Popoli (Italia)

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Popoli
comune
Popoli – Stemma Popoli – Bandiera
Popoli – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Pescara-Stemma.png Pescara
Amministrazione
SindacoConcezio Galli (lista civica Popoli Democratica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate42°10′15″N 13°49′54″E / 42.170833°N 13.831667°E42.170833; 13.831667 (Popoli)Coordinate: 42°10′15″N 13°49′54″E / 42.170833°N 13.831667°E42.170833; 13.831667 (Popoli)
Altitudine254 m s.l.m.
Superficie35,04 km²
Abitanti5 099[1] (30-4-2017)
Densità145,52 ab./km²
Comuni confinantiBussi sul Tirino, Collepietro (AQ), Corfinio (AQ), San Benedetto in Perillis (AQ), Tocco da Casauria, Vittorito (AQ), Pratola Peligna (AQ), Sulmona (AQ)
Altre informazioni
Cod. postale65026
Prefisso085
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT068033
Cod. catastaleG878
TargaPE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 653 GG[2]
Nome abitantipopolesi
Patronosan Bonifacio
Giorno festivo14 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Popoli
Popoli
Popoli – Mappa
Posizione del comune di Popoli all'interno della provincia di Pescara
Sito istituzionale

Popoli (anticamente Pagus Fabianus) è un comune italiano di 5 099 abitanti[1] della provincia di Pescara in Abruzzo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale fa parte della Comunità montana della Maiella e del Morrone ed è posizionato tra il basso corso dell'Aterno a nord-ovest e il massiccio della Maiella a sud-est. All'interno del comune rientrano le Gole di Popoli che raccordano la bassa valle dell'Aterno in provincia dell'Aquila con la provincia di Pescara, attraversate dalla Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese ed Appulo-Sannitico. A partire dal territorio di Popoli il fiume Aterno prende il nome di Pescara. Ad ovest il territorio del comune confina con la Valle Peligna.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Popoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Complesso monumentale della Trinità e di San Lorenzo in notturna

Reperti archeologici che testimoniano insediamenti del Paleolitico e del Neolitico sono stati trovati in località Svolte e San Callisto. Il primitivo villaggio degli Italici Peligni prese forma circa nell'VIII secolo a.C., e lo storico Plinio il Vecchio nella sua Naturalis historia parlava di un villaggio colonizzato da Roma nel I secolo a.C., chiamato Pagus Fabianus. Infatti Popoli non divenne mai una città romana a tutti gli effetti, e il "pagus" è il termine che indica il villaggio di capanne di legno che stava a controllo delle gole della montagna. Durante la guerra sociale (91-88 a.C.) anche il villaggio partecipò alla Lega Italica con capitale Corfinium, ma venne sconfitta. Fino all'800 d.C. circa era ancora chiamata Pagus Fabianus.

Dopo la caduta dell'Impero romano, il villaggio fu saccheggiato ripetutamente dai Vandali e dai Saraceni, e di esso non si hanno notizie sino al IX secolo, quando venne fondata l'Abbazia di San Clemente a Casauria, che possedette il feudo. Il villaggio viene citato come "Castrum Pauperum", e questo nome nei secoli verrà volgarizzato fino all'attuale "Popoli". Il primitivo incastellamento risale dunque alla discesa dei Longobardi. Un nuovo saccheggio a Popoli ci sarà nel 937, con l'invasione degli Ungari.[3]Le origini del primo castello di Popoli risalgono al guerriero Gerardo, che stipulò un contratto di proprietà con l'abate Ponzio di San Clemente per ricevere le terre di Popoli e di Tocco da Casauria per erigere il castello[4], dando segno di protezione verso il monastero, già oggetto di vari saccheggi. Alla morte di Gerardo nel 1016, il figlio Alberico invase Tocco da Casauria per costruirci il castello. Nel XII secolo Popoli fu feudo dei Normanni, facendo parte della contea di Manoppello sotto il controllo di Ugo Malmozzetto; Popoli fu assegnata alla giurisdizione di Roberto di Loreitello.

Il Castello dei Cantelmo: il primo feudatario della famiglia napoletana fu Giacomo Cantelmo, nel 1284

Il villaggio di Popoli iniziò a svilupparsi durante il dominio di Federico II di Svevia, che nel 1233 inserì Popoli nel Giustizierato d'Abruzzo, con capitale la vicina Sulmona; successivamente entrò nel regio demanio di Sicilia nel 1296 per volere di Carlo I d'Angiò. Già dal 1284 Popoli divenne roccaforte della famiglia Cantelmo, di origini napoletane, con capostipite della contea Giacomo Cantelmo. I conti ottennero anche il controllo sui borghi circostanti della Majella. Il dominio sulla zona rimase incontrastato fino al XVIII secolo, salvo delle lotte di potere tra il 1424 e il 1443, quando i Cantelmo si scontrarono con Jacopo Caldora, per il possesso del castello di Pacentro.
Durante il dominio dei Cantelmo, Popoli per la sua posizione strategica per il traffico delle merci e per i vari percorsi dei pastori transumanti, venne denominata la chiave dei Tre Abruzzi, perché a confine con quello sulmonese, con quello pescarese e con quello maiellano di Chieti. Il grave terremoto della Maiella del 1706 danneggiò il borgo, e spinse il Cantelmo a stabilirsi definitivamente nel palazzo ducale nel centro cittadino, già fatto costruire nel XV secolo. La nobile famiglia si estinse con Giuseppe Cantelmo, Principe di Pettorano, morto nel 1749.[5]Prima del momento in cui fu abolito il feudalesimo nel 1806, Popoli farà dapprima parte dei possedimenti della famiglia Montemiletto di Tocco da Casauria. Successivamente diventerà municipio, compreso nel distretto di Sulmona dell'Abruzzo Ultra Secondo.

Il 10 ottobre 1860 Popoli ospitò il re Vittorio Emanuele II in viaggio per Pescara, dopo l'Unità d'Italia la cittadina vide svilupparsi il fenomeno del brigantaggio, i cui esponenti capibanda provenienti dai vari villaggi circostanti imperverseranno sulla Majella e presso la valle Peligna fino al 1867. Nel 1927 fu costituita la provincia di Pescara, e Popoli verrà annessa al nuovo territorio, rimanendo al confine con Sulmona della provincia aquilana. Il 26 settembre 1933 un nuovo terremoto colpì la Majella (IX grado della Scala Mercalli), anche se in maniera meno disastrosa del 1706, causando comunque danni ai paesi della zona peligna, inclusa Popoli. Durante la seconda guerra mondiale Popoli fu bombardata dalla Royal Air Force, il 20 gennaio 1944 fu distrutto il ponte sul fiume Pescara sulla strada Roma-Pescara, poi il 22 marzo dello stesso anno fu distrutta una parte del centro cittadino, e molti abitanti uccisi. Nonostante il bombardamento, Popoli seppe rialzarsi dal disastro, e svilupparsi al livello industriale negli anni del boom economico.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Centro nevralgico, occupato dalle truppe tedesche all'indomani dell'armistizio, fu sottoposto a ripetuti e violenti bombardamenti che causarono la morte di novantuno civili e la distruzione della quasi totalità del patrimonio edilizio e viario. La popolazione tutta seppe reagire, con dignità e coraggio, agli orrori della guerra e affrontare, col ritorno alla pace, la difficile opera di ricostruzione morale e materiale.»
— Popoli (PE), 1943 - 1944

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Francesco
  • Taverna ducale Cantelmo[6] (XIV secolo): edificio militare costruito dai Cantelmo, come dogana di accesso al borgo. Oggi è un museo. L'edificio si distingue per il ricco portale gotico e per la facciata decorata da blasoni delle famiglie che possedettero il feudo dopo i Cantelmo.
  • Chiesa di S. Francesco (XV secolo): chiesa principale, la più interessante dal punto di vista artistico. Fu fondata come convento francescano nel XIII secolo; le più antiche notizie sono tratte da un catalogo di frate Paolino da Venezia (1334) dove cita la chiesa nella custodia della diocesi aquilana.[7]La chiesa fu ricostruita nel 1480, e restaurata nel 1688 con il completamento della parte superiore della facciata. L'interno attuale è frutto di rimaneggiamenti tardo barocchi dopo il terremoto del 1706. Nel 1714 fu completata la parte superiore del campanile.
    La facciata è l'elemento più interessante, divisa in due settori: la base gotica, e la parte superiore barocca. In basso si apre un portale romanico a tutto sesto, con strombature gotiche. In asse col portale si trova il rosone in architettura gotica sulmonese, con la rosa sagomata ad ovoli e fusaiole, e contornata da quattro lobi con simboli degli Evangelisti. La parte superiore barocca, oltre il cornicione marcapiano, è più slanciata ed è abbellita da statue di santi, tra i quali San Giorgio a cavallo, al centro.
    Il campanile turrito ha pianta medievale, ma la sommità è barocca. L'interno è a navata unica, in intonaco bianco ed ha aspetto neoclassico, con un altare marmoreo del 1742 nella cappella di destra, con affresco rinascimentale della Deposizione di Giovanni di Sulmona. Nella cappella sinistra dedicata a San Francesco c'è un paliotto in maiolica di Castelli, realizzato da Francesco Antonio Grue.
  • Chiesa dei SS. Lorenzo e Biagio (XVI secolo): appartiene al gruppo delle "due chiese gemelle", con la Santissima Trinità. Benché sia una delle chiese più antiche della città, oggi si presenta in modesto stile barocco. Venne citata da Pasquale II nel 1142, nel 1562 fu ricostruita in forme rinascimentali, e nuovamente restaurata nel '700, perdendo lo splendore medievale. L'interno conserva tre navate, ancora riconoscibili nell'originale aspetto medievale, sulla destra c'è il monumento funebre del vescovo Tolomeo di Corfinio; l'altare maggiore marmoreo fu scolpito da Nicola Mancini di Pescocostanzo (1745-1746), il coro ligneo è dei fratelli Bencivenga da Raiano. La facciata è molto semplice, con tre portali; dopo la cornice marcapiano l'insieme diventa più slanciato, ornato da un finestrone centrale.
Chiesa della Santissima Trinità
  • Chiesa della SS. Trinità (XVI secolo): legata alla chiesa di San Lorenzo, ha una facciata molto più ricca e scenografica. Risale al XVI secolo, ed è stata completata nel 1734 con elargizioni di papa Gregorio XIII.[8]La chiesa appare come un blocco unitario a pianta circolare, sopra cui si eleva la cupola su un tiburio ottagonale. La sobria facciata alterna nicchie e finestrelle, creando contrasto di luci e ombre, si articola in tre spazi separati da quattro paraste. A dare maggiori slancio alla facciata sono quattro anfore di pietra collocate sulla trabeazione. Il portale è chiuso da archivolto circolare, così come la finestra sovrastante. Il campanile turrito ha pianta parallelepipeda, terminante con cuspide, l'interno è piuttosto semplice, conservando di interesse una pala d'altare del 1557, altare ligneo seicentesco e una statua della Trinità del 1712. Le pitture in affresco presso la cupola sono di Giambattista Gamba.
  • Chiesa di S. Rocco (XVII secolo): La famiglia baronale Muzj la fece erigere dopo la peste del 1656 (i morti furono 1546 contro 650 superstiti) e la rinnovò in epoca barocca insieme al proprio palazzo al quale essa è annessa. Innalzata in onore di S.Rocco per porre il Santo taumaturgo a guardia e difesa contro il ritorno di quella pestilenza che D. Abbondio aveva già definita" perfida ed Infame".
  • Chiesa di San Domenico (XVII secolo): sul viale Giuseppe Mazzini, è del XVI secolo, ma è stata ristrutturata dopo il 1706. Presenta un aspetto barocco a pianta rettangolare con bracci del transetto sporgenti, e un abside semicircolare. La facciata è divisa in due livelli da cornice marcapiano, e verticalmente da due paraste. Il portale maggiore è ornato da un timpano curvilineo, con sopra in asse un finestrone. Il campanile è a torre, con la cuspide a cipolla di matrice napoletana.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie (XVII secolo): sorta come chiesa rurale ai margini del borgo, fu costruita nel 1576, ed è stata restaurata nel 1802. Presenta una facciata in stile rinascimentale con portale decorato da timpano e oculo centrale, ornato da cornice. All'interno spicca l'altare maggiore ricco di intarsi. Due coppie di colonne, una tortile e l'altra scanalata, sormontate da capitelli corinzi, sorreggono un archivolto spezzato, dominato da timpano modanato. La cimasa racchiude la tela del Padre Eterno (XVIII secolo), mentre le pareti laterali presentano dipinti del XVII attribuiti a maestranze abruzzesi, raffiguranti il Martirio di San Bartolomeo - Sant'Emidio protettore dei terremoti - San Bonifacio - San Francesco di Paola taumaturgo - Sant'Anna e San Raffaele.[9]
  • Castello ducale Cantelmo (IX-XV secolo): Il Castello di Popoli è una costruzione realizzata a scopo difensivo nel X secolo, tra il 970 e il 1016 per il volere dei vescovi di Valva, diocesi a cui era soggetta Popoli. Situato a 485 metri sul livello del mare, rappresentava uno dei primi Castelli della Valle Peligna e di fondamentale importanza visto il ruolo che Popoli avrebbe assunto negli anni a seguire, in qualità di "Chiave dei tre Abruzzi". Il castello aveva una struttura a pianta triangolare con tre torri, il tutto circondato da una doppia fila di muro attorniato dal fossato. Nel 1269 passò ai Cantelmo che seppur mantennero il feudo di Popoli fino al XVIII secolo, deciso di abbandonare una volta che fu costruito il Palazzo Ducale in città verso la fine del Quattrocento. Da allora, è rimasto abbandonato fino al 1997, anno in cui l'amministrazione comunale decise di attuare un restauro. È possibile osservare il Castello anche di notte, grazie all'installazione di un impianto di illuminazione che crea uno scenario molto suggestivo.
    Palazzo Muzj. Portale d'ingresso settecentesco con stemma sulla chiave d'arco della Compagnia di Gesù sormontato dal balcone con lo stemma ducale della famiglia Muzj. Qui soggiornarono il primo Re d'Italia Vittorio Emanuele e la Contessa di Mirafiori il 19 ottobre 1860
  • Palazzo Ducale Cantelmo (XV secolo): fu costruito alla fine del '440 da Giovanni Cantelmo, nel centro cittadino. Il palazzo fu terminato due secoli più tardi, presentando un elegante androne d'ingresso, cortile a pianta trapezoidale, loggia a tre arcate e una serie di finestre. Il cortile è la porzione meglio conservata, poiché il palazzo ha subito varie ristrutturazioni. L'ingresso principale si raggiunge da scalinata sormontata da un amscherone di età romana, raffigurante Giove. La facciata ha stile neoclassico, restaurata nel 1824.
  • Palazzo Muzj (XVII secolo): si trova accanto la chiesa di San Rocco, e presenta aspetti tipici gentilizi barocchi. Il portale di ingresso è l'elemento di maggiore spicco artistico, realizzato tra il 1760 e il 1767: presenta due colonne laterali che sorreggono la balaustra del balcone maggiore, in asse col portale. Tali colonne inquadrano la cornice curvilinea del portale, di aspetto rinascimentale, con bassorilievi di figure geometriche e girali vegetali e animali. Al centro del timpano c'è lo stemma del casato.
La Taverna Ducale dei Cantelmo a Popoli
Torre civica
Borgo antico: chiese della Trinità e di San Lorenzo
Castello Cantelmo

Riserva naturale Sorgenti del Pescara[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale guidata Sorgenti del Fiume Pescara.

La riserva, istituita nel 1986, riguarda le sorgenti della Pescara le cui acque fuoriescono da quattro caverne e formano un laghetto chiamato Capo Pescara, le cui acque sono di eccezionale purezza. La limpidezza delle acqua permette l'attività fotosintetica fino a 4-5 metri di profondità, ovvero fino ai punti più profondi. Tra la vegetazione ricordiamo la cannuccia di palude, la lenticchia d'acqua, la tifa e il giglio d'acqua. Lungo le sponde vi crescono salici e pioppi. Riguardo alla fauna, si possono trovare la trota fario, la salamandra pezzata, il tritone crestato, la gallinella d'acqua, la folaga e il tuffetto.

La riserva, estesa su una superficie di 49 ettari e contornata da 89 ettari di protezione esterna, ha ottenuto il riconoscimento dell'Unione europea come sito d'importanza comunitaria.

La pressione antropica minaccia la bellezza del posto, di notevole interesse paesaggistico e faunistico. La riserva è tagliata in due dal cavalcavia dell'autostrada e dalla ferrovia Pescara-Roma; si aggiunga anche l'attuale sfruttamento di una cava (Colle Pizzuto), visibile a chi discende la statale che collega L'Aquila a Popoli, o la strada comunale tra San Benedetto in Perillis e il comune di Popoli. Nonostante tutto ciò la riserva di Capo Pescara rimane un posto unico nel suo genere.

Terme di Popoli[modifica | modifica wikitesto]

Le terme di Popoli sono un centro termale riabilitativo con trattamento nelle acque e nei fanghi sulfurei del luogo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Lapide posta sulla facciata esterna della taverna del XIV secolo. Nella stessa vengono riportati i compensi da corrispondere a titolo di dazio al transito presso la dogana: la prima parte, che genericamente descrive il signore locale, è scritta in latino, la seconda, per essere più facilmente compresa dal popolo in quanto contenente le tariffe di dazio (gabelle), è scritta in italiano volgare.
N.B.: la salma era una antica unità di misura

Abitanti censiti[10]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Certame de la Balestra, 2007

Certame de la Balestra[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno la città di Popoli è teatro della rievocazione storica rinascimentale ispirata alle vicende della famiglia Cantelmo, signori della cittadina per secoli, ed in particolare ad una delle sue figure più famose e discusse, quella di Restaino Cantelmo, quattordicesimo signore e settimo Conte di Popoli.

Il personaggio Restaino è stato probabilmente il più turbolento dei rappresentanti della sua famiglia: bellicoso e astuto, coraggioso e spietato, ma sempre fedele alla Corona di Spagna. La sua riconosciuta abilità di combattente e di condottiero ed il carattere fiero lo portarono a scontrarsi anche con numerosi personaggi del suo tempo, tra i quali lo stesso re Ferrante I d'Aragona. La manifestazione intende rievocare proprio la riconciliazione con la casa reale d'Aragona attraverso l'incontro tra Restaino e Alfonso d'Aragona, figlio del re e futuro monarca, avvenuto il 22 novembre 1485 a Popoli.

Il Certame de la Balestra inteso come manifestazione si compone di più momenti, la Sfilata Storica, il Cambio della Guardia ed il Certame vero e proprio. La sfida si svolge tra i Capitani aiutati da balestrieri ed arcieri di loro fiducia in una gara di tiro con la balestra e con l'arco, che alla fine farà ricevere, dalle mani della Contessa Diana Lalle Camponesco, il Palio al capitano del quarto vincitore.

La manifestazione è preceduta da altri eventi di contorno.

Feste dei Quarti[modifica | modifica wikitesto]
Celebrazione notturna della Balestra

A partire dal lunedì della settimana del Certame de la Balestra i quattro quarti (le quattro zone principali nelle quali è divisa la città di Popoli) di giorno in giorno si preparano per il giuramento di fedeltà del loro capitano, la designazione della squadra di tiro e, a seguire, i festeggiamenti. I Quarti sono:

  • Quarto d'Attoia - il quarto d'Attoia va dalla zona ai piedi della collina del castello fino alla collina prospiciente oltre il fiume Pescara. Prende il nome dalla chiesa di Santa Maria d'Attoja. I colori del Quarto sono il rosso ed il verde con in mezzo una fontana, simbolo del quarto, prima che fossa distrutta dai bombardamenti dell'ultimo quarto;
  • Quarto di Castello - il quarto di Castello è la zona di espansione del Quarto di Castello, abitato perlopiù da pastori e cacciatori. I colori del Quarto sono il blu e il rosa sovrastati da un falco, simbolo del quarto perché quest'ultimo ospitava un fosso naturale dove i falchi costruivano i loro nidi;
  • Quarto di Sant'Anna;
  • Quarto di Torre dell'Aia.
Dies Nundinarum[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le quattro serate dedicate alla parata dei quarti con i giuramenti di fedeltà dei relativi capitani, nel giorno che precede il Certame de la Balestra nel borgo antico di Popoli si svolge il mercato Dies Nundinarum, la fedele rievocazione rinascimentale in notturna della tradizionale fiera di San Lorenzo. Nel suggestivo cortile del rinascimentale Palazzo Cantelmo, durante il Dies Nundinarum, si svolge la cena in costume e con menù tipico rinascimentale del Desinar co lo Conte, secondo le regole dell'antico modo di mangiare.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei sindaci di Popoli dal 1988.[11]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
3 agosto 1988 14 settembre 1990 Filippo Colangelo Democrazia Cristiana (DC) Sindaco [11]
14 settembre 1990 15 luglio 1991 Ivan Lyoi Democrazia Cristiana (DC) Sindaco [11]
15 luglio 1991 7 giugno 1993 Angelo Cafarelli Partito Democratico della Sinistra (PDS) Sindaco [11]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Angelo Cafarelli Partito Democratico della Sinistra (PDS) Sindaco [12]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Angelo Cafarelli Partito Democratico della Sinistra (PDS) Sindaco [13]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Emidio Castricone Lista civica Sindaco [14]
30 maggio 2006 1º giugno 2011 Emidio Castricone Lista civica Sindaco [15]
1º giugno 2011 6 giugno 2016 Concezio Galli Lista civica Popoli Democratica Sindaco [16]
6 giugno 2016 in carica Concezio Galli Lista civica Popoli Democratica Sindaco [17]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Campo sportivo comunale di Popoli

Hanno sede nel comune la società di calcio A.S.D. Popoli Calcio 1912 e la società di basket GS Pallacanestro Popoli, nata nel 1968.

Si svolge nel comune la Cronoscalata Svolte di Popoli, corsa automobilistica in salita.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ La storia - Terme di Popoli, su termedipopoli.it.
  4. ^ Popoli la chiave dei Tre Abruzzi, su popoli-la-chiave-dei-tre-abruzzi.
  5. ^ Famiglia Cantelmo - nobili napoletani, su nobili-napoletani.it.
  6. ^ Taverna Ducale - La Taverna Ducale
  7. ^ Chiesa di San Francesco, su regione.abruzzo.it.
  8. ^ Chiesa della Santissima Trinità, su regione.abruzzo.it.
  9. ^ Chiesa della Madonna delle Grazie, su iluoghidelcuore.it.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ a b c d Ministero dell'Interno - Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato il 3 settembre 2017.
  12. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 6 giugno 1993, Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno
  13. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 27 aprile 1997, Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno
  14. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 13 maggio 2001, Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno
  15. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 28 maggio 2006, Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno
  16. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 15 maggio 2011, Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno
  17. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 5 giugno 2016, Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno
  18. ^ a b Comune di Popoli (PE) - Rete Civica ufficiale, su comune.popoli.pe.it, 30 settembre 2008. URL consultato il 20 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 19 febbraio 2009).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Popoli, in Borghi e paesi d'Abruzzo, vol. 5, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, pp. 62-74, SBN IT\ICCU\TER\0031813.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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