Villa Santo Stefano

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Villa Santo Stefano
comune
Villa Santo Stefano – Stemma Villa Santo Stefano – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
SindacoAnnarita Diotallevi (Commissario Straordinario) dal 14-09-2018
Territorio
Coordinate41°31′N 13°19′E / 41.516667°N 13.316667°E41.516667; 13.316667 (Villa Santo Stefano)Coordinate: 41°31′N 13°19′E / 41.516667°N 13.316667°E41.516667; 13.316667 (Villa Santo Stefano)
Altitudine205 m s.l.m.
Superficie20,1 km²
Abitanti1 703[1] (01-01-2018)
Densità84,73 ab./km²
FrazioniMacchioni
Comuni confinantiAmaseno, Castro dei Volsci, Ceccano, Giuliano di Roma, Prossedi (LT)
Altre informazioni
Cod. postale03020
Prefisso0775
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT060090
Cod. catastaleI364
TargaFR
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Cl. climaticazona A, 1,517 GG[2]
Nome abitantiSantostefanesi
Patronosanto Stefano Protomartire - (Compatrono): san Rocco
Giorno festivo16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villa Santo Stefano
Villa Santo Stefano
Villa Santo Stefano – Mappa
Posizione del comune di Villa Santo Stefano nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Villa Santo Stefano è un comune italiano di 1703 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione climatica: zona D, 1517 GR/G

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Villa Santo Stefano si perdono nella leggenda: secondo lo storico Edoardo Martinori, il re volsco Metabo, padre di Camilla era solito cacciare in questa zona. A ricordo di tale fatto la torre cilindrica posta all'ingresso del centro storico del paese porta il nome di Torre di Metabo. Il mito di re Metabo e della principessa guerriera Camilla sono raccontate nell'Eneide di Virgilio, che inoltre cita il fiume Amaseno[3], collocando geograficamente la mitica vicenda all'interno del territorio santostefanese.

I primi insediamenti erano situati sulle rive dell'Amaseno e sono risalenti all'epoca romana. Intorno al IX-X secolo con la discesa dei barbari ed alle imprese saraceniche, gli abitanti risalirono verso le più sicure pendici del monte Siserno, dando vita a Castrum Sancti Stephanii. Per tutto il Medioevo, a causa della sua posizione strategica, Santo Stefano rimase territorio conteso dai pontefici romani, dalle truppe imperiali e dai conti di Ceccano, passando di continuo da un possessore all'altro.

In epoca moderna, a partire dalla fine del XVI Santo Stefano passò in mano alla famiglia Colonna, che nel 1816 a causa della soppressione dei feudi avvenuta con Napoleone perse il possesso in favore dello Stato Pontificio. Con la formazione del Regno d'Italia, Santo Stefano è entrato a far parte della Sotto Prefettura di Frosinone e del Mandamento di Ceccano. Nel 1872 Santo Stefano cambiò denominazione in Villa Santo Stefano a causa delle numerose omonimie con altri comuni.

Con gli altri paesi del frusinate, Villa Santo Stefano ha vissuto il fenomeno del brigantaggio del periodo napoleonico della Campagna d'Italia.

Tradizione e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Festa di San Rocco: La Panarda

La festa patronale dedicata a San Rocco risale circa all'anno 1601. Comincia la sera del 15 agosto: la statua lignea del santo viene portata in processione dalla chiesa di San Sebastiano alla chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, all'interno del centro storico. In piazza Umberto I, dopo la processione, i maestri di mensa con circa trenta inservienti in costume tradizionale (i "panardari") accendono quaranta caldaie di rame in cui nell'arco della notte tra il 15 ed il 16 verranno cotti circa sette quintali di ceci. A mezzogiorno del 16, i ceci e le pagnottelle di pane vengono benedetti per poi essere distribuiti alla popolazione. La caratteristica principale della tradizione sta nella distribuzione dei ceci: gli inservienti a turno si presentano sul sagrato della chiesa parrocchiale con una brocca di coccio e ricevuti dai Maestri i ceci e il pane e sentito l’indirizzo del destinatario, corrono verso l’abitazione indicata.[4]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Villa Santo Stefano passò dalla provincia di Roma a quella di Frosinone.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 01/01/2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Eneide di Virgilio, Ecco un giorno assalito con la caccia / Dietro, fuggendo, a l’Amasèno arriva. / Per pioggia questo fiume era cresciuto, / E rapido spumando, infino al sommo / Se ne gía de le ripe ondoso e gonfio
  4. ^ [2] Storia della Panarda santostefanese
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 01-04-2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edoardo Martinori, Lazio turrito : repertorio storico ed iconografico di torri, rocche, castelli e luoghi muniti della provincia di Roma, Roma, Tipografia Manunzio, 1933.

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