Angelo Solimena

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Angelo Solimena (Canale di Serino, 17 novembre 1629Nocera dei Pagani, febbraio 1716) è stato un pittore italiano.

Vergine col Bambino tra San Matteo e San Pietro (particolare)
Gloria del Paradiso, Cattedrale di Nocera Inferiore

Padre del pittore Francesco Solimena, detto l'Abate Ciccio (4 ottobre 1657- 5 aprile 1747), fu una delle principali figure di artisti che hanno contribuito allo sviluppo del barocco e del rococò, divenendo uno dei più famosi pittori della sua epoca (titolo riconosciuto anche a livello internazionale).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Angelo nacque a Canale di Serino il 17 novembre del 1629[1], da Orazio e Angela Perreca. Da giovane fu allievo di Francesco Guarino, importante pittore solofrano, dal quale apprese lo stile di una pittura molto essenziale, esangue e vivida. Come molti artisti, anch'egli si evolse nel tempo avvicinandosi a Mattia Preti, Massimo Stanzione e in ultimo a Luca Giordano, appreso collaborando col figlio Francesco. Trascorse la maggior parte della sua vita a Nocera dei Pagani (il nome con cui era conosciuta in passato, tra XVI secolo e il 1806, una civitas che comprendeva un'ampia porzione dell'agro nocerino, formata da 5 attuali comuni: Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Sant'Egidio del Monte Albino e Corbara) dove sposò, il 2 ottobre 1655 Marta Resigniano[2] dalla quale ebbe tre figli.

Nel 1656 si rifugia a Canale di Serino per sottrarsi all'epidemia di peste da cui è colpita Nocera. Qui nasce il suo primogenito, Francesco (Canale di Serino, 4 ottobre 1657Napoli, 5 aprile 1747).

Successivamente torna saltuariamente a Nocera, finché vi si stabilisce definitivamente nel 1662 (dove risulta nullatenente[3]). In questa città sono nati gli altri due suoi figli: Tommaso (Nocera dei Pagani 14 marzo 1659), e Antonia (Nocera dei Pagani, 17 gennaio 1661).

Angelo Solimena fu molto apprezzato dagli ordini religiosi, che gli commissionarono scene bibliche, e dai nobili locali. Duraturo fu il suo rapporto con la Famiglia Orsini, del ramo di Gravina di Puglia, per i quali dipinse notevoli tele presenti nella città pugliese e a Solofra, dove gli Orsini erano feudatari. Di particolare potenza espressiva la tela con la Pietà situata nel Museo diocesano dedicato a S. Prisco a Nocera Inferiore.

Morì a Nocera dei Pagani nel mese di febbraio del 1716. Le spoglie sono conservate in un ossario nella cappella del Rosario della cattedrale di Nocera Inferiore.

Analisi del lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Una delle sue opere principali è l'affresco del Paradiso nella cupola della congrega del Santo Rosario nella cattedrale di Nocera, che realizzò, insieme al figlio tra il 1675 e il 1680. Famosa è anche la Visione di San Cirillo di Alessandria nella chiesa di San Domenico a Solofra

Un'altra imponente serie di affreschi con le Storie di San Benedetto e il Paradiso si trovano sui soffitti della navata maggiore e della cupola della Chiesa di San Giorgio a Salerno. Sempre per il duomo della città campana realizzò alcuni affreschi per una cappella laterale all'altare principale.

Un altro ciclo di affreschi si trova nel duomo di Sarno. Mentre è perduto il cassettonato della basilica di Materdomini a Nocera Superiore, nel quale l'autore dipinse tra gli altri una Madonna con Bambino prendendo come modelli la moglie Marta e il figlio Francesco[4].

Si ritiene che molte sue tele giacciano dimenticate in depositi o congreghe di varie località campane o nella chiesa di Sant'Antonio nella città di Arpino (in provincia di Frosinone) che, nell'epoca del Regno di Napoli, fu per lo stesso, importante centro industriale e strategico.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Libro dei battezzati della chiesa di San Lorenzo a Serino, 1613-1636
  2. ^ Registro parrocchiale dei matrimoni, libro 1, della chiesa di San Matteo a Nocera Inferiore
  3. ^ Archivio di Stato di Napoli, numerazione dei Fuochi anno 1664: Angelo Solimena di Orazio da Serino vive da due anni in Nocera dove si è casato con Marta Grisignano [sic] prima del contagio e vi è tornato dopo; nulla vi possiede, pittore.
  4. ^ Libretto che contiene l'istoria della miracolosa immagine di S. Maria di Materdomini, Napoli 1834

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pavone Mario Alberto, Angelo Solimena, Salerno, 1980
  • Simona Carotenuto, Francesco Solimena, Roma, 2015
  • della Ragione Achille - il secolo d'oro della pittura napoletana - VIII- tomo - pag. 518 - Napoli 1998 - 2001
  • della Ragione Achille - Repertorio fotografico a colori del Seicento napoletano - II tomo - pag. 113 - 114 - Napoli 2011

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