Manifesto di Ventotene

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Manifesto di Ventotène
Titolo originale Per un'Europa libera e unita. Progetto d'un manifesto
Autore Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni con Ursula Hirschmann
1ª ed. originale 1944
Genere saggistica
Sottogenere politica
Lingua originale italiano

Il Manifesto di Ventotène, avente titolo originale Per un'Europa libera e unita. Progetto d'un manifesto, è un documento per la promozione dell'unità europea scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Ursula Hirschmann tra il 1941 ed il 1944 durante il periodo di confino presso l'isola di Ventotene, nel mar Tirreno, per poi essere pubblicato da Eugenio Colorni, che ne scrisse personalmente la prefazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Manifesto di Ventotene fu originariamente redatto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Ursula Hirschmann con il titolo Per un'Europa libera e unita. Progetto d'un manifesto tra il 1941 ed il 1944, quando per motivi politici furono confinati presso l'isola di Ventotene, nel mar Tirreno, in quanto oppositori del regime fascista. Altri esponenti presenti sull'isola di Ventotene e rappresentanti antifascisti confinati anche loro, contribuirono alle discussioni che portarono alla definizione del testo[senza fonte].All'epoca della stesura del testo erano confinati sull'isola circa 800 persone , 500 classificate come comunisti , 200 come anarchici ed i restanti prevalentemente giellini e socialisti .

A differenza del precedente Pan-Europa scritto da Kalergi nel 1922, che auspicava un'unione europea a guida tecnocratica, per il Manifesto di Ventotene si tratta del primo documento ufficiale che prefigura la necessità dell'istituzione di una federazione europea dotata di un parlamento europeo eletto a suffragio universale e di un governo democratico con poteri reali in alcuni settori fondamentali come l'economia e la politica estera. Per questi motivi è considerato uno dei testi fondanti dell'Unione europea[1][2].

Originariamente articolato in quattro capitoli, il Manifesto fu poi clandestinamente diffuso, ciclostilato e pubblicato, sempre in clandestinità, da Eugenio Colorni che nel 1944 ne curò la redazione in tre capitoli: il primo (La crisi della civiltà moderna) e il secondo (Compiti del dopoguerra. L'unità europea) interamente elaborati da Spinelli, come anche la seconda parte del terzo (Compiti del dopoguerra. La riforma della società), mentre la prima parte di quest'ultimo è stata definita da Rossi.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Il Manifesto propugna ideali di unificazione dell'Europa in senso federale fondandosi sui concetti di pace e libertà kantiana e sulla teoria istituzionale del federalismo hamiltoniano. Il titolo definitivo con cui l'opera è conosciuta oggigiorno fu assegnato da alcuni giornalisti viennesi. Il valore del Manifesto di Ventotene risiede nel fatto di individuare con chiarezza che

la linea di divisione fra i partiti progressisti e partiti reazionari cade perciò ormai, non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa coloro che concepiscono, come campo centrale della lotta quello antico, cioè la conquista e le forme del potere politico nazionale, e che faranno, sia pure involontariamente il gioco delle forze reazionarie, lasciando che la lava incandescente delle passioni popolari torni a solidificarsi nel vecchio stampo e che risorgano le vecchie assurdità, e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopereranno in primissima linea come strumento per realizzare l'unità internazionale.

In altri termini, gli estensori del Manifesto sostenevano che era necessario creare una forza politica esterna ai partiti tradizionali, inevitabilmente legati alla lotta politica nazionale, e quindi incapaci di rispondere efficacemente alle sfide della crescente internazionalizzazione. Era necessario cioè un movimento che sapesse mobilitare tutte le forze popolari attive nei vari paesi al fine di far nascere uno Stato federale, con una propria forza armata e con

organi e mezzi sufficienti per far eseguire nei singoli stati federali le sue deliberazioni dirette a mantenere un ordine comune, pur lasciando agli stati stessi l'autonomia che consenta una plastica articolazione e lo sviluppo di una vita politica secondo le peculiari caratteristiche dei vari popoli.

Questa forza politica nacque poco tempo dopo: il Movimento Federalista Europeo. Sempre secondo gli autori, con l'avvento dell'era totalitaria lo sviluppo della civiltà moderna aveva subito un arresto. Un'Europa libera e unita, invece, avrebbe rappresentato inevitabilmente la premessa per il potenziamento di detta civiltà; però la riforma della società, volta a far riprendere immediatamente in pieno il processo storico contro la disuguaglianza e i privilegi sociali, doveva passare attraverso la rivoluzione europea, necessariamente socialista

cioè dovrà porsi l'emancipazione delle classi lavoratrici e la realizzazione per esse di condizioni più umane di vita.

Viene data la direttiva che deve essere seguita per formare una vita economica europea liberata dagli incubi del militarismo o del burocratismo nazionale; direttiva che si sostanzia nell'abolizione, limitazione, correzione o estensione caso per caso della proprietà privata. Il contenuto di tale direttiva viene dettagliato all'interno del Manifesto medesimo ed espresso in cinque punti definiti come cambiamenti necessari

per creare intorno al nuovo ordine un larghissimo strato di cittadini interessati al suo mantenimento, e per dare alla vita politica una consolidata impronta di libertà, impregnata di un forte senso di solidarietà sociale[3].

L'edizione del 1944 del Manifesto curata da Eugenio Colorni (che ha scritto inoltre una densa e opportuna prefazione) prese il titolo di "Problemi della Federazione Europea" e reca le iniziali, appunto, A.S. e E.R. Il volume fu stampato dalla Società anonima poligrafica italiana e stampato dalle Edizioni del Movimento italiano per la Federazione europea. Al testo furono aggiunti due saggi di Altiero Spinelli: Gli Stati Uniti d'Europa e le varie tendenze politiche della seconda metà del 1942 e Politica marxista e politica federalista del 1942-1943.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Per un'Europa libera e unita. Progetto d'un manifesto, con Ernesto Rossi, 1941. [prima stesura del manifesto di Ventotene, perduto]
  • Il Manifesto del Movimento Federalista Europeo. Elementi di discussione, in "Quaderni del Movimento Federalista Europeo", n. 1, agosto 1943. [seconda stesura del manifesto di Ventotene]
  • Problemi della Federazione europea, con Ernesto Rossi, Roma, Edizioni del Movimento italiano per la Federazione europea, 1944. [terza stesura del manifesto di Ventotene]
  • Il Manifesto di Ventotene / The Ventotene Manifesto, Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, prefazione di Eugenio Colorni. Presentazione di Laura Boldrini e introduzioni di Lucio Levi e Pier Virgilio Dastoli. Editrice Ultima spiaggia, collana "Granelli di sabbia", luglio 2016. [Edizione bilingue italiano e inglese]. Altra edizione: Mondadori, Milano 2006.
  • Per un'Europa libera e unita Il manifesto di Ventotene / Le manifeste de Ventotene / The Ventotene manifesto, Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, presentazione di Pietro Grasso, Presidente del Senato della Repubblica. Senato della Repubblica, Ufficio delle Informazioni parlamentari, dell'archivio e delle pubblicazioni del Senato, 2017. In lingua italiana, francese ed inglese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (VEL) UE, in Argentina focus sul "Manifesto di Ventotene", agi.it. URL consultato il 25 marzo 2017.
  2. ^ Archivio Centrale dello Stato - Trattati di Roma, acs.beniculturali.it. URL consultato il 25 marzo 2017.
  3. ^ Senato della Repubblica, Ufficio delle Informazioni parlamentari, dell'archivio e delle pubblicazioni del Senato, Per un'Europa libera e unita Il manifesto di Ventotene Le manifeste de Ventotene The Ventotene manifesto.

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