FBA Type H

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FBA Type H
Schreck FBA.4 Type H 5.160 BAF BRU Msm 14.04.00R edited-2.jpg
l'unico Type H esistente esposto nella livrea della Reale aeronautica militare belga al Museo reale dell'esercito e della storia militare di Bruxelles
Descrizione
Tipoidroricognitore
Equipaggio3
ProgettistaLouis Schreck
CostruttoreFranciaRegno Unito FBA
Italia SIAI
Data primo volo1916
Data entrata in servizio1916
Esemplaricirca 2 000
Sviluppato dalFBA Type A
Dimensioni e pesi
Lunghezza9,92 m
Apertura alare14,72 m
Altezza3,10 m
Superficie alare40,00
Peso a vuoto984 kg
Peso carico1 420 kg
Propulsione
MotoreHispano-Suiza 8Aa
Potenza150 CV (110 kW)
Prestazioni
Velocità max150 km/h
Velocità di crociera132 km/h [1]
Autonomia450 km
Tangenza4 900 m [1]
Armamento
Mitragliatrici2-3 Lewis calibro 7,7 mm [1]
Bombe70 kg [1]

i dati sono estratti da Aviafrance[2] integrati dove indicato

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l'FBA Type H era un idroricognitore biplano a scafo centrale sviluppato dall'azienda anglofrancese Franco-British Aviation Company (FBA) negli anni dieci del XX secolo.

Derivato dall'originario Type A se ne differenziava essenzialmente per la diversa motorizzazione, un motore 8 cilindri a V raffreddato a liquido in luogo del rotativo ad aria ed utilizzato da numerose forze aeree durante e dopo il termine della Prima guerra mondiale, principalmente dalle componenti aeree delle marine militari di Francia, Italia e Belgio per pattugliare le zone costiere[1].

Venne prodotto in gran numero, oltre che in Francia, anche nell'allora Regno d'Italia da diverse aziende nazionali tra cui la Società Idrovolanti Alta Italia (SIAI) andando ad equipaggiare i reparti di volo del Servizio Aeronautico della Marina.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Produzione su licenza[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che per esigenze belliche la SIAI aveva avviato la produzione su licenza dell'azienda anglofrancese del Type C (variante del Type A) equipaggiato con un motore rotativo Gnome, data la necessità di disporre di modelli sempre più efficienti ed in grado di competere con l'aviazione avversaria, venne acquisita dal governo italiano la licenza di produzione del più moderno Type H che si differenziava dal precedente, oltre per uno scafo di diverso disegno, anche per la diversa motorizzazione, normalmente l'Isotta Fraschini V.4B, un 6 cilindri in linea in grado di erogare una potenza pari a 150 CV (110 kW), o in alternativa l'originale Hispano-Suiza 8Aa 8 cilindri a V (150 CV) ed i suoi derivati più potenti (180 CV), entrambi raffreddati a liquido,[3] ed equipaggiati con mitragliatrici calibro 7,5 mm di produzione FIAT.[1]

Oltre alla SIAI di Sesto Calende, che al termine della produzione si attestò su ben 982 esemplari[1], la costruzione in serie venne assegnata alla CIVES di Varazze, all'Aeronautica Ducrot di Palermo, alla Gallinari di Pisa, la IAM di Napoli ed alla Zari e quelli che furono gli stabilimenti dell'Anonima Costruzioni Aeronautiche Savoia di Milano rimanendo in produzione fino al termine del conflitto.[3]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il Type H venne assegnato a tutte le stazioni aeronavali del Servizio Aeronautico della Marina affacciate sul Mare Adriatico nell'allora territorio controllato dal Regno d'Italia, Varazze (Sezione FBA Varazze dal febbraio 1917), Venezia (251ª Squadriglia, 252ª Squadriglia dall'aprile 1917 e 259ª Squadriglia che nasce nel giugno 1917), Grado (2ª Squadriglia Idrovolanti dal gennaio 1917 e 253ª Squadriglia dalla primavera 1917), Porto Corsini (263ª Squadriglia che nasce il 10 novembre 1917), Ancona (264ª Squadriglia dal 19 novembre 1917), Brindisi (255ª Squadriglia dall'aprile 1917), Lago di Varano (254ª Squadriglia dalla primavera 1917), Otranto (256ª Squadriglia dalla fine del 1917) e Valona (258ª Squadriglia dal maggio 1917), nell'attuale Albania, inoltre divenendo dotazione di due squadriglie di idrovolanti del Corpo Aeronautico Militare del Regio Esercito basate sul Lago di Garda (1ª Squadriglia Idrovolanti dall'agosto 1916) e sul Lago d'Iseo (3ª Squadriglia Idrovolanti dal settembre 1917) ed a Valona (257ª Squadriglia). Venne inoltre assegnato a ventun reparti di pattugliamento, in seguito trasformati in squadroni, distribuiti lungo tutte le coste italiane e nelle isole maggiori, in Sicilia ed in Sardegna, con il compito di controllare eventuali attività nemiche ad opera dei sottomarini della Kaiserliche Marine, la marina militare dell'Impero tedesco, che operavano nel Mar Mediterraneo come la 266ª Squadriglia di Sanremo, la 267ª Squadriglia di Porto Maurizio, la 268ª Squadriglia di Rapallo, la 269ª Squadriglia del Golfo della Spezia, la 270ª Squadriglia del Porto di Palermo, la 271ª Squadriglia e la 272ª Squadriglia del Porto di Civitavecchia, la 273ª Squadriglia del Porto di Livorno, la 274ª Squadriglia del Porto Antico di Piombino, la 275ª Squadriglia di Ponza, la 276ª Squadriglia del Porto di Napoli, la 277ª Squadriglia di Sapri, la 278ª Squadriglia di Terranova Pausania, la 279ª Squadriglia del Porto di Cagliari, la 280ª Squadriglia di Milazzo, la 281ª Squadriglia di Giardini-Naxos, la 282ª Squadriglia del Porto di Catania, la 283ª Squadriglia del Porto di Siracusa, la 284ª Squadriglia di Trapani, la 285ª Squadriglia dell'Idroscalo di Orbetello e la 286ª Squadriglia di Tripoli.[3]

Benché le sue prestazioni fossero divenute velocemente insufficienti, in particolare nei valori di tempo di salita a pieno carico bellico, e per questo sostituito in prima linea dal più efficiente Macchi L.3 nel teatro bellico dell'Adriatico, l'FBA risultò il più diffuso idrovolante in servizio nelle forze armate italiane del periodo bellico, riassegnato al nuovo ruolo di idroaddestratore nelle scuole di volo a Sesto Calende, Bolsena, Taranto ed Orbetello.[3]

Al termine del conflitto alcuni esemplari, alla fine della loro vita operativa ma ancora in condizioni di volo, vennero ceduti sul mercato dell'aviazione civile ed utilizzati ancora per diversi anni. Uno di questi venne utilizzato dalla compagnia aerea Società Italiana Servizi Aerei (S.I.S.A.) per la formazione e l'allenamento dei propri piloti di linea nella stazione di Portorose.[3]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Militari[modifica | modifica wikitesto]

Belgio Belgio
acquisì cinque esemplari.
Estonia Estonia
operò con un esemplare.
Finlandia Finlandia
operò con un esemplare.
Francia Francia
Italia Italia
Perù Perù
operò con tre esemplari.
Regno Unito Regno Unito
operò con quattro esemplari.
Regno di Serbia Regno di Serbia
operò con tre esemplari.
Spagna Spagna
Stati Uniti Stati Uniti
Uruguay Uruguay
operò con un esemplare.

Civili[modifica | modifica wikitesto]

Italia Italia

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante l'alto numero di esemplari prodotti, data la particolare struttura lignea, destinata in assenza di manutenzione a rovinarsi irrimediabilmente anche in funzione della necessità di operare in condizioni di salsedine, solo un FBA Type H è giunto ai giorni nostri, conservato in Belgio ed esposto al pubblico presso le strutture museali del Museo reale dell'esercito e della storia militare (Musée royal de l'armée et de l'histoire militaire/Museum van het Leger en de Krijgsgeschiedenis) di Bruxelles.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g FBA H in Уголок неба.
  2. ^ F.B.A. H in Aviafrance.
  3. ^ a b c d e Hanlon, FBA Tipo H in The Doughboy Center.
  4. ^ Хидроавион ФБА.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985), Orbis Publishing.
  • Giorgio Bignozzi, Roberto Gentilli, Aeroplani S.I.A.I. - 1915-1935, Impruneta, Firenze, Ed.A.I. Edizioni Aeronautiche Italiane Srl, 1982.
  • Roberto Gentilli e Paolo Varriale, I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Ufficio Storico dell'Aronautica Militare, 1999.
  • (EN) Kenneth Munson, Flying-boats and Seaplanes since 1910 (Blandford Colour Series: The Pocket Encyclopedia of World Aircraft in Colour), London, Blandford Press, 1971, ISBN 0-7137-0537-X.
  • (EN) Gordon Swanborough, Peter M. Bowers, United States Navy Aircraft since 1911, Second edition, London, Putnam, 1976, ISBN 0-370-10054-9.
  • (EN) Paolo Varriale, Windsock Datafile 124. FBA Type H, Berkhamsted, Albatros Productions Ltd., 2007, ISBN 1-902207-93-9.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]