Rinaldo di Nocera Umbra

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San Rinaldo

Vescovo e monaco

Nascita 1150 circa
Morte 1217
Venerato da Chiesa cattolica
Canonizzazione I quarto del XIII secolo
Santuario principale Duomo di Nocera Umbra
Ricorrenza 9 febbraio
Attributi Mitra e pastorale
Patrono di Nocera Umbra

Rinaldo (Postignano, 1150 circa – Nocera Umbra, 9 febbraio 1217) fu un monaco avellanita che divenne vescovo di Nocera Umbra; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primogenito di Napoleone, conte di Postignano e discendente dalla famiglia di un duca longobardo di Nocera Umbra, nacque nel castello di Postignano, posto nel contado nocerino, nel 1150 circa. Lasciando ogni diritto feudale ai fratelli, si ritirò per una vita di preghiera e di penitenza prima sul monte Serrasanta di Gualdo Tadino, poi nel celebre eremo di Fonte Avellana.

Morto Ugo, vescovo di Nocera e suo parente, il 30 giugno 1213, fu eletto suo successore e per tre anni fu il "vescovo santo", imitando san Facondino, suo antico predecessore nella sede di Tadino (IV secolo). Continuò la vita di intensa preghiera e di carità specialmente verso i poveri e le vedove, visitando i sacerdoti nelle sperdute pievi e cappelle dell'ampia diocesi incoraggiandoli a vivere santamente. Adottò un bambino orfano e lo tenne sempre con sé nella casa vescovile, perché gli ricordasse Gesù povero. Molto amico di san Francesco d'Assisi, fu tra i sette vescovi umbri che il 2 agosto 1216 promulgarono l'indulgenza della Porziuncola.

Morì il 9 febbraio 1217 e fu dichiarato santo a voce di popolo; il suo culto fu poi confermato dal vescovo successore Pelagio Pallavicino (1217-1224)[1].

Le reliquie[modifica | modifica wikitesto]

Il suo successore, il vescovo Pelagio, al termine di una breve inchiesta sui miracoli che venivano attibuiti al vescovo Rinaldo, lo proclamò santo facendone portare il corpo nella cattedrale di Santa Maria Assunta. La chiesa fu distrutta da una'azione bellica dell'imperatore Federico II di Svevia nel 1248. Nel 1257 le reliquie furono collocate più decorosamente ma solo provvisoriamente nella chiesa di Santa Maria vecchia. Nel 1487, ricostruita la cattedrale, anche il corpo del santo vi fu portato, in un'apposita cappella. Nel 1579 fu posto sotto l’altare maggiore e nel 1657 sopra di esso. Due terremoti causarono gli spostamenti successivi. Dopo il sisma del 1751 fu collocato nella chiesa di San Francesco, ritornando in cattedrale, sotto l'altare maggiore, nel 1816. A seguito del terremoto del 1997 fu portato nella chiesa provvisoria costruita nella vicina località San Felicissimo. Dal 14 agosto 2012 ha nuovamente trovato il suo posto sotto l’altare maggiore del duomo[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La cronologia di questo paragrafo segue la cronotassi corrente dei vescovi. Lo studioso Gino Sigismondi, nel suo articolo nella Bibliotheca Sanctorum (vol. XII, coll. 199-204) riporta che Rinaldo è documentato come priore di Fonte Avellana ancora nel 1218 e che divenne vescovo solo verso la fine di quell'anno; inoltre il 9 febbraio 1222 come giorno della morte; infine che il successore Pelagio è documentato per la prima volta come vescovo di Nocera nel settembre 1224.
  2. ^ m.b., Nocera festeggia il suo 'francescano' patrono Rinaldo, in La Voce. Settimanale cattolico. Informazioni dall'Umbria, 13 febbraio 2014. URL consultato il 9 febbraio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gino Sigismondi, La "legenda Beati Raynaldi". Le sue fonti e il suo valore, Perugia, Deputazione di storia patria per l'Umbria, 1960. Estratto da: «Bollettino della Deputazione di storia patria per l'Umbria», vol. 56 (1960), pp. 1-111.
  • Gino Sigismondi, Rinaldo, vescovo di Nocera Umbra, santo, in Istituto Giovanni XXIII della Pontificia Università Lateranense (a cura di), Bibliotheca Sanctorum, XI. Ragenfreda - Stefano, Roma, Città Nuova Editrice, 1968, pp. 199-204.
  • Gino Sigismondi, Il vescovo monaco. Vita di san Rinaldo, vescovo di Nocera Umbra, in Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia. 3, Studi linguistico-letterari, XXXI (1993-94), Perugia, Università degli Studi di Perugia - Facoltà di Lettere e Filosofia, 1996. Presentazione di Francesco Di Pilla. 55 p.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • San Rinaldo di Nocera Umbra, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.
  • Angelo Menichelli, San Rinaldo - Patrono di Nocera, in L'altranocera. Rivista mensile di informazione e cultura (Nocera Umbra), nº 1, Parrocchia Cattedrale S.M. Assunta in Nocera Umbra, febbraio 2007. URL consultato il 9 febbraio 2018. Riportato sul sito Nocera in Umbria.