Portale:Frosinone

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«Fert concitus inde per iuga celsa gradum,
duris qua rupibus haeret, bellator Frusino»

(Silio Italico, Punica XII, 39)
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La provincia di Frosinone in vetrina
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La Ciociara
(Hayez 1842).

Una descrizione geografica della Ciociaria che risolva e completi i molteplici studi storiografici e cartografici dedicati al problema dei suoi confini e delle sue peculiarità etniche non è mai stata fornita. La prima analisi sistematica fu fatta nel 1916 da Adele Bianchi, dalla quale risultò che «la Ciociaria comprende l'ampia Valle del Sacco, i Monti Ernici, il versante interno degli Ausoni e parte dei Lepini». Pochi anni più tardi lo studio fu ripreso da alcuni intellettuali fascisti frusinati, la cui idea di Ciociaria fu anche bandiera delle loro iniziative politiche, che apportarono nuova confusione al problema. Nel 1930 l'«Enciclopedia Italiana» si discostò dalle opinioni dei fascisti e riprese in parte e rielaborò gli studi della Bianchi.

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Frosinone
Il Grattacielo Edera

Frosinone è una città di 48.600 abitanti, capoluogo della provincia di Frosinone. Il nome preromano della città sarebbe Frusna, l'etimologia del quale è controversa; un'ipotesi, osservando l’assonanza con radici etrusche, ricollega il nome ad un’ipotetica gens etrusca Fursina (o anche, Frusina o Prusina). Sappiamo (Diodoro Siculo, XX, 80; Livio, X , 1) che nel 306 a.C. la città fomentò assieme alla lega ernica una ribellione al dominio di Roma: come punizione il suo territorio fu ridotto di un terzo (che passò alla vicina Ferentino. Sotto la dominazione romana fu municipio. Agli albori del cristianesimo a Frosinone nacquero due pontefici, Ormisda e Silverio, oggi patroni della città.

Frosinone fu più volte distrutta durante le invasioni barbariche, e rimase sempre dipendente dalla Roma papale. Dalla seconda metà del Cinquecento la residenza dei governatori pontifici di Campagna e Marittima fu fissata definitivamente a Frosinone; tra il Seicento e l'Ottocento conobbe un significativo incremento demografico, passando da meno di duemila abitanti alla metà del Seicento agli oltre diecimila del primo censimento dello Stato italiano.

Dal 1927 è capoluogo dell'omonima provincia. Le ultime distruzioni saranno imposte alla città durante la seconda guerra mondiale, con 56 bombardamenti alleati. Dalla ricostruzione e la crescita dell'economia nei decenni successivi dipende in buona parte la Frosinone di oggi: di fatto, il capoluogo ciociaro non conserva molte tracce della sua pur millenaria storia, presentando attualmente un aspetto in prevalenza moderno di centro industriale e commerciale.

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Storia
Chiese e monasteri
Facciata dell'abbazia

L'Abbazia di Casamari è uno dei più importanti monasteri italiani di architettura gotica cistercense. Fu costruita nel 1203 e consacrata nel 1217. Si trova nel territorio del comune di Veroli, in provincia di Frosinone.

La pianta dell'abbazia è simile a quella dei monasteri francesi, l'entrata passa attraverso una porta a doppio arco. All'interno si trova un giardino la cui parte centrale è occupata dal chiostro, di forma quadrangolare, con quattro gallerie a copertura semicilindrica.

L'aula capitolare è un ambiente formato da nove campate e da quattro pilastri ed è usata per le riunioni. Dal chiostro si accede alla chiesa che è a pianta basilicale a tre navate; la facciata presenta all'esterno un grande portico, dietro l'altare si trova il coro costruito nel 1940.

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Frosinone Calcio
Città di Saturno
Mura megalitiche di Ferentino

Con la definizione di Città saturnie si fa riferimento a cinque città della Provincia di Frosinone unite nell'archeologia dell'Ottocento per una comune mitica fondazione da parte del dio Saturno durante l'età dell'oro:

Le cinque città sono caratterizzate da imponenti cinte di mura megalitiche poligonali, su cui poi si sono sviluppati i centri medievali.

Musei
Interno

Il Museo archeologico comunale di Frosinone è uno dei musei civici più importanti dell'omonima provincia.

È situato nel centro storico di Frosinone, e precisamente nella parte più alta della città, fra i vicoli che fanno da cornice alla cattedrale di Santa Maria Assunta, da dove svetta l'antico campanile al quale su può accedere con delle visite guidate, organizzate dal museo. Il museo, che custodisce importanti reperti archeologici, fu aperto al pubblico nel 1994 allorché bisognava sistemare una rilevante quantità di reperti emersi da scavi coevi nel territorio comunale e nel quartiere De Matthaeis, tra l'altro molto cresciuti nei ultimi anni.

Cartoline dalla provincia di Frosinone


Lo Stemma
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Lo stemma ripropone efficacemente la situazione storica e territoriale della provincia. Costituito nel 1928, raffigura un leone dorato con in mano un gladio e ai suoi piedi due cornucopie su sfondo azzurro. Il leone è tratto dallo stemma della città di Frosinone; le cornucopie contrassegnano la parte meridionale della provincia riprendendo le figure dello stemma della Terra di Lavoro e Provincia di Caserta. Fuori dal campo dello stemma, nel gonfalone, si riporta una fascia con il motto ferocior ad bellandum (più feroci nel combattere) in quanto, l'atteggiamento eroico (che valse alla città l'appellativo di "Bellator") dimostrato dagli abitanti nel contrastare l'invasione dell'esercito di Annibale, fu tale da ribaltare il senso di una citazione di Livio (Ab urbe condita, Liber VII) che riferendosi ai volsci dice: ferocior ad rebellandum quam bellandum gens (un popolo più bellicoso nel ribellarsi che nel condurre una guerra).

Lo sapevi che...
Ingresso all'acropoli da porta Maggiore.

L'Acropoli di Alatri, nota localmente come Civita, è una vasta area sopraelevata posta nel cuore del centro storico di Alatri, sulla cima del colle su cui sorge la città, a 502 m s.l.m.. È di notevole interesse per le sue mura in opera poligonale.

L'Acropoli presenta due porte d'ingresso. Le due porte hanno un'importante proprietà matematica: il rapporto altezza/base è coincidente, con buona approssimazione, alla sezione aurea.

Nel medioevo l'Acropoli divenne parte del centro abitato: al suo interno sono conservate le rovine di tale insediamento, distrutto nel 1326 a seguito della cacciata di Francesco de Ceccano, che vi si era insediato occupandola. Su di essa sorgono attualmente la Cattedrale dedicata a san Paolo e il vescovado.

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Tradizioni
Pierre Bayard.jpg

Pietro Bailardo o Pietro Baialardo (Pïétre Bajalàrde nei dialetti ausoni) è un personaggio leggendario e talvolta una maschera popolare italiana di brigante e capitano di ventura. Le storie che riguardano questa figura sono diffuse nella tradizione orale di molti paesi dell'Italia centro-meridionale, che lo descrivono come il più potente dei maghi, istruito dal libro del comando, un antico formulario di magia bianca e nera che si diceva scritto ai tempi di Virgilio, o persino che lo stesso poeta latino ne fosse l'autore.

(NAP)

«Ne si fatte chiù tu de Piétre Bajalàrde»

(IT)

«Ne hai fatte più tu di Pietro Bailardo»

(Detto popolare ausone)
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Personalità
Luigi Angeloni

Luigi Angeloni (Frosinone, 9 novembre 1758Londra, 5 febbraio 1842) è stato un patriota e scrittore italiano.

A Frosinone si dedicò intensamente agli studi letterari e linguistici, alla matematica, all’astronomia e alla musica. Cominciò ad interessarsi di politica solo dopo il 1796, anno in cui il padre morì. Quando nel 1798 venne fondata la Repubblica Romana, Luigi Angeloni fu inviato a Roma per portarvi notizia dell’adesione di Frosinone. A causa della precaria situazione politica, non appena le truppe francesi dovettero ritirarsi da Roma, cominciò per il patriota frusinate il triste periodo dell’esilio: dopo la caduta della Repubblica Romana nel 1799, egli dovette fuggire in Corsica e poi a Parigi e a Londra, portando sempre la sua patria nel cuore.

Durante gli anni dell’esilio scrisse libri di linguistica e di letteratura, intervenendo con molti articoli nella battaglia per la purezza della lingua e schierandosi contro gli accademici della Crusca, ma sono da ricordare soprattutto alcune sue opere di carattere puramente politico come il suo importante scritto “Sopra l’ordinamento che aver dovrebbono i governi d’Italia” in cui proponeva come soluzione ai problemi di unità e indipendenza una confederazione italiana, sull’esempio della Svizzera e degli Stati Uniti. L’opera, pubblicata a Parigi nel 1814, ebbe molto successo e la tesi confederale dell’Angeloni fu poi ripresa dal Cattaneo e da Vincenzo Gioberti.

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