Wolfgang Schäuble

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Wolfgang Schäuble
WSchaeuble.jpg

Ministro delle finanze della Germania
In carica
Inizio mandato 28 ottobre 2009
Primo ministro Angela Merkel
Predecessore Peer Steinbrück

Ministro degli interni della Germania
Durata mandato 21 aprile 1989 –
26 novembre 1991
Primo ministro Helmut Kohl
Predecessore Friedrich Zimmermann
Successore Rudolf Seiters

Durata mandato 22 novembre 2005 –
27 ottobre 2009
Primo ministro Angela Merkel
Predecessore Otto Schily
Successore Thomas de Maizière

Ministro Federale per la Cancelleria e per gli Affari Speciali della Germania
Durata mandato 15 novembre 1984 –
21 aprile 1989
Primo ministro Helmut Kohl
Predecessore Waldemar Schreckenberger
Successore Rudolf Seiters

Presidente dell'Unione Cristiano Democratica
Durata mandato 21 marzo 1998 –
9 aprile 2000
Predecessore Helmut Kohl
Successore Angela Merkel

Presidente del gruppo CDU/CSU al Bundestag
Durata mandato 21 novembre 1991 –
9 aprile 2000
Predecessore Alfred Dregger
Successore Friedrich Merz

Dati generali
Partito politico CDU
Titolo di studio Laurea in economia, laurea in legge, dottorato in diritto

Wolfgang Schäuble (Friburgo in Brisgovia, 18 settembre 1942) è un politico tedesco. Dopo le elezioni federali del 2009 che hanno portato alla formazione di una coalizione di governo tra CDU/CSU e FDP, è stato nominato Ministro delle finanze nel secondo governo Merkel.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un politico della CDU, che fu dal 1947 al 1952 deputato al Parlamento del Baden-Württemberg, è sposato e ha quattro figli. È di fede luterana.

Laureato in Economia e in Legge, conseguì un dottorato in Diritto. Dal 1978 al 1984 è stato iscritto all'ordine degli avvocati del distretto di Offenburg nel Baden-Württemberg. Dopo la caduta del muro, negli anni della riunificazione, fu molto attivo nelle trattative che portarono alla fusione con la Repubblica democratica, e negli anni successivi, appoggiò il progetto di Helmut Kohl di adesione al progetto della moneta unica europea.

"Fedelissimo di Helmut Kohl, di cui è stato Ministro degli Affari speciali e capo della cancelleria dal 1984 al 1989, Ministro degli interni dal 1989 al 1991 e capogruppo della CDU/CSU al parlamento dal 1991 al 2000, Schäuble doveva essere l’erede del Gigante buono ma sulla sua strada ha trovato una signora semi sconosciuta che veniva dalla Germania Est: Angela Merkel. Alle elezioni del 1998 Helmut Kohl era dato perdente e Wolfgang Schäuble gli propose di farsi da parte e di lasciare a lui la candidatura per evitargli una brutta sconfitta. Kohl non la prese bene. Da allora i rapporti tra i due si incrinarono. Kohl venne sconfitto e qualche settimana dopo Angela Merkel diventò segretaria generale della CDU." [1]

Nel 2000 uno scandalo su finanziamenti illegali alla Cdu lambisce Schäuble che ammette in televisione di aver ricevuto una donazione (non registrata) al partito di 100.000 marchi da parte del controverso commerciante di armi Karlheinz Schreiber. Impigliato in questa opaca vicenda, il presidente della Cdu si dimette dal suo incarico. Inizia in corrispondenza di questi eventi l'ascesa politica della tedesca dell'Est Angela Merkel, futuro cancelliere tedesco.[2]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

  • Deputato al Bundestag per la CDU dal 1972 al 1981.
  • Segretario amministrativo del gruppo parlamentare CDU/CSU al Bundestag dal 1981 al 1984.
  • Ministro Federale per la Cancelleria e per gli Affari Speciali dal 1984 al 1989.
  • Ministro degli interni dal 1989 al 1991.
  • Presidente del gruppo parlamentare CDU/CSU dal 1991 al 2000.
  • Presidente della CDU dal 1998 al 2000.
  • Membro dell’Ufficio di Presidenza della CDU dal 2000.
  • Vicepresidente della commissione per la politica estera, di sicurezza ed europea al Bundestag dal 2002 al 2005.
  • Ministro degli interni dal 2005 al 2009.
  • Ministro delle finanze dal 2009.

Attentato[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 ottobre del 1990, durante una manifestazione elettorale ad Oppenau nel Baden-Württemberg, subì un attentato da parte di un uomo chiamato Dieter Kaufmann, il quale gli sparò tre colpi di pistola, che lo ferirono gravemente al volto e alla spina dorsale, rendendolo paralizzato dalla vita in giù e obbligandolo all'uso della sedia a rotelle.[3] Nell'attentato rimase ferita anche una guardia del corpo. Successivamente l'attentatore fu giudicato infermo di mente e ricoverato in un ospedale psichiatrico. Dal 2004 gode del regime di libertà vigilata.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze tedesche[modifica | modifica wikitesto]

Gran croce al merito dell'Ordine al Merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce al merito dell'Ordine al Merito di Germania
— 1991
Cavaliere dell'Ordine al Merito dello Stato di Baden-Wuerttemberg - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al Merito dello Stato di Baden-Wuerttemberg
— 2008

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
— 24 aprile 1986[4]
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona di Quercia (Lussemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona di Quercia (Lussemburgo)
— gennaio 2011
Gran Croce dell'Ordine dell'infante dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine dell'infante dom Henrique (Portogallo)
— 2 giugno 1989

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Schäuble, il Sisifo felice custode dei conti tedeschi, in: Potsdamer-Platz, potsdamer-platz.blogspot.it, 15 luglio 2014. URL consultato il 14 luglio 2015.
  2. ^ Ubaldo Villani-Lubelli, Enigma Merkel. In Europa il potere è donna, goWare, 2013.
  3. ^ Ecco chi è davvero Schäuble, il ministro tedesco che vuol salvare l'euro (e l'Europa), ilsole24ore.com, 3 dicembre 2011. URL consultato il 14 luglio 2015.
  4. ^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana, quirinale.it, 24 aprile 1986. URL consultato il 14 luglio 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN24659096 · LCCN: (ENn91106180 · ISNI: (EN0000 0001 0879 6195 · GND: (DE118814311 · BNF: (FRcb122575795 (data)
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