La guerra degli Antò

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La guerra degli Antò
La guerra degli Antò.jpg
Titoli di coda del film
Titolo originaleLa guerra degli Antò
Paese di produzioneItalia
Anno1999
Durata90 min
Generecommedia, drammatico
RegiaRiccardo Milani
SoggettoSilvia Ballestra (romanzo omonimo)
SceneggiaturaRiccardo Milani, Sandro Petraglia, Domenico Starnone
FotografiaAlessandro Pesci
MontaggioMarco Spoletini
Effetti specialiPaolo Zeccara
MusicheAvion Travel
ScenografiaFrancesco Frigeri
Interpreti e personaggi

La guerra degli Antò è un film del 1999 diretto da Riccardo Milani.

Il film, tratto dal romanzo omonimo di Silvia Ballestra,[1], è ambientato tra la fine del 1990 e l'estate successiva e racconta delle vicende d'un gruppo quattro giovani punk abruzzesi originari di Montesilvano (in provincia di Pescara).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Montesilvano, ottobre del 1990. Quattro amici condividono il nome proprio e l'appartenenza alla subcultura punk; per distinguerli tra di loro vengono soprannominati, aggiungendo al diminutivo dialettale "Antò", l'epiteto, rispettivamente, di "Lu Malatu" (infermiere presso una clinica del luogo), "Lu Zombi" (postino per una vicina frazione del paese), "Lu Zorru" (giornalista freelance per il quotidiano abruzzese Il Centro) e "Lu Purk". I quattro ragazzi sono nauseati dalla vita di provincia e dal servilismo dei loro concittadini verso l'ingegnere Treves, potente speculatore edile della zona, in particolar modo Lu Purk che decide di trasferirsi come studente al DAMS dell'Università di Bologna. Inizia cosí a frequentare l'ambiente culturale alternativo locale, insieme alla compaesana Sballestrera, ma presto le sue aspettative sono deluse, a causa delle difficoltà riscontrate negli studi, ma soprattutto della dolorosa rottura di una breve relazione amorosa con una studentessa.

Convinto ormai di essere stato amato in tutta la sua vita solo da sua nonna, da tempo defunta, per reazione decide di partire alla volta della tanto idealizzata Amsterdam, città di riferimento per il mondo punk; per finanziarsi il viaggio si fa assumere presso un cantiere edile del capoluogo emiliano ma un infortunio sul lavoro, e conseguente degenza ospedaliera, sembrerebbero inizialmente impedire la sua partenza. La prospettiva di essere costretto a tornare come pietoso storpio al paese, per vivere con la famiglia, è l'impulso decisivo che gli fa decidere di fuggire dall'Italia, grazie al supporto fornitogli dagli altri Antò e da Sballestrera. Poco tempo dopo Lu Zorru, datosi alla macchia per evitare il servizio di leva nella marina militare, conseguenza dello scoppio della guerra del Golfo (ma in realtà solo vittima inconsapevole di uno scherzo), raggiunge nella capitale dei Paesi Bassi Lu Purk.

I famigliari de Lu Purk, non avendo più sue notizie da diverso tempo, decidono di rivolgersi a Chi l'ha visto?, con la speranza di ottenere maggiori informazioni sulla sorte del giovane, durante cui si aggiungerà la notizia della scomparsa di Lu Zorru. Ai parenti dell'amico, si aggiungono come testimoni pure Lu Malatu e Lu Zombi, a conoscenza della vera identità degli autori dell'inganno subito da Lu Zorru: la loro partecipazione al programma, condotto da Donatella Raffai, si trasforma però in un atto di denuncia, urlato in diretta televisiva, nei confronti del sistema di potere che regge Montesilvano, e contro lo stile di vita dell'intera società occidentale, con conseguente allontanamento forzato da parte del servizio di sicurezza della trasmissione. Intanto tra i due fuggiaschi scoppia un diverbio, con esito disastroso quasi immediato, a causa del quale saranno rimpatriati coercitivamente dalla polizia olandese, finendo amaramente per ricongiungersi con gli altri Antò nel loro paese natale.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il commento musicale è opera della Piccola Orchestra Avion Travel[2], inoltre nel film figurano brani di Lisa Stansfield (All Around the World)[3], Dead Kennedys (Fleshdunce e One-Way Ticket to Pluto)[3], Sonny & Cher (Little Man)[3], Pino Daniele (Je So' Pazzo)[3] e Los Hermanos Rosario (La Dueṅa Del Swing)[3].

Nella sequenza introduttiva del film, in cui gli Antò vengono inseguiti dai fratelli di "Sonja la giostraia", in quanto insidiata da Lu Purk, il giovane intona disperatamente, per convincerli d'essere un rom come loro ed evitare perciò d'essere sgozzato, un "canto tradizionale rom", Zajdi Zajdi[3], propostavi nella versione, benché non debitamente accreditata dal film, composta dal cantautore macedone Aleksandar Sarievski[3][4].

Il finale del film è affidato a Franco Battiato con La stagione dell'amore[3], in versione orchestrale.

Imprecisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Uno dei coinquilini bolognesi di Antò Lu Purk indossa una maglietta di Use Your Illusion, album dei Guns N' Roses che però sarebbe uscito solo nel 1991, cioè l'anno successivo a quello in cui si svolge il film.
  • Nella penultima scena, sulla spiaggia, alcuni montesilvanesi (parenti e conoscenti degli Antò) ballano sulla spiaggia un ballo di gruppo, coordinati da un coreografo da spiaggia. Il pezzo che ballano, La duena del swing di Los Hermanos Rosario, è uscito solo nel 1995, quindi ben oltre l'anno nel quale il film si colloca cronologicamente.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • All'inizio del film c'è un cameo del musicista rom abruzzese Santino Spinelli, in arte "Alexian", che interpreta un componente della banda degli zingari che insegue gli Antò.
  • A dispetto del fatto che i protagonisti siano montesilvanesi (e che lo stesso comune funga da parziale ambientazione del film), il rispettivo dialetto adoperatovi non risulta essere quello effettivamente in uso nella località, ch'è fondamentalmente una varietà del pescarese (un dialetto di tipo meridionale), bensì un qualche dialetto marsicano di tipo mediano-sabino.
  • La macchina utilizzata dagli Antò è una Fiat 124 Sport Coupé, terza serie.
  • Il libro ostentato da Lu Purk al momento del suo ingresso nella biblioteca universitaria, come "arma di seduzione" per ottenere facili conquiste sessuali tra la popolazione femminile studentesca, è Ballo di famiglia di David Leavitt[5], pubblicato originariamente nel 1984.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La guerra degli Antò, su cineforum.bz.it. URL consultato il 21-11-2010 (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2012).
  2. ^ dalla scheda del film, sezione Full Cast & Crew (in italiano "Crediti completi") su IMDb La guerra degli Antò (1999) - Full Cast & Crew - IMDb.
  3. ^ a b c d e f g h dai titoli di coda del film.
  4. ^ (EN) dal blog In Dreams Only [1]. URL consultato il 10 maggio 2015.
  5. ^ dati ricavati dalla scheda del film sul sito Aib.it, sezione Biblioteche e bibliotecari nel cinema italiano [2].

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]