Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Ortona)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Ortona - Chiesa di Santa Maria delle Grazie 01.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo
LocalitàOrtona
ReligioneCattolica
Arcidiocesi Lanciano-Ortona
Stile architettoniconeorinascimentale
Inizio costruzioneXVI secolo
CompletamentoXX secolo
Sito webwww.diocesilanciano.it/

Coordinate: 42°21′17.22″N 14°24′03.57″E / 42.354784°N 14.400992°E42.354784; 14.400992

La chiesa di Santa Maria delle Grazie è un edificio religioso che si trova ad Ortona, in provincia di Chieti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa ed il convento di frati minori al quale era associata venne eretta insieme alla Chiesa di Sant'Angelo della Pace di Lanciano, oggi Sant'Antonio, per ricordare la pace proclamata il 17 febbraio 1427 nella basilica di San Tommaso Apostolo da San Giovanni da Capestrano. Infatti, il nome originario della chiesa era quello di Santa Maria della Pace, o Madonna della Pace.[1]

La chiesa fu gravemente danneggiata nel 1943 durante la Battaglia di Ortona, perdendo tutti gli elementi più significativi risalenti secoli XVI e XVII, tra i quali gli affreschi realizzati da maestranze lombarde.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa si affaccia su piazza San Francesco, ha impianto longitudinale rettangolare, con navata unica, alla maniera semplice dei monasteri Osservanti. Si presenta con una facciata ornata da un chiostro ed un campanile sulla sinistra. Le lunette del chiostro sono ornate da dipinti del pittore polacco Sebastiano Majewsky.

La facciata in mattoni rossi è decorata da un ordine di finestre a tutto sesto, sovrastate da un timpano triangolare. Il portale si ingresso è a tutto sesto, ornato da un mosaico a sfondo dorato sulla lunetta. Il campanile è una torre quadrangolare in mattoni rossi, con l'orologio sul lato affacciato su piazza San Francesco. Il concerto è di 4 campane motorizzate a mezzo slancio. L'ex convento, ricostruito dopo la guerra, ha continuato ad ospitare l'ospedale civile "Gaetano Bernabeo", finché negli anni 90 non è stato spostato nella nuova struttura del quartiere Fonte Grande, mentre la vecchia struttura ospita l'ASL.

All'interno è ospitato il corpo del beato Lorenzo da Villamagna, vissuto presso l'annesso convento francescano. Il corpo è nella cappella di sinistra, entrati dall'ingresso, è una cappella decorata dal soffitto a mosaici lapislazzuli che mostrano un cielo stellato. Vi è una statua della Madonna col Bambino.

La navata unica della chiesa è l'unico elemento originale della chiesa antica, scampara al cannoneggiamento nazista e canadese, tuttavia rifatto seguendo uno stile eclettico, che conserva solo la scansione a costoloni delle campate. Il fondo del presbiterio è ad abside semicircolare, vi sono 4 finestre che ricalcano le basiliche romaniche di Roma, con dipinti dei maggiori rappresentati dell'ordine francrscano. La volta dell'abside è abbellita da un moderno dipinto della Madonna in gloria tra i santi dell'ordine.

Sulla parete destra della chiesa, in prossimità dell'altare, si trova un frammento di pittura rinascimentale della chiesa antica.

La chiesa storica, come dimostrano fotografie pre-guerra, aveva l'impianto a navata unica, con la facciata quadrata, piana e spoglia, all'abruzzese, ricalcante in parte lo stile romanico per il portico ad arcate che precedeva prevedeva l'ingresso. Vi era una finestra centrale, trasformata negli anni 30 in un rosone a raggieea. Il campanile laterale era una torre quadrata simile a quella attuale. L'interno era ricoperto da intonaci, comunque era spoglio, dotato di un tabernacolo monumentale presso l'altare maggiore.

Le bombe danneggiarono la chiesa soprattutto nella facciata, che andò distrutta, e una foto che testimonia la distruzione è stata usata anche sal pittore Tommaso Cascella per uno dei pannelli maiolicati del Monumento alle vittime civili di guerra, presso il cimitero comunale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia del lodo di pace, Parrocchia San Tommaso Apostolo. URL consultato il 10 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]