Stefan Löfven

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Stefan Löfven
Stefan Löfven efter slutdebatten i SVT 2014 (cropped).jpg

Primo ministro della Svezia
In carica
Inizio mandato 3 ottobre 2014
Monarca Carlo XVI Gustavo
Predecessore Fredrik Reinfeldt

Leader del Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Svezia
In carica
Inizio mandato 27 gennaio 2012
Predecessore Håkan Juholt

Dati generali
Partito politico Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Svezia
Università Università di Umeå
Professione Saldatore e sindacalista
Firma Firma di Stefan Löfven

Kjell Stefan Löfven (Stoccolma, 21 luglio 1957) è un politico svedese, Primo ministro della Svezia dal 3 ottobre 2014[1][2], a seguito della vittoria alle elezioni legislative, e leader del Partito Socialdemocratico Svedese dal gennaio 2012.

Dopo aver prestato servizio nella Svenska flygvapnet (Aeronautica militare svedese), Löfven si è qualificato come saldatore e ha anche iniziato una carriera come sindacalista attivo, diventando un difensore civico con l'Unione dei metalmeccanici svedesi e infine eletto come primo presidente di IF Metall nel gennaio 2006. Dopo le dimissioni di Håkan Juholt a seguito di uno scandalo delle spese nel gennaio 2012, Löfven è stato scelto all'unanimità dal consiglio esecutivo del Partito socialdemocratico svedese per diventare il loro nuovo leader.

Dopo le elezioni politiche del 2014,[3][4] è stato nominato il 33esimo Primo ministro della Svezia, a capo di un governo di coalizione di minoranza con il Partito dei Verdi.[5]

A seguito delle elezioni politiche del 2018, in cui il partito socialdemocratico ha perso consensi, dopo quattro mesi di transizione, ha formato, grazie al sostegno dei Verdi e all'astensione del Partito Liberale, del Partito di Centro e del Partito della Sinistra, un governo di minoranza.[6][7][8]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini, formazione e lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Stefan Löfven è nato a Stoccolma, ma è stato adottato a 10 mesi di età da una famiglia di umili lavoratori di Sollefteå. All'età di 13 anni fondò l'associazione locale dei Giovani Socialdemocratici Svedesi (SSU). Dopo aver frequentato un corso di due anni della scuola superiore, Löfven ha studiato lavoro sociale all'Università di Umeå, dopo essere uscito dopo un anno e mezzo. Ha poi seguito un corso di saldatura di 48 settimane presso Kramfors.

Dopo aver lavorato presso un ufficio postale e in una segheria, Löfven è stato impiegato come saldatore in una società di produzione di attrezzature militari a Örnsköldsvik tra il 1979 e il 1995.[9] Da allora, è stato molto attivo nell'Unione dei lavoratori metalmeccanici (IF Metall),[10] uno dei più grandi sindacati del paese, e in un importante organizzazione del Movimento operaio democratico in Svezia, ed è stato presidente nel periodo 2006-2012.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Membro e leader del Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Svezia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2006 è membro del Comitato esecutivo del Partito Socialdemocratico. Nel 2012, è stato eletto leader dei socialdemocratici, in una conferenza interna della direzione del partito. Nell'ottobre 2014 è diventato primo ministro del governo Löfven I.

Primo ministro[modifica | modifica wikitesto]

Stefan Löfven l'8 aprile, il giorno dopo l'attacco terroristico a Stoccolma nel 2017.
Incontro tra il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez e Stefan Löfven il 5 settembre 2018.

Il suo partito, i Socialdemocratici, è emerso vittorioso alle elezioni generali del 2014 in Svezia, vincendo il 31% dei voti. Löfven ha poi annunciato che intendeva formare una coalizione di governo con il Partito dei Verdi e avere una stretta collaborazione con altri partiti, avendo indicato alla sinistra il Partito della Sinistra e alla destra il Partito di Centro e il Partito Liberale. Allo stesso modo, intendeva mantenere alcuni ampi accordi parlamentari, compresi i partiti conservatori come il Partito Moderato e Partito Democratico Cristiano.

Nell'ottobre 2014 ha promosso il riconoscimento ufficiale come Stato della Palestina, instaurando con il Paese rapporti diplomatici.[11] La decisione è stata fortemente contestata dal Governo israeliano del primo ministro Benjamin Netanyahu.[12]

Sebbene il governo di Löfven fosse stato approvato dal Parlamento, la proposta per il bilancio dello Stato dello stesso governo fu sconfitta dalla proposta di opposizione, attuata dall'Alleanza di centro-destra e resa possibile dal Partito Democratico Svedese di estrema destra. Stefan Löfven invocò nuove elezioni per marzo dell'anno successivo.[13]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Löfven è sposato con Ulla Löfvén e senza figli. Ama lo sport e supporta il club di hockey su ghiaccio Modo di Örnsköldsvik[14] e le società calcistiche Tottenham Hotspur[15] e GIF Sundsvall.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Swedish parliament confirms Social Democrat's Lofven as new PM, in Reuters, 3 ottobre 2014.
  2. ^ (SV) CV Stefan Löfven, su Socialdemokraterna. URL consultato il 13 dicembre 2018.
  3. ^ In Svezia ha vinto il centrosinistra, su Il Post, 14 settembre 2014. URL consultato il 21 gennaio 2019.
  4. ^ (EN) Sweden victor vows no far-right pact, in BBC.com, 15 settembre 2014. URL consultato il 21 gennaio 2019.
  5. ^ (EN) Stefan Löfven voted in as new Prime Minister, su www.thelocal.se, 2 ottobre 2014. URL consultato il 21 gennaio 2019.
  6. ^ Forse domani la Svezia avrà un governo, su Il Post, 17 gennaio 2019. URL consultato il 21 gennaio 2019.
  7. ^ Svezia: fiducia al premier Lofven, arginata l'ultradestra, su ANSA.it, 18 gennaio 2019. URL consultato il 21 gennaio 2019.
  8. ^ Stefan Löfven è stato confermato come primo ministro della Svezia, su Il Post, 18 gennaio 2019. URL consultato il 21 gennaio 2019.
  9. ^ (SV) Viktor Adolfsson, "Stefan pluggade i det tysta och gillade schack", su Nyheter 24. URL consultato il 13 dicembre 2018.
  10. ^ (SV) Sidan kunde inte hittas
  11. ^ Svezia riconosce lo Stato di Palestina. Israele: deplorevole. E ritira ambasciatore, su Il Fatto Quotidiano, 30 ottobre 2014. URL consultato il 21 gennaio 2019.
  12. ^ Palestina, scontro Israele-Svezia. E lo Stato ebraico richiama il suo ambasciatore, su Repubblica.it, 30 ottobre 2014. URL consultato il 21 gennaio 2019.
  13. ^ (SV) Anette Holmqvist, Han hade inget val, su Aftonbladet. URL consultato il 13 dicembre 2018.
  14. ^ (SV) Anders Staffas, Exklusivt: Statsministern Stefan Löfven hyllar Leksands IF: "En fantastisk prestation", in Dalarnas Tidningar, 2 aprile 2016. URL consultato il 13 dicembre 2018.
  15. ^ (SV) Andreas Käck, Krismöte – sedan gick han på match, in Aftonbladet, 2 novembre 2015. URL consultato il 13 dicembre 2018.
  16. ^ (SV) Maria Nordström, "Hoppas verkligen att Giffarna går upp", in Sundsvalls Tidning, 9 agosto 2014. URL consultato il 13 dicembre 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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