David Duke

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David Duke (Tulsa, 1º luglio 1950) è un politico statunitense dello stato della Louisiana.

Ė un nazionalista bianco, teorico della cospirazione, antisemita, negazionista dell'Olocausto, ex Gran Maestro del Ku Klux Klan e pregiudicato[1][2]. Si definisce "attivista dei diritti umani e dei diritti civili"[3] in polemica contro il potere e l'influenza dell'"estremismo ebraico".

Duke sostiene la preservazione della cultura occidentale, i valori tradizionali cristiani, la segregazione razziale e l'anticomunismo, mentre si oppone fermamente all'immigrazione, sia essa legale o illegale[4].

È stato deputato alla camera dei Rappresentanti della Louisiana, dal 1989 al 1993. È autore di due libri: My Awakening ("Il mio risveglio") e Jewish Supremacism ("Il suprematismo ebraico").

Fu membro del Ku Klux Klan durante la giovinezza; si distaccò del tutto da questa organizzazione alla fine degli anni' 70.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

David Duke è entrato a far parte del Ku Klax Klan nel 1967, all'età di 17 anni[5]. Nel 1970 diede vita ad un gruppo di studenti bianchi chiamato Alleanza dei giovani bianchi[4]. Ottenne popolarità nel campus quando festeggiò l'anniversario del compleanno di Adolf Hitler indossando l'uniforme nazista[4]. Nel 1974 Duke si è laureato presso l'Università della Louisiana e poco tempo dopo fondò la sede in Louisiana dei Cavalieri del Ku Klax Klan[4] e venne nominato Grand Wizard[4]. Un suo seguace, Thomas Robb ha cambiato il titolo di Duke in "Direttore Nazionale"[4]. Sotto la sua direzione il Klan ha abbandonato le politiche violente e abbracciato politiche più moderate[6]. Per la prima volta nella storia del KKK le donne furono accettate come membri paritari[4][7]; inoltre, i Cattolici furono invitati ad aderire o a presentare la domanda d'adesione[4][7]. Duke precisò ripetutamente che il Klan non fosse "anti-neri", bensì "pro-bianchi" e "pro-cristiani"[4].

Duke ha spesso ricordato come il gruppo abbia sostenuto il diritto degli europei-americani a preservare se stessi, la loro eredità culturale e la loro libertà politica, senza ostilità nei confronti degli Afroamericani.

È stato membro fino al 1975 del Partito Nazista Americano.

Nel 1975 si è iscritto al Partito Democratico. Nelle elezioni presidenziali del 1988 ha partecipato alle primarie democratiche[5][4], ottenendo 45.290 voti, lo 0.19%. Le primarie furono vinte da Michael Dukakis, che venne sconfitto al ballottaggio dal repubblicano George H. W. Bush. Duke venne candidato poi per il Partito Populista[8], avendo come candidato vicepresidente Trenton Stokes. Al ballottaggio fu presente in 11 Stati e ottenne 47.047 voti, pari allo 0.04%[9]. Ha lasciato i democratici nel dicembre 1988[4].

Passato ai repubblicani nel 1989, nello stesso anno si candida alla Camera dei rappresentanti come rappresentante della Louisiana, ottenendo il 50.3%, venendo così eletto. Rimase in carica dal 1990 al 1992[4]. Sempre nel 1990 si è candidato come rappresentante della Louisiana al Senato, ottenendo il 43.48%, pari a oltre 600.000 voti, ma non bastarono per sconfiggere lo sfidante democratico John Bennett Johnston[4]. Nel 1991 si candida a Governatore della Louisiana; al primo turno Duke ottiene 491.000 voti, il secondo più votato dopo il democratico Edwin Edwards. Al ballottaggio Duke ottiene 671.000 preferenze, il 38.8% del totale, venendo così sconfitto da Edwards[4]. Nelle elezioni presidenziali del 1992 Duke partecipa alle primarie del Partito Repubblicano, ricevendo 119.000 voti e risultando il terzo candidato più votato dopo George Bush e Pat Buchanan. Bush verrà sconfitto al ballottaggio dal candidato del Partito Democratico Bill Clinton. Nel 1996 si è nuovamente proposto al Senato, dove ha ottenuto l'11.5%[4]. Nel 1999 ha invece preso il 19% dei consensi[4]. Le sue candidature sono state spesso oltreggiate anche dallo stesso Partito Repubblicano. Il Presidente del Partito Jim Nicholson disse "Non c'è posto nel partito di Lincoln per un uomo del Klan come David Duke"[4].

Ha lasciato il GOP nel 1999, aderendo al Partito Riformista dal 1999 al 2001. Nel luglio 2016 ha annunciato che parteciperà alle elezioni primarie del Partito Repubblicano per ottenere il seggio al Senato lasciato vacante dal repubblicano David Vitter[10]. Duke ottiene 58.606 voti, il 3% delle preferenze, risultando il settimo candidato più votato, non venendo quindi eletto.

Appoggio nelle presidenziali 2008 e 2016[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle primarie del Partito Repubblicano in vista delle elezioni presidenziali del 2008 Duke ha appoggiato Ron Paul, scrivendo sul suo sito che è in atto "una cospirazione mediatica" ai suoi danni[11], ma ha successivamente annunciato che voterà John McCain in funzione anti-Obama (anche se egli critica spesso l'anziano senatore repubblicano).

Nelle elezioni primarie del Partito Repubblicano del 2016 ha deciso di appoggiare l'imprenditore Donald Trump, e ha invitato i suoi seguaci a votare per il magnate newyorkese, sostenendo che votare per Ted Cruz o per Marco Rubio equivarrebbe "tradire il nostro passato e la nostra identità"[12][13]. Trump ha però preso le distanze da Duke, negando di avere rapporti con lui o l'organizzazione a cui è legato[6].

Controversie e procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 Duke si è dichiarato colpevole di evasione fiscale e quattro mesi dopo è stato condannato a 15 mesi di prigione, che ha scontato a Big Spring, in Texas. Duke sostiene che la pena sia da attribuire dal pregiudizio che ha percepito presso la Corte Federale e che l'obiettivo era quello di screditare Duke, tesi peraltro sostenuta da Don Black[4], suprematista e nazionalista bianco[14].

Duke ha espresso sostegno allo storico negazionista dell'Olocausto Ernst Zündel, facendo una serie di serie di dichiarazioni a favore del saggista e della sua campagna revisionista. Quando, nel 2005, fu arrestato e imprigionato a Mannheim, Duke lo definì "un prigioniero politico"[4].

Nel 2005 ha conseguito un dottorato di ricerca in storia[15], seppur presso un ateneo ucraino non accreditato[16] i cui dirigenti sono noti più per le posizioni antisemite che per le loro attività accademiche[17].

Al suo arrivo in Repubblica Ceca il 24 aprile 2009 per presentare il suo libro "Il suprematismo Ebraico" è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di "negare o approvare del genocidio nazisti e altri crimini nazisti" e per "la promozione di movimenti che vogliono sopprimere i diritti umani"[4]. Duke era stato invitato dal gruppo ceco neonazista "Resistenza Nazionale"[4].

Il giorno seguente è stato rilasciato con l'obbligo di lasciare il paese il giorno stesso[4]. Nel 2011 Duke si trasferisce in Provincia di Belluno con lo scopo di effettuare ricerche per il suo nuovo libro, riuscendo ad ottenere un permesso di soggiorno abusivo presentandosi con il suo secondo nome "Ernest"; un anno dopo gli viene negato il permesso di soggiorno perché non compatibile con gli accordi di Schengen[18]. L'ex leader del KKK, non contento, ha fatto ricorso portando il ministero dell'Interno davanti al Tar del Veneto[7], che però ha confermato il corretto operato delle forze dell'ordine lasciando Duke solo con duemila euro di spese legali da pagare[19].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ David Duke, My Awakening: A Path to Racial Understanding, Free Speech Press. URL consultato il 17 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2007).
  2. ^ David Duke: White Revolution on the Internet, Anti-Defamation League. URL consultato il 13 novembre 2006 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2006).
  3. ^ White Civil Rights Archiviato il [Data mancante], nella Library of Congress
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Biografia di David Duke in Italiano, su veraopposizione, 21 gennaio 2012. URL consultato il 21 agosto 2017.
  5. ^ a b La biografia di David Duke in italiano, su www.daemuk.ch. URL consultato il 22 agosto 2017.
  6. ^ a b (IT) David Duke, il leader del Ku Klux Klan che sostiene Donald Trump - Formiche.net, in Formiche.net, 05 marzo 2016. URL consultato il 29 agosto 2017.
  7. ^ a b c (IT) David Duke, leader razzista ed antisemita del Ku Klux Klan, ha vissuto a lungo a Belluno | Osservatorio Antisemitismo, in Osservatorio Antisemitismo, 06 dicembre 2013. URL consultato il 16 settembre 2017.
  8. ^ Our Campaigns - US President - Pop Convention Race - Mar 11, 1988, su www.ourcampaigns.com. URL consultato il 29 agosto 2017.
  9. ^ D.C.'s Political Report: 1988 Presidential Candidates, su www.dcpoliticalreport.com. URL consultato il 29 agosto 2017.
  10. ^ (EN) Associated Press, The Latest: Ex-KKK leader Duke: 'My time has come', in sandiegouniontribune.com. URL consultato il 19 agosto 2017.
  11. ^ Dal sito di David Duke
  12. ^ Usa 2016, ex leader Ku Klux Klan invita a votare per Trump, in Repubblica.it, 25 febbraio 2016. URL consultato il 29 agosto 2017.
  13. ^ L'ex leader Ku Klux Klan: "Votate tutti per Trump", in ilGiornale.it. URL consultato il 29 agosto 2017.
  14. ^ (EN) Don Black, in Southern Poverty Law Center. URL consultato il 1° settembre 2017.
  15. ^ http://archive.adl.org/learn/extremism_in_america_updates/individuals/david_duke/david_duke_20051103.htm
  16. ^ (RU) МАУП лишили аккредитации - Новости Луганска. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  17. ^ Ukraine University of Hate, su archive.adl.org. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  18. ^ Espulso da Belluno l'ex leader del Ku Klux Klan, in ilGiornale.it. URL consultato il 1° settembre 2017.
  19. ^ (IT) Stefano Intreccialagli, Belluno, cacciato ex leader del Ku Klux Klan David Duke, su Reporter nuovo, 05 dicembre 2013. URL consultato il 1° settembre 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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