Trattato per la proibizione delle armi nucleari

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Trattato sul divieto delle armi nucleari
Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons members.svg

     Stati che hanno ratificato il trattato

     Stati che hanno firmato il trattato

Tipotrattato multilaterale aperto
Firma20 settembre 2017
LuogoNew York, Stati Uniti d'America
Efficacianon in vigore, 90 giorni dopo il deposito del cinquantesimo strumento di ratifica
Condizioniratifica di 50 Stati
ScadenzaIl presente trattato è di durata illimitata.
Parti3[1]
Firmatari53[1]
DepositarioSegretario generale delle Nazioni Unite
Linguecinese, francese, inglese, russo, spagnolo
voci di trattati presenti su Wikipedia

Il trattato per la proibizione delle armi nucleari, o trattato per la proscrizione delle armi nucleari o trattato per la messa al bando delle armi nucleari, è il primo trattato internazionale legalmente vincolante per la completa proibizione delle armi nucleari, rendendole illegali, in un percorso verso la loro completa eliminazione. È stato adottato da una conferenza delle Nazioni Unite il 7 luglio 2017, aperto alla firma a New York il 20 settembre 2017, ed entrerà in vigore 90 giorni dopo la ratifica di almeno 50 stati.[2]

Secondo le istruzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottate nel dicembre 2016,[3] i negoziati per il trattato sono iniziati presso le Nazioni Unite a New York nel marzo 2017 e sono proseguiti dal 15 giugno al 7 luglio 2017.

Voto del 7 luglio 2017 sull'adozione del trattato:

     Paesi che hanno votato a favore (122)

     Paesi che hanno votato contro (Paesi Bassi)

     Paesi astenuti (Singapore)

     Paesi che hanno partecipato al negoziato ma non al voto

     Paesi che non hanno partecipato né al negoziato né al voto

I paesi che hanno partecipato accreditati sono 129, 7 le organizzazioni internazionali tra le quali l'Unione europea e la Croce Rossa Internazionale, numerose le organizzazioni non governative (tra cui la International Campaign to Abolish Nuclear Weapons). Dei 195 Stati potenziali partecipanti (193 membri dell'ONU, più lo Stato Vaticano e la Palestina), 66 non hanno partecipato formalmente ai negoziati. Tra questi si distinguono tutti gli stati con armi nucleari (Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, Israele, India, Pakistan e Corea del Nord) e gli stati parte di alleanze militari che includono la deterrenza nucleare quali gli Stati della NATO (a eccezione dei Paesi Bassi), la Corea del Sud, il Giappone, l'Australia.[4]

Alla votazione sul testo finale del trattato, il 7 luglio 2017, hanno partecipato 124 paesi, con 122 voti a favore,un voto di astensione (Singapore) e un voto contrario (Paesi Bassi).[5]

In Italia il dibattito politico a seguito dell'approvazione del trattato si è svolto al Senato, il 18 luglio 2017[6], e alla Camera, il 24 luglio 2017.[7]

In base all'articolo 13, il trattato è stato aperto alla firma di tutti gli stati presso il quartier generale delle Nazioni Unite a New York il 20 settembre 2017. Tra il 20 e il 22 settembre è stato firmato da 53 stati, tre dei quali (Guyana, Santa Sede e Tailandia) l'hanno anche immediatamente ratificato.[1] In base all'articolo 15, entrerà in vigore 90 giorni dopo il deposito del cinquantesimo strumento di ratifica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]