto iniziale attraversa il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. A Ponte Zittola, presso Castel di Sangro, se ne distacca il tratturo Castel di Sangro-Lucera, che andrà a sua volta a confluire nel tratturo Celano-Foggia.

In provincia di Campobasso questi tre tratturi sono ulteriormente interconnessi dal braccio Centocelle-Cortile-Matese presso San Polo Matese. Nel suo tratto molisano il percorso del tratturo segue la strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico, toccando Isernia e attraversando la sella di Vinchiaturo fra Bojano e Saepinum, portandosi quindi temporaneamente sul versante tirrenico.

Lasciato il Sannio, a partire dal territorio di Casalbore (ove si estendeva una vasta area di riposo[2]) il tratturo penetra quindi nell'Irpinia ove attraversa nuovamente la linea spartiacque all'altezza della sella di Ariano. Qui il tratturo, superato il villaggio neolitico de La Starza, entra in connessione con la via Herculea oltre che con il tratturello Camporeale-Foggia, il quale ultimo ripercorre invece la via Traiana. Dal 2006 tutto questo particolare tratto è stato alberato e delimitato con picchetti in pietra e legno a cura della Comunità Montana dell'Ufita[1], trasformandosi così in un percorso turistico-sportivo-ambientale con possibilità di escursioni a cavallo, in bici e in trekking.

Dopo aver rasentato l'antico borgo di Zungoli il tratturo giunge nella Daunia e qui discende lentamente lungo le pendici del Subappennino fino a terminare il suo percorso a valle di Candela, all'estremità meridionale del Tavoliere delle Puglie.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

I comuni attraversati dal tratturo[3] sono:

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, su Comunità Montana dell'Ufita.
  2. ^ Italo Palasciano, Le lunghe vie erbose (Tratturi e pastori del Sud), Capone, 1999, pp. 84-89.
  3. ^ Astrid Pellicano, Geografia e storia dei tratturi del Mezzogiorno: ipotesi di recupero funzionale di una risorsa antica, Aracne, 2007 pp. 84-86

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (a cura di Marialuce Latini), Abruzzo: le vie della Transumanza, testi di Franco Battistella, Marialuce Latini, Edoardo Micati, Anna Severini, Giovanni Tavano, Carsa Edizioni, Pescara, 2000, p. 122 - 123;
  • Natalino Paone, La transumanza, immagini di una civiltà, Cosmo Iannone, giugno 1987, ISBN 88-516-0013-9.

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