Torna a Surriento

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Torna a Surriento
ArtistaMario Massa
AA.VV.
Autore/iErnesto De Curtis
Giambattista De Curtis
GenereCanzone napoletana
Data1894
Spartito:Torna a Surriento

Torna a Surriento è una canzone napoletana, composta nel 1894 da Ernesto De Curtis su parole del fratello Giambattista.[1] La canzone fu ufficialmente pubblicata con diritti d'autore nel 1905 (prima registrazione in giugno da parte del tenore Mario Massa[2]) per l'Edizione Bideri.[1] Da allora è divenuta molto popolare, e fino ad oggi è stata eseguita da innumerevoli cantanti, tra cui Tito Schipa, Beniamino Gigli, Bono, Elvis Presley, Dean Martin, José Carreras, Plácido Domingo, Luciano Pavarotti, Meat Loaf, Mario Lanza, Nino Martini, Franco Corelli, Robertino Loretti, Giuseppe Di Stefano, Francesco Albanese, Giuni Russo, Anna German ,Andrea Bocelli e Roberto Murolo.

Ernesto e Giambattista De Curtis (info file)
Torna a Surriento — Versione strumentale

Claude Aveling scrisse il testo in inglese della canzone, intitolato Come Back to Sorrento, da cui Doc Pomus e Mort Shuman la riadattarono per la versione di Elvis Presley, intitolata Surrender che raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per due settimane, nel Regno Unito per 4 settimane e nelle Fiandre in Belgio, seconda in Italia e Norvegia, terza in Olanda e sesta in Germania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Per molto tempo si è ritenuto che la canzone fosse stata composta e pubblicata dai fratelli Eugenio e Giambattista De Curtis nel 1904.[1] Giovan Battista era poeta e musicista, ma era stato assunto da Guglielmo Tramontano, proprietario dell'albergo omonimo a Sorrento. Secondo lo storico sorrentino Nino Cuomo, qui Giovan Battista conobbe Carmela Maione, figlia di contadini affittuari del Tramontano. L'artista, che se ne innamorò, le dedicò la canzone "Carmela" (registrata alla SIAE nel 1890). "Torna a Surriento" sarebbe stata depositata due anni dopo, nel 1892, senza tuttavia essere mai eseguita ufficialmente.

Recenti ricerche hanno testimoniato come invece la composizione risalga al 1894, come attestato dalla partitura per pianoforte dell'Edizione Bideri.[1] Eugenio De Curtis avrebbe tratto ispirazione per il ritornello della canzone dal canto di un usignolo mentre si trovava ospite del fratello presso l'Hotel Tramontano nella città di Sorrento: l'usignolo riproduceva le prime cinque note del ritornello.[1]

La canzone fu preannunciata in pubblico per la prima volta nel 1902, eseguita probabilmente dalla coppia Giovanni Ambrosini e Maria Cappiello, quando il presidente del consiglio Giuseppe Zanardelli alloggiò all'hotel di Guglielmo Tramontano, allora sindaco di Sorrento. Fu annunciato che il brano era stato composto su richiesta di Tramontano, per ricordare a Zanardelli di mantenere la promessa di far realizzare una serie di opere pubbliche necessarie a Sorrento tra le quali la più importante era la rete fognaria all'epoca inesistente. Il brano in realtà fu soltanto riadattato per l'occasione.[3]

Successivamente la canzone fu replicata nel concerto di musiche e canzoni napoletane nel teatro Tasso e la canzone fu eseguita dal tenore Giovanni Ambrosini). "Torna a Surriento", nel testo e nella musica attuali, fu cantata, per la prima volta, nel 1904 a Napoli, in occasione della Piedigrotta Garibaldi.

È stata usata come campionatura nella canzone Sexy People di Arianna (voce delle più famose sigle e colonne sonore Disney) e Pitbull.


Testo della canzone[modifica | modifica wikitesto]

(NAP)

«Vide 'o mare quant’è bello,
spira tanto sentimento,
Comme tu a chi tiene mente,
Ca scetato 'o faje sunnà.

Guarda, gua’ chistu ciardino;
Siente, sie’ sti sciure arance:
Nu profumo accussì fino
Dinto 'o core se ne va…

E tu dice: "I’ parto, addio!"
T’alluntane da 'stu core…
Da la terra de l’ammore…
Tiene 'o core 'e nun turnà?

Ma nun me lassà,
Nun darme stu turmiento!
Torna a Surriento,
famme campà!

Vide 'o mare de Surriento,
che tesore tene 'nfunno:
chi ha girato tutto 'o munno
nun l'ha visto comm'a ccà.

Guarda attuorno sti ssirene,
ca te guardano 'ncantate,
e te vonno tantu bene...
Te vulessero vasà.

E tu dice: "I' parto, addio!"
T'alluntane da 'stu core
Da la terra de l'ammore
Tiene 'o core 'e nun turnà?

Ma nun me lassà,
Nun darme stu turmiento!
Torna a Surriento,
Famme campà!»

(IT)

«Vedi il mare quanto è bello,
Ispira molto sentimento,
Come te a chi osservi,
che da sveglio lo fai sognare.

Guarda, guarda questo giardino;
Senti, senti questi fiori d'arancio:
Un profumo così delicato
Dentro al cuore se ne va…

E tu dici: "Io parto, addio!"
Ti allontani da questo cuore…
Dalla terra dell'amore…
Hai il cuore di non tornare?

Ma non mi lasciare,
Non darmi questo tormento!
Torna a Sorrento,
Fammi vivere!

Vedi il mare di Sorrento,
Che tesori ha sul fondo:
Chi ha girato tutto il mondo
Non l'ha visto come qua.

Guarda intorno queste Sirene,
Che ti guardano incantate,
E ti vogliono tanto bene…
Ti vorrebbero baciare.

E tu dici: "Io parto, addio!"
Ti allontani da questo cuore…
Dalla terra dell'amore…
Hai il cuore di non tornare?

Ma non mi lasciare,
Non darmi questo tormento!
Torna a Sorrento,
Fammi vivere!»

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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