Legge Bottai
| Legge Bottai | |
|---|---|
| Titolo esteso | Istituzione della Scuola media. |
| Stato | Regno d'Italia |
| Tipo legge | Legge |
| Legislatura | XXX |
| Proponente | Giuseppe Bottai |
| Schieramento | PNF |
| Promulgazione | 1º luglio 1940 |
| A firma di | Vittorio Emanuele III |
| Testo | |
| in Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25 luglio 1940 | |
La legge 1º luglio 1940, n. 899 - nota come legge o riforma Bottai - era una legge del Regno d'Italia sul sistema scolastico nazionale, promulgata durante il ventennio fascista dal ministro dell'educazione nazionale Giuseppe Bottai e approvata dal Gran Consiglio del Fascismo.[1]
Sintesi
[modifica | modifica wikitesto]La riforma coinvolgeva l'intero sistema scolastico del Regno d'Italia e aveva come obiettivo quello di facilitare l'accesso alle scuole superiori anche da parte dei ceti meno abbienti, nel contesto di quello che venne definito "umanesimo fascista".[2]
In particolare, la riforma dava maggiore importanza alla scienza e alle attività manuali, ponendole sullo stesso piano delle discipline umanistiche, preponderanti nell'istruzione superiore dell'epoca; la riforma mirava a ampliare gradualmente la mobilità sociale verticale, senza incorrere nel rischio di fenomeni come l'inflazione dei titoli di studio e l'ipercredenzialismo[3].
Contenuti
[modifica | modifica wikitesto]La scuola materna ed elementare
[modifica | modifica wikitesto]La riforma stabiliva l'obbligo di frequentare la scuola materna e suddivideva la scuola elementare (detta "del primo ordine") in due cicli:
- la scuola elementare triennale, a sua volta divisa in urbana e rurale, con diversi orari e programmi didattici, che doveva servire a dare una prima concreta formazione del carattere[4] e
- la scuola del lavoro biennale, volta a suscitare gusto, interesse e coscienza del lavoro manuale attraverso esercitazioni pratiche.[4][5]
La scuola media e superiore
[modifica | modifica wikitesto]La scuola media[6] (detta "del secondo ordine") veniva divisa in tre corsi:
- la scuola artigiana triennale era concepita per il ceto rurale e per i piccoli insediamenti e si divideva in vari indirizzi (commerciale, industriale, nautica, agricola, artistica)
- la scuola professionale triennale, di maggiore rilievo rispetto alla prima, era rivolta a chi volesse proseguire gli studi in una scuola tecnica. In particolare i corsi biennali che ad essa potevano seguire erano: computista commerciale; capo d'opera tecnico industriale o nautico; pratico agrario.[7]
- La scuola media triennale preparava gli alunni al liceo e all'università (come sarà poi nelle riforme del 1963 - 1977).[8]
La scuola superiore (detta "del terzo ordine") veniva divisa in cinque corsi:
- Liceo classico (quinquennale)
- Liceo scientifico (quinquennale)
- Istituto professionale per agrari, per geometri, per periti industriali, per gente di mare (quadriennale)
- Istituto magistrale (quinquennale)
- Istituto tecnico commerciale e mercantile (quinquennale)[7]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Storiaestorie, Libro e moschetto, fascista perfetto. La scuola fascista, su Storiaestorie, 18 dicembre 2018. URL consultato il 27 maggio 2024.
- ↑ La scuola italiana da Gentile e Bottai (PDF), su reteparri.it, p. 5.
- ↑ Betti, Carmen, Editoriale: alla eterna ricerca della buona scuola, su Historia Magistra: rivista di storia critica, 18, 2, 2015, Milano: Franco Angeli.
- 1 2 Carta della Scuola, p. 13.«IX Dichiarazione. -- La scuola materna disciplina ed educa le prime manifestazioni dell'intelligenza e del carattere dal 4º al 6º anno. La scuola elementare dal 6º al 9º anno si distingue nei programmi, negli ordinamenti, nei metodi, in urbana e rurale, e dà una prima concreta formazione del carattere. La scuola del lavoro dal 9º all'11º anno suscita, con esercitazioni pratiche, organicamente inserite nei programmi di studi, il gusto, l'interesse e la coscienza del lavoro manuale.»
- ↑ Michele Dota, FIGLI DI UN ITALIANO MINORE. LA DIDATTICA DELL’ITALIANO NELLE SCUOLE ELEMENTARI RURALI (PDF), su riviste.unimi.it.
- ↑ LEGGE 1 luglio 1940, n. 899 - Normattiva, su www.normattiva.it. URL consultato il 27 maggio 2024.
- 1 2 Giuseppe Bottai, La Carta della Scuola, Prima Edizione, Milano, Mondadori, 1939, pp. 22-25.
- ↑ Storia della scuola in Italia, su Indipendente-mens. URL consultato il 28 maggio 2024.