Salomé Zourabichvili

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Salomé Zourabichvili
Salomé Zourabichvili nel 2020

Presidente della Georgia
In carica
Inizio mandato16 dicembre 2018
Capo del governoMamuka Bakhtadze
Giorgi Gakharia
Irakli Garibashvili
Irakli Kobakhidze
PredecessoreGiorgi Margvelashvili

Ministro degli affari esteri della Georgia
Durata mandato20 marzo 2004 –
19 ottobre 2005
Capo del governoZurab Zhvania
Zurab Noghaideli
PredecessoreTedo Japaridze
SuccessoreGela Bezhuashvili

Deputato del Parlamento della Georgia
Durata mandato30 ottobre 2016 –
16 dicembre 2018
CollegioMtatsminda
Sito istituzionale

Leader di Via della Georgia
Durata mandato11 marzo 2006 –
12 novembre 2010
Predecessorecarica istituita
SuccessoreKakha Seturidze

Dati generali
Partito politicoVia della Georgia (2006–2011)
indipendente (dal 2011)
UniversitàIstituto di studi politici di Parigi
Professioneex agente diplomatico
FirmaFirma di Salomé Zourabichvili

Salomé Nino[1] Zourabichvili[2][3] (in georgiano სალომე ზურაბიშვილი?, Salome Zurabišvili; Parigi, 18 marzo 1952) è una scrittrice, politica e diplomatica francese naturalizzata georgiana.

Già Ministro degli affari esteri nel 2004-2005[4] e parlamentare indipendente dal 2016, nel novembre 2018, è stata eletta quinto Presidente della Georgia, a decorrere dal 16 dicembre successivo, prima donna a ricoprire tale incarico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Parigi da una famiglia di emigranti politici georgiani, ha frequentato alcune delle più prestigiose scuole francesi, tra cui l'Istituto di studi politici di Parigi (Sciences Po), e ha iniziato un master alla Columbia University di New York nell'anno accademico 1972-1973, seguendo anche le lezioni di Zbigniew Brzezinski.

Nel 1974 ha abbandonato gli studi, iniziando a lavorare per il Ministero degli esteri francese e ricoprendo incarichi diplomatici a Roma, alle Nazioni Unite, a Bruxelles, Washington, e altre destinazioni. Nel 1986, mentre era dipendente dell'ambasciata di Francia a Washington, Zourabichvili ha visitato per la prima volta la Georgia. In seguito, è stata a capo della Divisione per le questioni internazionali e strategiche della Segreteria generale di difesa nazionale della Francia dal 2001 al 2003,[5] venendo poi nominata ambasciatrice francese in Georgia nel 2003.

Salomé Zourabichvili nel 2004

Il 18 marzo 2004 fu nominata Ministro degli affari esteri del nuovo governo del Presidente georgiano Mikheil Saak'ashvili,[6] ottenendo altresì la cittadinanza georgiana su concessione dello stesso Saak'ashvili, decisione approvata congiuntamente dal presidente francese Jacques Chirac.[7] In qualità di Ministro degli esteri della Georgia, Zourabichvili è stata la principale negoziatrice dell'accordo del 19 maggio 2005 per il ritiro delle basi militari russe dal territorio della Georgia, firmato con il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov.[8] Durante il suo mandato di ministro degli esteri fu creato il "Nuovo gruppo di amici della Georgia" (che riunisce Ucraina, Lituania, Lettonia, Estonia, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca. Polonia) per coadiuvare la Georgia nelle sue aspirazioni verso la NATO e per promuoverne l'integrazione nell'Unione europea.

Dopo una serie di controversie con i membri del Parlamento e pesanti critiche da parte di ambasciatori georgiani, il 19 ottobre 2005 la sua nomina è stata revocata dal primo ministro Zurab Noghaideli.[9] Poco prima della sua revoca, Zourabichvili si è dimessa dal servizio estero francese, che aveva continuato a pagarle uno stipendio mentre era ministro, annunciando anche che sarebbe rimasta in Georgia per continuare a svolgere attività politica.

Dopo aver creato, nel novembre 2005, il "Movimento di Salome Zourabichvili", nel gennaio 2006 ha annunciato la fondazione del nuovo partito politico Via della Georgia, criticando il "sistema politico di fatto a partito unico".[10] Sebbene Zourabichvili godesse di una certa reputazione in Georgia, non è stata in grado di affermarsi in campo politico: alle elezioni del consiglio comunale di Tbilisi del 5 ottobre 2006 ottenne solo il 2,77% dei voti, mentre sei mesi prima un sondaggio d'opinione condotto dal settimanale georgiano Kviris Palitra aveva stimato nel 23,1% il suo potenziale di raccolta voti alle future elezioni presidenziali. Dall'ottobre 2007, il suo partito fa parte dell'alleanza di opposizione unita, che ha nominato Zourabichvili come potenziale primo ministro in caso di vittoria del candidato Levan Gachechiladze alle elezioni presidenziali del gennaio 2008. Nell'ambito della campagna d'opposizione del 2009 per costringere il presidente Mikheil Saak'ashvili a dimettersi, il 26 marzo, a Tbilisi, Zourabichvili condusse una marcia di protesta insieme ad altre figure di spicco dell'opposizione, tra cui Nino Burjanadze, David Gamkrelidze ed Eka Beselia.[11]

Nel 2010 è stata nominata coordinatrice del gruppo di esperti nominati dall'Organizzazione delle azioni Unite a sostegno del Comitato per le sanzioni contro il programma nucleare dell'Iran.[7]

Salomé Zourabichvili durante la presentazione di un suo libro

Il 12 novembre 2010, Zourabichvili annunciò il suo ritiro dalla leadership di Via Georgiana, succeduta da Kakha Seturidze.[12] Dopo due anni di congedo dalla politica, ha sostenuto pubblicamente il partito Sogno Georgiano fondato dal miliardario Bidzina Ivanishvili in vista delle elezioni presidenziali del 2013,[13] ma poco dopo la Commissione elettorale centrale rifiutò di registrarla come candidata presidenziale a causa della sua doppia cittadinanza, francese e georgiana.[14]

Nel 2016 partecipa come candidata indipendente alle elezioni politiche, venendo così eletta al Parlamento della Georgia.[15]

Nell'agosto 2018, Zourabichvili ha annunciato la partecipazione alle elezioni presidenziali georgiane come candidata indipendente, anche se la sua campagna elettorale è stata fortemente sostenuta da Sogno Georgiano.[6] Il suo principale avversario nelle elezioni fu Grigol Vashadze, del partito Movimento Nazionale Unito sostenuto da Mikheil Saak'ashvili.[6] Nel primo turno delle elezioni ottenne il 38,7 per cento dei voti, un punto percentuale davanti a Vashadze;[16] nel turno di ballottaggio Zourabichvili ha vinto con il 59,52% dei voti.

Presidente della Georgia[modifica | modifica wikitesto]

Zourabichvili si rivolge alla nazione nell'anniversario della tragedia del 9 aprile, quando le truppe sovietiche schiacciarono i manifestanti che chiedevano l'indipendenza

Il 16 dicembre, presso il Palazzo Erekle II a Telavi, si è tenuto l'inaugurazione del mandato del 5º Presidente della Georgia. Zurabishvili ha indossato per la cerimonia un completo bianco e rosso, i colori della bandiera georgiana, disegnato da Jaba Diasamidze, uno stilista georgiano che lavora in Francia. La presidente eletta è stata portata a palazzo in macchina e accompagnata sul tappeto rosso dai suoi figli, Teimuraz e Ketevan Gorgestani.

All'evento hanno partecipato 1800 invitati. Secondo la decisione degli organizzatori, tutti gli ospiti, tranne quelli con problemi di salute, si sono alzati in piedi. Tra i presenti all'inaugurazione c'erano il 4º Presidente della Georgia, Giorgi Margvelashvili, e sua moglie, il Catholicos-Patriarca di tutta la Georgia, Ilia II, il Presidente dell'Armenia, Armen Sargsyan, l'ex Presidente della Francia Nicolas Sarkozy, e rappresentanti di altre delegazioni.

In qualità di presidente, Zourabichvili ha ereditato una nuova Costituzione entrata in vigore il giorno del suo insediamento, che ha sottratto in modo significativo diversi poteri alla Presidenza, concentrandoli all'interno del Parlamento e dell'Ufficio del Primo Ministro. Tuttavia, questo non le ha impedito di usare la sua posizione per chiedere decisioni storicamente importanti, inclusa una nuova indagine sulla controversa morte di Zviad Gamsakhurdia, il primo presidente del paese, avvenuta nel 1993.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Si è sposata due volte. Dal primo matrimonio con Nicolas Gorjestani (economista iraniano-americano della Banca mondiale, lui stesso di origine georgiana)[17] ha avuto due figli: Kéthévane (giornalista di France 24)[18] e Théïmouraz (diplomatico francese).[19]. Si è risposata nel 1993 con Janri Kashia, influente scrittore e giornalista georgiano, rifugiato politico in Francia, morto nel 2012.[20]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Une femme pour deux pays, 2006
  • Fermer Yalta, 2007
  • Les cicatrices des Nations: L'Europe malade de ses frontières, 2008
  • La tragédie géorgienne
  • L'exigence démocratique

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze georgiane[modifica | modifica wikitesto]

Gran maestro dell’Ordine dell’Eroe nazionale - nastrino per uniforme ordinaria
Gran maestro dell’Ordine di San Giorgio della Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria
Gran maestro dell’Ordine di Davide il Costruttore - nastrino per uniforme ordinaria
Gran maestro dell’Ordine della Regina Tamara - nastrino per uniforme ordinaria
Gran maestro dell’Ordine presidenziale della Luce - nastrino per uniforme ordinaria
Gran maestro dell’Ordine di San Nicola - nastrino per uniforme ordinaria
Gran maestro dell’Ordine del Vello d’oro - nastrino per uniforme ordinaria
Gran maestro dell’Ordine di Vakhtang Gorgasali - nastrino per uniforme ordinaria
Gran maestro dell’Ordine d’Onore - nastrino per uniforme ordinaria

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine nazionale della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria
Ufficiale dell'Ordine nazionale al merito - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica di Polonia - nastrino per uniforme ordinaria

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (FR) Décret du 17 avril 2003 portant promotion et nomination, in Journal officiel de la République française, n. 94, 20 aprile 2003, p. 7129.
  2. ^ a b ZOURABICHVILI Salomè, su Quirinale.
  3. ^ In quanto cittadina francese alla nascita, la versione del nome impiegata comunemente in italia è la traslitterazione secondo le regole ortografiche del francese, con la quale appare nell'anagrafe. La traslitterazione scientifica del nome è Salome Nino Zurabišvili
  4. ^ Paul Rimple, What promise is there for Zurabishvili election campaign of no promises?, in Eurasia Insight, 29 settembre 2006. URL consultato il 29 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2008).
  5. ^ Alexander Mikaberidze, Historical Dictionary of Georgia, Rowman & Littlefield Publishers, 6 febbraio 2015, pp. 695–, ISBN 978-1-4422-4146-6.
  6. ^ a b c Henry Foy, Frenchwoman frontrunner to become Georgia’s next president, in Financial Times, 25 ottobre 2018.
  7. ^ a b Salome Zurabishvili, su Biographical Dictionary of Georgia. URL consultato il 4 dicembre 2018.
  8. ^ A Georgian victory as Russia will quit 2 bases, in New York Times, 31 maggio 2005.
  9. ^ Civil Georgia, Civil.Ge - Foreign Minister Zourabichvili Sacked, su civil.ge. URL consultato il 4 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  10. ^ Quentin Peel e Isabel Gorst, Liberal laboratory at Russia’s door, in Financial Times, 31 ottobre 2007.
  11. ^ Georgian Opposition Mulls More Radical Forms Of Protest, su Radio Free Europe/Radio Liberty, 27 maggio 2009.
  12. ^ The Messenger - Opposition Leader takes UN Security Council job, su messenger.com.ge.
  13. ^ Former Georgian Foreign Minister Zurabishvili Endorses Saakashvili Rival, su Radio Free Europe/Radio Liberty, 12 luglio 2012.
  14. ^ Georgia Election Board Rejects Former Foreign Minister, su Radio Free Europe/Radio Liberty, 3 settembre 2013.
  15. ^ Liz Fuller, Will Georgia's Ruling Party Use Super-Majority For Common Good Or To Further Own Interests?, su Radio Free Europe/Radio Liberty, 3 settembre 2013.
  16. ^ Margarita Antidze, Georgia presidential vote heads for runoff in setback for ruling party, su Reuters, 28 ottobre 2018..
  17. ^ (KA) ვინ იყო სალომე ზურაბიშვილის პირველი ქმარი და რა გახდა მათი დაშორების მიზეზი [Who was Salome Zourabichvili's first husband and why did they separate?], in Akhali Taoba, 26 novembre 2018. URL consultato il 26 settembre 2022.
  18. ^ (EN) PRESIDENT ZOURABICHVILI'S DAUGHTER APPOINTED TO WHITE HOUSE, in Business Media Georgia, 19 agosto 2022. URL consultato il 26 settembre 2022.
  19. ^ (EN) Rym Momtaz, Inside Macron's diplomacy: Tension, turf wars and burnouts, in Politico Europe, 28 ottobre 2020. URL consultato il 26 settembre 2022.
  20. ^ (KA) ჯანრი კაშია, in National Parliamentary Library of Georgia. URL consultato il 26 settembre 2022.
  21. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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