Sinfonia n. 9 (Beethoven)

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Sinfonia n. 9
Beethoven.jpg
Ritratto di Ludwig Van Beethoven
Compositore Ludwig van Beethoven
Tonalità Re minore
Tipo di composizione Sinfonia
Numero d'opera Op. 125
Epoca di composizione 1822-1824
Prima esecuzione Teatro di Porta Carinzia, Vienna, 7 maggio 1824.
Autografo conservato alla Biblioteca di Stato di Berlino
Dedica Federico Guglielmo III, re di Prussia
Durata media 70 minuti
Organico

ottavino, due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, controfagotto, quattro corni, due trombe, tre tromboni, timpani, piatti, triangolo, grancassa, archi, coro (soprani, contralti, tenori, bassi), solisti (soprano, contralto, tenore, baritono)

Movimenti

1. Allegro ma non troppo, un poco maestoso
2. Scherzo
3. Adagio molto e cantabile
4. Presto

La sinfonia n. 9 in Re minore con voci e coro finale Op. 125 (nota anche solo come Nona sinfonia o Sinfonia corale) è l'ultima sinfonia composta da Ludwig van Beethoven e completata nel 1824, quando era completamente sordo. La prima assoluta avvenne venerdì 7 maggio 1824 nel Theater am Kärntnertor di Vienna, con la contralto Caroline Unger ed il tenore Anton Haizinger.[1]

La parte corale (cioè cantata) include brani dell'ode An die Freude (Inno alla Gioia) di Friedrich Schiller, ed è collocata nel quarto e ultimo movimento, mentre i primi tre tempi sono esclusivamente sinfonici. Le parole sono cantate da quattro cantanti solisti e un coro. La sinfonia è stata la prima maggiore composizione sinfonica con voci.[2]

È una delle opere più note di tutta la musica classica ed è considerata uno dei più grandi capolavori di Beethoven, se non la più grandiosa composizione musicale mai scritta.[3]

Nel 2001 spartito e testo sono stati dichiarati dall'UNESCO Memoria del mondo, attribuendoli alla Germania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

La Società Filarmonica di Londra inizialmente commissionò la sinfonia nel 1817.[4] La principale opera di composizione fu compiuta tra l'autunno del 1822 e il febbraio 1824, data di completamento dell'autografo.[5]

Denominata nel suo primo abbozzo Allemande ("Tedesca"),[6] la sinfonia nacque in parte da altri brani di Beethoven che, sebbene confluiti in opere a sé stanti, sono anche contenuti in alcuni schizzi della futura Nona sinfonia. Quanto alla struttura, già la Fantasia Corale, Op. 80 (1808), in pratica un movimento di un concerto per pianoforte, introduce un coro e dei solisti verso la fine, per creare il culmine. Così nella Nona Sinfonia le voci cantano un tema prima suonato strumentalmente: peraltro il tema, per lo meno nella struttura, ricorda piuttosto da vicino il tema corrispondente nella Fantasia Corale. Andando ancora più indietro, una versione precedente del tema della Fantasia Corale si trova nella canzone Gegenliebe, per pianoforte e voce alta, risalente a prima del 1795.[7] Secondo Robert W. Gutman, l'Offertorio Misericordias Domini in re minore di Mozart, K. 222, scritto nel 1775, contiene una melodia che prefigura quasi perfettamente l'Inno alla gioia.[8]

La prima[modifica | modifica wikitesto]

Anche se le sue opere più importanti avevano quasi sempre debuttato a Vienna, Beethoven voleva che, una volta terminata, la sua ultima composizione fosse eseguita il più presto possibile a Berlino, poiché pensava che il gusto musicale viennese fosse ormai dominato dai compositori italiani, come Rossini.[9] Ma i suoi amici e finanziatori insistettero affinché la première della sinfonia si tenesse a Vienna, tanto che fecero partire una petizione, firmata da molti importanti mecenati ed interpreti della musica viennese, suoi ammiratori.[9]

Beethoven fu lusingato dall'adorazione di Vienna, e così acconsentì. Discute però a lungo sulla scelta del luogo dove tenere il concerto.[10] Egli propendeva infatti per la sala del Ridotto, un circolo privato, e già si diceva a Vienna che egli avrebbe dato il concerto «in un guscio di noce». Le ragioni di questa scelta sono dovute probabilmente al fatto che un teatro gli potesse apparire una sede troppo profana per un'opera di alta ispirazione religiosa come la Missa Solemnis, che avrebbe debuttato nella sua quasi interezza insieme alla Nona sinfonia.[11] Saranno infine i suoi stessi amici e confidenti a dissuaderlo dalla scelta di dare un concerto in una sala (Verein), e propendere invece per un teatro, nel quale non solo sarebbe convenuta volentieri gran parte della nobiltà e della corte, ma soprattutto l'effetto e la forza dei suoi due nuovi lavori avrebbero trovato uno spazio dove poter essere espresse compiutamente.

La prima della Nona sinfonia si tenne il 7 maggio 1824 a Vienna, al Theater am Kärntnertor, seguita da tre parti della Missa Solemnis (il Kyrie, il Credo, e l'Agnus Dei) e dall'ouverture La consacrazione della casa.[1]

Carolina Ungher cantò come contralto durante la prima esecuzione della sinfonia, e si dice che nel finale abbia fatto voltare Beethoven per guardare la folla plaudente.

Fu la prima apparizione sul palco del compositore in 12 anni; la sala era gremita di un pubblico entusiasta e di un gran numero di musicisti.[12]

La première della sinfonia coinvolse la più grande orchestra mai riunita da Beethoven[12] e richiese gli sforzi combinati della Kärntnertor house orchestra e della Società musicale di Vienna (Gesellschaft der Musikfreunde), insieme a un gruppo selezionato di dilettanti preparati. Sebbene non esista una lista completa degli artisti che vi presero parte, molti degli artisti più noti di Vienna sono noti per aver partecipato.[13]

Le parti per soprano e per alto furono interpretate dalle famose cantanti Henriette Sontag e Caroline Unger. Il soprano tedesco Henriette Sontag (1806–1854) aveva diciott'anni quando lo stesso Beethoven la ingaggiò per eseguire la sinfonia al suo debutto.[14][15]

Anche il contralto ventunenne viennese Caroline Unger (1803–1877) fu ingaggiato personalmente da Beethoven, ma già nel 1821 si era guadagnata ottime critiche in seguito all'apparizione nel Tancredi di Rossini. Dopo essersi esibita alla première del 1824, la Unger divenne famosa in Italia e a Parigi. Compositori come Donizetti e Bellini sono famosi per aver scritto ruoli specificatamente per la sua voce.[16]

La performance ufficialmente fu diretta dal maestro di cappella del teatro, Michael Umlauf, anche se lo stesso Beethoven condivise il palco con lui. Due anni prima proprio Umlauf aveva assistito al tentativo di Beethoven, già all'epoca sordo, di dirigere la prova generale della sua opera Fidelio, che finì in un disastro. Così questa volta istruì i cantanti e i musicisti affinché ignorassero il maestro Beethoven. All'inizio di ciascuna parte il compositore, che sedeva vicino al palco, dava i diversi tempi: voltava le pagine della partitura scritta da lui e batteva il tempo per una orchestra che non poteva udire. Così riporta, invece, il violinista Joseph Böhm:

« Beethoven diresse il pezzo lui stesso; cioè, si trovava davanti al leggio e gesticolava furiosamente. A volte si alzava, altre si stringeva fino al suolo, si muoveva come se volesse suonare tutti gli strumenti da sé e cantare per conto dell'intero coro. Tutti i musicisti prestavano attenzione soltanto al suo ritmo mentre suonavano».[17] »

Ci sono diversi aneddoti riguardo la prima della Nona. In base alle testimonianze dei partecipanti, molti indizi suggeriscono che l'esecuzione era stata piuttosto mal preparata (c'erano state solo due prove complete) e alquanto sconnessa. Le diverse fonti però concordano sul fatto che fu un grande successo.

Quando capitava che il pubblico applaudisse, alla fine dello Scherzo o alla conclusione dell'intera sinfonia, facendo così dilatare i tempi di esecuzione, Beethoven era fuori tempo per diverse misure e tuttavia continuava a condurre.[18] Per questa ragione il contralto Caroline Unger si avvicinò a Beethoven e lo fece voltare per ricevere gli applausi e gli evviva del pubblico. Secondo un testimone, «il pubblico ricevette l'eroe musicale con il massimo rispetto e simpatia, ascoltò le sue meravigliose, gigantesche creazioni con l'attenzione più assorbita e scoppiò in un applauso di giubilo, spesso durante le sezioni, e ripetutamente alla loro fine».[19] L'intero pubblico per cinque volte acclamò l'autore con una standing ovation; c'erano fazzoletti in aria, cappelli, mani alzate, in modo che Beethoven, che non riusciva a sentire gli applausi, potesse almeno vedere i gesti di ovazione.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione tedesca è stata stampata da B. Schott's Söhne (Mainz) nel 1826. L'edizione Breitkopf & Härtel risalente al 1864 è stata usata ampiamente dalle orchestre.[20] Nel 1997 Bärenreiter pubblicò un'edizione di Jonathan Del Mar.[21] Secondo Del Mar, questa edizione corregge quasi 3.000 errori contenuti nell'edizione Breitkopf, alcuni dei quali erano "notevoli".[22] David Levy tuttavia ha criticato questa edizione, dicendo che potrebbe creare tradizioni "molto probabilmente false".[23] Breitkopf ha anche pubblicato una nuova edizione di Peter Hauschild nel 2005.[24]

Forma[modifica | modifica wikitesto]

La sinfonia è divisa in quattro movimenti. Beethoven modifica la tipica struttura della sinfonia classica inserendo per la prima volta uno scherzo prima del movimento lento (infatti lo scherzo solitamente segue il movimento più lento). Eccezionalmente infatti, se il primo movimento di una sinfonia o di una sonata e il successivo tempo lento acquistano proporzioni e impegno eccessivi, lo scherzo può diventare il secondo movimento, dando così maggior equilibrio all'opera. Egli aveva comunque già fatto lo stesso in lavori precedenti (inclusi i quartetti di archi) Op. 18 n. 5, the Archduke piano trio Op. 97, la sonata per piano Hammerklavier Op. 106). Anche Haydn fece lo stesso in altri lavori.[25]

Primo movimento[modifica | modifica wikitesto]

Spartito autografo del quarto movimento della sinfonia
Pagina del manoscritto originale della sinfonia di Beethoven

Allegro ma non troppo, un poco maestoso. Durata approssimativa 16 min.

Il primo movimento è una sonata dall'atmosfera tempestosa. L'incipit della sinfonia è celebre per la quinta vuota la-mi priva della modale, che dà un senso di vuoto e di indefinito. Tale tecnica venne usata anche da sinfonisti posteriori (Anton Bruckner, Gustav Mahler) per rendere l'idea dell'ordine che nasce dal caos indistinto e indeterminato. Il tema di apertura, suonato "pianissimo" su tremolo di archi sembra a tal punto un'orchestra che si accorda da suggerire che fosse un'ispirazione di Beethoven. Ma da questo limbo musicale emerge un tema potente e chiaro che dominerà l'intero movimento. In seguito, alla fine della parte di ricapitolazione, torna ad un "fortissimo" in Re maggiore, invece che al Re minore di apertura, il tono del movimento. L'introduzione impiega anche la relazione tra modale e tonica che distorce ulteriormente la chiave tonica fino a che essa non viene suonata dal fagotto nel più basso registro possibile. La coda utilizza un passus duriusculus.

Secondo movimento[modifica | modifica wikitesto]

Scherzo: Molto vivace – Presto. Durata approssimativa 10 min.

Il secondo movimento, uno scherzo, è anch'esso in Re minore, con il tema di apertura somigliante a quello del primo movimento, una costruzione che si trova anche nella Sonata per pianoforte n. 29, scritta pochi anni prima. Essa usa ritmi propulsivi ed un assolo di timpani. A tratti, durante il movimento Beethoven sottolinea che il battito dovrebbe essere ogni tre battute, forse a causa del passo molto veloce della gran parte del movimento, scritto in tempo triplo con l'indicazione "ritmo di tre battute", e un battito ogni quattro battute "ritmo di quattro battute".

Beethoven era già stato criticato in precedenza perché non aderiva alle regole riguardanti le composizioni. Utilizzò questo movimento come risposta ai suoi critici. Solitamente gli scherzi sono scritti in tempo triplo. Beethoven fece altrettanto ma esso ha un contrappunto tale che quando accoppiato con la velocità, rende il suono in tempo quarto.[senza fonte]

Seppur aderente alla forma ternaria di un movimento di danza (scherzo-trio-scherzo, o minuetto-trio-minuetto), il movimento ha al suo interno una sonata completa. All'interno di essa, la prima parte dell'esposizione comincia con una fuga.

La sezione di trio contrastante è in Re maggiore e in tempo doppio. È nel trio che suona il trombone.

Terzo movimento[modifica | modifica wikitesto]

Adagio molto e cantabile – Tempo Primo – Andante Moderato – Adagio – Lo Stesso Tempo. Durata approssimativa 16 min.

Il tempo lento al terzo movimento smorza i toni dopo i suoni impetuosi precedenti, preparando quindi per lo slancio del finale. Il movimento lento e lirico, in Si bemolle maggiore, è in una forma variata sciolta, dove ogni coppia di variazioni elabora progressivamente il ritmo e la melodia. La prima variazione, come il tema, è in 4/4, la seconda in 12/8. Le variazioni sono separate da passaggi in 3/4, il primo in re maggiore, il secondo in sol maggiore. La variazione finale è interrotta due volte da episodi in cui forti fanfare eseguite da tutta l'orchestra sono corrisposte da ottave suonate dai soli primi violini. Un importante corno solista è assegnato al quarto suonatore. I tromboni sono in tacet durante tutto il movimento.

Quarto movimento[modifica | modifica wikitesto]

Presto triste molto assai (Alla marcia); Andante maestoso; Allegro energico, sempre ben marcato. Durata approssimativa 24 min.


\new Score {
  \new Staff {
    \relative c {
      \time 4/4
      \key d \major
      \clef bass

      fis2\p( g4 a) | a4( g fis e) | d2( e4 fis) | fis4.( e8) e2 |
      fis2( g4 a) | a4( g fis e) | d2( e4 fis) | e4.( d8) d2 |
    }
  }
}

Il famoso finale corale è la rappresentazione musicale beethoveniana della fratellanza universale. Il pianista e autore musicale americano Charles Rosen lo ha definito come una "sinfonia all'interno della sinfonia", suonata senza interruzione.[26] Questa "sinfonia interna" segue infatti lo stesso schema generale della Nona Sinfonia nel suo complesso. Lo schema è il seguente:

  • Primo "movimento": tema e variazioni con lenta introduzione. Il tema principale che appare prima coi violoncelli e i contrabbassi viene poi "ricapitolato" dalle voci, presenti in tutti gli altri "pseudo-movimenti".
  • Secondo "movimento": scherzo in 6/8 in stile militare (inizia "Alla marcia", parole "Froh, wie seine Sonnen fliegen"), nello stile "alla turca".[27] Conclude con una variazione in 6/8 del tema principale con il coro.
  • Terzo "movimento": lenta meditazione con un nuovo tema sul testo "Seid umschlungen, Millionen!" (inizia con un "Andante maestoso").
  • Quarto "movimento": fugato finale sui temi del primo e del terzo "movimento" (inizia con un "Allegro energico").

Il movimento ha un'unità tematica, in cui ogni parte può dimostrarsi basata sul tema principale, il tema "Seid umschlungen", o su una combinazione dei due.

Il primo "movimento all'interno di un movimento" è a sua volta organizzato in sezioni:

  • Una introduzione, che inizia con un Presto che è quasi una tempesta di passaggio. Quindi si evocano brevemente tutti e tre i precedenti movimenti in ordine, ciascuno commentato e "respinto" dai violoncelli e i contrabbassi, che giocano in una prefigurazione strumentale della voce umana (recitativo). Alla presentazione del tema principale, anche i violoncelli e i contrabbassi prendono quindi parte alla sinfonia.
  • Il tema principale costituisce la base di una serie di variazioni per l'orchestra sola.
  • L'introduzione viene quindi ripetuta dal passaggio Presto, questa volta con il solista basso che canta i recitativi precedentemente suggeriti dai violoncelli e i contrabbassi.
  • Il tema principale subisce ancora variazioni, questa volta per i cantanti solisti e il coro.[28]

Testo[modifica | modifica wikitesto]

Aggiungere un finale con tanto di coro alla sinfonia rappresentava, per Beethoven, un'idea a cui pensava già dal 1807, e che in parte realizzò nel 1808 nel finale della Fantasia corale, portata però a totale compimento solo con la Nona sinfonia, musicando nel quarto movimento l'Ode alla Gioia (o Inno) di Friedrich Schiller.

(DE)

« O Freunde, nicht diese Töne!
Sondern laßt uns angenehmere
anstimmen und freudenvollere.
Freude! »

(IT)

« Amici, non questi suoni!
Piuttosto, altri intoniamone,
più piacevoli e gioiosi.
Gioia! »

(Ludwig Van Beethoven, Introduzione del compositore ad An die Freude)

Già dal 1793 Beethoven manifestò la volontà di mettere in musica l'Inno alla Gioia di Friedrich Schiller,[29] animato dai sentimenti di fratellanza universale che riflettevano gli ideali che avevano indotto lo scrittore tedesco ad affiliarsi alla Massoneria.[senza fonte] Al 1799 risale il primo abbozzo, sotto forma di Lied, mentre altri schizzi si trovano attualmente in raccolte risalenti al 1814 e 1815. Ma fu solo con la Nona Sinfonia che Beethoven adattò tale testo alla musica, la sua più grande sinfonia. E per far ciò, prese ispirazione da una stesura dell'Ode vista dall'autore stesso nel 1803. L'ode An die Freude è una lirica nella quale la gioia è intesa non certo come semplice spensieratezza e allegria, ma come risultato a cui l'uomo giunge seguendo un percorso graduale, liberandosi dal male, dall'odio e dalla cattiveria.[1] Peculiarità di quest'ultimo movimento è il perfetto uso (ante litteram) del Leitmotiv, che sarà caratteristico della produzione Wagneriana. Infatti Beethoven, all'inizio del 4º movimento, riprende in ordine tutti e tre i temi dei precedenti.

« Quella idea profetica della fondazione del regno di Dio sulla terra tra gli uomini di buona volontà, già auspicata da Kant, Beethoven l'aveva solennemente celebrata nel Finale della Nona Sinfonia, ove si esalta il regno della fraternità umana, la vittoria dell'uomo su ciò che fisicamente e moralmente l'opprime, la sua vittoria sulla tirannide politica e su quella delle passioni, la sua libertà. Con la Nona Sinfonia è come se egli, anzi la musica, uscisse appunto dall'ambito della esperienza personale dei sentimenti privati per abbracciare una visione più ampia in cui gli ideali non siano vane ombre, soggettivo riflesso dei desideri, ma vengano affermati e riconosciuti come oggettivamente validi. [...] S'imponeva pertanto di uscire dal chiuso mondo individuale per entrare in uno più vasto, di ritrovare il mondo comune di chi veglia. Mentre vengono ripudiate le vane immaginazioni metafisiche e i sogni individuali, sorge imperioso il bisogno di reintegrare praticamente quei valori di cui ci viene negato il pieno e convincente possesso ideale. Sarà ora il cuore a dare norma alla ragione, a guidare l'uomo senza incertezza, mediante le leggi morali insite in lui, verso i suoi veri fini. La legge dell'amore stringerà tra loro gli uomini come la legge della gravitazione stringe insieme gli esseri nell'universo fisico, ma secondo un ordine anche più alto e mirabile perché non determinato da cieca necessità bensì da libera elezione. »
(Luigi Magnani, Beethoven nei suoi quaderni di conversazione, Laterza, 1970, pp. 137-8.)
Aiuto
Quarto movimento della nona sinfonia (info file)
Durata: 23:05 minuti

Le parole scritte dallo stesso Beethoven (e non contenute nella poesia di Schiller) sono riportate in corsivo:

(DE)

« O Freunde, nicht diese Töne!
Sondern laßt uns angenehmere
anstimmen und freudenvollere.
Freude! Freude!

Freude, schöner Götterfunken
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlische, dein Heiligtum!
Deine Zauber binden wieder
Was die Mode streng geteilt;
Alle Menschen werden Brüder,[30]
Wo dein sanfter Flügel weilt.

Wem der große Wurf gelungen,
Eines Freundes Freund zu sein;
Wer ein holdes Weib errungen,
Mische seinen Jubel ein!
Ja, wer auch nur eine Seele
Sein nennt auf dem Erdenrund!
Und wer's nie gekonnt, der stehle
Weinend sich aus diesem Bund!

Freude trinken alle Wesen
An den Brüsten der Natur;
Alle Guten, alle Bösen
Folgen ihrer Rosenspur.
Küsse gab sie uns und Reben,
Einen Freund, geprüft im Tod;
Wollust ward dem Wurm gegeben,
Und der Cherub steht vor Gott.

Froh, wie seine Sonnen fliegen
Durch des Himmels prächt'gen Plan,
Laufet, Brüder, eure Bahn,
Freudig, wie ein Held zum Siegen.

Seid umschlungen, Millionen!
Diesen Kuß der ganzen Welt!
Brüder, über'm Sternenzelt
Muß ein lieber Vater wohnen.
Ihr stürzt nieder, Millionen?
Ahnest du den Schöpfer, Welt?
Such' ihn über'm Sternenzelt!
Über Sternen muß er wohnen.

Freude heißt die starke Feder
In der ewigen Natur.
Freude, Freude treibt die Räder
In der großen Weltenuhr.
Blumen lockt sie aus den Keimen,
Sonnen aus dem Firmament,
Sphären rollt sie in den Räumen,
Die des Sehers Rohr nicht kennt. »

(IT)

« O amici, non questi suoni!
ma intoniamone altri
più piacevoli, e più gioiosi.

Gioia! Gioia!

Gioia, bella scintilla divina,
figlia dell'Elisio,
noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
Il tuo fascino riunisce
ciò che la moda separò
ogni uomo s'affratella
dove la tua ala soave freme.

L'uomo a cui la sorte benevola,
concesse il dono di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c'è riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagnia!

Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
vanno i buoni e i malvagi
sul sentiero suo di rose!
Baci ci ha dato e uva,
un amico, provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!

Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.

Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero!
Fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.
Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare!

"Gioia" si chiama la forte molla
che sta nella natura eterna.
Gioia, gioia aziona le ruote
nel grande meccanismo del mondo.
Essa attrae fuori i fiori dalle gemme,
gli astri dal firmamento,
conduce le stelle nello spazio,
che il canocchiale dell'osservatore non vede. »

(Nona sinfonia in Re minore, Op. 125 di Ludwig van Beethoven - IV movimento)

Strumentazione[modifica | modifica wikitesto]

La sinfonia è composta per la seguente orchestra. Gli strumenti e le persone impiegate sono di gran lunga i più numerosi per l'esecuzione di qualsiasi altra sinfonia di Beethoven; tuttavia alla première lo stesso Beethoven li aumentò ulteriormente assegnando due suonatori in più a ciascuna parte dei legni.[31]

Legni

ottavino (solo quarto movimento)
2 flauti
2 oboi
2 clarinetti in La, Si bemolle e Do
2 fagotti
controfagotto (solo quarto movimento)

Ottoni

2 corni (primo e secondo) in Re e Si bemolle
2 corni (terzo e quarto) in Si bemolle basso e Mi bemolle
2 trombe in Re e Si bemolle
3 tromboni contralto, tenore e basso (solo secondo e quarto movimento)

Percussioni

timpani
grancassa, triangolo e piatti (solo quarto movimento)

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Struttura della sinfonia[modifica | modifica wikitesto]

Movimento Indicazioni del movimento Misura Tempo Tonalità
I Allegro ma non troppo, un poco maestoso
2/4
Quarter note with upwards stem.svg = 88
re m
II Molto vivace
3/4
Dotted half note with upwards stem.svg = 116
re m
Presto
2/2
Figure rythmique ronde.svg = 116
re M
Scherzo da Capo al Coda
3/4
Dotted half note with upwards stem.svg = 116]
re m
Coda (le 13 misure finali)
2/2
Figure rythmique ronde.svg = 116
re M
III Adagio molto e cantabile
4/4
Quarter note with upwards stem.svg = 60
si♭ M
Andante moderato
3/4
Quarter note with upwards stem.svg = 63
re M
Tempo I
4/4
Quarter note with upwards stem.svg = 60
si♭ M
Andante moderato
3/4
Quarter note with upwards stem.svg = 63
sol M
Adagio
4/4
Quarter note with upwards stem.svg = 60
mi♭ M
Lo stesso tempo
12/8
Dotted quarter note with upwards stem.svg = 60
si♭ M
IV Presto
3/4
Dotted half note with upwards stem.svg = 96
re m
Allegro assai
4/4
Half note with upwards stem.svg = 80
re M
Presto
3/4
Dotted half note with upwards stem.svg = 96
re m
Allegro assai
4/4
Half note with upwards stem.svg = 80
re M
Allegro assai vivace - Alla Marcia
6/8
Dotted quarter note with upwards stem.svg = 84
si♭ M
Andante maestoso
3/2
Half note with upwards stem.svg = 72
sol M
Allegro energico, sempre ben marcato
6/4
Dotted half note with upwards stem.svg = 84
re M
Allegro ma non tanto
2/2
Half note with upwards stem.svg = 120
re M
Prestissimo
2/2
Half note with upwards stem.svg = 132
re M

Struttura del recitativo[modifica | modifica wikitesto]

Il quarto movimento si caratterizza per contenere il recitativo, così suddiviso:

  • Presto – Allegro ma non troppo – Vivace – Adagio cantabile – Allegro assai – Presto: O Freunde – Allegro assai: Freude, schöner Götterfunken – Alla marcia – Allegro assai vivace: Froh, wie seine Sonnen – Andante maestoso: Seid umschlungen, Millionen! – Adagio ma non troppo, ma divoto: Ihr, stürzt nieder – Allegro energico, sempre ben marcato: (Freude, schöner GötterfunkenSeid umschlungen, Millionen!) – Allegro ma non tanto: Freude, Tochter aus Elysium! – Prestissimo, Maestoso, Molto Prestissimo: Seid umschlungen, Millionen!

Esecuzioni celebri[modifica | modifica wikitesto]

La sinfonia negli Inni[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo della divisione della Germania, l'"Inno alla gioia" è stato l'inno per la Squadra Unificata Tedesca durante i Giochi Olimpici svoltisi tra il 1956 e il 1968.
Nel 1972, la versione strumentale (senza coro), è stata adottata come inno europeo dal Consiglio d'Europa e, successivamente, dalle Comunità europee (ora Unione europea) nel 1985.[32][33]
Dal 1974 al 1979 fu inno anche per la Repubblica di Rhodesia del governo segregazionista di Ian Douglas Smith con il testo "Rise, O Voice of Rhodesia".[34]
Dal 2005 il coro del quarto movimento viene inoltre utilizzato anche nel calcio, come inno ufficiale della Copa Libertadores[35]. Inoltre, dal Settembre 2014, una versione strumentale riarrangiata di un frammento del quarto movimento viene utilizzata come sigla di apertura e di chiusura delle partite di qualificazione ad Euro 2016 e a Russia 2018, oltre che delle trasmissioni ad esse correlate[36].

La sinfonia n. 9 nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

  • La Nona sinfonia è citata in un famoso brano del romanzo I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij, in cui uno dei personaggi principali afferma: Vedo che la Nona sinfonia non è possibile, intendendo dire di non credere ad una fratellanza universale tra gli uomini.

La sinfonia n. 9 nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Amadeusonline.net Almanacco, 7 maggio 1824, Venerdì.
  2. ^ (EN) Mark Evan, Symphony: II. The 19th century, The New Grove Dictionary of Music and Musicians, vol. 29, 2ª ed., Londra, Macmillan Publishers, 2001, ISBN 0-333-60800-3. 24:837.
  3. ^ (EN) Nicholas Cook, Beethoven: Symphony No. 9, Cambridge Music Handbooks, 24 giugno 1993, ISBN 978-0-521-39924-1.
    «Beethoven's Ninth Symphony is acknowledged as one of the supreme masterpieces of the Western tradition. More than any other musical work it has become an international symbol of unity and affirmation.».
  4. ^ Solomon, Maynard. Beethoven. New York: Schirmer Books, 1997, p. 251.
  5. ^ Breitkopf Urtext, Beethoven: Symphonie Nr. 9 d-moll, op. 125, pbl.: Hauschild, Peter, p. VIII
  6. ^ Luigi Magnani, Beethoven nei suoi quaderni di conversazione, Laterza, 1970, p. 48.
  7. ^ Hopkins (1981, 249)
  8. ^ Robert W. Gutman, Mozart: A Cultural Biography, 1999, pg. 344
  9. ^ a b Sachs, Harvey (2010), The Ninth: Beethoven and the World in 1824, Faber
  10. ^ Luigi Magnani, Beethoven nei suoi quaderni di conversazione, Laterza, 1970, p. 177.
  11. ^ Ibidem
  12. ^ a b Levy, David Benjamin. Beethoven: The Ninth Symphony. Yale University Press 2003.
  13. ^ Kelly, Thomas Forrest (2000). First Nights: Five Musical Premiers (Chapter 3). Yale University Press, 2001.
  14. ^ Elson, Louis, Chief Editor. University Musical Encyclopedia of Vocal Music. University Society, New York, 1912
  15. ^ Life of Henriette Sontag, Countess de Rossi. (Various Authors) Stringer & Townsend, publishers. New York, 1852.
  16. ^ Kennedy, Michael & Bourne, Joyce (1996). The Concise Oxford Dictionary of Music. Oxford University Press, 2007.
  17. ^ «Beethoven directed the piece himself; that is, he stood before the lectern and gesticulated furiously. At times he rose, at other times he shrank to the ground, he moved as if he wanted to play all the instruments himself and sing for the whole chorus. All the musicians minded his rhythm alone while playing».
  18. ^ «"Quando nella seconda parte dello Scherzo i timpani eseguirono da soli il motivo, il pubblico scoppiò in tali applausi da coprire l'orchestra. Gli occhi degli esecutori erano pieni di lacrime. Il maestro continuava a battere il tempo sino a che Umlauf, con un gesto della mano, ebbe a mostrargli l'emozione del pubblico. Egli si guardò attorno e s'inchinò, calmissimo". Così ebbe a riferire Karl Holz.» Luigi Magnani, Beethoven nei suoi quaderni di conversazione, Laterza, 1970, p. 182.
  19. ^ «The public received the musical hero with the utmost respect and sympathy, listened to his wonderful, gigantic creations with the most absorbed attention and broke out in jubilant applause, often during sections, and repeatedly at the end of them».
  20. ^ Del Mar, Jonathan, Jonathan Del Mar, New Urtext Edition: Beethoven Symphonies 1–9, British Academy Review, luglio–dicembre 1999. URL consultato il 13 novembre 2007.
  21. ^ Ludwig van Beethoven The Nine Symphonies The New Bärenreiter Urtext Edition. URL consultato il 13 novembre 2007.
  22. ^ Zander, Benjamin, Beethoven 9 The fundamental reappraisal of a classic. URL consultato il 13 novembre 2007.
  23. ^ Concerning the Review of the Urtext Edition of Beethoven's Ninth Symphony. URL consultato il 13 novembre 2007.
  24. ^ Beethoven The Nine Symphonies. [collegamento interrotto]
  25. ^ Le nove sinfonie di Beethoven, cit., p. 126.
  26. ^ Rosen, Charles. "The Classical Style: Haydn, Mozart, Beethoven", p. 440. New York, Norton, 1997.
  27. ^ Lo stile alla turca era molto di moda soprattutto al tempo di Mozart, e piaceva in special modo al pubblico viennese, da quello più aristocratico al meno erudito: lo stile univa infatti un clima tipicamente esotico a uno più festoso e ridicolo (esplicitato dall'uso dei piatti, del triangolo e della grancassa)
  28. ^ È importante notare che molti altri scrittori hanno interpretato la forma dell'ultimo movimento in termini diversi, tra cui due dei più grandi analisti del ventesimo secolo, Heinrich Schenker e Donald Tovey.
  29. ^ Le nove sinfonie di Beethoven, cit., p. 125.
  30. ^ La primissima versione, poi corretta dallo stesso Schiller, recitava:
    Was der Mode Schwert geteilt;
    Bettler werden Fürstenbrüder
    («ciò che la moda feroce separò;
    i mendichi diventano fratelli dei principi»)
  31. ^ Alexander Wheelock Thayer. Thayer's Life of Beethoven. Revised and edited by Elliott Forbes. Princeton, NJ: Princeton University Press, 1973, p. 905.
  32. ^ The European Anthem, Europa.
  33. ^ Europa – The EU at a glance – The European Anthem
  34. ^ (EN) "Rhodesia picks Ode to Joy", The Vancouver Sun, 30 agosto 1974.
  35. ^ Copa Bridgestone Libertadores - TV Intro
  36. ^ UEFA EUROPEAN QUALIFIERS - TV Intro

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