Referendum sull'autodeterminazione della Crimea del 2014

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Crisi della Crimea del 2014.

Referendum sull'
autodeterminazione della Crimea
Stato Ucraina Ucraina
Regione Crimea e Sebastopoli
Data 16 marzo 2014
Tipo vincolante
Esito
  
97,32%
No
  
2,68%
Yes check.svg quorum raggiunto
(affluenza: 84,2%%)
Mappa della Crimea

Il referendum sull'autodeterminazione della Crimea del 2014 (in russo: общекрымский референдум?; in ucraino: загальнокримський референдум?; in tataro: Umum Qırım referendumu) è stato un referendum sull'autodeterminazione della penisola che comprende la Repubblica autonoma di Crimea e la città di Sebastopoli, in Ucraina, che si tenne il 16 marzo 2014.[1]

Inizialmente previsto il 25 maggio 2014, stesso giorno delle elezioni presidenziali in Ucraina[2], fu anticipato prima al 30 marzo e poi al 16 marzo. Il referendum fu preceduto il 4 marzo 2014 dalla richiesta del parlamento della Crimea, approvata con 78 voti su 81, che la repubblica - se fosse divenuta indipendente - potesse entrare a far parte della Federazione russa. Inoltre, l'11 marzo 2014 la repubblica dichiarò unilateralmente l'indipendenza dall'Ucraina[3].

Il 21 marzo 2014 la Duma discusse un disegno di legge per l'adesione della Crimea alla Federazione russa[4].

Al referendum furono ammessi a votare tutti i maggiorenni in possesso della cittadinanza ucraina residenti in Crimea e i cittadini russi ivi presenti e in possesso del permesso di soggiorno nella penisola.[5] Il Ministero della Giustizia ucraino, in occasione del referendum, bloccò la banca dati con il registro degli elettori della Crimea, per cui furono utilizzati gli elenchi degli elettori, forse non aggiornati, risalenti alle elezioni alla Verkhovna Rada, il parlamento della Crimea, del 2012.[5]

Al referendum furono presenti 70 osservatori internazionali da 23 paesi; di questi, 54 erano provenienti da paesi dell'Unione Europea e includevano membri del parlamento europeo e dei parlamenti nazionali dei singoli paesi.[6] L'OSCE non partecipò considerando il referendum illegale nella forma.[7]

I seggi furono aperti dalle 8.00 alle 20.00 (UTC+4)[8]e fino alle 22.00 a Sebastopoli[9]. Furono stampate 1 550 000 schede per un costo complessivo di 2 milioni di dollari (pari a circa 18 milioni e mezzo di grivnie ucraine). 1 500 soldati furono presenti nei seggi elettorali in tutta la repubblica autonoma[10] e furono formate 192 commissioni elettorali[11]ripartite in 27 commissioni elettorali territoriali[12]. Il 13 marzo 2014, secondo il ministro della difesa ucraino, Vitaliy Yarema, erano presenti in Crimea 18 430 soldati russi.[13]

Sondaggi[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'Istituto Internazionale di sociologia di Kiev, nel 2013 il 35,9% degli abitanti della Repubblica autonoma di Crimea era a favore dell'unificazione dell'intera Ucraina con la Russia; la stessa percentuale era salita al 41% in un sondaggio condotto fra l'8 e il 18 febbraio 2014.[14] Secondo il sondaggio effettuato dall'Istituto di Crimea di Studi Politici e Sociali fra l'8 e il 10 marzo, il 77% degli abitanti della Crimea avrebbe votato per il ritorno alla Russia e solo l'8% per il ripristino della costituzione del 1992 della Repubblica autonoma di Crimea come parte dell'Ucraina; mentre nella città di Sebastopoli i favorevoli all'unificazione con la Russia erano l'85% della popolazione.[15] Il portavoce del Parlamento della Crimea, Vladimir Konstantinov, affermò che, nei sondaggi effettuati il 10 marzo 2014, più dell'80% della popolazione della Crimea si espresse a favore del ritorno della penisola alla Russia.[16]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Scheda di voto del referendum

Il referendum proponeva due quesiti, tra cui i votanti dovevano scegliere, scritti nelle tre lingue coufficiali della Crimea (russo, ucraino e tataro di Crimea in alfabeto cirillico);[17][18][19]

  1. Sei a favore del ricongiungimento della Crimea con la Russia come soggetto federale della Federazione Russa?
  2. Sei a favore del ripristino della Costituzione del 1992 e dello status della Crimea come parte dell'Ucraina?

L'affluenza fu di 1 548 197 votanti su 1 839 466 aventi diritto, pari all'84,2%. Il quorum di validità del referendum, fissato al 50%, fu dunque superato.

Opzioni Voti  %
Si Opzione 1 1 495 043 97,32
No Opzione 2 41 247 2,68
Totale 1 536 290 100,00
Schede bianche e nulle 11 907
Totale votanti 1 548 197

Fonte: Direct Democracy

Il referendum dal punto di vista giuridico[modifica | modifica wikitesto]

Il parlamento della Crimea, nella dichiarazione d'indipendenza dall'Ucraina dell'11 marzo 2014, fece riferimento alla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia sul Kosovo del 22 luglio 2010,[20] la quale affermò che la dichiarazione d'indipendenza del Kosovo non aveva violato il diritto internazionale né la Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.[21] Il ministro degli esteri della Federazione Russa, Sergej Lavrov, affermò che l'indipendenza e il referendum erano assolutamente legittimi, facendo riferimento alle dichiarazioni d'indipendenza di Stati Uniti, Moldavia, Kosovo e OLP, dal 1974 considerata dalla Lega Araba legittima "rappresentante del popolo palestinese".[16] Il referendum violava gli articoli 2 e 17 della Costituzione dell'Ucraina sulla sovranità e integrità del territorio ucraino.[22] Secondo gli Stati Uniti, il Canada e il Regno Unito,[23][24][25] l'annessione della Crimea alla Russia violava gli accordi del Memorandum on Security Assurances,[26] firmato a Budapest il 5 dicembre 1994 tra Russia, Regno Unito, Stati Uniti e Ucraina, e che prevedeva l'impegno ucraino a smantellare l'arsenale nucleare presente sul proprio territorio, di cui l'Ucraina aveva il controllo fisico ma non quello operativo, in cambio del rispetto della propria indipendenza e sovranità nei confini esistenti.[26] Secondo la Russia, invece, il Memorandum, non essendo stato ratificato, non era un accordo internazionale giuridicamente vincolante, ma solo un documento diplomatico contenente uno scambio di promesse fra le parti. Inoltre, lo stesso non poteva essere applicato al nuovo governo ucraino, nato come risultato di un colpo di stato susseguente a una rivoluzione, e l'Ucraina aveva per prima infranto il Memorandum quando, nel 1995, aveva unilateralmente abolito la costituzione del 1992 della Repubblica autonoma di Crimea senza consultare gli Stati firmatari del Memorandum, come era invece previsto dal punto 6 dello stesso nel caso si fosse verificata una situazione tale da sollevare una questione relativa agli impegni sottoscritti.[27]

Alcuni esperti occidentali di diritto internazionale ritennero che il paragone con il caso del Kosovo non sussisteva, perché il quesito referendario non prevedeva l'opzione dell'indipendenza, ma poneva la scelta tra la permanenza nell'Ucraina e l'adesione alla Russia,[28] altri considerarono le interferenze militari russe in Crimea come fatte "in spregio totale del divieto di acquisizione di territori con la forza".[29] Alcuni media occidentali paragonarono il referendum all'Anschluss che portò, nel 1938, all'annessione dell'Austria alla Germania nazista,[30], altri paragonarono la situazione alla divisione della Cecoslovacchia nel 1993[31] e altri ancora a una "quasi Jugoslavia" durante il periodo delle Guerre jugoslave[32][33].

Riconoscimento interno e internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il governo ucraino non riconobbe il referendum[34][35]. L'esito del referendum non venne riconosciuto nemmeno dal Mejli del Popolo Tataro della Crimea, la maggiore organizzazione politica dei tatari di Crimea[36]. L'esito del referendum venne invece riconosciuto dalla Russia[37][38]. Il presidente dell'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa), lo svizzero Didier Burkhalter, affermò che "nella sua forma attuale il referendum non è coerente con la Costituzione ucraina e deve essere considerato illegale", aggiungendo che non c'erano le condizioni per una missione di osservatori in occasione del voto[39]. Gli osservatori dell'OSCE rinunciarono più volte a entrare in Crimea a causa dell'esplosione di colpi d'arma da fuoco d'avvertimento al confine tra Ucraina e Crimea nell'Istmo di Perekop[40] In seguito, il governo della Crimea invitò ufficialmente gli osservatori dell'OSCE a inviare una delegazione nella repubblica autonoma per controllare lo svolgimento del referendum.[41]. L'inviato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Ivan Ṡimonović, l'11 marzo 2014 venne informato dalle autorità locali della Crimea di non poter essere accolto nella penisola a causa della "complessa situazione esistente in loco così come dell'impossibilità di provvedere alla sicurezza della sua delegazione".[42].

Il presidente del Consiglio europeo dell'Unione europea, Herman Van Rompuy, definì il referendum "illegale"[43]. Il referendum fu riconosciuto come "un'opportunità per il popolo della Crimea di esprimere la propria volontà su un tema importante" dal presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev[44]. Il presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, Milorad Dodik, mentre esprimeva forti perplessità sull'indipendenza del Kosovo nel 2008, dava il suo appoggio al referendum riconoscendone il risultato e affermava che l'indipendenza della Crimea rappresentava un possibile modello per la Repubblica Serba per una strategia a lungo termine al fine di ottenere l'indipendenza dalla Bosnia ed Erzegovina.[45] Il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon definì il referendum uno sviluppo "serio e preoccupante" della situazione in Crimea.[46] Gli esperti della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa definirono il referendum illegale e non in linea con la costituzione ucraina.[47] Una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite presentata dagli Stati Uniti e da altri 41 Paesi e che aveva ricevuto 13 voti a favore (la Cina si era astenuta) venne bloccata dal diritto di veto opposto dalla Russia.[48]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ukraine crisis: Crimea MPs vote to join Russia, BBC News, 6 marzo 2014. URL consultato il 6 marzo 2014.
  2. ^ Ukraine Alleges Russian 'Invasion' of Crimea as Obama Warns of 'Costs', CounterCurrents.org, 1 marzo 2014.
  3. ^ Ucraina: Yanukovich: "Resto presidente". Parlamento Crimea dichiara indipendenza, in La Repubblica, 11 marzo 2014.
  4. ^ Russia, la Duma discuterà l'annessione della Crimea il 21 marzo, su La Voce della Russia. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  5. ^ a b Artem Kobzev, La Crimea si prepara per il referendum, su La voce della Russia, 15 marzo 2014.
  6. ^ More than 50 EU observers already in Crimea to monitor crucial referendum, in TASS, 16 marzo 2014.
  7. ^ OSCE Chair says Crimean referendum in its current form is illegal and calls for alternative ways to address the Crimean issue, osce.org, 11 marzo 2014.
  8. ^ Crimean territorial election commissions get ballots for referendum, su TASS. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  9. ^ Crimean referendum over, 93% vote for accession to Russia – exit poll, su TASS. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  10. ^ (EN) Crimea invites OSCE mission to observe referendum on region’s future, su RT English. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  11. ^ Preparations for Crimea independence referendum in full swing in Sevastopol, su TASS. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  12. ^ La Crimea si sta preparando a dire la sua, su La Voce della Russia. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  13. ^ Russian troops increasing presence in Ukraine, in Qha, 13 marzo 2014.
  14. ^ (EN) How relations between Ukraine and Russia should look like? Public opinion polls’ results, su KIEV INTERNATIONAL INSTITUTE of SOCIOLOGY, 4 marzo 2014. URL consultato il 1 dicembre 2015.
  15. ^ (RU) Данные опроса в Крыму подтвердятся на референдуме, считают эксперты, in RIA Novosti, 11 marzo 2014. URL consultato il 1 dicembre 2015.
  16. ^ a b Declaration of independence adopted by Crimean parliament rightful - Moscow, in The Voice of Russia, 11 marzo 2014.
  17. ^ Provisional regulations on republican (local) referendum in the Autonomous Republic of Crimea (PDF), Rada.crimea.ua. URL consultato il 7 marzo 2014.
  18. ^ Crimean parliament votes to join Russia, hold referendum in 10 days on ratifying, RT, 6 marzo 2014. URL consultato il 6 marzo 2014.
  19. ^ Ukraine crisis: Crimea parliament asks to join Russia, in BBC, 6 marzo 2014. URL consultato il 6 marzo 2014.
  20. ^ Crimen Parliament declares its independence from Ukraine, in Qha, 11 marzo 2014.
  21. ^ Accordance with international law of the unilateral declaration of independence in respect of Kosovo (Request for Advisory Opinion), su International Court of Justice, 22 luglio 2010.
  22. ^ CONSTITUTION OF UKRAINE - Text provided by the Ukrainian authorities on 13 March 2014 (PDF), su refworld, 13 marzo 2014.
  23. ^ Readout of President Obama's Call with President Putin, The White House, 26 Marzo 2014.
  24. ^ In Kyiv, Harper calls for 'complete reversal' of Crimea annexation, in CTV News, 22 Marzo 2014.
  25. ^ Ukraine crisis: David Cameron joins Angela Merkel in expressing anxiety and warns that 'the world is watching', in The Independent, 1 Marzo 2014.
  26. ^ a b Memorandum on Security Assurances in connection with Ukraine's accession to the Treaty on the NPT, Permanent Mission of Poland to the UN Office and International Organizations in Vienna, 6 febbraio 2014.
  27. ^ Ukraine: relevance of 'Budapest Memorandum' to Crimea crisis and other facts you didn’t know, in The Voice of Russia, 5 Marzo 2014.
  28. ^ Marco Villa, Il diritto internazionale, il referendum in Crimea e il precedente del Kosovo, su ISPI, 10 marzo 2014.
  29. ^ Marco Pedrazzi, Falsi miti/3: la liceità delle operazioni russe in Ucraina, ispionline.it, Venerdì, 10 Ottobre, 2014.
  30. ^ Crimea: A 21st Century Anschluss?, thecollegeconservative.com. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  31. ^ Ucraina modello Cecoslovacchia: Renzi fa asse con la Merkel sulla soluzione ‘federale’ alla crisi, su dagospia. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  32. ^ L’Ucraina non è la Cecoslovacchia, su avantionline. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  33. ^ L'Ucraina e lo scenario balcanico., su AND - A Nordest Di che. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  34. ^ Governo di Kiev: illegale il referendum in Crimea, su La Voce Della Russia. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  35. ^ Ukraine PM Yatsenyuk rejects referendum on Crimea split, su CNN. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  36. ^ Head of Mejlis called Crimean deputies ‘out of their mind’, su QHA. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  37. ^ (EN) Ukraine crisis: Russia MPs welcome Crimea referendum, su BBC News. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  38. ^ (EN) Putin defends Crimean referendum legitimacy to EU leaders as Ukraine's southeast rallies, su RT. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  39. ^ Yanukovich: "Io presidente legittimo". E Crimea proclama l'indipendenza, su Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  40. ^ Crimea, nuovo stop agli ispettori Osce - Spari avvertimento esplosi al confine, su Tgcom24. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  41. ^ (EN) Crimea invites OSCE mission to observe referendum on region’s future, su RT. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  42. ^ Ukraine: UN human rights envoy denied access to Crimea, su United Nations News Service, 12 marzo 2014.
  43. ^ Ucraina, la Crimea fissa il referendum - Usa e Unione europea: «Illegale», su Corriere della Sera. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  44. ^ Putin discusses situation in Ukraine, referendum in Crimea with Kazakhstan's president, su TASS. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  45. ^ Milorad Dodik sul referendum in Crimea, su La Voce della Russia. URL consultato il 02 dicembre 2015.
  46. ^ Proposed Crimea referendum ‘worrying and serious’ development, su United Nations News Service, 07 marzo 2014.
  47. ^ Venice Commission believes referendum in Crimea is illegal, in kyivpost, 15 marzo 2014.
  48. ^ Crimea, la risoluzione non passa all'Onu - Usa: la Russia risponderà di sue azioni, su Tgcom24. URL consultato il 02 dicembre 2015.

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