Vai al contenuto

Lionel Jospin

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Lionel Jospin
Lionel Jospin nel 1996

Primo ministro della Francia
Durata mandato3 giugno 1997 
6 maggio 2002
PresidenteJacques Chirac
PredecessoreAlain Juppé
SuccessoreJean-Pierre Raffarin

Membro del Consiglio costituzionale
Durata mandato6 gennaio 2015 
11 marzo 2019
PresidenteJean-Louis Debré
Laurent Fabius
PredecessoreJacques Barrot
SuccessoreAlain Juppé
Tipo nominaDesignato dal presidente dell'Assemblea nazionale Claude Bartolone

Primo segretario del Partito Socialista
Durata mandato24 gennaio 1981 
14 maggio 1988
PredecessoreFrançois Mitterrand
SuccessorePierre Mauroy

Durata mandato14 ottobre 1995 
2 giugno 1997
PredecessoreHenri Emmanuelli
SuccessoreFrançois Hollande

Ministro di Stato
Ministro dell'educazione nazionale[N 1]
Durata mandato12 maggio 1988 
2 aprile 1992
Capo del governoMichel Rocard
Édith Cresson
PredecessoreRené Monory
SuccessoreJack Lang

Deputato francese
Durata mandato2 luglio 1981 
1º aprile 1986
PredecessoreJean-Pierre Pierre-Bloch
SuccessoreCircoscrizione abolita

Durata mandato2 aprile 1986 
14 maggio 1988

Durata mandato23 giugno 1988 
28 luglio 1988
PredecessoreCircoscrizione creata
SuccessoreJean-François Lamarque

Durata mandato12 giugno 1997 
2 luglio 1997
PredecessoreJean-Pierre Bastiani
SuccessorePatrick Lemasle
LegislaturaVII, VIII, IX, XI
(Quinta Repubblica)
Gruppo
parlamentare
SOC
CircoscrizioneVII: 27ª di Parigi
VIII:
- Parigi (2/4/86–1/10/86)
- Alta Garonna (1/10/1986–14/5/1988)
IX, XI: 7ª dell'Alta Garonna
Sito istituzionale

Europarlamentare
Durata mandato24 luglio 1984 
12 maggio 1988
SuccessoreJean Crusol
LegislaturaII
Gruppo
parlamentare
Gruppo Socialista
CircoscrizioneFrancia
Sito istituzionale

Consigliere di Parigi
Durata mandato25 marzo 1977 
2 aprile 1986
CircoscrizioneXVIII arrondissement

Dati generali
Partito politicoPartito Socialista
Università
ProfessioneDiplomatico, accademico
FirmaFirma di Lionel Jospin

Lionel Robert Jospin /ljɔ'nɛl ʒɔs'pɛ̃/ (Meudon, 12 luglio 1937Parigi, 22 marzo 2026) è stato un politico francese, Primo ministro della Francia dal 3 giugno 1997 al 6 maggio 2002, a capo di un governo di sinistra durante la presidenza di Jacques Chirac, di destra (la terza coabitazione della Quinta Repubblica francese). A lungo uno dei massimi esponenti del Partito Socialista.

Candidato alle elezioni presidenziali del 1995 vincendo le primarie del suo partito, ottenne un buon risultato al primo turno, accedendo al ballottaggio dove fu battuto da Jacques Chirac. Eletto segretario del PS, la vittoria della "sinistra plurale" alle elezioni legislative del 1997 gli permise di diventare Primo ministro, inaugurando così la terza coabitazione. Il suo governo di coalizione ("maggioranza plurale") istituì la settimana di 35 ore e il lavoro giovanile. Il governo Jospin è ad oggi il più lungo della Quinta Repubblica.

Di nuovo candidato alle presidenziali del 2002, fu clamorosamente eliminato al primo turno, preceduto dal presidente uscente, Jacques Chirac, e dal candidato del Fronte Nazionale, Jean-Marie Le Pen. Fece subito appello a un "fronte repubblicano" contro l'estrema destra, annunciando al contempo il ritiro dalla vita politica e dimettendosi da Primo ministro.

Presentato come possibile candidato del PS per le elezioni presidenziali del 2007, desistette di fronte alla popolarità di Ségolène Royal.

Nel 2015 il presidente dell'Assemblea nazionale Claude Bartolone lo nominò membro del Consiglio costituzionale, funzione terminata nel 2019.

Suo padre Robert Jospin, di religione protestante, è maestro elementare in una scuola del VII arrondissement di Parigi e, nel primo dopoguerra, direttore di istituto per ragazzi difficili. Socialista e pacifista, candidato non eletto alle elezioni politiche del 1936, Robert Jospin è espulso dalla SFIO nell'agosto 1944 per aver accettato la nomina a consigliere comunale di Meudon da parte del prefetto collaborazionista (sarà riammesso nel partito dieci anni più tardi).

Sua madre, Mireille Aliette Dandieu, donna dotata di grande apertura mentale e di forte personalità, è levatrice. Una delle sue sorelle, Noëlle Châtelet, ha lavorato in alcuni film ed è scrittrice.

Studente brillante, Lionel Jospin dopo il liceo frequenta l'Istituto di studi politici di Parigi (IEP) ed è ammesso all'École nationale d'administration (ENA). Dopo il servizio militare come ufficiale di complemento, Lionel Jospin entra nel corpo diplomatico. Nel 1970 si colloca in aspettativa per assumere la docenza di economia politica presso l'Institut universitaire de technologie (IUT) di Sceaux, incarico che lascia nel 1981 a seguito dell'elezione a deputato.

Dal suo primo matrimonio con Elisabeth Dannenmuller, figlia del giornalista e combattente della resistenza Jean Dannenmuller,[1] Lionel Jospin ebbe due figli (Hugo, nato nel 1973, compositore, ed Eva,[2][3] nata nel 1975, artista visiva, membro dell'Académie des beaux-arts).

Divorziato, nel 1994 sposò la filosofa Sylviane Agacinski, eletta all'Académie française nel 2023.

Nel dicembre 1999 Lionel Jospin indica le sue convinzioni religiose definendosi come "[...] un uomo rigido che evolve, un uomo austero che ride, un protestante ateo".[4][5][6]

Carriera politica

[modifica | modifica wikitesto]

Segretario del PS e ministro sotto Mitterrand

[modifica | modifica wikitesto]
Lionel Jospin (Colonia, 28 febbraio 1983)

Dopo aver aderito inizialmente a una formazione trotskista, nel 1971 entra nel Partito Socialista da poco rifondato da François Mitterrand. Questi lo prende immediatamente sotto la sua ala protettrice e ne favorisce l'ingresso nella gerarchia del partito.

È eletto deputato all'Assemblée Nationale nel 1981, 1986, 1988 e 1997.

Primo segretario del Partito Socialista (PS) dal 1981 al 1987.

Ministro dell'educazione nazionale, della ricerca e dello sport, con il rango di ministro di Stato, dei governi Rocard (1988-1991). Ministro dell'educazione nazionale e della ricerca, sempre con il rango di ministro di Stato, nel governo di Édith Cresson (1991-1992). Come rango protocollare, è il numero due del governo dopo il Primo ministro. Nel 1992 il suo nome è escluso dal governo di Pierre Bérégovoy, e questo provocherà un'incrinatura nei rapporti con Mitterrand.

Alle elezioni legislative del marzo 1993, che vedono una grave sconfitta dei socialisti, non è rieletto.

Candidato alle presidenziali del 1995

[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la mancata candidatura di Jacques Delors, alle elezioni presidenziali del maggio 1995 è il candidato del Partito Socialista. Con il 23% dei voti, arriva in testa al primo turno, ma al ballottaggio raccoglie il 47,4% ed è battuto dal candidato neogollista Jacques Chirac.

Primo ministro in coabitazione con Chirac

[modifica | modifica wikitesto]
Lionel Jospin e Romano Prodi, 2001

Rieletto segretario del Partito Socialista, dopo la vittoria dello schieramento progressista alle elezioni politiche anticipate del giugno 1997 è incaricato dal presidente della Repubblica Jacques Chirac di formare un governo di "coabitazione". Per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica francese, un presidente espresso dallo schieramento conservatore deve convivere con un primo ministro dello schieramento opposto (i due precedenti governi di coabitazione, guidati da Jacques Chirac dal 1986 al 1988 e da Édouard Balladur dal 1993 al 1995, vedevano invece un primo ministro neo gollista e un presidente della Repubblica, François Mitterrand, socialista). È dunque primo ministro dal 4 giugno 1997 al 7 maggio 2002. Pur tra frequenti attriti con Chirac e numerosi sostituzioni di ministri, Jospin riesce a rimanere in carica per l'intera legislatura.

Candidato alle presidenziali del 2002, la sconfitta e il ritiro

[modifica | modifica wikitesto]

È nuovamente il candidato unico socialista alle elezioni presidenziali del 2002, avendo come avversario lo stesso Jacques Chirac ma diversi altri anche a sinistra, tra cui il presidente del Movimento dei Cittadini, Jean-Pierre Chevènement, che era stato per un triennio ministro dell'interno del suo governo. La presenza di un candidato della sinistra moderata comporta una grave erosione di voti ai danni di Jospin, già indebolito dalla presenza del candidato comunista, di quello verde e della candidata radicale, e perfino di due candidati della sinistra extraparlamentare.

A sorpresa, è eliminato al primo turno, superato dal candidato di estrema destra, il presidente del Front National Jean-Marie Le Pen. Quest'ultimo accede inaspettatamente nel ballottaggio (al secondo turno sarà sconfitto da Jacques Chirac, che ottenne l'82% dei voti). A seguito della disfatta, Jospin annuncia pubblicamente il suo ritiro definitivo dalla vita politica alla fine delle presidenziali.

Da semplice militante del PS, interviene periodicamente con discorsi, libri ed articoli, e le sue dichiarazioni sono sempre seguite con grande attenzione dalla stampa e dalla classe politica. Il 4 settembre 2006 dichiara di possedere "i requisiti per poter assumere la carica di capo di Stato" (e quindi di non escludere una sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2007), ma il 28 dello stesso mese dichiara che non sarà candidato.

Nel gennaio 2010 pubblica un libro-intervista, Lionel reconte Jospin, nel quale analizza la sua carriera politica e la sua storia personale, rivendicando le scelte significative degli anni di governo (35 ore, copertura medica universale, PACS). Un film-documentario dallo stesso titolo, diretto da Patrick Rotman (riduzione di questa intervista) è presentato in anteprima al Forum des images di Parigi all'inizio del 2010, e diffuso sulla rete nazionale France 2 il 14 ed il 21 gennaio dello stesso anno.

La commissione Jospin

[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 luglio 2012 è designato dal presidente della Repubblica François Hollande alla presidenza di una commissione cui è dato il compito di avanzare proposte per la moralizzazione e il rinnovamento della vita pubblica[7]. La commissione si è insediata il successivo 25 luglio.

Al Consiglio costituzionale

[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 dicembre 2014 il presidente dell'Assemblea Nazionale, Claude Bartolone, nomina Lionel Jospin membro del Consiglio costituzionale, in sostituzione di Jacques Barrot, deceduto il 3 dicembre. Il mandato di Jospin inizia il 6 gennaio 2015, giorno in cui effettua il giuramento, e termina il 12 marzo 2019. La sua durata, infatti, è destinata a esaurire quella del mandato (12 marzo 2010-12 marzo 2019) lasciato incompiuto dal predecessore Barrot[8].

Nel gennaio 2026 dopo un importante intervento chirurgico, Lionel Jospin viene messo in convalescenza nella sua casa nel VI arrondissement di Parigi[9] dove muore il 22 marzo 2026, all'età di 88 anni.[10] Gli viene reso un omaggio nazionale il 26 marzo seguente all’Hôtel des Invalides, durante il quale il Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, pronuncia un solenne elogio funebre.[11] Viene sepolto lo stesso giorno nel cimitero di Montparnasse a Parigi.[11]

Onorificenze francesi

[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze straniere

[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze accademiche

[modifica | modifica wikitesto]
Annotazioni
  1. Successivamente è stato Ministro di Stato, Ministro dell'educazione nazionale, della ricerca e dello sport (1988), Ministro di Stato, Ministro dell'educazione nazionale, della gioventù e dello sport (1988-1991) e poi Ministro di Stato, Ministro dell'educazione nazionale.
Fonti
  1. (FR) Isabelle Mandraud, L'ex-femme de M. Jospin dit avoir « subi » sa « double vie » entre le trotskisme et le PS, in Le Monde, 8 novembre 2002. URL consultato il 10 maggio 2026.
  2. (EN) Jospin Eva «  L'Atelier A - Arte, su ateliera.creative.arte.tv. URL consultato il 10 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  3. (FR) Roxana Azimi e Julie Monde, Eva Jospin, l’affranchie, 8 agosto 2015. URL consultato il 10 maggio 2026.
  4. (FR) Pascale Robert-Diard, Lionel Jospin par lui-même : "Un rigide qui évolue, un austère qui se marre, un protestant athée", in Le Monde, 21 dicembre 1999. URL consultato il 10 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2021).
  5. (FR) Corinne Laurent, Conseil constitutionnel, Lionel Jospin s'en va, in La Croix, 11 marzo 2019. URL consultato il 10 maggio 2026.
  6. (FR) Anne Fulda, Chez les protestants, une extrême diversité de situations, in Le Figaro, 26 dicembre 2006. URL consultato il 10 maggio 2026.
  7. (FR) François Hollande remet Lionel Jospin dans le bain, in Le Figaro, Société du Figaro, SAS, 14 luglio 2012.
  8. (FR) Hélène Bekmezian, Lionel Jospin va faire son entrée au Conseil constitutionnel, in Le Monde, Sociéte Éditrice du Monde, 9 dicembre 2014.
  9. (EN) AFP, Lionel Jospin est en convalescence à son domicile après une « opération sérieuse », in Le Monde, 19 gennaio 2026. URL consultato il 29 marzo 2026.
  10. E' morto l'ex premier francese Lionel Jospin, su ansa.it, 23 marzo 2026.
  11. 1 2 (FR) Aymeric Parthonnaud, Hommage à Lionel Jospin:Emmanuel Macron salue aux Invalides la mémoire de celui qui a modernisé "de manière inédite" la France, in RTL, 26 marzo 2026. URL consultato il 29 marzo 2026.
  12. (FR) Décret du 31 décembre 2015 portant élévation à la dignité de grand'croix et de grand officier, su Légifrance, République Fraçaise, 1º gennaio 2016.
  13. Jospin S.E. Lionel, su Presidenza della Repubblica, Repubblica Italiana.
  14. (FR) Lionel Jospin, su Ordre National du Québec, Québec. URL consultato il 27 aprile 2013.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Primo ministro della Francia Successore
Alain Juppé 3 giugno 1997 – 6 maggio 2002 Jean-Pierre Raffarin

Predecessore Ministro di Stato
Ministro dell'educazione nazionale
Successore
René Monory 12 maggio 1988 – 2 aprile 1992 Jack Lang

Predecessore Primo segretario del Partito Socialista Successore
François Mitterrand 24 gennaio – 14 maggio 1988 Pierre Mauroy I
Henri Emmanuelli 14 ottobre 1995 – 2 giugno 1997 François Hollande II

Predecessore Candidato del Partito Socialista alla presidenza della Francia Successore
François Mitterrand 1995 Sé stesso I
Sé stesso 2002 Ségolène Royal II
Controllo di autoritàVIAF (EN) 79028145 · ISNI (EN) 0000 0001 1072 3067 · LCCN (EN) n83149532 · GND (DE) 119105004 · BNF (FR) cb11909013c (data) · J9U (EN, HE) 987007344834205171