Barriera di separazione tra Stati Uniti d'America e Messico

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La barriera vista da una spiaggia a Tijuana

La barriera di separazione tra Stati Uniti d'America e Messico, detta anche muro messicano o muro di Tijuana, è una barriera di sicurezza costruita dagli Stati Uniti lungo la frontiera al confine tra USA e Messico. In Messico viene però chiamato Muro della vergogna. Il suo obiettivo è quello di impedire agli immigranti illegali, in particolar modo messicani e centroamericani, cioè Guatemaltechi, Honduregni, Salvadoregni e Nicaraguensi di oltrepassare il confine statunitense.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La sua costruzione ha avuto inizio nel 1990 durante la presidenza George H. W. Bush quando la polizia di frontiera elaborò allora la strategia “Prevenzione attraverso la Deterrenza”, in base a cui, tra le altre cose, iniziò a costruire recinzioni e ostacoli sul confine, in particolare nell'area di San Diego.[1] Il primo tratto, di 14 miglia (22,5 km), fu completato nel 1993.[2]

Nel 1994 durante la presidenza Clinton la barriera fu sviluppata ulteriormente. L'iniziativa più evidente fu quella di aggiungere una presenza fissa di forze di polizia al confine.

Secondo alcuni esperti queste operazioni sarebbero solo una manovra per convincere i cittadini statunitensi della sicurezza ed impenetrabilità dei confini, mentre l'economia continuerebbe a beneficiare del continuo flusso di forza lavoro a basso costo in arrivo da oltre frontiera.

La barriera è fatta di lamiera metallica sagomata, alta dai due ai quattro metri, e si snoda per chilometri lungo la frontiera tra Tijuana e San Diego. Il muro è dotato di illuminazione ad altissima intensità, di una rete di sensori elettronici e di strumentazione per la visione notturna, connessi via radio alla polizia di frontiera statunitense, oltre ad un sistema di vigilanza permanente effettuato con veicoli ed elicotteri armati. Altri tratti di barriera si trovano in Arizona, Nuovo Messico e Texas.

Il confine tra Stati Uniti d'America e Messico, lungo 3.140 km, attraversa territori di diversa conformazione, aree urbane e desertiche. La barriera è situata nelle sezioni urbane del confine, le aree che in passato hanno visto il maggior numero di attraversamenti clandestini. Queste aree urbane comprendono San Diego in California ed El Paso in Texas. Il risultato immediato della costruzione della barriera è stato un numero sempre crescente di persone che hanno cercato di varcare illegalmente il confine attraverso il deserto di Sonora o il monte Baboquivari, in Arizona. Questi clandestini hanno dovuto percorrere circa 80 km di territorio inospitale prima di raggiungere la prima strada nella riserva indiana Tohono O'odham. Tra il 1º ottobre 2003 ed il 30 aprile 2004, 660.390 persone sono state arrestate dalla polizia di confine statunitense mentre cercavano di attraversare illegalmente il confine. In quello stesso periodo dalle 43 alle 61 persone sono morte mentre cercavano di attraversare il deserto della Sonora, tre volte tante quelle che nello stesso lasso di tempo hanno incontrato il medesimo destino nell'anno precedente. Nell'ottobre 2004 la polizia di confine ha dichiarato che negli ultimi 12 mesi 325 persone sarebbero morte nel tentativo di passare la frontiera. Dal 1998 al 2004, secondo i dati ufficiali, lungo il confine tra Stati Uniti e Messico sono morte in totale 1.954 persone.

L'iter burocratico della risoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 novembre 2005 il parlamentare statunitense repubblicano Duncan Hunter (della California) ha proposto al Senato degli Stati Uniti d'America un piano per rafforzare la barriera di separazione tra i due paesi. La proposta che è stata approvata il 15 dicembre 2005 prevede la costruzione di un muro di 1.123 km. Le dimensioni sarebbero paragonabili solo a quelle della Grande muraglia cinese. Infine il 17 maggio 2006 il Senato ha approvato a maggioranza (83 voti a favore e 16 contrari) l'emendamento che prevede la costruzione di un muro di 595 km di estensione, più 800 km di barriere per impedire il passaggio di automobili.

La risoluzione 6061 (H.R. 6061), Secure Fence Act, è stata presentata al Congresso il 13 settembre 2006. La proposta è stata approvata dalla Camera dei rappresentanti in data 14 settembre 2006 con una votazione di 283 voti a favore e 138 contrari.

Il 29 settembre 2006 il Senato ha confermato l'autorizzazione con una votazione di 80 a favore e 19 contrari. Sorprendentemente tra i democratici che in quell'occasione votarono a favore vi furono anche la futura candidata alla presidenza Hillary Clinton e l'allora senatore dell'Illinois Barack Obama. [3]

Il 26 ottobre 2006 il presidente George W. Bush ha firmato la H.R. 6061 che era stata votata da ambedue le camere del Congresso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) EBSCO, History of Border Walls in the U.S. and Around the World, su ebscohost.com. URL consultato il 02 febbraio 2017.
  2. ^ AGI - Agenzia Giornalistica Italia, Di Battista sbaglia, il muro che Trump vuole completare non l'ha iniziato Clinton, su Agi.it. URL consultato il 27 gennaio 2017.
  3. ^ H.R. 6061 (109th): Secure Fence Act of 2006 -- Senate Vote #262 -- Sep 29, 2006, su GovTrack.us. URL consultato il 17 novembre 2016.

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