Salomé Zourabichvili

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Salomé Zourabichvili
Zourabichvili Shaking Hands with Steinmeier (cropped).jpg
Salomé Zourabichvili nel 2019

Presidente della Georgia
In carica
Inizio mandato 16 dicembre 2018
Predecessore Giorgi Margvelashvili

Ministro degli affari esteri
Durata mandato 20 marzo 2004 –
19 ottobre 2005
Presidente Mikhail Saakashvili
Capo del governo Zurab Zhvania
Zurab Noghaideli
Predecessore Tedo Japaridze
Successore Gela Bezhuashvili

Deputato del Parlamento della Georgia
Durata mandato 30 ottobre 2016 –
16 dicembre 2018
Collegio Mtatsminda
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Via Georgiana (2006–2011)
indipendente (dal 2011)
Università Istituto di studi politici di Parigi
Professione ex agente diplomatico
Firma Firma di Salomé Zourabichvili

Salomé Nino[1] Zourabichvili[2] (in georgiano: სალომე ზურაბიშვილი; Parigi, 18 marzo 1952) è una diplomatica e politica francese naturalizzata georgiana.

Già Ministro degli affari esteri nel 2004-2005[3] e parlamentare indipendente dal 2016, nel novembre 2018 è stata eletta quinto Presidente della Georgia, prima donna a ricoprire tale incarico, a decorrere dal 16 dicembre.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Parigi da una famiglia di emigranti politici georgiani, ha frequentato alcune delle più prestigiose scuole francesi, tra cui l'Istituto di studi politici di Parigi (Sciences Po), e ha iniziato un master alla Columbia University di New York nell'anno accademico 1972-1973, seguendo anche le lezioni di Zbigniew Brzezinski.

Nel 1974 ha abbandonato gli studi, iniziando a lavorare per il Ministero degli esteri della Francia e ricoprendo incarichi diplomatici a Roma, Nazioni Unite, Bruxelles, Washington, e altre destinazioni. Nel 1986, mentre era dipendente dell'ambasciata di Francia a Washington, Zourabichvili ha visitato per la prima volta la Georgia. In seguito, è stata a capo della Divisione per le questioni internazionali e strategiche della Segreteria generale di difesa nazionale della Francia dal 2001 al 2003,[4] venendo poi nominata ambasciatrice francese in Georgia nel 2003.

Salomé Zourabichvili nel 2004

Il 18 marzo 2004 venne nominata Ministro degli affari esteri del nuovo governo del Presidente georgiano Mikhail Saakashvili,[5] e ottenendo altresì la cittadinanza georgiana su concessione dello stesso Saakashvili, decisione approvata congiuntamente dal presidente francese Jacques Chirac.[6] In qualità di Ministro degli esteri della Georgia, Zourabichvili è stata la principale negoziatrice dell'accordo del 19 maggio 2005 per il ritiro delle basi militari russe dal territorio della Georgia, firmato con il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov.[7] Durante il suo mandato di ministro degli esteri, venne creato il "Nuovo gruppo di amici della Georgia" (che riunisce Ucraina, Lituania, Lettonia, Estonia, Estonia, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca e Polonia) per aiutare le aspirazioni della Georgia verso la NATO e promuoverne l'integrazione nell'Unione europea.

Dopo una serie di controversie con i membri del Parlamento e pesanti critiche da parte di ambasciatori georgiani, la sua nomina è stata revocata il 19 ottobre 2005 dal primo ministro Zurab Nogaideli.[8] Poco prima della sua revoca, Zourabichvili si è dimessa dal servizio estero francese, che aveva continuato a pagarle uno stipendio mentre era ministro, annunciando anche che sarebbe rimasta in Georgia per continuare a svolgere l'attività politica.

Dopo aver creato nel novembre 2005 il "Movimento di Salome Zourabichvili", nel gennaio 2006 ha annunciato la fondazione del nuovo partito politico Via georgiana, criticando il "sistema politico di fatto a partito unico".[9] Sebbene Zourabichvili godesse di una certa reputazione in Georgia, non è stata in grado di affermarsi in campo politico: alle elezioni del consiglio comunale di Tbilisi del 5 ottobre 2006 ottenne solo il 2,77% dei voti, mentre sei mesi prima un sondaggio d'opinione condotto dal settimanale georgiano Kviris Palitra riportò che avrebbe potuto raccogliere il 23,1% dei voti alle future elezioni presidenziali. Dall'ottobre 2007, il suo partito fa parte dell'alleanza di opposizione unita, che ha nominato Zourabichvili come potenziale primo ministro in caso di vittoria del candidato Levan Gachechiladze alle elezioni presidenziali del gennaio 2008. Nell'ambito della campagna d'opposizione del 2009 per costringere il presidente Mikheil Saakashvili a dimettersi, Zourabichvili condusse una marcia di protesta insieme ad altre figure di spicco dell'opposizione (tra cui Nino Burjanadze, David Gamkrelidze ed Eka Beselia) a Tbilisi il 26 marzo 2009.[10]

Nel 2010 è stata nominata coordinatrice del gruppo di esperti nominati dalle Nazioni Unite a supporto del Comitato per le sanzioni contro il programma nucleare dell'Iran.[6]

Salomé Zourabichvili durante la presentazione di un suo libro

Il 12 novembre 2010, Zourabichvili annunciò il suo ritiro dalla leadership di Via Georgiana, succeduta da Kakha Seturidze.[11] Dopo due anni di congedo dalla politica, ha sostenuto pubblicamente il partito Sogno Georgiano fondato dal miliardario Bidzina Ivanishvili in vista delle elezioni presidenziali del 2013,[12] ma poco dopo la Commissione elettorale centrale rifiutò di registrarla come candidata presidenziale a causa della sua doppia cittadinanza georgiana e francese.[13]

Nel 2016 partecipa come candidata indipendente alle elezioni politiche, venendo così eletta al Parlamento della Georgia.[14]

Nell'agosto 2018, Zourabichvili ha annunciato che avrebbe partecipato alle elezioni presidenziali georgiane come candidata indipendente, anche se la sua campagna elettorale è stata fortemente sostenuta da Sogno Georgiano.[5] Il suo principale avversario nelle elezioni fu Grigol Vashadze, del partito Movimento Nazionale Unito sostenuto da Mikheil Saakashvili.[5] Nel primo turno delle elezioni ha ottenuto il 38,7 per cento dei voti, un punto percentuale davanti a Vashadze;[15] nel turno di ballottaggio Zourabichvili ha vinto con il 59,52% dei voti.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Si è sposata due volte e ha due figli, nati entrambi dal primo matrimonio con Nicolas Gorjestani: un maschio, Teimuraz, diplomatico, e una femmina, Ketevan, giornalista

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Une femme pour deux pays, 2006
  • Fermer Yalta, 2007
  • Les cicatrices des Nations: L'Europe malade de ses frontières, 2008
  • La tragédie géorgienne
  • L'exigence démocratique

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine nazionale della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine nazionale della Legion d'onore
— 17 aprile 2003[1]
Ufficiale dell'Ordine nazionale al merito - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine nazionale al merito
Cavaliere dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana
— 1º febbraio 1978[2]
Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica di Polonia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica di Polonia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (FR) Décret du 17 avril 2003 portant promotion et nomination, in Journal officiel de la République française, nº 94, 20 aprile 2003, p. 7129.
  2. ^ a b ZOURABICHVILI Salomè, su Quirinale.
  3. ^ Paul Rimple, What promise is there for Zurabishvili election campaign of no promises?, in Eurasia Insight, 29 settembre 2006. URL consultato il 29 gennaio 2010.
  4. ^ Alexander Mikaberidze, Historical Dictionary of Georgia, Rowman & Littlefield Publishers, 6 febbraio 2015, pp. 695–, ISBN 978-1-4422-4146-6.
  5. ^ a b c Henry Foy, Frenchwoman frontrunner to become Georgia’s next president, in Financial Times, 25 ottobre 2018.
  6. ^ a b Salome Zurabishvili, su Biographical Dictionary of Georgia. URL consultato il 4 dicembre 2018.
  7. ^ A Georgian victory as Russia will quit 2 bases, in New York Times, 31 maggio 2005.
  8. ^ Civil Georgia, Civil.Ge - Foreign Minister Zourabichvili Sacked, su www.civil.ge.
  9. ^ Quentin Peel e Isabel Gorst, Liberal laboratory at Russia’s door, in Financial Times, 31 ottobre 2007.
  10. ^ Georgian Opposition Mulls More Radical Forms Of Protest, su Radio Free Europe/Radio Liberty, 27 maggio 2009.
  11. ^ The Messenger - Opposition Leader takes UN Security Council job, su www.messenger.com.ge.
  12. ^ Former Georgian Foreign Minister Zurabishvili Endorses Saakashvili Rival, su Radio Free Europe/Radio Liberty, 12 luglio 2012.
  13. ^ Georgia Election Board Rejects Former Foreign Minister, su Radio Free Europe/Radio Liberty, 3 settembre 2013.
  14. ^ Liz Fuller, Will Georgia's Ruling Party Use Super-Majority For Common Good Or To Further Own Interests?, su Radio Free Europe/Radio Liberty, 3 settembre 2013.
  15. ^ Margarita Antidze, Georgia presidential vote heads for runoff in setback for ruling party, su Reuters, 28 ottobre 2018..

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Controllo di autoritàVIAF (EN24890988 · ISNI (EN0000 0000 5523 2598 · LCCN (ENn2006070820 · GND (DE133300099 · BNF (FRcb15074329t (data)