Consulta provinciale degli studenti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

La Consulta provinciale degli studenti (CPS) è un organismo istituzionale di rappresentanza degli studenti della scuola secondaria di secondo grado italiana istituito nel 1973[1] dal Ministro Daniele Motto.

Le Consulte sono organi della scuola italiana, di pertinenza del rispettivo ufficio scolastico regionale del Ministero dell'Istruzione[2], dotate di personalità giuridica e totale autonomia operativa. È presente una consulta per ciascuna delle 107 province italiane, ciascuna formata da due rappresentanti delegati da ogni istituto di istruzione secondaria superiore della provincia.

L'apparato delle Consulte degli Studenti costituisce il massimo organo di rappresentanza studentesca in Italia per la scuola superiore.[3]

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il compito principale delle CPS è garantire il più ampio confronto fra gli istituti di istruzione secondaria di II grado. Tale compito è attuato tramite la realizzazione di progetti che coinvolgano il più ampio numero di studenti ed istituti, l'ottimizzazione e l'integrazione in rete di attività extracurricolari, la formulazione di proposte che superino la dimensione del singolo Istituto, la stipulazione di accordi con enti locali, associazioni e organizzazioni del mondo del lavoro.

La consulta svolge altresì un ruolo consultivo in merito alle politiche di formazione, istruzione e diritto allo studio, formulando proposte ed esprimendo pareri agli uffici MIUR competenti, agli enti locali e agli organi collegiali territoriali.

Altro compito delle CPS è l'assicurarsi un'efficace diffusione ed una corretta applicazione sul territorio dello Statuto delle studentesse e degli studenti, con particolare riferimento ad azioni di orientamento e di sportello consultivo. [1]

Mandato[modifica | modifica wikitesto]

La consulta è formata da due rappresentanti per ogni istituto scolastico della provincia. Il mandato dei rappresentanti ha durata biennale[4]. Gli eletti che per qualsiasi causa cessano dall'incarico o perdono i requisiti di eleggibilità, anche per aver conseguito il diploma, sono sostituiti dai primi dei non eletti nelle rispettive liste e, soltanto in caso di esaurimento delle liste, si procede ad elezioni suppletive[5].

L'incarico non ha incompatibilità con altri uffici della rappresentanza studentesca.

Organi costitutivi[modifica | modifica wikitesto]

Ogni consulta, essendo autonoma nella creazione e attuazione del proprio regolamento, istituisce differenti cariche e sotto-uffici interni. Le uniche strutture comuni ad ogni consulta sono quelle definite dal DPR 567/96 e successive integrazioni, quali l'assemblea plenaria, il Consiglio di Presidenza, le commissioni territoriali e di lavoro.

Assemblea plenaria[modifica | modifica wikitesto]

L'assemblea, formata da tutti i rappresentanti eletti dagli istituti presso una CPS, è l'organo che ha potere deliberativo sulle politiche da intraprendere negli ambiti di competenza.

Commissioni di lavoro e commissioni territoriali (distretti)[modifica | modifica wikitesto]

La consulta può, tramite il proprio regolamento, istituire commissioni che si occupino di una determinata sotto-area territoriale di competenza o che perseguano un determinato obiettivo stabilito dall'assemblea plenaria.

Consiglio di Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio di Presidenza, formato dal Presidente della consulta e dai coordinatori delle varie commissioni di lavoro, nonché dai coordinatori degli Ambiti Territoriali, si occupa dell'effettiva attuazione di quanto discusso in assemblea plenaria. Costituisce un comitato ristretto rispetto alla stessa assemblea.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Le consulte hanno realizzato numerose attività, come: convegni nazionali, provinciali e regionali, la "Giornata dell'arte e della creatività studentesca"[6], giornali studenteschi provinciali, corsi di formazione per gli studenti e i loro rappresentanti sulle politiche giovanili, la partecipazione all'elaborazione dei piani di dimensionamento delle scuole a livello provinciale, controllo sull'attuazione dello Statuto delle studentesse e degli studenti, proposte di progetti per le attività integrative e complementari[7]

Altri organi dell'apparato delle Consulte degli Studenti[modifica | modifica wikitesto]

Consigli nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i presidenti delle consulte di tutte le province si riuniscono periodicamente nel CNPC (consiglio nazionale dei presidenti delle consulte), dove hanno l'opportunità di scambiarsi informazioni, ideare progetti integrati, discutere dei problemi comuni delle CPS e di confrontarsi con il Ministro dell'Istruzione formulando pareri e proposte.

Coordinamenti regionali[modifica | modifica wikitesto]

È istituito, in ambito Regionale, il Coordinamento Regionale delle Consulte Provinciali Studentesche, ogni coordinamento ha libertà di adottare un regolamento che ne disciplini composizione e modalità organizzative.[8]

Gli studenti, rappresentanti delle loro province, durante il primo incontro annuale eleggono, a loro volta, un presidente che parteciperà direttamente a incontri nazionali di raccordo con l'amministrazione centrale e coordinerà i lavori del coordinamento.

I referenti regionali sono appositamente incaricati dai Direttori Generali degli UU.SS.RR. ed hanno funzioni di coordinamento delle CPS a livello regionale.

Compito prioritario dei referenti regionali è quello di promuovere e sostenere l'istituzione dei Coordinamenti Regionali delle Consulte Provinciali Studentesche, la cui costituzione viene disciplinata da specifici regolamenti emanati dal Coordinamento stesso.

Inoltre, il Coordinamento Regionale delle CPS ha il compito di pianificare interventi di in-formazione sui temi della partecipazione studentesca in ragione delle esigenze che emergono dai territori di specifica competenza, in coerenza con le linee nazionali, con le principali innovazioni normative e le politiche giovanili e scolastiche definite dagli UU.SS.RR. in accordo con gli Enti Locali.

Altra importante funzione del Coordinamento è di nominare i due studenti che andranno a far parte dell'Organo di Garanzia Regionale, che ha lo scopo di giudicare in merito alla legittimità delle sanzioni disciplinari irrogate agli studenti.

È compito, infine, dei Coordinamenti assicurare una costante attività di monitoraggio sull'andamento delle elezioni dei rappresentanti nelle singole scuole, avendo cura di assicurare, in ogni istituzione scolastica, la massima circolazione delle informazioni riguardanti le diverse forme di rappresentanza studentesca.

Ufficio di coordinamento nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Ufficio di Coordinamento Nazionale
Logo UCN.png
StatoItalia Italia
TipoOrgano istituzionale di rappresentanza del MIUR
SiglaUCN
Istituito2013
Segretario nazionaleWilliam Turcinovic (Isernia)
Portavoce nazionaleLorenzo Pedretti (Monza e Brianza)
SedePalazzo del Ministero della Pubblica Istruzione
IndirizzoViale Trastevere, 76/a - 00153 Roma
Sito webwww.spazioconsulte.it

I Presidenti dei Coordinamenti Regionali delle Consulte Provinciali Studentesche (e le province autonome di Bolzano e Trento) danno vita all'Ufficio di Coordinamento Nazionale (UCN), dotato di regolamento proprio e supportato direttamente dal Ministero della Pubblica Istruzione.

A seguito della modifica al regolamento del 2013, il Coordinamento Nazionale assume poteri esecutivi nei confronti del Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte, eleggendo un portavoce nazionale e un segretario nazionale.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Decreto del presidente della Repubblica 10 ottobre 1973, n. 567
  2. ^ Marina Bertiglia, dirigente generale del Ministero dell'Istruzione, Nota 94/p/c27, in Circolare, 16 gennaio 2002.
  3. ^ Stefano Suraniti, dirigente MIUR, Nota prot. n. 2473/U a32, in Circolare, 19 marzo 2014.
  4. ^ Decreto del presidente della Repubblica 29 novembre 2007, n. 268
  5. ^ Decreto-legge 16 aprile 1994, n. 297
  6. ^ Circolare n. 12 Prot. N. 7636/DM, su Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, 17 gennaio 2001. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  7. ^ Decreto del presidente della Repubblica 10 ottobre 1996, n. 567
  8. ^ Decreto del presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 105

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]