Unione per il Mediterraneo

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Unione per il Mediterraneo
(FR) Union pour la Méditerranée
(EN) Union for the Mediterranean
(AR) الاتحاد من أجل المتوسط
Unione per il Mediterraneo bandiera.gif
Bandiera dell'Unione per il Mediterraneo
Abbreviazione UFM
Tipo organizzazione internazionale
Fondazione 14 luglio 2008
Fondatore UfM Secretariat[1]
Scopo cooperazione internazionale
Sede centrale Spagna Barcellona
Area di azione Mediterraneo
Segretario Generale Marocco Fathallah Sijilmassi
Lingue ufficiali francese, inglese, arabo
Sito web 

L'Unione per il Mediterraneo (UpM) (in inglese): Union for the Mediterranean, UfM / in arabo: الاتحاد من أجل المتوسط) è un'organizzazione intergovernativa che raggruppa 43 paesi sulla base di una copresidenza paritaria tra la sponda sud e nord del mar Mediterraneo: i 28 paesi membri dell'Unione europea (Ue), l'Algeria, i Balcani (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro), l’Egitto, Israele, la Giordania, il Libano, il Marocco, la Mauritania, Monaco, la Palestina, la Siria, la Tunisia e la Turchia.[2] Il Segretariato generale si trova a Barcellona.[3]

L'UpM viene fondata il 13 luglio 2008,[4] in occasione del Vertice di Parigi per il Mediterraneo. L'organizzazione si propone di consolidare i traguardi ottenuti nell'ambito del Partenariato euro-mediterraneo (Euromed) istituito nel 1995 sotto il nome di processo di Barcellona.[5]

L'UpM è un forum di discussione di questioni strategiche regionali basato sui principi di comproprietà, codecisione e responsabilità condivisa tra le due sponde del Mediterraneo. Il suo obiettivo principale è quello di affrontare le tre priorità[6] strettamente correlate della regione: lo sviluppo umano, la stabilità e l'integrazione attraverso la cooperazione regionale, il dialogo e realizzazione di progetti concreti e iniziative aventi un impatto tangibile sui cittadini della regione, in particolare i giovani. A tal fine, l'UpM individua e assiste in progetti di interesse regionale a geometrie variabili, ai quali conferisce il proprio marchio in seguito alla decisione unanime dei 43 paesi.[2]

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Membri dell’ Unione per il Mediterraneo.

Per iniziativa della Francia, che vuole rilanciare il partenariato euro-mediterraneo istituito nel 1995, nel 2007 incominciano negoziati tra gli stati per un rinnovamento del processo. I negoziati si concludono con l’accordo raggiunto al Consiglio dell'Unione europea del 13 e 14 maggio 2008.[5]

L’UpM viene creata ufficialmente il 13 luglio 2008 a Parigi, con la firma della Dichiarazione congiunta del vertice di Parigi per il Mediterraneo nella quale viene inizialmente denominata «Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo».[7]

I capi di Stato e di governo di 43 paesi (i 27 stati membri dell'Unione europea e 16 stati del Mediterraneo orientale e meridionale) partecipano a questo vertice su invito della presidenza del Consiglio dell'Unione europea allora affidata alla Francia sotto la guida del Presidente Nicolas Sarkozy, che si adopera per riunire per la prima volta tutti i paesi del Mediterraneo.[8]

Vi assistono anche i rappresentanti ufficiali dell’Unione europea, del Parlamento europeo, dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, del Consiglio di Cooperazione degli Stati Arabi del Golfo, della Lega degli Stati Arabi, dell’Unione africana, dell’Unione del Maghreb arabo, dell’Organizzazione della Conferenza Islamica, della Banca Africana di Sviluppo, della Banca Europea per gli Investimenti, della Banca Mondiale, dell'Alleanza delle Civiltà e della Fondazione Anna Lindh.[9]

Ribadendo gli obiettivi di pace, stabilità e sicurezza stabiliti nel 1995, la Dichiarazione di Parigi proclama l’UpM erede del processo di Barcellona. Le vengono affidate sei aree di intervento: il disinquinamento del Mediterraneo, le autostrade terrestri e marittime, la protezione civile, l’insegnamento superiore e la ricerca, il sostegno alle piccole e medie imprese, e le energie alternative.[10]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

La sede dell'UpM

L'organizzazione viene rinominata "Unione per il Mediterraneo" al primo incontro dei Ministri degli Affari Esteri dei quarantatré paesi, che si svolge a Marsiglia il 3 e 4 novembre 2008. L'incontro si conclude con una nuova dichiarazione congiunta, complementare a quella di Parigi, che definisce in particolare l'architettura istituzionale e i principi di funzionamento dell'UpM.[11] Viene introdotta una copresidenza a rotazione, affidata congiuntamente ad un paese membro dell'UE e ad un paese della sponda sud del Mediterraneo. La Francia e l'Egitto danno inizio alla copresidenza. Viene stabilita la partecipazione della Lega Araba a tutte le riunioni. Viene inoltre creato un segretariato dotato di una struttura giuridica separata con uno status autonomo. Per la sede viene scelta la città di Barcellona.[3] Dopo i rallentamenti causati dalla congiuntura economica e politica nel 2009, l'UpM porta a conclusione nel marzo 2010 la trattativa sull'istituzione del Segretariato generale e l'inaugurazione ufficiale di quest'ultimo, il 4 marzo 2010 a Barcellona, nel Palazzo di Pedralbes rinnovato per l'occasione.[12]

Il 22 giugno 2011, l’UpM presenta il suo primo progetto, la creazione di un impianto di dissalazione dell'acqua di mare per la striscia di Gaza.[13]

2012 – oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012, i paesi dell’UpM varano sette nuovi progetti, e il numero totale dei progetti approvati dall'Unione per il Mediterraneo raggiunge quota 13[14][15], nei settori dei trasporti, dell'istruzione, dell'acqua e dello sviluppo delle imprese. Nel gennaio 2012, il Segretario Generale dell'UpM, il marocchino Youssef Amrani, viene nominato ministro delegato presso il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione del governo Benkirane. Gli succede alla carica di Segretario Generale dell'UpM un suo connazionale, il diplomatico Fathallah Sijilmassi[16]. Nel 2013, l'Unione per il Mediterraneo lancia i suoi primi progetti:

  • 30 aprile: Giovani donne creatrici di occupazione[17]
  • 28 maggio: Governance e Finanziamento del settore idrico nel Mediterraneo[18]
  • 17 giugno: LogismedTA[19]

Tra il 2013 e il 2015, si tengono 7 riunioni ministeriali settoriali:

  • Rafforzare il ruolo delle donne nella società - settembre 2013[20]
  • Trasporti – novembre 2013[21]
  • Energia - dicembre 2013[22]
  • Cooperazione industriale - febbraio 2014[23]
  • Ambiente e cambiamento climatico - maggio 2014[24]
  • Economia digitale - settembre 2014[25]
  • Economia blu - novembre 2015[26]

Nel 2015, l’UpM annovera un totale di 37 progetti varati[27] di cui 19 sono in fase di attuazione. Il 16 gennaio 2015, all'apertura del forum "Rinnovamento del mondo arabo" presso l'Istituto del mondo arabo, François Hollande ricorda nel suo intervento la situazione difficile dei rifugiati in Europa e sottolinea che occorre "utilizzare maggiormente le istituzioni esistenti come l'Unione per il Mediterraneo"[28]. Il 21 gennaio 2015, il re di Spagna Filippo VI[29] ribadisce il suo impegno per l'UpM e dichiara: "Il Nord Africa, il Maghreb in particolare, resta una delle priorità della nostra politica estera. Di qui i nostri sforzi per rafforzare le relazioni bilaterali e la nostra partecipazione attiva a forum quali l'Unione per il Mediterraneo o il Dialogo 5 + 5[30]. Il 5 giugno 2015, la Spagna e il Marocco ribadiscono «il pieno impegno a favore dell'Unione per il Mediterraneo come quadro idoneo per la promozione di un partenariato forte e solidale tra le due sponde del Mediterraneo»[31]. Il 29 maggio 2015, il Portogallo e la Tunisia si congratulano per «il ruolo svolto dall'Unione per il Mediterraneo nelle relazioni euro-mediterranee» e fanno appello a un rafforzamento di tale ruolo e della capacità finanziaria dell'UpM[32].

Il 18 novembre 2015, la revisione della politica europea di vicinato (PEV), pubblicata dal Servizio europeo per l'azione esterna e dalla Commissione e approvata dal Consiglio europeo del 14 dicembre, identifica l'UpM come una forza motrice per l'integrazione e la cooperazione regionale[33].

In occasione del 20º anniversario della dichiarazione di Barcellona, il 26 novembre 2015, su iniziativa dei due copresidenti dell'UpM, Federica Mogherini (Vice-Presidente della Commissione europea e Alto Rappresentante dell'Unione europea per la politica estera e la sicurezza) e Nasser Judeh (Ministro degli Affari esteri del Regno di Giordania), si tiene a Barcellona una riunione informale dei Ministri degli Affari Esteri dell'UpM, nella quale questi ultimi rinnovano il loro impegno politico per lo sviluppo della cooperazione regionale nel quadro dell'UpM[34]. La terza conferenza ministeriale sul rafforzamento del ruolo delle donne nella società si tiene nel settembre 2013 a Parigi. La conferenza riunisce i ministri dei 43 Stati membri dell'UpM responsabili per i diritti delle donne e la parità di genere[35].

Il 14 novembre 2013, i ministri dei trasporti dei 43 paesi dell'UpM si riuniscono a Bruxelles in occasione della Conferenza ministeriale dell'Unione per il Mediterraneo sui trasporti[36].

Il 14 dicembre 2015, l'Assemblea generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite adotta la risoluzione A/70/124 che concede all'Unione per il Mediterraneo lo status di osservatore in seno all'ONU[37].

In occasione della loro prima riunione dell'anno 2016, gli alti funzionari degli Stati membri dell'UpM approvano 4 nuovi progetti regionali in materia di crescita inclusiva, sviluppo sostenibile e autonomia delle donne[38].

Nel 2016 l'UpM annovera oltre 40 progetti approvati dagli Stati membri[39].

Obiettivi e traguardi principali[modifica | modifica wikitesto]

L'obiettivo principale dell'Unione per il Mediterraneo è rafforzare la cooperazione e l'integrazione nella regione euro-mediterranea, come pure il dialogo regionale e la realizzazione di progetti concreti e strutturali nella regione[40]. I progetti sostenuti dall'UpM si reggono sul principio della geometria variabile che consente ad ogni Paese, in funzione delle relative priorità, di prendere parte, quando lo desidera, ai progetti dell'UpM di potenziale interesse.[41]

Dialogo regionale[modifica | modifica wikitesto]

RéunionUpm.png

L'azione dell'UpM fa da complemento alla Politica europea di vicinato[42] istituita nel 2004 e alle politiche nazionali di sviluppo dei paesi dell'UpM. Le sue iniziative mirano a promuovere la nascita di un progetto comune nel bacino del Mediterraneo attraverso l'organizzazione di riunioni periodiche tra i 43 paesi membri. L'UpM opera come piattaforma centrale per la formulazione delle priorità regionali e per lo scambio di esperienze sulle sfide principali che la regione deve affrontare[43]. Questo obiettivo viene perseguito in coordinamento con il lavoro di altre organizzazioni e forum di cooperazione regionali interessati (Lega Araba, Unione del Maghreb arabo) e in maniera complementare ai dialoghi subregionali per la cooperazione, come il Dialogo 5+5 al quale l'UpM partecipa attivamente[44]. A partire dal 2008 sono state organizzate più di venti riunioni ministeriali settoriali tra i quarantatré paesi dall'istituzione dell’UpM, di cui 7 dal 2013 (Rafforzare il ruolo delle donne nella società – settembre 2013[45], Trasporti – novembre 2013[46] Energia – dicembre 2013[47], Cooperazione industriale - febbraio 2014[48], Ambiente e cambiamento climatico – maggio 2014[49], Economia digitale - settembre 2014[50], Economia blu - novembre 2015[26]). Nel marzo 2015, la conferenza interparlamentare sulla politica estera e di sicurezza comune e sulla politica di sicurezza e di difesa comune nelle sue conclusioni finali descrive[51] l'UpM come "il forum più efficace e più multilaterale della regione".

Progetti regionali[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso il processo di approvazione, o "labelling", l'UpM sostiene progetti mirati alla risoluzione di problemi regionali comuni e in grado di avere un impatto diretto sulla vita dei cittadini. Il labelling UpM garantisce ai progetti approvati un riconoscimento regionale e maggiore visibilità, oltre a consentire l'accesso ai finanziamenti attraverso la rete di partner finanziari dell'UpM. A dicembre 2015 i progetti con il labelling UpM sono 37.[13]

Opportunità di lavoro per i giovani e crescita inclusiva[modifica | modifica wikitesto]

Il segretariato dell'UpM ha approvato 13 progetti destinati ad affrontare le sfide dell'occupabilità dei giovani e della crescita inclusiva. Nel quadro del mandato politico[52] (in particolare le conferenze ministeriali sulla cooperazione industriale e l'economia digitale) e delle priorità espresse nei dialoghi regionali, questi progetti sono rivolti a circa 200.000 destinatari, per lo più giovani, e coinvolgono più di 1.000 piccole e medie imprese private. Dopo un processo di consultazione con i diversi interlocutori, l'UpM ha lanciato nel 2013 un'iniziativa quadro regionale (Med4Jobs), che definisce le priorità di intervento in termini di occupabilità, servizi intermedi e creazione di posti di lavoro per la regione e prevede una serie di progetti specifici tuttora in corso[53]. Il 26 novembre 2014, l'UpM firma un accordo per «potenziare il coinvolgimento del settore privato nello sviluppo economico e sociale della regione mediterranea» con l'ASCAME (Associazione delle Camere di Commercio e Industria del Mediterraneo)[54].

Sviluppo sostenibile[modifica | modifica wikitesto]

In linea con le conclusioni delle conferenze ministeriali settoriali, gli obiettivi strategici dell'UpM per lo sviluppo sostenibile sono: portare avanti la strategia di sviluppo urbano sostenibile euro-mediterraneo; facilitare il trasporto terrestre e marittimo, partecipando alla costruzione di una forte rete euro-mediterranea; contribuire al disinquinamento nella regione e migliorare l'accesso alla gestione dell'acqua; promuovere le energie rinnovabili e l'efficienza energetica; contribuire ad affrontare la sfida dei cambiamenti climatici nella regione; sfruttare le potenzialità dell'economia blu.[55] Nel 2015, sono stati approvati 14 progetti di 43 paesi dell'UpM[52]. L'UpM opera in particolare per il risanamento del lago tunisino di Biserta, la costruzione dell'impianto di dissalazione dell'acqua per la striscia di Gaza e lo sviluppo urbano integrato della città di Imbaba.

Sostegno alle donne[modifica | modifica wikitesto]

La prima conferenza ministeriale dell'UpM si tiene dall'11 al 12 novembre 2009. Organizzata a Marrakech, è dedicata al rafforzamento del ruolo delle donne nella società e porta alla creazione di una Fondazione delle donne per il Mediterraneo[56]. Il 30 aprile 2013, i 43 paesi membri dell'UpM convalidano il progetto "Giovani donne creatrici di occupazione" il cui scopo è promuovere l'imprenditorialità femminile e la parità tra i generi. Un anno dopo circa, il 15 gennaio 2014, sono già 2.500 le giovani donne[57] che hanno partecipato al progetto. L'UpM firma un protocollo globale con l'AFAEMME per ampliare le competenze di questo progetto a livello globale. Nell'aprile 2015 viene organizzata una Giornata dell'imprenditorialità femminile[58] in Palestina. L'UpM sostiene anche il programma "Opportunità occupazionali per le giovani donne[59]" che punta a formare giovani donne in cerca di lavoro ma prive di competenze professionali. In un primo momento il progetto viene lanciato in Marocco, Tunisia e Giordania nella prima metà del 2014, e viene quindi ampliato con l'inclusione di Egitto e Libano avvenuta rispettivamente alla fine del 2014 e a inizio 2015. A maggio 2015 sono 180 le donne[58] che hanno beneficiato del programma. Nel maggio 2015 l'UpM sostiene 10 progetti a beneficio di oltre 50.000 donne[60] nella regione euro-mediterranea, con la partecipazione di oltre 1.000 soci e grazie a un budget di oltre 127 milioni di euro.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Copresidenza[modifica | modifica wikitesto]

I copresidenti dell'Unione per il Mediterraneo, Federica Mogherini (Alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza) e Nasser Judeh (Ministro degli affari esteri del Regno hascemita di Giordania), a fianco del Segretario generale dell'UpM, Fathallah Sijilmassi.

Il principio della copresidenza congiunta Nord-Sud dell'UpM viene introdotto al vertice di Parigi il 13 luglio 2008. Fa parte delle misure adottate per promuovere la condivisione delle responsabilità e garantire una simmetria dei diritti tra i Paesi delle due sponde del Mediterraneo. Questo principio si applica a tutti i livelli: vertici dei capi di stato e di governo, riunioni ministeriali, riunioni degli alti rappresentanti dell'UpM.[61] Dal 2008 al 2012, sono la Francia e l’Egitto ad avere la prima copresidenza di turno dell’UpM. Dopo la decisione del Consiglio dei ministri degli esteri dell'Ue del 27 febbraio 2012, è l’Unione europea a occupare la presidenza dell’UpM per la sponda nord. Da giugno 2012, la presidenza dell'UpM per la sponda sud è affidata alla Giordania.[62] • Presidenza della sponda nord • Francia (luglio 2008 - marzo 2012) • Unione europea (marzo 2012 - ) • Presidenza sponda sud • Egitto (luglio 2008 - giugno 2012) • Giordania (giugno 2012 - )

Riunione degli alti rappresentanti dell'UpM[modifica | modifica wikitesto]

La riunione degli Alti rappresentanti dell'UpM, cui partecipano ambasciatori e alti funzionari per gli Affari esteri nominati individualmente dai 43 Paesi dell'Unione per il Mediterraneo, ha luogo più volte l'anno, a intervalli regolari, presso la sede del Segretariato dell'UpM a Barcellona o in uno dei Paesi membri. Il suo ruolo è quello di discutere le questioni regionali, orientare le politiche e le azioni dell'organizzazione e approvare i progetti presentati. Ogni Paese ha un voto di ugual peso e tutte le decisioni vengono prese ad unanimitá.[55] Parallelamente a questi incontri l'UpM organizza anche altre riunioni, in particolare riunioni ministeriali che definiscono l'agenda per il Mediterraneo su questioni specifiche, quali l'ambiente e il cambiamento climatico, l'economia digitale, il ruolo delle donne nella società, i trasporti o l'industria.[63]

Segretariato generale dell'UpM[modifica | modifica wikitesto]

Bandiere dei Paesi membri dell'UpM davanti al Palazzo di Pedralbes, a Barcellona.

Il mandato e il funzionamento del Segretariato generale dell'Unione per il Mediterraneo sono definiti dalle dichiarazioni di Parigi e Marsiglia, oltre che dagli statuti adottati il 3 marzo 2010. Il Segretariato generale dell'UpM si occupa del monitoraggio operativo delle riunioni ministeriali settoriali e promuove, su richiesta dei Paesi, diverse piattaforme regionali di dialogo. Esso crea inoltre partenariati finanziari per la realizzazione dei progetti facendo ricorso alle istituzioni finanziarie internazionali, ai finanziamenti bilaterali e al crescente coinvolgimento del settore privato.[64] Il Segretariato generale è presieduto dal Segretario Generale dell'Unione per il Mediterraneo. Ai primi di novembre del 2008, nella riunione ministeriale di Marsiglia,. la città di Barcellona in Spagna è stata scelta come sede dell'UpM. Per bilanciare la presenza della sede in un Paese della sponda nord, il ruolo di SegretarioGenerale viene affidato a quella sud (attualmente Fathallah Sijilmassi), diplomatico marocchino. Il Segretario Generale è assistito da sei vice: tre europei e tre della sponda sud, di cui uno per Israele, affinché la Lega araba possa essere un membro a pieno titolo dell'UpM[65]. Elenco dei Segretari Generali dell'Unione per il Mediterraneo:

  • Ahmad Masadeh (Giordania): marzo 2010 - febbraio 2011
  • Youssef Amrani (Marocco): luglio 2011 - gennaio 2012
  • Fathallah Sijilmassi (Marocco): marzo 2012 - oggi (rieletto nel dicembre 2014)

Ad oggi l'UpM dispone di un Segretariato Generale operativo costituito da 65 persone in rappresentanza di quasi 23 nazionalità, con la presenza permanente di alti funzionari distaccati della Commissione europea, della BEI, della BERS[66] e della CDC[67].

Stati membri[modifica | modifica wikitesto]

Stati membri dell'Unione per il Mediterraneo

     Stati membri dell'Unione europea

     Altri membri

     Membri sospesi

     Gli osservatori

Bandiere dei membri UfM, nei giardini del Palazzo Reale di Pedralbes, a Barcellona (Sede UfM).

L'UpM include 43 Paesi membri:


La Siria ha sospeso la sua adesione all'UpM il 1º dicembre 2011[75]. La Libia ha uno status di osservatore nell'UpM.

Altre organizzazioni e istituzioni euro-mediterranee[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione per il Mediterraneo è la piattaforma comune per la cooperazione di tutti gli attori istituzionali del partenariato euro-mediterraneo: Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo, Assemblea regionale e locale euro-mediterranea, Fondazione Anna Lindh, Comitati economici e sociali europei.[76][77][78][79]

Queste istituzioni lavorano in stretta collaborazione con l'UpM e contribuiscono a rafforzare l'impatto della sua azione. L'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo (AP-UpM) è un'organizzazione parlamentare regionale che riunisce delegazioni dei parlamenti degli stati membri dell’UpM[80]. Essa si riunisce in sessione plenaria almeno una volta l'anno ed è costituita da 280 membri, suddivisi in parti uguali tra le sponde nord e sud del Mediterraneo . L'Assemblea regionale e locale euro-mediterranea (ARLEM), fondata nel 2010, riunisce i rappresentanti locali e regionali dell'Unione europea e dei suoi partner mediterranei. Essa rappresenta la dimensione territoriale dell'Unione per il Mediterraneo[81]. La Fondazione euro-mediterranea per il dialogo tra le culture, comunemente nota come Fondazione Anna Lindh, mira a favorire lo scambio interculturale all'interno della regione euro-mediterranea, al fine di promuovere il rispetto tra le culture e aiutare la società civile a lavorare per un futuro comune per la regione[82].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://ufmsecretariat.org/history/
  2. ^ a b https://books.google.it/books?id=_gusVoHIleIC&pg=PA37&lpg=PA37&dq=unione+per+il+mediterranea+paesi+membri&source=bl&ots=0T2DGkWTtd&sig=EECIy-_4cH_ryI5n64SM3iJ5_18&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjr4LqS_uDNAhVEMhoKHaJfAeM4ChDoAQhGMAc#v=onepage&q=unione%20per%20il%20mediterranea%20paesi%20membri&f=false
  3. ^ a b http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/11/unione-mediterranea.shtml?uuid=78c34868-ab4c-11dd-94d7-f918f77732f6&DocRulesView=Libero
  4. ^ http://it.euronews.com/2013/04/05/unione-per-il-mediterraneo-si-riparte-da-marsiglia/
  5. ^ a b https://books.google.it/books?id=sIwnkIc7Um0C&pg=PA428&lpg=PA428&dq=unione+per+il+mediterraneo+partenariato+euro-mediterraneo&source=bl&ots=a0Sg-ty0is&sig=tvQtnbyfXlS-Qa6ruOQlmKWaV9I&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwig0-2Yh-HNAhVHxRQKHc7EBtk4FBDoAQguMAM#v=onepage&q=unione%20per%20il%20mediterraneo%20partenariato%20euro-mediterraneo&f=false
  6. ^ Committee on Foreign Affairs, su www.europarl.europa.eu. URL consultato il 25 maggio 2016.
  7. ^ http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=892
  8. ^ https://books.google.it/books?id=dGZTCwAAQBAJ&pg=PA82&lpg=PA82&dq=Unione+per+il+Mediterraneo+funzionamento+del+Segretariato+generale&source=bl&ots=N3BCiN_SMN&sig=Z4RNICo_jkV2V5Ku0kZ3SfiWRNY&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwj82JW_j-HNAhVG1hQKHRV5BbQ4ChDoAQghMAE#v=onepage&q=Unione%20per%20il%20Mediterraneo%20funzionamento%20del%20Segretariato%20generale&f=false
  9. ^ https://books.google.it/books?id=kW3iCwAAQBAJ&pg=PA139&lpg=PA139&dq=Unione+per+il+Mediterraneo+alleanza+delle+civiltà+banca+mondiale&source=bl&ots=LHEA4z7tzd&sig=PpQ3fe78OeMLzGvLzMTD2uh2rIg&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjWrMuG1eHNAhWCShQKHZpxCcEQ6AEIJTAB#v=onepage&q=Unione%20per%20il%20Mediterraneo%20alleanza%20delle%20civiltà%20banca%20mondiale&f=false
  10. ^ https://books.google.it/books?id=wXWrCgAAQBAJ&pg=PA115&lpg=PA115&dq=unione+per+il+mediterranea+paesi+membri&source=bl&ots=abKJ1ee0pt&sig=Ptv1tvfmF8MrVOdVPgC7GAFgTsM&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwj3nMnv_uDNAhVIWBoKHcldCBw4FBDoAQgrMAM
  11. ^ http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/esteri/medio-oriente-41/unione-mediterraneo/unione-mediterraneo.html
  12. ^ http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=1603
  13. ^ a b http://www.huffingtonpost.it/1youth1sea/mediterraneo-popoli-medio-oriente_b_5356293.html
  14. ^ UfM PROJECTS : STATE OF PLAY (PDF), su europarl.europa.eu.
  15. ^ (EN) Two new regional projects labelled by UfM member countries - Union for the Mediterranean - UfM, su Union for the Mediterranean - UfM. URL consultato l'8 gennaio 2016.
  16. ^ Fathallah Sijilmassi élu à la tête de l'UpM, su www.yabiladi.com. URL consultato il 7 gennaio 2016.
  17. ^ Young Women as Job Creators: UfM prepares to launch second phase extending project to Egypt and Tunisia, su enpi-info.eu. URL consultato il 7 gennaio 2016.
  18. ^ Union for the Mediterranean launches project to promote better governance and mobilizing of financing for the Mediterranean Water Secto (PDF), su eeas.europa.eu, 30 maggio 2013.
  19. ^ (EN) UfM launches LOGISMED-TA project to promote competitiveness and job creation in the Mediterranean logistics industry - Union for the Mediterranean - UfM, su Union for the Mediterranean - UfM. URL consultato il 7 gennaio 2016.
  20. ^ 3ème Conférence ministérielle UpM sur le renforcement du rôle des femmes | dimed.gouv.fr, su archives.dimed.gouv.fr. URL consultato il 7 gennaio 2016.
  21. ^ 2ème Conférence ministérielle UpM sur les transports | dimed.gouv.fr, su archives.dimed.gouv.fr. URL consultato il 7 gennaio 2016.
  22. ^ Conférence ministérielle UpM sur l’Energie, 11 décembre 2013 à Bruxelles | dimed.gouv.fr, su archives.dimed.gouv.fr. URL consultato il 7 gennaio 2016.
  23. ^ 9ème Conférence ministérielle de l'UpM sur la Coopération industrielle euro-méditerranéenne | dimed.gouv.fr, su archives.dimed.gouv.fr. URL consultato il 7 gennaio 2016.
  24. ^ 1ère Conférence ministérielle de l'UpM sur l'Environnement et le Changement climatique | dimed.gouv.fr, su archives.dimed.gouv.fr. URL consultato il 7 gennaio 2016.
  25. ^ Conférence ministérielle Union pour la Méditerranée sur l’Economie numérique et l’Accès à l’Internet, 30 septembre 2014 | dimed.gouv.fr, su archives.dimed.gouv.fr. URL consultato il 7 gennaio 2016.
  26. ^ a b Conférence ministérielle de l'Union pour la Méditerranée sur l'économie bleue (PDF), su ufmsecretariat.org, 17 novembre 2015.
  27. ^ UfM Member States endorse 4 new development projects, su enpi-info.eu. URL consultato il 7 gennaio 2016.
  28. ^ (FR) Allocution lors de l'ouverture du forum "Renouveaux du monde arabe" à l’Institut du monde arabe, su www.elysee.fr. URL consultato l'8 gennaio 2016.
  29. ^ Casa de Su Majestad el Rey de España - Actividades y Agend - Palabras de Su Majestad el Rey en la recepción ofrecida al Cuerpo Diplomático, su www.casareal.es. URL consultato l'8 gennaio 2016.
  30. ^ Conférence interparlementaire sur la politique étrangère et de sécurité commune (PESC) et sur la politique de sécurité et de défense commune (PDF), su parleu2015.fr, 6 marzo 2015.
  31. ^ 11ème réunion de haut niveau Espagne-Maroc, su Maroc.ma. URL consultato l'8 gennaio 2016.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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