Domenico Cirillo

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Domenico Cirillo, medico ed entomologo napoletano

Domenico Maria Leone Cirillo (Grumo Nevano, 10 aprile 1739Napoli, 29 ottobre 1799) è stato un medico, entomologo e botanico italiano. Fu anche patriota e uno dei promotori della Repubblica Napoletana del 1799.

Statua di Domenico Cirillo a Grumo Nevano

Naturalista e medico[modifica | modifica wikitesto]

Sin da giovane, anche grazie al fatto che proveniva da una famiglia di naturalisti e di medici, si dedicò agli studi di scienze naturali e di medicina. A 16 anni si iscrisse all'Università di Napoli e, a soli 20 anni (precisamente il 2 dicembre 1759), si laureò in Medicina e Chirurgia. Nel corso del 1760 divenne professore di patologia medica e botanica all'Università di Napoli e all'Ospedale degli Incurabili. In questo ruolo, si distinse nel campo botanico e, seguendo le teorie di Linneo, classificò numerose specie vegetali dell'Italia meridionale. Dopo il 1780 sarebbe anche divenuto direttore del Museo di Storia Naturale, allora in allestimento.

Nel 1774 condurrà la cattedra di patologia e materia medica, divenendo medico personale della famiglia reale. Ciò gli avrebbe permesso di fare molti viaggi, ad esempio in Francia ed in Inghilterra, dove avrebbe conosciuto nuove dottrine e stretto nuove amicizie, tra cui Nollet, Buffon, d'Alembert, Diderot e Franklin.

Passato alla cattedra di medicina teorica nel 1777, poi a quella di medicina pratica, produsse un notevole numero di pubblicazioni di carattere medico, alcune delle quali concernenti la cura delle malattie veneree. Tra di esse vanno ricordate Ad botanicas institutiones introductio (1766), Fudamenta botanicae (1785) e Entomologiae neapolitanae specimen primum (1787). Per i suoi interessi di botanica, strinse amicizia col naturalista forlivese Cesare Majoli, che, per la sua grande celebrità, Maria Carolina d'Asburgo-Lorena aveva chiamato a Napoli da Roma.

In campo medico, dedicandosi sia alla didattica che alla ricerca, approfondì gli studi sulle malattie veneree e comprese l'importanza sociale della scienza medica esplicitando nel suoi Discorsi accademici, (1787) le sue critiche al degrado della classe medica e delle strutture ospedaliere.

Patriota della Repubblica napoletana[modifica | modifica wikitesto]

Targa commemorativa davanti al palazzo dove nacque Domenico Cirillo in Grumo Nevano

Dall'esperienza della Rivoluzione francese trasse gli ideali di libertà che lo portarono ad essere uno degli artefici della Repubblica Napoletana.

A Napoli fu iniziato alla Massoneria, ove risulta affiliato alla Loggia Les Zelés di obbedienza olandese nel 1770, e in seguito alla Loggia La Zelée et la Sécrète, passata dall'obbedienza olandese a quella inglese[1]. Fu probabilmente per il tramite dell'ambiente massonico che frequentò anche gli ambienti giacobini che a Napoli iniziavano a mettere in discussione la monarchia borbonica a partire dal 1790.

Durante la Repubblica Napoletana inizialmente si dedicò più che mai alla sua attività di medico: si racconta che se veniva chiamato da un ricco e da un povero preferiva visitare prima il povero e poi il ricco, dicendo che: "l'arte salutare deve esercitarsi a sollievo della misera umanità e non come strumento per procacciarsi ricchezze".

È solo dopo un po' che accettò l'invito del generale Jean Étienne Championnet a diventare membro della Commissione Legislativa che era stata istituita dal commissario civile francese André Joseph Abrial: a questo punto lasciò la sua attività professionale per dedicarsi alla politica.

Ricoprì quindi la carica che fu del giurista Mario Pagano (come presidente della Commissione stessa) ma, con la restaurazione borbonica che ebbe il culmine nel ritorno a Napoli di Ferdinando IV, la Repubblica fu spazzata via e Cirillo assieme a tanti altri patrioti venne imprigionato dapprima nella stiva del vascello da guerra "San Sebastian" e poi trasferito nella "fossa del coccodrillo" di Castel Nuovo.

Dato lo spessore del personaggio, gli fu concessa l'opportunità della grazia nel caso avesse rinnegato il suo ideale repubblicano per giurare fedeltà alla corona borbonica, ma sembra che Cirillo avesse rifiutato di tradire i suoi principi repubblicani.

«Chiese grazia Domenico Cirillo?»[modifica | modifica wikitesto]

Nel capitolo La domanda di grazia di Domenico Cirillo dell'opera dedicata alla rivoluzione napoletana del 1799, Benedetto Croce si chiese se realmente Cirillo avesse scritto una lettera indirizzata a Lady Hamilton, amante di Orazio Nelson, per ottenere da loro, ai quali Cirillo aveva più volte in passato prestato soccorso con la sua scienza, l'intercessione per la grazia [2]. Vincenzo Cuoco, testimone oculare [3], riferisce che benché sia Hamilton che Nelson fossero bene intenzionati, alla fine il medico napoletano rifiutò di accettare di aver salva la vita perché se egli avesse assolto alla condizione che gli si chiedeva, di chiedere cioè la grazia al re, questa «gli sarebbe costata una viltà» nel tradire i suoi ideali repubblicani.

La lettera del 3 luglio 1799 indirizzata a Lady Hamilton, a bordo con il marito sulla nave St. Sebastian comandata da Nelson nel golfo di Napoli, è stata ritrovata nella sua integrità ed è stata tradotta e pubblicata in anni recenti [4] Nonostante qualche incertezza, già Croce la riteneva autentica anche se scritta «in un momento di dolore e di smarrimento in uno dei giorni della sua non breve agonia» [5] e per questo redatta con tali toni di implorazione alla pietà, alla misericordia e al perdono che però facevano ritenere allo storico napoletano che fosse immeritata la fama attribuita a Cirillo di patriota ed eroe.

In realtà dopo quattro mesi di prigionia nella cella del Maschio Angioino, la mattina del 29 ottobre del 1799 Domenico Cirillo venne condotto al patibolo in Piazza Mercato, dove fu giustiziato assieme a Mario Pagano, Ignazio Ciaia, Vincenzio Russo e Nicola Pacifico.

Nelle settimane e nei mesi precedenti erano stati giustiziati altri patrioti della Repubblica Napoletana, tra i quali Eleonora Fonseca Pimentel.

Scuole e monumenti dedicati[modifica | modifica wikitesto]

Ad oggi Grumo Nevano, suo paese natale, gli ha dedicato una scuola media (oggi Istituto Comprensivo Matteotti-Cirillo), una statua nella piazza centrale del paese, che appunto da lui prende il nome, uno dei corsi principali del paese ed una biblioteca, la "Biblioteca Comunale Domenico Cirillo".

A Cirillo furono anche intitolati il convitto nazionale di Bari ed il Liceo Classico di Aversa, in provincia di Caserta.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giordano Gamberini, Mille volti di massoni, 1975
  2. ^ B. Croce, La rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1912
  3. ^ «Io era seco lui in carcere» (in Atto Vannucci, I martiri della libertà italiana dal 1794 al 1848, Volume 1, 1850 p.104)
  4. ^ Bruno D'Errico, Domenico Cirillo: scienziato e martire della Repubblica napoletana ..., Istituto di Studi Atellani, 2001
  5. ^ B. Croce, op,cit. p.265

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Cirillo è l'abbreviazione standard utilizzata per le piante descritte da Domenico Cirillo.
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