Liceo delle scienze umane

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Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scuola normale (Riforma Casati 1859-1923)[modifica | modifica wikitesto]

Contesto Storico[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Risorgimento (1815-1866), in uno scenario nel quale si vanno formando e definendo nuove classi sociali, vengono promulgate varie leggi sul sistema scolastico: Boncompagni nel 1848, Cibrario nel 1854 e Lanza nel 1857; quest'ultimo, con la legge del 22 giugno 1858 n° 2878, a fianco alle scuole normali maschili, fondò le scuole normali femminili, allo scopo di formare le insegnanti di scuola elementare. Tali scuole, che furono attive fino al 1923, erano ben distinte e separate da quelle maschili. Nel successivo anno 1859 fu promulgata la Legge Casati (del 13 novembre 1859 n° 3725), detta anche Magna Charta, alla cui stesura collaborò anche Angelo Fava, e il cui art. 4 creava le scuole elementari della durata di 4 anni, di cui obbligatori solo i primi due. Tale legge istituì sul territorio (decreti del 15, 19 e 22 settembre 1860) anche le scuole normali (R.D. 4151 del 1860), per la formazione dei maestri e delle maestre elementari, sul modello franco-prussiano. Le scuole normali pubbliche erano 18 in tutto il territorio nazionale, 9 maschili e 9 femminili, alle quali era consentito l'accesso al compimento del 15º anno per le femmine e al 16º per i maschi. Il corso di studi durava due anni per i maestri/e dei primi due anni di scuola elementare, con il conseguimento del patentino di maestro di grado inferiore (1ª e 2ª elementare); durava invece tre anni per i maestri di scuola elementare (di 3ª e 4ª elementare) con il patentino di maestri/e di grado superiore.

Delle scuole normali R.D. 4151 del 1860, capo V, art. 358: Le materie d'insegnamento in tali istituti sono: lingua e gli elementi di letteratura nazionale; gli elementi di geografia generale; la geografia e la storia nazionale; l'aritmetica e la contabilità; gli elementi di geometria; nozioni elementari di storia naturale, di fisica e di chimica; norme elementari d'igiene; disegno lineare e calligrafia; la pedagogia. Nelle scuole normali per le maestre è aggiunto l'insegnamento dei lavori propri al sesso femminile (lavori donneschi). Nelle scuole Normali maschili per i maestri può essere aggiunto un corso elementare d'agricoltura e un corso di nozioni generali sui diritti e doveri dei cittadini in relazione allo Statuto, alla legge elettorale ed all'amministrazione pubblica.

Esse erano equiparate alle scuole medie fino al 1896 quando, con l'istituzione di scuole complementari (pari a scuole medie), la scuola normale diventò una scuola superiore (Legge 12 luglio 1896, n. 293) e veniva finalmente abolita la patente inferiore e nel R.D. 3 dicembre 1896, n. 592, venivano apportate alcune modifiche ai programmi delle scuole normali, mentre il R.D. 19 ottobre 1897, n. 460, approvava le istruzioni e i programmi per le scuole normali del Regno. La legge Casati annesse inoltre i convitti alle scuole normali femminili e alle scuole normali maschili: i convitti attribuivano ai giovani il compito di prepararli alla gestione del potere, senza dimenticare l'assistenza ai bisognosi e meritevoli.

È necessario anche fare cenno alla nascita delle Scuole di Metodo. Esse nascono con Ferrante Aporti nel 1844; nel 1845 la scuola aveva una durata di 8 mesi. Nel 1848 la legge Boncompagni normalizzava la Scuola di Metodo, portandola a tre anni; ciò tuttavia avveniva nei grandi centri ma non nelle zone rurali. Nel 1849 Domenico Berti dava lezioni di Scuola di Metodo alle ragazze e, date le continue richieste di ragazze che desideravano frequentare tale scuola, il Ministero dell'istruzione A. La Marmora con una circolare del 17 luglio 1851, la triennalizzava completamente. Nacque così nel 1852 nacque la Scuola di Metodo triennale, ma solo nel 1913 con Credaro furono istituite le Scuole di Metodo con programmi più concreti.

Le materie previste erano: religione, lingua italiana, storia e geografia, aritmetica, igiene, pedagogia infantile, educazione domestica, canto, disegno, palestra e lavori donneschi e il tirocinio. Alle Scuole di Metodo si accedeva all'età di 15 anni per le donne e di 16 per gli uomini, dopo la scuola elementare.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1852 Nascono le Scuole di Metodo femminili (pari a scuole superiori) di 3 anni per insegnanti di scuole materne;
  • 1858 Nascono le Scuole Normali femminili (pari a scuole superiori) di 3 anni per insegnanti di scuole elementari;
  • 1859 Casati istituisce le Scuole Normali;
  • 1861 Unità d'Italia;
  • 1866 III Guerra d'Indipendenza;
  • 1874 Scuola di Magistero (pari all'università, solo maschile) col ministro Scialoja;
  • 1875 Ammissione delle donne all'Università (Istituti Superiori);
  • 1878 Legge sulla nascita degli Istituti Superiori di Magistero Femminili (pari all'Università);
  • 1880 Regolamento del 30 settembre 1880 n° 5666 (obbligo di patente presso le scuole normali per le insegnanti di asilo);
  • 1882 Nascono gli Istituti Superiori di Magistero Femminili (pari all'Università) per l'insegnamento in scuole complementari (pari a scuole medie) e scuole normali (pari a scuole superiori);
  • 1896 Scuola complementare di tre anni (pari a scuola media) più tre anni di scuola normale (pari a scuola superiore);
  • 1901-1914 Età Giolittiana o Belle Époque;
  • 1905 Nascono all'Interno degli Istituti Superiori di Magistero Maschili (pari all'Università) i corsi di perfezionamento di metodo e cultura biennali;
  • 1911 Primi esperimenti per le scuole magistrali di 2 anni (pari a scuole superiori) dopo il ginnasio di 5 anni (pari a scuola media); affiancata alle scuole normali (scuole superiori) dopo la scuola complementare (pari a scuola media) per i maestri di scuole elementari;
  • 1913-1916 Scuole di metodo biennali (pari a scuola superiore) per le maestre d'asilo; accesso dopo la scuola tecnica o quarta ginnasiale (pari a scuola media). Diploma di maestra assistente e dopo due anni di servizio diploma di maestra giardiniera (R.D. 27 del 1914, e R.D. 444 del 1917);
  • 1914-1918 I guerra mondiale
  • 1920 Soppressione degli Istituti Superiori di Magistero (Università) e dei corsi di perfezionamento di metodo e cultura.

Istituto Magistrale Superiore (Riforma Gentile 1923-1943)[modifica | modifica wikitesto]

In pieno fascismo l'Istituto Magistrale fu introdotto con la legge Gentile (R.D. del 6 maggio 1923 n. 1054) e furono abolite le scuole normali.

Era suddiviso in due corsi: l'Istituto Magistrale Inferiore, quadriennale (pari ad una scuola media), a cui si accedeva dopo la scuola elementare, e l'Istituto Magistrale Superiore, triennale (pari ad una scuola superiore), a cui si accedeva dopo l'Istituto Magistrale Inferiore. Ulteriore suddivisione era tra gli Istituti Magistrali (inferiori e superiori) maschili e gli Istituti Magistrali (inferiori e superiori) femminili. Era previsto un esame di ammissione (dopo l'esame di licenza elementare) per iscriversi al 1º anno dell'Istituto Magistrale inferiore.

Il diploma che rilasciava l'Istituto Magistrale Superiore, oltre all'abilitazione all'insegnamento elementare, consentiva l'iscrizione all'Istituto Superiore (poi facoltà dal 1936) di Magistero.

L'Istituto Magistrale Superiore per gli insegnanti di scuola elementare fu pensato per essere contemporaneamente una scuola formativa e professionale. In linea con i principi della riforma Gentile, era dominato dalle materie umanistiche e non prevedeva né il tirocinio e l'insegnamento della pedagogia, che fu accorpata alla filosofia. Era però prevista l'esistenza di un giardino d'infanzia all'interno degli edifici istituiti con regio decreto 6 maggio 1923, n. 1054 (art. 57), che ospitavano le varie scuole.

La creazione di questo corso di studi, assolutamente innovativo per l'epoca, rispondeva alle esigenze della nuova scuola elementare quinquennale (anch'essa istituita con la riforma Gentile), considerata come base dell'intero sistema scolastico italiano, e che quindi richiedeva una classe di maestri più preparati dei precedenti.

Ecco il quadro orario dell'Istituto Magistrale inferiore e superiore per le insegnanti di scuola elementare dal 1923 al 1940.

Quadro orario

Istituto magistrale inferiore (1923 - 1940) I II III IV
Italiano 8 4 4 4
Latino - 6 6 6
Lingua straniera - 4 4 4
Storia e geografia 4 2 2 2
Matematica 3 2 2 2
Musica e canto corale 2 2 2 2
Studio di uno strumento musicale 2 2 2 2
Disegno 3 2 2 2
Totale delle ore settimanali 22 24 24 24
Istituto magistrale superiore (1923 - 1940) I II III
Lettere italiane 4 5 4
Lettere latine 5 4 4
Filosofia e pedagogia 4 5 6
Storia 3 4 4
Matematica e fisica 3 4 4
Scienze naturali 3 2 3
Musica e canto corale 2 1 1
Studio di uno strumento musicale 2 2 2
Disegno 2 1 1
Totale delle ore settimanali 28 28 29

Nel 1923, accanto all'Istituto Magistrale Superiore triennale (pari a scuole superiori) per gli insegnanti di scuola elementare, nacquero le Scuole di Metodo triennali (pari a scuole superiori), per le maestre di scuola materna (per bambini dai 4 ai 6 anni), cui si accedeva dopo la scuola tecnica triennale o quarta ginnasiale (pari a scuole medie). Nel 1929 le materie cambiarono.

Le Scuole di Metodo furono soppresse nel 1933 e al loro posto furono istituite le Scuole Magistrali per maestre di scuola materna (bambini dai 4 ai 6 anni), anch'esse triennali (pari a scuola superiore), a cui si accedeva dopo l'Istituto magistrale inferiore quadriennale (pari a scuola media). A partire dalla promulgazione del R.D. dell'11 agosto 1933 n° 1286 le materie furono: lingua e letteratura italiana, pedagogia, storia e geografia, matematica, computistica e scienze naturali, igiene e puericultura, religione, musica e canto corale, economia domestica e lavori donneschi, plastica e disegno, tirocinio e conferenze sul tirocinio.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1923 Riapertura degli Istituti Superiori di Magistero (Università), nascono i diplomi universitari triennali di vigilatrice d'infanzia (per chi dirige e vigila sull'operato dei maestri nelle scuole elementari) al posto dei soppressi corsi di perfezionamento di metodo e cultura;
  • 1923 Nascono gli Istituti Superiori di Magistero per Uomini, che formano personale direttivo e ispettivo delle scuole elementari e docenti di filosofia e pedagogia negli istituti magistrali e docenti in materie letterarie nelle scuole medie maschili e femminili;
  • 1923 (art. 1 del R.D. del 31 dicembre 1923, n° 3106) Gli asili infantili sono chiamati scuole materne di 2 anni (bambini dai 4 ai 6 anni) non obbligatorie (di solito le maestre erano suore e come insegnamento avevano solo la religione). Le maestre di scuola materna si formavano con 3 anni di scuole di metodo (pari a scuole superiori);
  • 1924 Nascono gli Istituti Magistrali (fino al 1939, pari a scuole superiori), prolungati fino al 1945 per via della guerra, e vengono represse le scuole normali (scuole superiori);
  • 1925 (R.D. del 1º settembre 1925, n. 2009: Regolamento per i Convitti Nazionali - De Vecchi) Regolamento specifico per i convitti, il cui impianto è tuttora in vigore nelle scuole alberghiere e agrarie;
  • 1929 (Concordato dell'11 febbraio 1929, art. 36) La religione cattolica viene insegnata nelle Scuole medie e Scuole secondarie superiori. Istituzione degli educandati statali con R.D. del 23 dicembre 1929, n. 2392, e di cui alle tabelle annesse al regio decreto del 1º ottobre 1931, n. 1312, e successive modificazioni;
  • 1933 (R.D. 11 agosto 1933 n° 1286) Furono soppresse le Scuole di Metodo e nacquero le Scuole Magistrali (o di grado preparatorio) triennali (scuole superiori) per insegnanti di scuole materne, per gli studenti che avessero già frequentato la Scuola Magistrale inferiore (pari ad una scuola media). Le materie erano: lingua e letteratura italiana, pedagogia, storia e geografia, matematica, computistica e scienze naturali, igiene e puericultura, religione, musica e canto corale, economia domestica e lavori donneschi, plastica e disegno, tirocinio e conferenze sul tirocinio;
  • 1933 Gli Istituti Superiori di Magistero (pari all'Università) diventano promiscui;
  • 1936 Gli istituti Superiori di Magistero (pari all'Università) diventano Facoltà di Magistero (Università);
  • 1940-1943 A causa della Seconda guerra mondiale alcune scuole seguirono la vecchia riforma Gentile (1923), altre la nuova riforma Bottai (1940).

La Carta della Scuola (Riforma Bottai 1940-1943)[modifica | modifica wikitesto]

La carta della scuola fu varata nel 1940 ma, per via della Seconda guerra mondiale (1939-1945), le scuole continuarono fino al 1943 con la riforma gentiliana, sebbene alcune seguirono la Riforma Bottai.

Contesto Storico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1938 fu creata la legge razziale che divideva la scuola statale in due scuole: una per gli ariani e una per gli ebrei.

Nel 1939 nacquero le Facoltà di Lettere e Filosofia, di Magistero con corsi di Diploma Universitario di Vigilatrice d'Infanzia per direttori di scuola materna ed elementare;

Nel 1940, Bottai emanò la "Carta della Scuola", con cui si istituì la scuola media unificata triennale (Legge 889/1940), così l'istituto magistrale inferiore perse il primo quadriennio e fu trasformato in una scuola media unificata triennale e il triennio magistrale superiore per insegnanti di scuola elementare venne trasformato in un corso unico quinquennale. Vigeva ancora la divisione tra Istituto Magistrale Maschile e Istituto Magistrale Femminile, entrambi quinquennali. Le lezioni erano perlopiù pratiche e furono previste e attuate anche escursioni e visite guidate in campagna. L'ultimo anno di corso era più che altro di tirocinio. Essa dava accesso alla facoltà di magistero e alla facoltà di economia e commercio.

Anche la scuola magistrale triennale ora era trasformata in Istituto femminile triennale per insegnanti di scuola materna e veniva fatta dopo la scuola media triennale. Le materie erano lingua e letteratura italiana, pedagogia, storia e geografia, matematica, computistica e scienze naturali, igiene e puericultura, religione, musica e canto corale, economia domestica e lavori donneschi, plastica e disegno, tirocinio e conferenze sul tirocinio, con libero accesso solo alla facoltà di magistero.

Per quanto riguarda il quadro orario dell'Istituto Magistrale quinquennale dal 1940 al 1943, le materie distribuite nei cinque anni erano religione, lingua e letteratura italiana, lingua e letteratura latina, filosofia e pedagogia, psicologia, storia e geografia, matematica, fisica, scienze naturali, igiene, musica e canto corale, educazione fisica (solo per maschi), lavoro, agraria, esercitazioni didattiche, tirocinio al quinto anno.

Non tutte le scuole aderirono alla Riforma Bottai: alcune, infatti, a causa dell'entrata in guerra dell'Italia, continuarono a seguire la riforma Gentile (1923-1943).


Il periodo Repubblicano (1943-1951)[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Alberto Biggini nel 1943 modificò l'ordinamento della Scuola media, che venne soppressa e sostituita da tre classi di ginnasio, dopo le quali si poteva accedere al liceo classico, scientifico, artistico e magistrale quinquennale. L'ordinanza ministeriale del 18 giugno 1944 modificò l'ordinamento degli studi medi, richiamandosi alla legge Gentile.

Nel 1945 furono create dal ministro Arangio Ruiz classi di raccordo tra la scuola ginnasiale (scuola media e istituto Magistrale), ovvero la I classe di scuola superiore negli Istituti Magistrali retrocessi alla 4ª classe: le materie tra il 1945 e il 1952 furono le seguenti (Decreto Legislativo Luogotenenziale del 7 settembre 1945, n. 816, Tab B, pag. 93):

  • Religione (1 ora il primo e quarto anno e 2 ore il secondo e terzo anno);
  • Lingua e letteratura italiana (4 ore il primo, il secondo e il terzo anno e 5 ore il quarto anno);
  • Lingua e letteratura latina (1 ora il primo anno, 2 ore il secondo e terzo anno e 1 ora il quarto anno);
  • Lingua e letteratura straniera (4 ore tutti e quattro gli anni);
  • Filosofia e Pedagogia (4 ore il secondo, terzo e quarto anno);
  • Storia (3 ore tutti e quattro gli anni);
  • Geografia (1 ora il primo anno);
  • Scienze naturali, chimica e geografia (2 ore il secondo, il terzo e il quarto anno);
  • Matematica e fisica (4 ore il primo, il terzo e il quarto anno, 3 ore il secondo anno);
  • Disegno (1 ora tutti e quattro gli anni);
  • Musica e canto corale (1 ora tutti e quattro gli anni);
  • Educazione fisica (2 ore tutti e quattro gli anni).
Istituto Magistrale (1943-1951) I II III IV
Lingua e letteratura italiana 4 4 4 5
Lingua e letteratura latina 1 2 2 1
Lingua e letteratura straniera 4 4 4 4
Storia 3 3 3 3
Geografia 1
Filosofia e pedagogia 4 4 4
Scienze naturali, chimica e geografia 2 2 2
Matematica e fisica 4 3 4 4
Disegno 1 1 1 1
Musica e canto corale 1 1 1 1
Educazione fisica 2 2 2 2
Religione 1 2 2 1
Totale delle ore settimanali 22 28 29 28

In tal periodo (1943-1951) anche la scuola femminile torna ad essere scuola magistrale triennale con le stesse materie della riforma Gentile.

Il fascismo tese a formare poco soprattutto le donne, sebbene non ne impedisse l'accesso all'università ma, per i costumi e la mentalità dell'epoca, pochissime donne la frequentarono. Nel 1951 il ministro Gonnella espressamente ammise per legge le donne all'università.

Governo De Gasperi VII (Riforma Segni 1952-1998)[modifica | modifica wikitesto]

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Con la caduta del fascismo la scuola non opera più discriminazioni razziste (ariani ed ebrei); anche la suddivisione delle scuole in maschili e femminili è superata.

Il D. M. 1º dicembre 1952, tabella D, art. 1 (e art. 2, tab H) sancisce: Il Ministro dell'Istruzione Segni, con il Ministro del Tesoro Pella, sanciscono gli orari e gli obblighi d'insegnamento negli istituti magistrali e nelle scuole magistrali con effetto dal 1952-53. Registrato alla Corte dei Conti, addì 5 gennaio 1953, Registro n° 1 foglio n° 85.

Nel 1952 l'Istituto Magistrale per insegnanti di scuola elementare prevede 4 anni, e le scuole magistrali 3 anni per le insegnanti di scuola materna.

Dal 1952/53, dopo la scuola media triennale, con i 4 anni di frequenza dell'Istituto Magistrale (scuola superiore) per insegnanti di scuola elementare, facoltativo, si aveva l'accesso diretto all'Istituto Orientale oppure alla facoltà di Magistero (diploma universitario triennale in vigilatrice d'infanzia, per dirigere e vigilare le scuole materne ed elementari, oggi equiparato all'infermiere pediatrico laureato L SNT/01, e il Diploma di Laurea quadriennale D.L. L 073 in Pedagogia, per dirigere gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, per fare gli ispettori di scuole materne ed elementari e per dirigere le istituzioni educative, inoltre laurea in Lettere – Lingue e Letterature Straniere e all'Istituto Superiore di Educazione Fisica).

Le materie della scuola magistrale erano lingua e letteratura italiana, pedagogia, storia e geografia, matematica, scienze naturali, igiene e puericultura, religione, musica, economia domestica, disegno e tirocinio;

L'orario definitivo entrò in vigore nel 1952-1953, con il seguente quadro orario:

(Approvazione Decreto Ministeriale del 1º dicembre 1952, Gazzetta Ufficiale dell'11 febbraio 1953)

Istituto magistrale (1952 - 1998) I II III IV
Italiano 4 4 4 4
Latino 5 3 4 3
Lingua straniera 4 4 - -
Storia, educazione civica e geografia 4 4 4 3
Matematica e fisica 4 3 4 4
Canto corale 1 1 1 1
Filosofia e pedagogia - 3 3 4
Psicologia - 1 1 -
Scienze naturali, chimica e geografia 3 3 3 3
Disegno 2 2 2 2
Esercitazioni didattiche - - 2 4
Educazione fisica 2 2 3 3
Religione o attività alternativa 1 2 2 1
Totale delle ore settimanali 30 32 33 32

Nel 1968 ebbe luogo la Contestazione giovanile.

Nel 1969 (art. 1 legge 11/12/1969 n° 910 Provvedimenti urgenti per l'Università (GU n. 314 del 13-12-1969) e D.M. 13/12/1969), con la liberalizzazione dell'accesso all'università, fu statuita (Bollettino Ufficiale della P. I. n. 2 dell'8 gennaio 1970, pp. 21-24 e 45-5, Ministro della Pubblica Istruzione Mario Ferrari Aggradi, Gov. Rumor II) la quinquennalizzazione degli istituti magistrali quindi un 5º anno di corso, chiamato anno integrativo. Le materie erano: italiano, filosofia, storia, diritto, matematica, scienze biologiche, psicologia, pedagogia, geografia, disegno, per gli studenti dell'Istituto Magistrale che intendevano iscriversi ad altre facoltà eccetto la Facoltà di Lettere e Filosofia. Fu inoltre confermata la possibilità di accedere al Magistero o all'Istituto Orientale dopo il quarto anno di corso.

Questa opportunità fu data anche alle insegnanti di scuola materna che hanno frequentato la Scuola Magistrale triennale e che, volendo continuare, potevano frequentare il quarto anno di Istituto magistrale e poi eventualmente iscriversi al Magistero, o all'Istituto Orientale oppure, dopo aver fatto il quarto anno di Istituto magistrale, fare l'anno integrativo (quinto anno) e poi accedere ad altra facoltà.

Le materie della Scuola Magistrale triennale (1952/1953) erano lingua e letteratura italiana, pedagogia, storia e geografia, matematica, scienze naturali, igiene e puericultura, religione, musica, economia domestica, disegno e tirocinio.

La Legge 11 aprile 1953, n. 312, G.U. 8 maggio 1953, n. 105, sancì la libera inclusione di nuovi insegnamenti complementari negli statuti delle Università e degli Istituti d'istruzione superiore.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1962 La legge del 31 dicembre 1962 n.1859 istituisce la Scuola Media unica;
  • 1968 - 1969 (Legge n. 444 del 18 marzo 1968) La Scuola Materna viene chiamata Scuola Materna Statale e con il DPR del 10 settembre 1969 n. 647 sono emanati i nuovi orientamenti per la Scuola Materna Statale;
  • 1968 Ad iniziativa di scuole private elementari si accettano bambini di 5 anni e mezzo in quella che è stata definita "primina":
  • 1971 La Legge nazionale 6 dicembre 1971 n. 1044 istituisce gli Asili Nido, o nido d'infanzia, comunali da 20 a 60 bambini, e micronido di 6 a 20 bambini;
  • 1974 I Decreti delegati (art. 7 del D.L. 417/74) sanciscono la formazione universitaria di tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado, anche per insegnanti di scuola materna ed elementare;
  • 1985 Cambiano i programmi della scuola materna.

Sperimentazioni liceali degli anni 90 (1989-1999)[modifica | modifica wikitesto]

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

I corsi sperimentali più diffusi nacquero nel 1989 (sperimentazioni liceali autonome quinquennali), e nel 1990 si delineò il progetto di laurea per l'insegnamento nei Nidi d'infanzia, nella Scuola dell'Infanzia e nella Scuola Primaria. Nel 1991 vennero soppressi i licei autonomi e attivati i licei (progetto Brocca) di 5 anni della circolare ministeriale, tra cui il Liceo socio-psico-pedagogico (1992-2010) e il Liceo delle scienze sociali (1998-2010). Questi permettevano l'insegnamento (fino al 2002), dopodiché solo l'accesso a qualunque facoltà universitaria e a qualunque corso di Laurea, insieme alle scuole magistrali triennali per insegnare alle scuole materne (fino al 1998) e agli Istituti magistrali quadriennali per insegnare alle scuole elementari (fino al 1998). Dal 1996, è necessario il Corso di Laurea quadriennale in Scienze della formazione primaria per insegnare nelle Scuole dell'Infanzia e nelle Scuole Primarie.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1989 Nuovi orientamenti nella Scuola Materna;
  • 1990 (L. 148 del 1990) Ristrutturazione della Scuola Elementare e nuovi orientamenti nella Scuola Materna;
  • 1991 - 1998 Le Scuole Magistrali triennali e gli Istituti Magistrali quadriennali vengono affiancati dai Licei Sperimentali quinquennali;
  • 1992 - 1994 Seconda Repubblica;
  • 1995 Terza Repubblica;
  • 1995 Trasformazione da Facoltà di Magistero in Facoltà di Scienze della Formazione;
  • 1996 Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea quadriennale in Scienze della Formazione Primaria per insegnare sia nelle Scuole Materne sia nelle Scuole Elementari (accesso dopo qualunque liceo quinquennale);
  • 1997 - 1998 Soppressione della Scuola Magistrale triennale per insegnare nella Scuola Materna;
  • 1997 - 1998 Soppressione degli Istituti Magistrali quadriennali per insegnare nella Scuola Elementare;
  • 1998 - 1999 Da questi anni continuarono solo i Licei sperimentali e le sperimentazioni Brocca, sebbene l'abilitazione all'insegnamento per i diplomati proseguì fino al 2002.

Sperimentazione pedagogico-sociale[modifica | modifica wikitesto]

Sperimentazione pedagogico-sociale
(1991 - 2010)
Biennio Triennio
I II III IV V
Lingua e letteratura italiana 5 5 4 4 4
Lingua e letteratura latina 4 3 3 3 2
Lingua e letteratura straniera 3 3 3 3 3
Storia e Geografia 3 3 - - -
Storia - - 3 2 3
Filosofia - - 3 2 3
Pedagogia - - 3 2 3
Scienze dell'educazione 3 3 - - -
Psicologia - - 2 2 3
Metodologia ed esercitazioni didattiche - - - 2 2
Diritto ed economia 2 2 - - -
Matematica ed Informatica 4 4 - - -
Matematica - - 3 3 3
Fisica 2 2 2 2 2
Biologia, chimica e scienze della terra 3 3 2 2 2
Educazione musicale 2 2 2 2 -
Disegno e linguaggio artistico visivo 2 2 - - -
Disegno e storia dell'arte - - 2 2 2
Educazione fisica 2 2 2 2 2
Religione cattolica o attività alternative 1 1 1 1 1
Totale delle ore settimanali 35 35 35 35 35

Sperimentazione Brocca socio-psico-pedagogica[modifica | modifica wikitesto]

Sperimentazione Brocca socio-psico-pedagogica
(1992 - 2010)
Biennio Triennio
I II III IV V
Lingua e letteratura italiana 5 5 4 4 4
Lingua e letteratura latina 4 4 3 3 2
Lingua e letteratura straniera 3 3 3 3 3
Storia 2 2 2 2 3
Geografia 2 2 - - -
Filosofia - - 3 3 3
Pedagogia - - 3 3 3
Metodologia della ricerca socio-psico-pedagogica - - - - 2
Elementi di psicologia, sociologia e statistica 4 4 - - -
Psicologia - - 2 2 -
Sociologia - - 2 2 -
Diritto ed economia 2 2 - - -
Diritto e Legislazione sociale - - - - 3
Matematica ed Informatica 4 4 3 3 3
Fisica - - - 4 -
Scienze della Terra 3 - - - -
Biologia - 3 - - 3
Chimica - - 4 - -
Storia dell'arte o Musica 2 2 2 2 2
Educazione fisica 2 2 2 2 2
Religione cattolica o attività alternative 1 1 1 1 1
Totale delle ore settimanali 34 34 34 34 34

Sperimentazione scienze della formazione[modifica | modifica wikitesto]

Sperimentazione scienze della formazione
(1999 - 2010)
Biennio Triennio
I II III IV V
Lingua e letteratura italiana 6 6 6 6 6
Lingua e letteratura latina 3 3 2 2 2
Lingua e letteratura straniera 3 3 3 3 3
Storia 3 (1) 3 (1) 3 3 3
Filosofia - - 3 3 3
Scienze della formazione 4 4 5 (1) 5 (1) 5 (1)
Diritto ed economia 2 (1) 2 (1) - - -
Matematica 3 3 3 3 3
Fisica - - 2 (1) 2 (1) 2 (1)
Scienze della Terra 2 2 2 (1) 2 (1) 2 (1)
Linguaggi non verbali e multimediali 2 (1) 2 (1) - - -
Laboratorio di chimica-fisica 1 1 - - -
Laboratori 2 2 2 2 2
Educazione fisica 2 2 2 2 2
Religione cattolica o attività alternative 1 1 1 1 1
Totale delle ore settimanali 32 32 32 32 32

Sperimentazione scienze sociali[modifica | modifica wikitesto]

Sperimentazione scienze sociali
(1998 - 2010)
Biennio Triennio
I II III IV V
Lingua e letteratura italiana 4 4 4 4 4
lingua e letteratura inglese 2 2 3 3 3
Lingua e letteratura straniera 2 3 3 2 2 2
Storia 3 3 3 3 3
Filosofia - - 3 3 3
Scienze sociali 5 5 6 6 6
Diritto ed Economia 2 2 2 2 2
Matematica 4 4 3 3 3
Scienze della Terra 2 2 1 1 1
Linguaggi non verbali e multimediali 2 2 - - -
Educazione fisica 2 2 2 2 2
Religione cattolica o attività alternative 1 1 1 1 1
Totale delle ore settimanali 30 30 30 30 30

Dalla Riforma Berlinguer 1999 alla Riforma Moratti 2004-2009[modifica | modifica wikitesto]

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Eliminate la Scuola Magistrale e l'Istituto Magistrale (1998), proseguirono solo i Licei sperimentali di cinque anni e il progetto Brocca.

Le sperimentazioni più comuni dei Licei della riforma Berlinguer erano la sperimentazione liceo pedagogico-sociale (1991-2010) (prevista dalla c.m. 27/1991), la sperimentazione liceo socio-psico-pedagogica (prevista dal progetto Brocca, 1992-2010), la sperimentazione liceo delle scienze della formazione (1999-2010), e infine la sperimentazione liceo delle scienze sociali (1998-2010). Tutte tendevano a trasformare l'ex Istituto Magistrale e l'ex Scuola Magistrale in veri e propri licei di durata quinquennale, caratterizzati però dallo studio delle scienze umane (psicologia, sociologia, etc). La pedagogia veniva valorizzata e scorporata dalla filosofia. Il titolo rilasciato equivaleva a quello dell'Istituto Magistrale, ma si otteneva solo al quinto anno.

Proseguimenti in Corsi di Laurea e Lauree magistrali:

Riforma Berlinguer D.L. 509/99

  • Lauree triennali, tra cui la laurea in educatore nido L 18;
  • Lauree specialistiche 3+2= 5 anni;
  • Lauree specialistiche a ciclo unico (1999) 5 anni, tra cui le lauree in Scienze della formazione primaria (indirizzo infanzia e indirizzo primaria) LS 85/S BIS;

Riforma Moratti L. 270/04

  • Lauree triennali, tra cui la Laurea in educatore nido L 19;
  • Lauree magistrali (2004) 3+2= 5 anni;
  • Lauree magistrali a ciclo unico 5 anni, tra cui le lauree in Scienze della formazione primaria (indirizzo infanzia e indirizzo primaria) LM 85 BIS.

Dal 2004 il termine Scuola Materna viene sostituito da Scuola dell'Infanzia, e il termine Scuola Elementare è sostituito da Scuola Primaria, mentre dal 2009 il termine Asilo Nido viene sostituito da Nido d'Infanzia.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1999 Nella Facoltà di Scienze della Formazione, soppressione diplomi universitari 3 anni in vigilatrice d'Infanzia (per chi dirige e vigila su ciò che fanno i maestri nelle scuole elementari e materne) che furono equiparati ed equipollenti all'infermiere pediatrico L SNT/01;
  • 1999 Nella Facoltà di Scienze della Formazione, Laurea 3 anni in scienze dell'Educazione e della Formazione (indirizzo Educatore Nido L 18) per insegnanti di asilo nido. Si accede dopo qualunque Liceo. I 7 titoli di Diploma Universitario (D.U.) triennali, istituiti con la legge 19 novembre 1990 n. 341 del Ministro A. Ruperti, e soppressi con la riforma Berlinguer del 1999, in: Consulente Grafologico, Educatore di Comunità, Educatore e divulgatore Ambientale, Educatore nelle comunità infantili, Educatore Professionale, Operatore per la didattica a distanza, Tecnico di Laboratorio per la Formazione, con la Legge 509/99, sono stati equiparati ed equipollenti alle Laurea (L), L18 di I livello 3 anni in Scienze dell'Educazione, indirizzi: educatore sociale, educatore nido, formatore continuo;
  • 1999 Nella Facoltà di Scienze della Formazione, Laurea Specialistica 5 anni a ciclo Unico in Scienze della Formazione Primaria LS 85/S BIS, indirizzo infanzia per gli insegnanti della Scuola dell'Infanzia e indirizzo primaria per gli insegnanti della Scuola Primaria. Si accede dopo qualunque Liceo quinquennale, equiparazione con la Laurea in Scienze della Formazione primaria quadriennale (insegnamento sia nelle Scuole dell'Infanzia che nelle Scuole Primarie);
  • 2000 La Legge 328/2000 ridefinisce i requisiti delle educatrici negli asili nido, che devono avere la laurea in Scienze dell'Educazione indirizzo educatore nido triennale I18;
  • 2002 Oltre quest'anno i diplomati liceali non possono più insegnare ma devono avere la laurea;
  • 2004 La riforma Moratti varata con la legge delega del 28 marzo 2003, n. 53, applicata per una prima parte con il decreto legislativo del 23 gennaio 2004, rinnova anche il lessico e le terminologie: così vanno fuori dal vocabolario scolastico termini come "scuola materna", "elementari", "medie" e "superiori", che sono stati rispettivamente sostituiti da "Scuola dell'Infanzia", "Scuola Primaria", "Scuola Secondaria di Primo Grado" e "Scuola Secondaria di Secondo Grado";
  • 2004 Per insegnare nei Nidi d'Infanzia è necessaria la Laurea triennale in educatore nido I 19 e per insegnare nella Scuola dell'Infanzia è necessaria la Laurea quadriennale/specialistica/magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria indirizzo infanzia LM 85 BIS, e per insegnare nella Scuola Primaria è necessaria la Laurea

quadriennale/specialistica/magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria indirizzo primaria LM 85 BIS;

  • 2004 Per la scuola primaria esiste la possibilità di iscrizione anticipata (5 anni e mezzo) per coloro che compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento. Lo ha previsto il decreto legislativo n. 59/2004 (ex primina) dopo aver chiesto il parere all'insegnante di Scuola dell'Infanzia. L'insegnante di questi bambini è l'insegnante di Scuola Primaria, e tale legge è ancora valida;
  • 2004 In Facoltà di Scienze della Formazione Laurea 3 anni in Scienze dell'educazione e della formazione (indirizzo Educatore Nido L 19) per insegnanti di asilo nido. Si accede dopo qualunque Liceo quinquennaòe. Equiparazione ed Equipollenza sia dei 7 titoli di Diploma Universitario (D.U.) triennali, istituiti con la legge 19 novembre 1990 n. 341 del Ministro A. Ruperti, e soppressi con la riforma Berlinguer del 1999, in: Consulente Grafologico, Educatore di Comunità, Educatore e divulgatore Ambientale, Educatore nelle comunità infantili, Educatore Professionale, Operatore per la didattica a distanza, tecnico di Laboratorio per la Formazione, che le lauree (L) L 18 della 509/99 di I livello, 3 anni in Scienze dell'educazione, indirizzo: educatore sociale, educatore nido, formatore continuo, furono equiparate ed equipollenti alle Lauree (L), L19 n. 270/04 di I livello, 3 anni, in Scienze dell'educazione, indirizzo: educatore sociale, educatore nido, formatore continuo. A questi Laureati triennali e ai D.U. qui sopra spetta il titolo di Dottore Educatore Nido, Dottore Educatore Professionale, Dottore Formatore Continuo. Ai sensi dell'art. 13 comma 7 del D.M. 270/04 riforma Moratti, come stabilito anche dalla legge n. 240 del 2010 Riforma Gelmini.
  • 2004 In Facoltà di Scienze della Formazione, Laurea Magistrale 5 anni a ciclo unico in Scienze della formazione primaria LM 85 BIS indirizzo infanzia per gli insegnanti della Scuola dell'Infanzia (bambini dai 3 ai 5 anni) e indirizzo primaria per gli insegnanti della Scuola Primaria (bambini dai 6 ai 10 anni). Si accede dopo qualunque Liceo quinquennale. Equiparazione con Laurea Specialistica 5 anni a ciclo unico in Scienze della formazione primaria LS 85/S BIS, indirizzo infanzia per gli insegnanti della Scuola dell'Infanzia e indirizzo primaria per gli insegnanti della Scuola Primaria ed equiparazione con la Laurea in Scienze della Formazione primaria 4 anni (insegnamento sia nelle Scuole dell'Infanzia che nelle Scuole Primarie);
  • 2006 Legge finanziaria n° 296/06 apre le sezioni primavera (per bambini dai 2 ai 3 anni) a cui possono insegnare i laureati 3 anni in Scienze dell'educazione e formazione indirizzo educatori nido (per bambini dai 3 mesi ai 3 anni).
  • 2009 Possibilità di passare direttamente alla classe seconda (senza aver fatto la prima classe) tramite un esame d'idoneità (cm n. 4/2009). Dal 2009/2010 l'insegnante di riferimento è la docente di scuola primaria.
  • 2009 Decreto del Presidente della Repubblica del 20 marzo 2009 n° 89, art. 2 comma 2, possibilità di iscrizione alle Scuole dell'Infanzia degli anticipatari, ovvero bambini di 2 anni e mezzo entro il 30 aprile, dopo attenta valutazione pedagogica e didattica. I suoi insegnanti saranno gli insegnanti della Scuola dell'infanzia.
  • 2010 Soppressione di tutte le sperimentazioni dei licei quinquennali e del progetto Brocca, sostituzione con Liceo delle Scienze Umane a due indirizzi (tradizionale ed opzione economico-sociale).
  • 2010 Gli Asili Nido saranno chiamati Nidi d'Infanzia.

Riforma Gelmini dal 2010 in vigore[modifica | modifica wikitesto]

Il Liceo delle Scienze Umane Istituzionale è entrato in vigore dal 1º settembre 2010, andando a sostituire in pianta stabile tutte le sperimentazioni, gli indirizzi liceali e i progetti assistiti esistenti in Italia (i quali ammontavano a 700 corsi e oltre). Con la nuova riforma, sono presenti due distinti indirizzi di studio, ciascuno della durata di 5 anni, che trattano le scienze umane secondo due approcci differenti.

Il primo indirizzo, quello tradizionale (ex liceo socio-psico-pedagogico), prevede uno studio approfondito della materia Scienze Umane, un rafforzamento dell'inglese, oltre che della lingua e letteratura italiana. L'insegnamento della matematica viene diminuito, così come le scienze naturali, per meglio mettere a fuoco taluni aspetti della civiltà umanistica, sebbene anche il latino trovi meno spazio. Lo studio della filosofia è a parte e comincia nel secondo biennio. La materia "Diritto ed economia politica" viene studiata solo nel primo biennio.

Il secondo indirizzo, quello economico-sociale (ex liceo delle scienze sociali e formalmente chiamato "opzione" nel regolamento d'istituito) prevede lo studio delle Scienze Umane (3 ore settimanali durante l'intero quinquennio) declinate in antropologia, psicologia, sociologia e pedagogia. Anche in tale indirizzo lo studio della filosofia è a parte e inizia nel secondo biennio, mentre l'insegnamento "Diritto ed economia" consta di tre ore settimanali per l'intero quinquennio, come le Scienze umane. Il latino è assente e viene sostituito da una seconda lingua straniera a scelta tra francese e spagnolo (la prima lingua è l'inglese).[1]

Di seguito i due indirizzi con gli orari settimanali standard:[2]

Indirizzo tradizionale[modifica | modifica wikitesto]

Discipline 1º biennio 2º biennio V
I II III IV
Lingua e letteratura italiana 4 4 4 4 4
Lingua e cultura latina 3 3 2 2 2
Lingua e cultura straniera 3 3 3 3 3
Storia e geografia 3 3 - - -
Storia - - 2 2 2
Filosofia - - 3 3 3
Scienze umane 1 4 4 5 5 5
Diritto ed economia politica 2 2 - - -
Matematica 3 3 3 2 2 2
Fisica - - 2 2 2
Scienze naturali 4 2 2 2 2 2
Storia dell'arte - - 2 2 2
Scienze motorie e sportive 2 2 2 2 2
Religione cattolica o attività alternative 1 1 1 1 1
Totale delle ore settimanali 27 27 30 30 30

Opzione economico-sociale[modifica | modifica wikitesto]

Discipline 1º biennio 2º biennio V
I II III IV
Lingua e letteratura italiana 4 4 4 4 4
lingua e cultura straniera 1 3 3 3 3 3
lingua e cultura straniera 2 3 3 3 3 3
Storia e geografia 3 3 - - -
Storia - - 2 2 2
Filosofia - - 2 2 2
Scienze umane 2 3 3 3 3 3
Diritto ed economia 3 3 3 3 3
Matematica 3 3 3 3 3 3
Fisica - - 2 2 2
Scienze naturali 4 2 2 - - -
Storia dell'arte - - 2 2 2
Scienze motorie e sportive 2 2 2 2 2
Religione cattolica o attività alternative 1 1 1 1 1
Totale delle ore settimanali 27 27 30 30 30

È inoltre previsto l'insegnamento in lingua straniera, di una disciplina non linguistica (CLIL), compresa nell'area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell'area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche, nei limiti del contingente di organico ad esse annualmente assegnato.

Valore abilitante del diploma magistrale[modifica | modifica wikitesto]

I diplomi di scuola o istituto magistrale, ivi compresi quelli conseguiti a seguito della frequenza di corsi sperimentali, purché conseguiti entro l'a.s. 2001/2002 o a seguito di percorsi iniziati entro l'a.s. 1997/1998, devono ritenersi a tutti gli effetti pienamente abilitanti all'insegnamento nella scuola primaria e dell'Infanzia. Il decreto del Presidente della repubblica del 25 marzo 2014[3] ha dichiarato illegittimo il D.M. n. 62 del 2011, nella parte in cui non parifica ai docenti abilitati coloro che abbiano conseguito entro l'anno 2001-2002 la cosiddetta abilitazione magistrale, inserendoli nella III fascia della graduatoria di istituto e non nella II fascia. Il 16 aprile 2015 il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione VI) ha chiarito non esservi dubbio alcuno che i diplomati magistrali con il titolo conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, al momento della trasformazione delle graduatorie da permanenti ad esaurimento, fossero già in possesso del titolo abilitante. Il fatto che tale abilitazione sia stata riconosciuta soltanto nel 2014, a seguito della pronuncia del Consiglio di Stato, non può impedire che tale riconoscimento abbia effetti ai fini dell'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento riservate ai docenti abilitati in quanto tali. Molti diplomati magistrali sono stati inseriti nelle graduatorie ad esaurimento a pieno titolo o con riserva in seguito a sentenze del Consiglio di Stato o del Giudice del Lavoro, altri sono in attesa dell'esito dei ricorsi. Alcuni hanno partecipato al Piano di assunzione straordinario ottenendo il ruolo.

Il diploma di istituto magistrale se conseguito entro l'a.s. 2001/2002 è da ritenersi, inoltre, titolo assimilato alla laurea in Scienze della Formazione Primaria ai sensi dell'art. 12 della Direttiva 2005/36/CE e riconosciuto quale qualifica professionale completa all'insegnamento nelle scuole dell'infanzia e primaria negli Stati Membri dell'Unione Europea, come da decisione della Commissione Europea del 31 gennaio 2014 in relazione alla Petizione al Parlamento Europeo n. 567/2011 Parlamento Europeo - Commissione per le Petizioni - Comunicazioni ai Membri.

I diplomati in Scienze umane con indirizzo tradizionale e opzione, sono al V livello dell'EQF o QEQ, livelli dell'Unione Europea per tutti i diplomati di scuole secondarie superiori o di II grado,

Ai laureati del ciclo triennale in Scienze dell'educazione e formazione L18 e L 19 (educatore nido, insegnanti degli asili nido e sezioni primavera) spetta il titolo di Dottore Educatore Nido, ai sensi dell'art. 13, comma 7, del D.M. 270/04 (riforma Moratti); come peraltro stabilito anche dalla legge n. 240 del 2010 (Riforma Gelmini).

Ai laureati del ciclo quinquennale della facoltà di Magistrali a ciclo unico di Scienze della Formazione Primaria LS 85 e LM 85 BIS (insegnanti nella scuola d'infanzia e primaria) spetta il titolo di Dottore Magistrale Formatore d'Infanzia e Primaria, ai sensi dell'art. 13, comma 7 del D.M. 270/04 (riforma Moratti); come peraltro stabilito anche dalla legge n. 240 del 2010 (Riforma Gelmini).

Nel 2014 l'età massima pensionabile per uomini e donne è 66 anni e tre mesi, corrispondente - dall'a.s e a.a. 2015/16 - ai diplomati e laureati del 1949/50 che hanno iniziato la formazione nel 1946/47; facoltativamente per le donne è 61 anni, corrispondente alle diplomate e laureate del 1955/56 che hanno iniziato la formazione nel 1952/53.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comunicati stampa - MIUR - 12 giugno 2009, pubblica.istruzione.it. URL consultato il 21-10-09.
  2. ^ Indire, sito ufficiale (PDF), indire.it. URL consultato il 09-02-2010.
  3. ^ Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 07 ottobre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]