Marsciano

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Marsciano
comune
Marsciano – Stemma Marsciano – Bandiera
Marsciano – Veduta
Panorama della cittadina.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Umbria-Stemma.svg Umbria
ProvinciaProvincia di Perugia-Stemma.svg Perugia
Amministrazione
SindacoFrancesca Mele (LN) dal 9-6-2019
Data di istituzioneIX secolo (fondazione),

1816 (comune pontificio, poi italiano).

Territorio
Coordinate42°55′N 12°20′E / 42.916667°N 12.333333°E42.916667; 12.333333 (Marsciano)Coordinate: 42°55′N 12°20′E / 42.916667°N 12.333333°E42.916667; 12.333333 (Marsciano)
Altitudine184 m s.l.m.
Superficie161,50 km²
Abitanti18 547[1] (01-01-2021)
Densità114,84 ab./km²
FrazioniBadiola, Castello delle Forme, Castiglione della Valle, Cerqueto, Compignano, Mercatello, Migliano, Montelagello, Morcella, Monte Vibiano Vecchio, Olmeto, Papiano, Pieve Caina, San Biagio della Valle, San Valentino della Collina, Sant'Apollinare, Sant'Elena, Spina, Villanova.
Sottodivisioni ulterioriAmmeto, Cascine, Cerro, Le Cantine, Pallotta, Ponte, San Francesco, Schiavo, Tripoli, Via Larga, Zona Industriale.
Comuni confinantiCollazzone, Deruta, Fratta Todina, Perugia, Piegaro, San Venanzo (TR), Todi
Altre informazioni
Cod. postale06055, 06072
Prefisso075
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT054027
Cod. catastaleE975
TargaPG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 1 978 GG[3]
Nome abitantimarscianesi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
SoprannomeTerritorio del Laterizio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Marsciano
Marsciano
Marsciano – Mappa
Posizione del comune di Marsciano all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Marsciano (pronuncia Marsciàno) è un comune italiano di 18 547[1] abitanti della provincia di Perugia in Umbria.

Citato ufficiosamente per la prima volta attorno all'anno 1000, è il maggior centro della Valnestore; 9º comune più popoloso della regione e il 16º per estensione. Tra i più importanti centri agricolo-industriali dell'Umbria, presenta un gran numero di aziende medio-piccole; è il maggior comune umbro (tra i primi nel centro Italia) per la produzione di coppi e laterizi; per questo viene definito "territorio del laterizio".

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale si estende per 161,50 km². Il paesaggio è caratteristico dell'Umbria, con dolci colline, dove sono posizionati numerosi borghi, tra i più suggestivi Badiola, Compignano, Morcella e Spina. Marsciano fa parte della comunità Montana Trasimeno Medio Tevere.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Marsciano è attraversato dai fiumi Nestore e Tevere, che delimita il confine con il comune di Collazzone. Il Nestore divide in due l'intero territorio comunale raccogliendo le acque dei torrenti Caina, Genna, Fersinone, Calvana, Fossatone e Rigo. Inoltre, i torrenti Fersinone e Calvana fungono da confini naturali in più punti con il comune di San Venanzo e la provincia di Terni.

L'inondazione del 2012[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 novembre 2012 la cittadina è stata coinvolta in un'alluvione causata principalmente dal fiume Nestore, che ha allagato la zona di Viale Ponte Nestore rendendo impraticabili le strade di accesso alla cittadina per circa 16 ore ed il restante territorio comunale[4]. A nord del territorio marscianese i principali danni sono stati causati dai torrenti Caina e Genna, che hanno inondato le valli omonime. Poi, verso sud i territori maggiormente colpiti sono stati: Mercatello, Compignano e Morcella, dove è stato abbattuto dal Nestore un muro edificato nel 1917. Poi, al confine con il comune di San Venanzo, altri seri danni all'agricoltura sono stati provocati dai torrenti Calvana e Fersinone.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Marsciano è di tipo temperato sublitoraneo[5] con inverni non eccessivamente freddi (la temperatura media stagionale è di 6,1 °C) ed estati contraddistinte da temperature elevate, ma non torride (luglio, il mese più caldo, presenta una valore medio di poco superiore ai 23 °C). Le piogge, generalmente comprese fra gli 800 e gli 850 mm annui, sono particolarmente abbondanti nei mesi autunnali.

Marsciano (rilev. a 165 m s.l.m.)[6] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 8,410,213,217,021,426,129,228,825,019,513,99,99,517,228,019,518,6
T. mediaC) 5,16,49,012,316,320,523,323,019,815,210,46,86,112,522,315,114,0
T. min. mediaC) 1,92,64,87,611,314,917,417,214,710,96,93,72,77,916,510,89,5
Precipitazioni (mm) 6667646857583752759210585218189147272826

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome odierno di Marsciano deriva da un antico possessore del castello chiamato Martianus o Marcius. Le vicende storiche del castello medioevale si legano strettamente alla famiglia Bulgarelli, primi signori del luogo e per questo, poi, chiamati conti di Marsciano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini ed epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Treboniano Gallo, l'imperatore nato nel territorio comunale marscianese.

Origini certamente molto antiche sono testimoniate dai ritrovamenti fatti nel territorio comunale. Citata in maniera ufficiosa per la prima volta nel 1004 ma crocevia per gli Etruschi, che avevano abitazioni lungo il Fersinone, le cui acque si credevano altamente rigeneranti per la circolazione. Strade importanti dell'Etruria si snodavano lungo il fiume Nestore ed anche lungo i suoi affluenti Fersinone, Caina e Genna, e nei paesi di Morcella, Cerqueto (dove furono ritrovate urne cinerarie nel 1834), San Valentino della Collina (dove furono rinvenuti oggetti in bronzo e terracotta datati 500 a.C.), Spina, San Biagio della Valle e Villanova (dove furono rinvenute delle anfore risalenti al VI secolo a.C.). Marsciano è nota per aver dato i natali a Treboniano Gallo, nato nella frazione di Monte Vibiano Vecchio, imperatore di Roma dal 251 al 253 d.C.

Caduta impero romano[modifica | modifica wikitesto]

Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, nel 476 d.C., Marsciano cadde come il resto dell'Umbria sotto gli Eruli e poi nel 493 sotto gli Ostrogoti, poi comandati da Giustiniano. La cittadina faceva parte del Corridoio Bizantino (una rotta mercantile e di pellegrinaggio), che partiva dall'amerino, per arrivare nell'eugubino ed il territorio di Marsciano era una zona centrale per il passaggio dei bizantini, e nel 568, i Longobardi, che comandavano la Pianura Padana, la Toscana, Spoleto e Benevento, si vennero a contrapporre con i Bizantini nella Valnestore, poco a valle dell'abitato di Morcella. Per il Ducato Bizantino il Castello di Sant'Apollinare era di vitale importanza per sorvegliare i territori. Forse la cittadina è stata menzionata anche come accampamento nell'epoca carolingia, (750-880 d.C.), Marsciano è stata a lungo contesa tra Todi e Perugia, ma nel Duecento i Bulgarelli affiliati con i perugini salirono al comando e in maniera pacifica rimase sotto il dominio di Perugia.

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Marsciano, intorno all'anno mille fu feudo del casato longobardo dei Bulgarelli. Verso la fine del 1200 venne da questi ceduta a Perugia al fine di cercarne protezione dalla vicina minacciosa Todi. In quel tempo venne così considerata la sentinella avanzata dei perugini sia a protezione contro Orvieto che Todi.

Nei secoli successivi, molti dei Baglioni del nobile casato perugino ricoprivano cariche di potere a Marsciano, facendo assumere alla famiglia una posizione eminente nella vita cittadina. Uno di questi, forse l'esponente più noto e controverso della famiglia, era Giampaolo Baglioni, signore di Perugia, conte di Spello e di Bettona. Cognato del noto condottiero Bartolomeo D'Alviano, che ne aveva sposato la sorella Pentasilea Baglioni, Gian Paolo a soli 18 anni, su pressioni del padre Rodolfo Baglioni, contrasse matrimonio con Ippolita dei Conti di Graffignano, di antichissima famiglia romana, che all'epoca risiedeva in quel castello dell'Alto Lazio.

Temibile uomo d'armi e affascinante seduttore, nel luglio del 1500 scampò al tentativo d'assassinio delle “Nozze Rosse” di Perugia, durante le quali Carlo di Oddo, detto il Barciglia, condusse una congiura di nobili per assassinare i membri della famiglia Baglioni[7]. Nella notte tra il 14 e il 16 luglio del 1500 proprio in Perugia vi fu un fatto di sangue che destò clamore. I Baglioni vennero infatti travolti da una terribile faida di famiglia allorquando in Perugia, durante le nozze della bellissima Lavinia Colonna con Astorre Baglioni, la maggior parte di loro venne trucidata da una congiura capeggiata da alcuni parenti tra i quali il Grifonetto[7].

Gian Paolo, allora ventinovenne, raggiunto nella sua camera ove stava dormendo, si salvò grazie ad una sua guardia intervenuta subito in protezione, fuggendo per i tetti, riparandosi poi in Marsciano, ove i Baglioni erano molto amati, e ivi si riorganizzò rapidamente con uomini d'arme a lui fedeli. La sua vendetta si abbatte sul nipote Grifonetto dopo pochissimo tempo, facendolo uccidere dai suoi soldati davanti all'Ospedale della Misericordia di Perugia. Gian Paolo condurrà una vita avventurosa ed irta di pericoli, sfuggirà a tranelli tesi da personaggi dello spessore di Cesare Borgia “Il Valentino” ma il suo destino lo aspetterà a Roma, in Castel S. Angelo. I congiurati Carlo Baglioni detto il Barciglia, Girolamo degli Arcipreti, Girolamo Armanni e i figli di Vinciolo della Corgna, intimoriti dalla furia irrefrenabile del loro consanguineo, grande conoscitore dell'arte della guerra, fuggirono da Perugia.

Nel gennaio del 1504 il Consiglio dei Priori di Perugia, quale riconoscimento per l'aiuto dato da Marsciano ai Baglioni, conferì ai marscianesi la cittadinanza perugina, perennemente estensibile, a tutti i figli e discendenti.

Nell'anno 1520, Papa Leone X aveva formalmente inviato Gian Paolo Baglioni a Roma per un colloquio chiarificatore riguardante il precario ordine pubblico di Perugia ove gli omicidi erano all'ordine del giorno. Il fiuto e la conoscenza delle insidie della complessa politica di allora lo aveva reso diffidente e rifletté a lungo prima di decidersi di incontrare il pontefice. I suoi sospetti si erano rivelati fondati ed appena giunto in Roma, Leone X lo aveva fatto arrestare. Dopo alcuni giorni a seguito di un rapido processo, lo aveva fatto decapitare in un insolito orario notturno.

A distanza di mezzo millennio possiamo ancor oggi osservare i volti dei protagonisti della faida “Le nozze rosse”. La madre di Grifonetto Atalanta Baglioni, infatti, nel 1505 commissionerà la bellissima “Pala Baglioni” a Raffaello Sanzio (Esposta a Roma Galleria Borghese) che riprodurrà i volti dei personaggi coinvolti nella vicenda di odio, gelosia e potere. A sinistra osservando il dipinto, Gian Paolo Baglioni trattiene il Cristo sul lenzuolo, a destra l'aitante Grifonetto che lo afferra a sua volta, al centro la Madonna ha il volto di Atalanta Baglioni e Maria Maddalena ha le sembianze della bella Zenobia Baglioni.

Il Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Rinascimento la cittadina rimase pacificamente sotto al controllo di Perugia, e quindi sotto allo stato Pontificio.

Dal 1600 all'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Rimasta sempre sotto al controllo pontificio, e alleata di Perugia. Fu attaccata da Mattia dè Medici nel 1643. I borghi che subirono l'attacco furono Castiglione della Valle, San Biagio della Valle e Morcella. Nel corso del secolo (1630) fu colpita dalla peste, che decimò la popolazione. Durante Settecento ed Ottocento conobbe un'espansione significativa, infatti vennero alla luce il Palazzo comunale e il palazzo di Conti Pietromarchi, nuova famiglia emergente, che sostituì i Baglioni ed i Bulgarelli. Il reticolo stradale intorno alla cittadina venne ampliato e nel 1837 già contava 8.000 abitanti.

Il novecento[modifica | modifica wikitesto]

Il XX secolo è stato segnato prima dalla grande caduta economica, sociale e culturale, poi dalla grande prosperità, come per il resto dei centri abitati umbri. Nel corso della Grande Guerra persero la vita al fronte 400, tra fanti, sottoufficiali e ufficiali. Durante il fascismo Marsciano cadde in una cupa repressione e nel 1944, il 28 marzo tre coloni vennero trucidati per renitenza alla leva, i fratelli Ceci. Questo avvenimento e l'imminente conquista di Marsciano da parte degli Alleati, provocò grandi disordini tra la popolazione locale, e il 5 aprile 1945 le salme dei tre giovani fucilati furono traslate al cimitero di Mercatello, dove tuttora riposano. Questo avvenimento provocò una nuova ondata di scontri. Dopo l'armistizio di Cassibile, Marsciano fu pesantemente colpita dai bombardamenti da parte delle forze dell'Asse. Lungo il corso del Nestore furono rinvenute nel corso degli anni '70 e '80 molte Mine anti-uomo da parte dei coltivatori. Dopo la resa nazi-fascista Marsciano conobbe fino alla Crisi finanziaria del 2008 un'enorme ascesa demografica, sociale e culturale. Motori eccellenti dell'economia marscianese sono stati la trainante agricoltura e l'emergente industria, tanto che nel corso degli anni '70 nacque una Zona Industriale, tra le maggiori in Umbria (maggiore di città come Spoleto o Gubbio, più abitate della stessa Marsciano). Oggi l'economia soffre di una stagnazione economica, aggravata dal 2020 dopo la pandemia per COVID-19.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Marsciano annovera tre torri medioevali: la Torre Bolli (1217), la Torre Boccali (1228) e la Torre di Porta Vecchia (1271), completamente ristrutturata. Nel cuore di Marsciano vecchia si trova la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, citata già nel 1136. Così come la vediamo oggi risale alla costruzione e alla consacrazione del 17 ottobre 1896, dal vescovo di Perugia Dario Matteo Gentili. All'interno della chiesa a tre navate vi è la tomba del cardinale Francesco Satolli, e sopra ad essa vi è un affresco raffigurante la Madonna col Bambino ed ai lati vi sono San Francesco e Sant'Antonio. Alla destra dell'altare vi è un crocifisso ligneo del Trecento, c'è inoltre un tabernacolo Settecentesco di noce. Poi vi è una tela del 1831 di Vincenzo Chialli ed il campanile Ottocentesco con orologio meccanico, alto circa 15 metri. Vi è il Palazzo Comunale, di epoca Ottocentesca, e al lato sinistro del palazzo sorge il monumento ai fratelli Ceci, trucidati dal regime fascista, e, a ricordo la popolazione marscianese con il patrocinio del comune nel 1984 fece il monumento, di fronte si trova il Palazzo Pietromarchi, del Trecento. Vi si trova poco più a nord la chiesa di San Francesco, dove vi erano i frati minori nel XIII secolo. Tra il centro storico e la chiesa di San Francesco sorge, in piazza Carlo Marx, il monumento ai caduti della Grande Guerra. Le vittime del conflitto nel territorio furono circa 400. Nel 2002 è stato aperto al pubblico il Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte, con sede nel Palazzo Pietromarchi.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma comunale.

Lo stemma araldico di Marsciano raffigura il Castello (si tratta nello specifico di una torre con tre torricelle a merlatura guelfa) con due grifoni armati di spada, e, al di sotto vi è il Ponte di Marsciano sul Nestore. Al di sopra del Castello sono raffigurati i tre Gigli, (simbolo dei Bulgarelli, signori di Marsciano per mezzo millennio). Lo stemma è adornato dalla corona titolo di comune, da un ramo di alloro, e da uno di quercia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Censimento 31 dicembre 1861[modifica | modifica wikitesto]

Questo il quadro al Primo censimento del neonato Regno d'Italia:

ABITANTI COMUNE DI MARSCIANO AL 31/12/1861
POS. Località Abitanti POS. Località Abitanti
1 Marsciano 1.581 11 San Valentino della Collina 349
2 Papiano 1.046 12 Sant'Apollinare 273
3 Cerqueto 894 13 Pieve Caina 270
4 Castello delle Forme 786 14 Migliano 237
5 Spina 650 15 Ammeto 235
6 San Biagio della Valle 569 16 Olmeto 215
7 Castiglione della Valle 486 17 Sant'Elena 197
8 Mercatello 437 18 Badiola 188
9 Morcella 400 19 Montelagello 91
10 Villanova 395 20 Monte Vibiano 72

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad avere scuole materne e primarie di 1° e 2° circolo, Marsciano ha la scuola secondaria di 1º grado "Brunone Moneta" che si divide in tre edifici, il primo presente in Marsciano, il secondo nella frazione di Cerqueto ed il terzo a Spina. Marsciano ha anche un istituto superiore importante, il Liceo Scientifico "Luigi Salvatorelli", che si colloca vicino alle scuole medie, e lì troviamo anche l'istituto commerciale e professionale.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Cimiteri[modifica | modifica wikitesto]

Marsciano conta 13 cimiteri, il maggiore nel capoluogo comunale, poi vi sono altri 12 cimiteri sparsi per il territorio, i maggiori dei quali a Cerqueto e Spina, dove ci sono dei danni provocati dal terremoto del dicembre 2009.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Territorio comunale di Marsciano e reticolo stradale.
FRAZIONI PER NUMERO ABITANTI
POS. Località Residenti Superficie Densità
1 Cerqueto 603 8,3 72,65
2 Spina 568 9,2 61,74
3 San Biagio della Valle 559 8,6 65,00
4 Castiglione della Valle 527 6,6 79,85
5 Morcella 314 6,7 46,87
6 Villanova 312 4,7 66,38
7 Papiano 269 11,5 23,39
8 Badiola 253 3,7 68,38
9 Olmeto 202 5,6 36,07
10 Mercatello 170 4 42,50
11 Compignano 158 4,2 37,62
12 San Valentino della Collina 147 4,8 30,63
13 Castello delle Forme 145 5 29,00
14 Migliano 71 21 3,88
15 Sant'Apollinare 61 4,2 14,52
16 Pieve Caina 53 3,5 15,14
17 Sant'Elena 40 2 20,00
18 Monte Vibiano Vecchio 11 12,4 0,89
19 Montelagello 6 5,9 1,02
Totale 4469 131,90 33,88

Il capoluogo e la periferia[modifica | modifica wikitesto]

Il capoluogo Marsciano conta 14.078 abitanti, comprendendo il Centro Storico, i quartieri di Ammeto, Cerro, Schiavo, Tripoli e Via Larga e alcune abitazioni presenti prima del ponte sul Calvana, che delimita il confine naturale con il comune di San Venanzo.

RESIDENTI NEL CAPOLUOGO
POS. Quartiere (o rione) Residenti Superficie Densità
1 Marsciano Vecchia 5.013 7,5 668,40
2 Ammeto 2.854 4,2 679,52
3 Via Larga 2.051 3,7 554,32
4 Tripoli 1.427 3,6 396,38
5 Schiavo 905 5,1 177,45
6 Ponte 835 1,6 521,87
7 Pallotta 468 1,1 425,45
8 San Francesco 279 0,5 558,00
9 Cerro 79 1,5 52,66
10 Cascine 71 0,6 118,33
11 Le Cantine 6 0,5 12,00
Totale 14.078 29,60 475,60

Stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Marsciano risiedono 2.534 stranieri (13,6% della popolazione), e le nazionalità più rappresentative sono:

  • Romania, con 1.042 residenti.
  • Marocco, con 447 residenti.
  • Albania, con 179 residenti,
  • Altre nazionalità, con 866 residenti.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia marscianese nel Secondo Novecento ha trovato un costante miglioramento fino alla crisi del 2008. Oltre alla fiorente industria anche la già trainante agricoltura è stata fondamentale per Marsciano, aiutata dalle dolci valli di Nestore e Tevere. Le colture maggiori sono:Tabacco, vite, olivo, frumento e ortaggi-frutteti (in particolare della tipica Pesca Marscianese, di dimensioni grandi e dal forte sapore dolce, a polpa bianca). I prodotti agricoli, abbondanti e con qualità elevata, fanno di Marsciano uno dei maggiori centri produttivi della regione.Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come la lavorazione del lino, finalizzata alla realizzazione di tele caratterizzate da figure e temi presi dalla tradizione.[9]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Le amministrazione durante la Prima Repubblica (1946-1994) è stata ad appannaggio del Partito Comunista Italiano. Dal 1970 i sindaci eletti sono i seguenti:

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
3 giugno 1970 31 maggio 1975 Franco Subicini PCI Sindaco Eletto con il 79,71% dei voti.
1º giugno 1975 8 giugno 1980 Franco Subicini PCI Sindaco Confermato con il 74,65% dei voti.
10 giugno 1980 25 giugno 1985 Luciano Capuccelli PCI Sindaco Eletto con il 84,07% dei voti.
27 giugno 1985 11 luglio 1990 Luciano Capuccelli PCI Sindaco Confermato con il 72,56% dei voti.
12 luglio 1990 23 aprile 1995 Mario Tiberi PCI, PDS Sindaco Eletto con il 63,11% dei voti.
24 aprile 1995 26 giugno 1999 Mario Tiberi CSX Sindaco Confermato con il 60,98% dei voti.
27 giugno 1999 13 giugno 2004 Gianfranco Chiacchieroni CSX Sindaco Eletto con il 55,23% dei voti.
14 giugno 2004 21 giugno 2009 Gianfranco Chiacchieroni CSX Sindaco Confermato con il 82,44% dei voti.
23 giugno 2009 9 giugno 2014 Alfio Todini PD Sindaco Eletto con il 52,93% dei voti.
10 giugno 2014 9 giugno 2019 Alfio Todini PD Sindaco Confermato con il 53,38% dei voti.
10 giugno 2019 in carica Francesca Mele LN Sindaco Eletto con il 63,30% dei voti.

Linea temporale[modifica | modifica wikitesto]

Seggi elettorali (19 sezioni)[modifica | modifica wikitesto]

  • Marsciano centro (n.°1-2-3-4-5)
  • Ammeto (n.°6-7)
  • Schiavo (n.°8)
  • Papiano (n.°9)
  • Cerqueto (n.°10)
  • Castello delle Forme (n.°11)
  • San Valentino (n.°12)
  • Villanova (n.°13)
  • Badiola (n.°14)
  • Spina (n.°15)
  • Compignano (n.°16)
  • San Biagio (n.°17)
  • Castiglione della Valle (n.°18)
  • Migliano (n.°19)

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Marsciano dal 1945 al 2019 è stata governata dalla sinistra e dal centro-sinistra (Partito Comunista Italiano, Partito Democratico della Sinistra e Partito Democratico). Negli anni '80 il PCI ha raggiunto percentuali vicine all' 80%. Nonostante la dissoluzione della tradizione comunista, i sindaci Tiberi e Chiacchieroni hanno vinto largamente durante gli anni '90 e 2000. Nel 2009 è subentrato Alfio Todini, esponente del PD. Il 10 giugno 2014 il sindaco uscente Alfio Todini ha vinto al ballottaggio ai danni di Sabatino Ranieri (Marsciano Democratica), con il 53,38% dei consensi. Ma nelle ultime tornate elettorali, 2015 alle regionali, 2018 per le politiche e 2019 per le Europee ha sempre vinto la Lega, giungendo il 26 maggio 2019 al 38%. Alle amministrative sempre il 26 maggio vincono Francesca Mele (Lega e centro-destra) con il 45% e Stefano Massoli del centro-sinistra con il 21%. Terzo Sergio Pezzanera (Frazioni Unite, L'Altra Marsciano, Marsciano per Sergio Pezzanera) con il 18% e quarto Carlo Cavalletti (Marsciano Democratica, Ambiente e Lavoro, Marsciano in Comune) con il 16% dei voti. Al ballottaggio del 9 giugno Francesca Mele è il primo sindaco del centro-destra eletto a Marsciano dal 1946, con il 63,30% dei voti contro lo sfidante del centro-sinistra Stefano Massoli, che ha ottenuto il 36,70% dei consensi.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Maggior società calcistica del comune è la A.S.D. Nestor Calcio Marsciano, fondata nel 1904 e vantante quale maggior successo una partecipazione alla Serie D. Analogo risultato è stato raggiunto anche dall'A.S.D. Villabiagio, rappresentante le frazioni di Villanova e San Biagio della Valle, fondata nel 2001 e sciolta nell'estate 2018. Altri club dilettantistici marscianesi sono: Via Larga Marsciano, Ammeto, Real Sant'Orsola (prima categoria), Spina, Papiano, Giovani Schiavo Casalina e Castello delle Forme (seconda categoria). Il futsal è invece appannaggio dell'Osma Calcio a 5, militante nella serie C2 regionale.

Per quanto concerne la pallacanestro, la sola squadra del comune è l'A.S.D. Nestor Basket Marsciano, di tradizione unicamente dilettantistica; stesso dicasi per la pallavolo femminile, rappresentata dal club Pallavolo Media Umbria Marsciano.

Sono presenti nel territorio municipale anche club di arti marziali, ciclismo e ginnastica artistica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 01 gennaio 2021.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Esondazione Nestore a Marsciano (12/11/2012), su youtube.com.
  5. ^ Cfr. la mappa relativa alle regioni climatiche in: AA. VV. Grande Atlante d'Italia De Agostini, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1987, pag. 235.
  6. ^ dati tratti da: en.climate.data.org
  7. ^ a b O. Guerrieri, Storia di Perugia, Perugia, Simonelli Editore, 1982, p. 153.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 01-01-2021.
  9. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 14.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Cavallucci, Marsciano, Milano, Electa, 1984
  • Pietro Caruso, Marsciano,le sue frazioni, la sua gente ieri,oggi e domani,La Vera Umbria, 1997
  • Gaetana Luchetti, Dal Verde al Giallo con Enzo Alessandri, Anna Budelli, Bruna Cai, Rosa Chioccoloni, Maria Cicioni, Clara, Maria e Silvana Ciculo, Bruno Domenichetti, F.lli Fagioli, F.lli Luchetti, Flavia Marconi, Maria Marinacci, Giuliana Massoli, Chiara Siena, Paola Silvi, Marina Velloni e Annunziata Zoppetti, Crace, 2013

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