Uscita del Regno Unito dall'Unione europea

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Uscita del Regno Unito dall'Unione europea
UK location in the EU 2016.svg
Il Regno Unito in arancione e il resto dell'Unione europea in blu.
Presentazione notifica art. 50 29 marzo 2017
Inizio negoziati 19 giugno 2017
Sito web www.gov.uk
Relazioni con l'Unione europea prima dell'uscita
Trattato di adesione alla CEE del 1972, membro dal 1973
Informazioni all'uscita
Superficie stato 242 521 km²
Superficie UE 4 326 253 km²

L'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, nota anche come Brexit (parola macedonia formata da Britain ed exit), è il processo che darà attuazione alla decisione politica del Regno Unito di abbandonare l'Unione europea, secondo le modalità previste dall'articolo 50 del trattato sull'Unione europea[1].

I rapporti tra Regno Unito e Unione europea[modifica | modifica wikitesto]

L’idea di un’unione dei paesi europei nacque nell'immediato dopoguerra, dalla volontà di uscire dalla violenza del secondo conflitto mondiale, in nome di una stabilità politica ed economica del continente europeo; il primo politico a proporre una confederazione europea fu proprio l’inglese Winston Churchill. Tuttavia, i rapporti tra il Regno Unito e l’Europa, fin dall'adesione alla Comunità economica europea (CEE) nel 1973, sono stati sempre caratterizzati da incertezze e ripensamenti[2]. Apparve evidente che i britannici, favorevoli al mercato unico europeo, mal sopportavano ingerenze nella loro politica interna. Negli anni del governo di Margaret Thatcher ci fu forte tensione: la “lady di ferro”, convinta euroscettica, non approvava i contributi che la Gran Bretagna era costretta a versare. Dopo le sue dimissioni, John Major firmò il trattato di Maastricht del 1992, che creava l'Unione europea (istituzione che fa "da cappello" alle Comunità europee - la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, la Comunità economica europea e la Comunità europea dell'energia atomica, detta anche Euratom - e ad altre forme di cooperazione, come la Politica estera e di sicurezza comune). Con il governo laburista di Tony Blair e, poi, di Gordon Brown, sembrò aprirsi un periodo di distensione[3][4], ma le pressioni antieuropeiste interne tornarono alla ribalta negli anni seguenti, con il Partito Conservatore di nuovo al potere.

Indizione del referendum[modifica | modifica wikitesto]

David Cameron, leader del partito conservatore e primo ministro, negoziò nel febbraio 2016 un nuovo accordo con Bruxelles; tuttavia, per avere maggior margine di manovra nelle trattative, scelse di chiamare gli elettori britannici a un referendum sulla permanenza nell'Unione[5][6]: la sua idea era mostrare a Bruxelles e ai partner europei la concretezza dell'opzione di uscita del Regno Unito dall'Unione, per renderli più malleabili nella trattativa in corso. Egli stesso si pose comunque contro l'uscita, che non era un suo obiettivo politico[7][8].

Si formarono, così, due fronti che hanno dato inizio alla competizione elettorale: da un lato vi era il fronte del cosiddetto Remain, pro UE, formato dalla metà dei conservatori guidati da Cameron, dai laburisti (con più o meno convinzione), dai liberaldemocratici, dai Verdi d'Inghilterra e Galles e dal Partito nazionalista scozzese; a questo fronte si contrapponeva lo schieramento del Leave, favorevole all'uscita dalla UE, capeggiato da Boris Johnson, appartenente allo stesso Partito Conservatore, e dal Partito per l'Indipendenza del Regno Unito (UKIP) di Nigel Farage[9][10]. La campagna elettorale, combattuta con toni veementi, è stata gravemente segnata da un fatto di sangue una settimana prima del voto: l'uccisione, da parte di un fanatico, della deputata laburista Jo Cox, fermamente schierata per il Remain[11]. Tale evento ha poi portato entrambi gli schieramenti a sospendere le loro iniziative in segno di rispetto.

Esito del referendum ed eventi successivi[modifica | modifica wikitesto]

Il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea si è svolto il 23 giugno 2016 nel Regno Unito e a Gibilterra e ha visto un risultato a sorpresa, con i favorevoli all'uscita dall'UE attestati sul 51,9%, contro il 48,1% degli elettori che ha votato per la permanenza[12][13][14][15]. Il voto ha aperto anche problemi politici, considerato, per esempio, che in Scozia (dove, due anni prima, il referendum sull'indipendenza aveva visto prevalere i "no" anche per l'incognita di un'uscita dall'Unione europea a seguito dalla scissione) gli elettori hanno votato a grande maggioranza a favore della permanenza[16].

La chiamata alle urne degli elettori britannici aveva la natura di un referendum consultivo e non vincolante[17]: per l'espressione effettiva della volontà politica di uscire dall'Unione è stato necessario un passaggio parlamentare per l'approvazione di una specifica legge con cui avviare l'applicazione dell'articolo 50 e il conseguente negoziato[18]. La notifica dell'attivazione della procedura di uscita è avvenuta, pertanto, il 29 marzo 2017, a seguito dell'approvazione da parte del Parlamento del Regno Unito di una legge nota come European Union (Notification of Withdrawal) Act 2017 che ha ricevuto il royal assent il 16 marzo precedente[19]. L'atto del parlamento ha autorizzato il primo ministro Theresa May a presentare la lettera di notifica al presidente del Consiglio europeo[20].

Il 5 aprile 2017 il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza una risoluzione che delimita il perimetro entro il quale dovrà realizzarsi il negoziato d'uscita[21].

Il processo ha conosciuto una pausa dovuta alle elezioni anticipate nel Regno Unito, indette dal governo in carica nella speranza, rilevatasi poi vana, di rafforzare la propria posizione negoziale grazie a una più solida base di consenso interno. Espletato quest'ultimo passaggio per le urne, i negoziati hanno potuto avere inizio a Bruxelles il 19 giugno 2017, alla presenza del capo negoziatore dell'Unione europea, Michel Barnier, e del Segretario di Stato per l'uscita dall'Unione europea, membro del governo britannico, David Davis[22].

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Data Avvenimento
17 dicembre 2015 Il European Union Referendum Act 2015, legge che stabilisce di tenere un Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea, riceve il royal assent ed entra in vigore
23 giugno 2016 Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea: il 51,89 % dei cittadini britannici vota a favore dell'uscita
25 giugno 2016 Didier Seeuws è incaricato di gestire la Task Force sul Regno Unito all'interno del Segretariato generale del Consiglio dell'Unione europea
13 luglio 2016 David Davis è nominato Segretario di Stato per l'uscita dall'Unione europea, Boris Johnson diventa Segretario di Stato per gli affari esteri e del Commonwealth
21 luglio 2016 Il Regno Unito comunica che, visti i risultati del referendum, non intende occupare la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea che gli spetterebbe nella seconda metà del 2017
27 luglio 2016 Nomina di Michel Barnier come capo negoziatore dell'Unione europea nella trattativa sulla Brexit
8 settembre 2016 Guy Verhofstadt è nominato dal Parlamento europeo per condurre i negoziati sulla Brexit che coinvolgono il Parlamento
24 gennaio 2017 La Corte suprema del Regno Unito stabilisce che il Parlamento deve essere consultato prima di procedere all'attivazione dell'articolo 50; definisce invece che non devono essere coinvolte le assemblee devolute delle nazioni costitutive
26 gennaio 2017 Il governo britannico presenta la European Union (Notification of Withdrawal) Bill alla Camera dei comuni
8 febbraio 2017 La European Union (Notification of Withdrawal) Bill riceve la prima approvazione alla Camera dei comuni
7 marzo 2017 La European Union (Notification of Withdrawal) Bill riceve l'approvazione della Camera dei lord con due emendamenti
13 marzo 2017 La European Union (Notification of Withdrawal) Bill riceve l'approvazione definitiva, senza gli emendamenti proposti dai lord, dalla Camera dei comuni
16 marzo 2017 La European Union (Notification of Withdrawal) Bill riceve il royal assent ed entra in vigore
29 marzo 2017 L'ambasciatore del Regno Unito presso l'Unione europea consegna ufficialmente la lettera del primo ministro Theresa May al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, dando così l'avvio alla procedura dell'articolo 50
29 aprile 2017 Il Consiglio europeo, nel formato UE 27 (senza il Regno Unito), ha adottato gli orientamenti per i negoziati sulla Brexit[23]
19 giugno 2017 Prima sessione dei negoziati d'uscita a Bruxelles
2 luglio 2017 Il governo inglese annuncia l'abbandono della convenzione sulla pesca del 1964[24]
12 settembre 2017 La Camera dei comuni approva il Great Repeal Bill, la legge quadro che assorbe la legislazione europea in quella nazionale ed abroga l'European Communities Act del 1972[25]
23 settembre 2017 Moody's, a causa della Brexit, declassa il rating dell’affidabilità creditizia della Gran Bretagna da Aa1 a Aa2[26]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Versione consolidata del trattato sull'Unione europea - TITOLO VI - DISPOSIZIONI FINALI - Articolo 50, eur-lex.europa.eu. URL consultato il 26 giugno 2017.
  2. ^ Anand Menon, Matteo Villa, Antonio Villafranca, Regno Unito: dentro o fuori l’Europa?, in Osservatorio di Politica Internazionale, nº 77, luglio 2013. (archiviato dall'originale il ).
  3. ^ Blair esordisce come presidente UE. “Sono sempre stato un europeista”, su Repubblica, 23 giugno 2005.
  4. ^ Tony Blair e Gordon Brown, uniti dalla politica e divisi sull’euro, su Europa, 7 giugno 2003.
  5. ^ (EN) European Union Referendum Bill (HC Bill 2), Publications.parliament.uk, 28 maggio 2015. URL consultato il 12 giugno 2015.
  6. ^ (EN) Rowena Mason, Nicholas Watt, Ian Traynor, Jennifer Rankin, EU referendum to take place on 23 June, David Cameron confirms | Politics, The Guardian, 20 febbraio 2016. URL consultato il 2 febbraio 2016.
  7. ^ David Cameron's speech on the EU: full text, su NewStatesman, 23 gennaio 2013.
  8. ^ Brexit, Johnson contro Cameron: "Al referendum voterò no all'Europa", su Il Fatto Quotidiano, 21 febbraio 2016. URL consultato il 24 giugno 2016.
  9. ^ Flavia Provenzani, Brexit: significato e conseguenze, su Money.it, 30 marzo 2017.
  10. ^ Uscita della Gran Bretagna dall'UE. Favorevole o contrario?, su Proversi, 12 maggio 2017.
  11. ^ Alberto Custodero, Omicidio Jo Cox: killer sostenitore dei neonazisti Usa. La deputata minacciata ma non protetta, in Repubblica.it, 17 giugno 2016.
  12. ^ (EN) Brexit: Nicola Sturgeon says second Scottish referendum 'highly likely', theguardian.com, 24 giugno 2016.
  13. ^ (EN) Steven Erlanger, Britain Votes to Leave E.U., Stunning the World, The New York Times, 23 giugno 2016, ISSN 0362-4331. URL consultato il 24 giugno 2016.
  14. ^ (EN) Peter S. Goodman, Turbulence and Uncertainty for the Market After 'Brexit', The New York Times, 23 giugno 2016, ISSN 0362-4331. URL consultato il 24 giugno 2016.
  15. ^ (EN) EU referendum results live: Brexit wins as Britain votes to leave European Union, telegraph.co.uk. URL consultato il 24 giugno 2016.
  16. ^ Mure Dickie, Scots' backing for Remain raises threat of union's demise, Financial Times, 24 giugno 2016.
  17. ^ (EN) The UK's EU referendum: All you need to know, BBC, 24 giugno 2016.
  18. ^ Brexit, la Corte Suprema dà torto al governo May: “Sull'avvio dei negoziati con la Ue deve votare il Parlamento”
  19. ^ (EN) Brexit: Queen gives Royal Assent to Article 50 bill, BBC News, 16 marzo 2017. URL consultato il 30 marzo 2017.
  20. ^ Dichiarazione del Consiglio europeo (art. 50) sulla notifica del Regno Unito, consilium.europa.eu, 29 marzo 2017. URL consultato il 30 marzo 2017.
  21. ^ Brexit: Parlamento Ue approva risoluzione su negoziato
  22. ^ Brexit: Barnier, prima sessione con Gb importante, ansa.it, 19 giugno 2017. URL consultato il 19 giugno 2017.
  23. ^ Riunione straordinaria del Consiglio europeo (Articolo 50) (29 aprile 2017) - Orientamenti, consilium.europa.eu, 29 aprile 2017. URL consultato il 26 giugno 2017.
  24. ^ Una Brexit anche per la pesca: Londra lascia la Convenzione del '64, in Today. URL consultato il 03 luglio 2017.
  25. ^ Brexit, passa legge che revoca norme Ue, ansa.it, 12 settembre 2017. URL consultato il 12 settembre 2017.
  26. ^ Moody’s gela la May: declassato il rating del Regno Unito, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 23 settembre 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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