Alfonso Maria Fusco

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Sant'Alfonso Maria Fusco
Urna contenente il corpo di Sant'Alfonso Maria Fusco- Museo e Casa del Pellegrino nella casa madre delle suore Battistine- Angri (Sa).jpg
Urna contenente il corpo di Sant'Alfonso Maria Fusco nel museo e della casa madre delle suore Battistine
 
NascitaAngri, 23 marzo 1839
MorteAngri, 6 febbraio 1910
Venerato daChiesa cattolica
BeatificazionePapa Giovanni Paolo II, 7 ottobre 2001
CanonizzazionePapa Francesco, 16 ottobre 2016
Ricorrenza7 febbraio

«Vorrei che anche la mia ombra potesse far del bene!»

(frase celebre recitata spesso da Alfonso Maria Fusco)

Alfonso Maria Fusco (Angri, 23 marzo 1839Angri, 6 febbraio 1910) Il 7 ottobre 2001 è stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo II. È stato canonizzato il 16 ottobre 2016 da Papa Francesco. La memoria liturgica è il 7 febbraio..

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Antica fonte battesimale situata nella collegiata di San Giovanni Battista, dove fu battezzato don Alfonso Maria Fusco.

Nacque ad Angri, in provincia di Salerno, da Aniello Fusco e Giuseppina Schiavone, primogenito di cinque figli. Gli fu dato il nome di Alfonso Maria de' Liguori dai genitori per grazia ricevuta per la nascita del loro primo figlio.[1] Aveva un carattere mite ed era molto sensibile ai poveri e alla preghiera. Ricevette la Prima Comunione all'età di sette anni e, poco dopo, anche la Cresima. Manifestò ai genitori la sua vocazione all'età di undici anni.

Il 5 novembre 1850 entrò nel seminario vescovile di Nocera dei Pagani.

Fin dagli anni del seminario, ispirato pare in sogno da Gesù,[2] desiderava fondare sia un convento per le suore sia un orfanotrofio maschile e femminile per accudire i giovani. Grazie all'incontro con la nobildonna Maddalena Caputo, una giovane di Angri che aspirava alla vita religiosa.

Il 26 settembre 1878 fondò l'«Ordine delle Suore Battistine del Nazareno», che in seguito avrebbe preso il nome di suore di San Giovanni Battista.

Il 2 agosto del 1888 l'istituto venne approvato dal vescovo di Nocera Luigi del Forno, e Maddalena Caputo ne fu la prima superiora.

Il 29 settembre 1889 don Alfonso fondò l'istituto educativo denominato «Opera degli Artigianelli».

Morì ad Angri il 6 febbraio 1910 per morte naturale.

Urna contenente il corpo di Sant'Alfonso Maria Fusco nel museo e della casa madre delle suore Battistine.

I miracoli e la canonizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 ottobre 2001 è stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo II.

È stato canonizzato il 16 ottobre 2016 da Papa Francesco.[3]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli scritti di Sant'Alfonso Maria Fusco figurano i seguenti documenti in ordine cronologico:

  • Cenni storici della Piccola Casa della Provvidenza, Tipografia Battistina Vescovile Angri (Sa), 1898.

Dediche[modifica | modifica wikitesto]

  • L'istituto educativo di Angri da lui fondato, prese il suo nome dopo la sua morte. Oggi continua ad essere un istituto paritario dell'infanzia e secondaria di primo grado, gestita dalla congregazione delle suore di San Giovanni Battista da lui fondate.
  • Gli è stata dedicata una strada ad Angri. Essa si chiama via Canonico Fusco e si trova nei pressi della sua ex dimora e casa natia.
  • Nel 2001 gli è stata dedicata una statua nella città di Angri, sua città natale, in piazza Annunziata, che ha sostituito la fontana situata al centro. La statua raffigura il santo mentre insegna la Bibbia a dei bambini.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (IT) Antonio Ricciardi, primo, in Lina Pantano (a cura di), Da Angri al mondo: il sorriso di Dio- Alfonso Maria Fusco (1839-1910), seconda edizione, Cosenza (Cs), editoriale progetto 2000, giugno 2016 [1951], p. 17, ISBN 978-88-8276-482-1.
  2. ^ www.AlfonsoMariaFusco.org
  3. ^ Cinque nuovi santi il 16 ottobre, in L'Osservatore Romano, L'Osservatore Romano, 20-21 giugno 2016, p. 8.
  4. ^ (IT) Una statua in piazza Annunziata, in Il Mattino (Salerno), 28 aprile 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • L.D’Antuoni, Cenni storici della Piccola Casa della Provvidenza delle Battistine del Nazzareno in Angri, Valle di Pompei (Na), 1885.
  • A.Ricciardi, Il canonico D.Alfonso M. Fusco, Roma (Rm), 1951.
  • I. Giordani, Don Fusco e la sua opera, Roma (Rm), 1953.
  • G. V. Gremigni, Il Servo di Dio Can. Maria Fusco, Roma (Rm), 1953.
  • Casa Generalizia, Parate via Domini (1878-1958)-La Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista nel suo Ottantesimo di fondazione, Roma (Rm), 1958.
  • S. C. Lorit, Cinque lire e una stamberga, Roma (Rm), 1963.
  • S. Garofano, Operaio di Dio, Ed. Vaticana, Città del Vaticano (Rm), 1978.
  • B.Mangino, Breve storia della congregazione delle Suore di San Giovanni Battista, con cenni biografici sui fondatori, Pagani ed, Sant’Alfonso,1993.
  • Eliodoro Tedesco, Profilo biografico del Ven. Don Alfonso M. Fusco, fondatore delle suore di San Giovanni Battista, Angri (Sa), 1994.
  • M. C: Sansolini, Alfonso Maria Fusco, testimone delle beatitudini, Roma (Rm), 1996.
  • Enzo Giordano, Vorrei che pure la mia ombra... Il beato Alfonso Maria Fusco, commedia in quattro atti, Centro Iniziative Culturali, Angri (Sa), 2001.
  • Mario Vassalluzzo, Provvidenza provvedi, Nocera Inferiore (Sa), 2001.
  • Margherita Maria Lecce, Un giovane, un sogno, un progetto, Barcellona (B), 2001.
  • Eliodoro Tedesco, Itinerario storico, Angri (Sa), 2001.
  • Lina Pantano, ...e gli uccellini scelsero come nido la sua mano- La vita di don Alfonso M. Fusco raccontata ai bambini, illustrato da Amalia Visciano e Libera Nappi, prima edizione, Cosenza (Cs), maggio 2016, ISBN 978-88-8276-479-1.
  • Antonio Ricciardi, Da Angri al mondo: il sorriso di Dio- Alfonso Maria Fusco (1839-1910), a cura di Lina Pantano, seconda edizione, Cosenza (Cs), giugno 2016, ISBN 978-88-8276-482-1.

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Lina Pantano e Luigi Giordano, Alfonso Maria Fusco il nostro santo, editoriale progetto 2000, Cosenza (Cs), luglio 2018, ISBN 978-88-8276-524-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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