Uscita del Regno Unito dall'Unione europea

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Uscita del Regno Unito dall'Unione europea
UK location in the EU 2016.svg
Il Regno Unito in arancione e il resto dell'Unione europea in blu.
Presentazione notifica art. 50 29 marzo 2017
Inizio negoziati 19 giugno 2017
Sito web www.gov.uk
Relazioni con l'Unione Europea prima dell'uscita
Trattato di adesione alla CEE del 1972, membro dal 1973
Informazioni all'uscita
Superficie stato 242 521 km²
Superficie UE 4 326 253 km²

L'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, nota anche come Brexit (parola macedonia formata da Britain ed exit), è il processo che porterà il Regno Unito ad abbandonare l'Unione europea, secondo quanto previsto dall'articolo 50 del trattato di Lisbona.

Questo processo è stato avviato dal referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea, che si è svolto il 23 giugno 2016 nel Regno Unito e a Gibilterra[1][2] e ha visto un risultato favorevole all'uscita dall'UE con il 51,9%, contro il 48,1% degli elettori che ha votato per rimanervi[3][4][5][6]. Si è trattato di un referendum consultivo e non vincolante[7], a cui è seguita la necessità di una legge parlamentare per avviare effettivamente l'applicazione dell'articolo 50 e il conseguente negoziato.[8]

La notifica dell'attivazione della procedura di uscita è avvenuta, infatti, il 29 marzo 2017, a seguito dell'approvazione da parte del Parlamento del Regno Unito di una legge nota come European Union (Notification of Withdrawal) Act 2017 che ha ricevuto il royal assent il 16 marzo precedente[9], autorizzando il primo ministro Theresa May a presentare la lettera di notifica al presidente del Consiglio europeo[10].

Il 5 aprile 2017 il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza una risoluzione che delimita i paletti del negoziato d'uscita[11].

Dopo una pausa nel processo determinata dalle elezioni anticipate nel Regno Unito, i negoziati hanno potuto avere inizio a Bruxelles il 19 giugno 2017, alla presenza del capo negoziatore dell'Unione europea Michel Barnier e del Segretario di Stato per l'uscita dall'Unione europea, membro del governo britannico, David Davis[12].

I rapporti tra Regno Unito e Unione europea[modifica | modifica wikitesto]

L’idea di un’unione dei paesi europei nasce nell’immediato dopoguerra, dalla volontà di uscire dalla violenza, in nome di una stabilità politica ed economica. Il primo politico a proporre una confederazione europea è l’inglese Winston Churchill. Tuttavia, il rapporto tra il Regno Unito e l’Europa, fin dall’iniziale adesione alla CEE, è caratterizzato da incertezze e ripensamenti[13]. Appare evidente che i britannici, favorevoli al mercato unico, mal sopportano ingerenze nella politica interna. Negli anni del governo di Margaret Thatcher c’è forte tensione: la “lady di ferro”, convinta euroscettica, non approvava i contributi che la Gran Bretagna era costretta a versare. Dopo le sue dimissioni, John Major firma il trattato di Maastricht del 1992, che trasforma la CEE in UE. Con il governo laburista di Tony Blair e, poi, di Gordon Brown, sembra aprirsi un periodo di distensione[14][15], ma le pressioni antieuropeiste interne tornano alla ribalta negli anni seguenti, con il Partito Conservatore al potere. David Cameron, dopo aver negoziato, nel febbraio del 2016, un nuovo accordo con Bruxelles, è costretto ad indire un referendum popolare[16]. Si formano, così, due fronti che danno inizio a una battaglia elettorale: il “Remain”, pro UE, formato dalla metà dei conservatori guidati da Cameron, dai laburisti, dai socialdemocratici, dai verdi e dal Partito Indipendentista scozzese; e il “Leave”, favorevole all’uscita dall’UE, capeggiato da Boris Johnson, del Partito Conservatore, e dall’UKIP di Nigel Farage[17][18].

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Data Avvenimento
17 dicembre 2015 Il European Union Referendum Act 2015, legge che stabilisce di tenere un Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea, riceve il royal assent ed entra in vigore
23 giugno 2016 Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea: il 51,89 % dei cittadini britannici vota a favore dell'uscita
25 giugno 2016 Didier Seeuws è incaricato di gestire la Task Force sul Regno Unito all'interno del Segretariato generale del Consiglio dell'Unione europea
13 luglio 2016 David Davis è nominato Segretario di Stato per l'uscita dall'Unione europea, Boris Johnson diventa Segretario di Stato per gli affari esteri e del Commonwealth
21 luglio 2016 Il Regno Unito comunica che, visti i risultati del referendum, non intende occupare la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea che gli spetterebbe nella seconda metà del 2017
27 luglio 2016 Nomina di Michel Barnier come capo negoziatore dell'Unione europea nella trattativa sulla Brexit
8 settembre 2016 Guy Verhofstadt è nominato dal Parlamento europeo per condurre i negoziati sulla Brexit che coinvolgono il Parlamento
24 gennaio 2017 La Corte suprema del Regno Unito stabilisce che il Parlamento deve essere consultato prima di procedere all'attivazione dell'articolo 50; definisce invece che non devono essere coinvolte le assemblee devolute delle nazioni costitutive
26 gennaio 2017 Il governo britannico presenta la European Union (Notification of Withdrawal) Bill alla Camera dei comuni
8 febbraio 2017 La European Union (Notification of Withdrawal) Bill riceve la prima approvazione alla Camera dei comuni
7 marzo 2017 La European Union (Notification of Withdrawal) Bill riceve l'approvazione della Camera dei lord con due emendamenti
13 marzo 2017 La European Union (Notification of Withdrawal) Bill riceve l'approvazione definitiva, senza gli emendamenti proposti dai lord, dalla Camera dei comuni
16 marzo 2017 La European Union (Notification of Withdrawal) Bill riceve il royal assent ed entra in vigore
29 marzo 2017 L'ambasciatore del Regno Unito presso l'Unione europea consegna ufficialmente la lettera del primo ministro Theresa May al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, dando così l'avvio alla procedura dell'articolo 50
19 giugno 2017 Prima sessione dei negoziati d'uscita a Bruxelles

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) European Union Referendum Bill (HC Bill 2), Publications.parliament.uk, 28 maggio 2015. URL consultato il 12 giugno 2015.
  2. ^ (EN) Rowena Mason, Nicholas Watt, Ian Traynor, Jennifer Rankin, EU referendum to take place on 23 June, David Cameron confirms | Politics, The Guardian, 20 febbraio 2016. URL consultato il 2 febbraio 2016.
  3. ^ (EN) Brexit: Nicola Sturgeon says second Scottish referendum 'highly likely', theguardian.com, 24 giugno 2016.
  4. ^ (EN) Steven Erlanger, Britain Votes to Leave E.U., Stunning the World, The New York Times, 23 giugno 2016, ISSN 0362-4331. URL consultato il 24 giugno 2016.
  5. ^ (EN) Peter S. Goodman, Turbulence and Uncertainty for the Market After 'Brexit', The New York Times, 23 giugno 2016, ISSN 0362-4331. URL consultato il 24 giugno 2016.
  6. ^ (EN) EU referendum results live: Brexit wins as Britain votes to leave European Union, telegraph.co.uk. URL consultato il 24 giugno 2016.
  7. ^ (EN) The UK's EU referendum: All you need to know, BBC, 24 giugno 2016.
  8. ^ Brexit, la Corte Suprema dà torto al governo May: “Sull’avvio dei negoziati con la Ue deve votare il Parlamento”
  9. ^ (EN) Brexit: Queen gives Royal Assent to Article 50 bill, BBC News, 16 marzo 2017. URL consultato il 30 marzo 2017.
  10. ^ Dichiarazione del Consiglio europeo (art. 50) sulla notifica del Regno Unito, consilium.europa.eu, 29 marzo 2017. URL consultato il 30 marzo 2017.
  11. ^ Brexit: Parlamento Ue approva risoluzione su negoziato
  12. ^ Brexit: Barnier, prima sessione con Gb importante, ansa.it, 19 giugno 2017. URL consultato il 19 giugno 2017.
  13. ^ Anand Menon, Matteo Villa, Antonio Villafranca, Regno Unito: dentro o fuori l’Europa?, in Osservatorio di Politica Internazionale, n. 77, luglio 2013. (archiviato dall'originale il ).
  14. ^ Blair esordisce come presidente UE. “Sono sempre stato un europeista”, su Repubblica, 23 giugno 2005.
  15. ^ Tony Blair e Gordon Brown, uniti dalla politica e divisi sull’euro, su Europa, 7 giugno 2003.
  16. ^ David Cameron's speech on the EU: full text, su NewStatesman, 23 gennaio 2013.
  17. ^ Flavia Provenzani, Brexit: significato e conseguenze, su Money.it, 30 marzo 2017.
  18. ^ Uscita della Gran Bretagna dall'UE. Favorevole o contrario?, su Proversi, 12 maggio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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