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Boris Abramovič Berezovskij

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Boris Abramovič Berezovskij

Segretario esecutivo della Comunità degli Stati Indipendenti
Durata mandato 29 aprile 1998 –
4 marzo 1999
Predecessore Ivan Korotčenja
Successore Ivan Korotčenja

Boris Abramovič Berezovskij in russo: Бори́с Абра́мович Березо́вский? (Mosca, 23 gennaio 1946Ascot, 23 marzo 2013) è stato un imprenditore, politico e matematico russo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Berezovskij è nato nel 1946, a Mosca, da Abram Markovič Berezovskij (1911-1979), un ingegnere civile di religione ebraica e da Anna Aleksandrovna Gelman (22 novembre 1923 - 3 settembre 2013). Berezovskij non era di religione ebraica. Ha studiato matematica applicata e nel 1983 riceve il dottorato. Dopo la laurea nell'università di ingegneria di Mosca nel 1968, Berezovskij ha lavorato come ingegnere, dal 1969 fino al 1987. Ha condotto ricerche sulla ottimizzazione e sulla teoria del controllo tra il 1975 e il 1989. È stato membro dell'Accademia Russa delle Scienze.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

In qualità di imprenditore, nel 1990, Berezovskij fa la propria ascesa, poiché il paese si trovava in balia di una rapida privatizzazione dei beni dello Stato. Ne ha approfittato per ottenere il controllo su diverse attività, tra cui il principale canale televisivo del Paese, Channel One. Nel 1997, la rivista Forbes ha stimato la ricchezza di Berezovskij in 3 miliardi di dollari. Egli è stato vice segretario del consiglio di sicurezza della Russia ed amico della figlia di Boris El'cin, primo presidente della Federazione russa.

Berezovskij è noto sia per essere stato uno dei primi miliardari del periodo post-sovietico e sia per essere stato accusato, dal giornalista Paul Klebnikov (assassinato a Mosca nel 2004), in un articolo sulla rivista Forbes e, successivamente, in nel libro Godfather of the Kremlin (Il padrino del Cremlino), di essere un boss della mafia russa. Le prime accuse, tuttavia, gli sono state attribuite nel 1999 durante il governo Primakov.

Berezovskij ha aiutato Unity, il partito politico di Boris El'cin, che ha sostenuto nelle elezioni della Duma di Stato del 2000 Vladimir Putin. A seguito delle elezioni presidenziali russe del marzo 2000, tuttavia, Berezovskij si contrappose al nuovo presidente russo Vladimir Putin, si dimise dalla Duma e rimase, per il resto della sua vita, un suo fervente oppositore.

Alla fine del 2000, dopo che il viceprocuratore generale russo gli chiese di presentarsi per un interrogatorio, egli si trasferì in Gran Bretagna, paese che gli concesse nel 2003 asilo politico[1].

Il governo di Mosca, successivamente, lo condannò per reati di frode e appropriazione indebita[2] e si impossessò del suo patrimonio televisivo e delle sue aziende presenti nel suolo russo. La Russia ha provato più volte ad ottenere l'estradizione di Berezovskij dalla Gran Bretagna, ma ciò si è rivelato vano: divenne uno dei motivi di tensione diplomatica tra i due paesi, in quanto Mosca lo considerava il principale finanziatore delle opposizioni politiche a Putin in esilio in Gran Bretagna.

Decesso[modifica | modifica wikitesto]

A Londra "era fuggito anche l'ex agente segreto Aleksandr Litvinenko che aveva clamorosamente denunciato come i suoi capi gli avessero ordinato di assassinare proprio quel Boris Berezovskij che ora lo proteggeva. (...) La vecchia volpe stava attentissimo, ma a un certo punto decise di fare causa al suo ex protetto Roman Abramovič, sostenendo che gli doveva un mucchio di quattrini. Anziché mantenere un «basso profilo», finì su tutte le prime pagine e, forse, questo lo rese nuovamente un bersaglio"[3].

Il processo per danni contro il suo ex-socio d'affari Abramovič, perso l'anno prima, "gli era costato 100 milioni di sterline. La sua nuova compagna, di 22 anni più giovane e madre dei due più piccoli dei suoi figli, sempre al suo fianco durante le udienze, lo ha lasciato all'indomani del verdetto, ottenendo dal tribunale il congelamento di altri 200 milioni per ricevere a sua volta un lauto assegno di mantenimento. Così Berezovskij, messe all'asta tutte le sue proprietà, è andato a stare nella magione di Ascot, cortesia dell'ex-consorte" Galina[4].

Qui, nei pressi di Londra, il 23 marzo 2013, è stato trovato morto all'età di 67 anni. Il suo medico legale ha dichiarato che sul corpo non erano presenti segni causati da una lotta e che, quindi, si presume che si sia suicidato: il coroner ha comunque emesso un open verdict[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Yasmeen Mohiuddin, Boris Berezovsky: Russia's First Billionaire and Political Maverick Still Has It in for Vladimir Putin, International Journal, Vol. 62, No. 3 (Summer, 2007), pp. 681-688.
  2. ^ Condanna per Berezovskij, 30 novembre 2007, Il Sole 24 Ore: "la giustizia russa ha condannato ieri il finanziere in contumacia a sei anni di carcere per appropriazione indebita di nove milioni di dollari della compagnia aerea di bandiera russa, Aeroflot. Berezovskij, divenuto un feroce rivale di Vladimir Putin, aveva promesso di finanziare un colpo di Stato per rovesciare il regime del Cremlino".
  3. ^ Fabrizio Dragosei, 2006 2016; Anna Politkovskaja. Un decennio di sangue; L'uccisione della giornalista è stata l'avvio di una catena di delitti all'ombra del Cremlino, 7 ottobre 2016, Corriere della Sera, che prosegue: "Fatto sta che un giorno di marzo del 2013 venne trovato morto nella sua casa nel Berkshire. Chiuso a chiave in bagno e impiccato. Il coroner britannico non è riuscito a stabilire la causa della morte".
  4. ^ ENRICO FRANCESCHINI e NICOLA LOMBARDOZZI, L'ultimo giallo degli oligarchi, La Repubblica, 26 marzo 2013.
  5. ^ Murder inquiry over Russian's London death, BBC news, 16 marzo 2018.

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Controllo di autoritàVIAF (EN84143753 · ISNI (EN0000 0001 1494 3622 · LCCN (ENn85048975 · GND (DE122701070 · BNF (FRcb13750532t (data)