Clitunno

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Coordinate: 42°50′00.63″N 12°40′26.74″E / 42.833508°N 12.674095°E42.833508; 12.674095

Clitunno
Fonti del clitunno.jpg
Le Fonti del Clitunno
Stato Italia Italia
Regioni Umbria Umbria
Province Perugia
Comuni Sellano, Trevi, Foligno, Bevagna e Cannara
Lunghezza 60 km
Portata media 3,5 m³/s
Bacino idrografico 677 km²
Altitudine sorgente 220 m s.l.m.
Nasce Campello sul Clitunno
Sfocia Topino

Il Clitunno è un fiume che scorre in Umbria, affluente del Topino. Nel 2011 L'UNESCO ha incluso il tempietto che sorge sulle sue rive tra i patrimoni dell'umanità.[1]

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Nasce presso il percorso della via Flaminia, a Campello sul Clitunno, tra Spoleto e Foligno, e scorre per 60 km passando per Pissignano, Cannaiola, Trevi e Bevagna, per gettarsi infine presso Cannara nel fiume Topino, affluente a sua volta del Chiascio e quindi subaffluente del Tevere.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Conosciuto già nell'antichità (Clitumnus), aveva come nume tutelare il dio Giove Clitunno, venerato nel tempietto adiacente. Lì, il mese di maggio, si tenevano in suo onore i sacra clitumnalia. Il tempietto andò distrutto in epoca imperiale, ma in epoca longobarda fu ricostruito, in parte con i materiali originali.[2] Virgilio, nel secondo libro delle Georgiche, si sofferma sulla particolare bianchezza dei tori e delle greggi, che saepe tuo perfusi flumine sacro,/ Romanos ad templa deum duxere triumphos («bagnati nella tua sacra corrente hanno guidato al tempio degli dei i trionfi dei Romani») (vv.146-148).

La bianchezza dei tori e la limpidezza delle acque erano celebri al punto che la ricordarono Properzio,[3] Silio Italico,[4] Stazio,[5] Giovenale[6] e Claudiano.[7]

Particolare del laghetto.

Virgilio fa riferimento al trionfo dei Romani: infatti durante la seconda guerra punica essi, alleatisi con gli Umbri, costrinsero Annibale alla fuga in seguito a una battaglia nei pressi di Spoleto (217 a.C.).

Pare che all'epoca il fiume fosse navigabile e che avesse dunque una portata maggiore. In proposito ci è rimasta una famosa lettera di Plinio il Giovane. Oggi non è che un fiumicello. Un tempo sulle sue rive sorgevano fastose ville, mentre ora non ci sono che sporadiche e modeste case.[8] Il cambiamento fu dovuto secondo alcuni studiosi alle conseguenze del grande terremoto di Costantinopoli del 446, secondo altri a quello de L'Aquila del 1703.

« Tutto ora tace, o vedovo Clitunno,
tutto: de' vaghi tuoi delúbri un solo
t'avanza, e dentro pretestato nume
tu non vi siedi. »

(Giosué Carducci, Odi barbare, Alle Fonti del Clitumno, vv. 105-108)

L'età moderna non è stata meno sensibile di quella antica nel fare riferimento al Clitunno: Thomas Macaulay lo rievoca nel suo Orazio (Canti di Roma antica), Byron nel quarto libro dell'Aroldo, e il poeta polacco Ladislao Kulczycki ha consacrato al fiume celebri versi dedicati alla nobildonna perugina Alinda Brunamonti, anch'essa foriera di richiami al "sacro fiume" nei propri componimenti.

In Italia il rimando più evidente va a Giosuè Carducci, che prese spunto da un breve soggiorno spoletano del giugno 1876 per scrivervi una poesia composta tra il 2 giugno e il 21 ottobre dello stesso anno, pubblicata l'anno seguente e intessuta di rimandi testuali alla classicità.[9]

Presso le sorgenti è stato costruito un parco nel 1852 e creato un laghetto artificiale.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Tempietto sul Clitunno celebra l'inserimento nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO, rivistasitiunesco.it. URL consultato il 7 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2014).
  2. ^ D.Ferrari, Commento delle Odi barbare di Giosuè Carducci, Bologna, Zanichelli, 1923, vol.I, p. 68
  3. ^ Elegia XIX, 2
  4. ^ Puniche, IV, 543
  5. ^ Egloga IV, 139
  6. ^ Satira XII
  7. ^ Cons. Honorii, 506
  8. ^ D.Ferrari, p.68
  9. ^ D.Ferrari, pp. 67-94

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