Battaglia del lago Trasimeno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Battaglia del Lago Trasimeno)
Jump to navigation Jump to search

Coordinate: 43°08′22″N 12°06′27″E / 43.139444°N 12.1075°E43.139444; 12.1075

Battaglia del lago Trasimeno
parte della seconda guerra punica
Battaglia del lago trasimeno.png
L'imboscata tesa da Annibale al lago Trasimeno
Data24 giugno 217 a.C.
LuogoLago Trasimeno
EsitoVittoria cartaginese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Circa 40.000 uominiCirca 25.000 uomini
Perdite
15.000 morti e oltre 15.000 prigionieri[2], 10.000 scampati[3]1.500[4]
Voci di battaglie presenti su Wikipedia

La battaglia del lago Trasimeno, una delle più importanti della seconda guerra punica, fu combattuta nel 217 a.C., a Tuoro sul Trasimeno, all'alba del 21 giugno (secondo il calendario non riformato, corrispondente all'aprile di quello giuliano), fra le forze cartaginesi, comandate da Annibale, e le legioni romane, comandate dal console Gaio Flaminio. Più che di una battaglia si trattò di un massacro. Le forze romane furono colte di sorpresa durante una marcia di spostamento.[5]

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Annibale, abbandonata la Gallia Cisalpina, era sceso in Etruria[1] e si stava dirigendo verso Roma.[6] Le devastazioni dell'esercito cartaginese costrinsero Flaminio a spostarsi dalle basi di Arezzo e a dirigersi verso sud per cercare di intercettare Annibale.[7] L'altro console, Gneo Servilio Gemino, nel frattempo, essendo partito da posizioni ancora più lontane, stava marciando lungo la nuovissima via Flaminia per ricongiungersi al collega, proprio lo stesso che l'aveva costruita tre anni prima.

Annibale, ovviamente, avrebbe rischiato troppo provando a combattere con i due eserciti consolari riuniti e non attese il ricongiungimento. Alla sera, accampò le sue truppe appiedate sulle colline sopra il Lago Trasimeno e nascose in una gola la micidiale cavalleria numidica, di cui i romani ancora non avevano afferrato l'importanza tattica.[8]

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

La battaglia del lago Trasimeno (Galleria delle carte geografiche, Musei vaticani)

La mattina era nebbiosa. Le quattro legioni di Flaminio, non essendo a conoscenza della posizione del nemico, procedevano senza particolari accorgimenti difensivi. D'altra parte, le loro metodologie belliche erano ancora ferme allo scontro frontale, ben dichiarato e con il nemico schierato di fronte. Annibale non schierò le sue truppe, ma le scatenò sulla colonna in marcia, che venne stretta fra le colline e le rive del lago e accerchiata. Fu, appunto, un massacro in cui persero la vita 15.000 romani,[9] uccisi sul campo, mentre

«10.000, sparsamente fuggendo per tutta l'Etruria, giunsero a Roma per diverse vie»

(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, XXI, 7, 2.)

A questi si aggiunsero i prigionieri, che Polibio stima in numero di più di quindicimila.[2]

Joseph-Noël Sylvestre, Il gallo Ducario decapita il generale romano Flaminio nella battaglia del Trasimeno (Museo di Béziers)

Lo stesso console Flaminio, che cinque anni prima aveva distrutto Mediolanum, fu ucciso da un cavaliere insubre di nome Ducario. Quest'ultimo, racconta Tito Livio:

«cacciati gli sproni nel ventre del cavallo, si gettò impetuosamente in mezzo alla foltissima schiera dei nemici ed abbattuto prima lo scudiero che si era lanciato incontro a lui che avanzava minaccioso, trafisse il console con la lancia»

(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, XXII, 6.)

Il giorno dopo vennero sconfitti anche alcuni reparti di cavalleria di Servilio, appena arrivati, che si scontrarono con la cavalleria numida di Maarbale.[10] Qualche migliaio di superstiti delle legioni si disperse in Etruria o riuscì a raggiungere Roma.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Contrariamente a quanto accaduto con la Battaglia della Trebbia, questa volta il disastro non venne nascosto: il Trasimeno era troppo vicino.[11]

«Per questa disfatta, in accordo con i libri sibillini, venne offerta in voto una primavera sacra

(Periochae, 22.5)

Servilio assunse il comando delle forze navali, Marco Atilio Regolo sostituì Flaminio al consolato ma, come sempre nelle più dure avversità, Roma nominò un dittatore: Quinto Fabio Massimo Verrucoso, che passerà alla storia come Cunctator ("Temporeggiatore").[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Strabone, Geografia, V, 2,9.
  2. ^ a b Polibio, III, 85, 1.
  3. ^ Livio, XXII, 7.2.
  4. ^ Livio, XXII, 7.3.
  5. ^ Periochae, 22.1.
  6. ^ Polibio, III, 78-79.
  7. ^ Polibio, III, 80-82.
  8. ^ Polibio, III, 83.
  9. ^ Polibio, III, 84.
  10. ^ Polibio, III, 86.
  11. ^ Polibio, III, 86, 6-7; .
  12. ^ Polibio, III, 87; Periochae, 22.6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • Nigel Bagnall, The Punic Wars: Rome, Carthage and the Struggle for the Mediterranean, London, Hutchinson, 1990.
  • George Philip Baker, Annibale (247-183 a.C.), Traduzione di Dienne Carter, Milano, Corbaccio, 1936.
  • Giovanni Brizzi, Storia di Roma, I: Dalle origini ad Azio, Bologna, Patron, 1997, ISBN 978-88-555-2419-3.
  • Giovanni Brizzi, Scipione e Annibale, la guerra per salvare Roma, Bari-Roma, Laterza, 2007, ISBN 978-88-420-8332-0.
  • Giovanni Brizzi, Ermanno Gambini, Luca Gasperini, Annibale al Trasimeno. Indagine su una battaglia, Siracusa, Lombardi editore, 2018.
  • Guido Clemente, La guerra annibalica, in Storia Einaudi dei Greci e dei Romani, XIV: La Repubblica imperiale. L'età della conquista, Milano, Il Sole 24 Ore, 2008.
  • Don Bruno Frescucci (a cura di), La battaglia del Trasimeno (217 a.C.) fu combattuta in territorio cortonese, Cortona, Calosci, 1982.
  • Santino Gallorini, La Battaglia del Trasimeno: riesame della sua localizzazione, Cortona, Calosci, 1994.
  • Herbert Heftner, Der Aufstieg Roms: vom Pyrrhoskrieg bis zum Fall von Karthago (280-146 v. Chr.), Regensburg, Friedrich Pustet, 1997, ISBN 3-7917-1563-1.
  • Howatson (M.C.), sous la dir., Dictionnaire de l'Antiquité, Turin, 1993.
  • Alfred Klotz, Appians Darstellung des Zweiten Punischen Krieges. Eine Voruntersuchung zur Quellenanalyse der dritten Dekade des Livius, Paderborn, F. Schöningh, 1936.
  • Yann Le Bohec, Histoire militaire des guerres puniques, Monaco, Editions du Rocher, 1996.
  • Theodor Mommsen, Storia di Roma antica, vol.II, Milano, Sansoni, 2001, ISBN 978-88-383-1882-5.
  • Ettore Pais, Storia di Roma durante le guerre puniche, 2 voll., Roma, Optima, 1927.
  • André Piganiol, Le conquiste dei romani, Milano, Il Saggiatore, 1989.
  • Friedrich Reuss: Die Schlacht am Trasimenersee. in: Klio. Beiträge zur alten Geschichte. Akad.-Verl., Berlin 6.1906, 226-236. ISSN 1438-7689 (WC · ACNP)
  • Emil Sadée: Der Frühjahrsfeldzug des Jahres 217 und die Schlacht am trasimenischen See. in: Klio. Beiträge zur alten Geschichte. Akad.-Verl., 9.1909, 48-68. ISSN 1438-7689 (WC · ACNP)
  • Howard H.Scullard, Storia del mondo romano. Dalla fondazione di Roma alla distruzione di Cartagine, vol.I, Milano, BUR, 1992, ISBN 88-17-11574-6.
  • Karl-Heinz Schwarte, Der Ausbruch des Zweiten Punischen Krieges. Wiesbaden, F. Steiner, 1983, ISBN 3-515-03655-5.
  • Georg Staude, Untersuchungen zum Zweiten Punischen Krieg. Rechtsfrage und Überlieferung, Halle, Buchdruckerei des Waisenhauses, 1911.
  • Giancarlo Susini, Ricerche sulla battaglia del Trasimeno, Cortona, Tipografia Commerciale, 1960 (estr. da: «Accademia etrusca di Cortona. Annuario», XI, 1956-1960).
  • Arnold J. Toynbee, L' eredita di Annibale. Le conseguenze della guerra annibalica nella vita romana, 2 voll., Torino, Einaudi, 1981-83.
  • Walter (G.), Historiens Romains, Historiens de la République, Paris, 1968.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annibale al Trasimeno (documentario, Italia, 2009, col., 47 min., regia di Luca Palma ed Ernesto Vigneri). Ricostruzione della battaglia in animazione 3D. Consulenza storico-scientifica del prof. Giovanni Brizzi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]