Fondo europeo di sviluppo regionale

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Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Fondi strutturali.
Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020

     Regioni meno sviluppate (PIL pro capite < 75 % media UE)

     Regioni di transizione (PIL pro capite 75÷90 % media UE)

     Regioni più sviluppate (PIL pro capite > 90 % media UE)

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) è uno dei fondi strutturali dell'Unione europea. È lo strumento principale della sua politica regionale ed è gestito dal Commissario europeo per la Politica Regionale.

Per il periodo 2014-2020 ha ricevuto una dotazione di 185 miliardi di euro[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce con il Regolamento 724/75 promosso il 18 marzo 1975 per promuovere la crescita delle zone più arretrate degli allora 9 paesi membri della CEE, inviduate nell'Italia meridionale, la maggior parte dell’Irlanda, le regioni occidentali e sudoccidentali della Francia, Olanda Settentrionale, parte della Germania occidentale lungo il confine orientale e gran parte del Regno Unito, in particolare Galles e Scozia. Finanziava fino al 50% del costo dell'intervento. Solo all'Italia andava il 40% dei fondi, seguita ad Regno Unito (28%) e Francia (15%)[2].

Destinatari dei finanziamenti erano le attività industriali ed artigianali a patto che fossero sane e che potessero creare (o mantenere, nei processi di trasformazione) almeno 10 posti di lavoro e la costruzione di infrastrutture[3].

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

Nella presente Programmazione 2014 - 2020 il FESR è disciplinato dal Regolamento (CE) N.1301/2013.

Quest'ultimo Regolamento è stato delineato in un’ottica di concentrazione tematica e di specializzazione, al fine di contribuire al perseguimento della Strategia Europa 2020. Le aree su cui agisce sono:

  • innovazione e ricerca;
  • agenda digitale;
  • sostegno alle piccole e medie imprese (PMI);
  • economia a basse emissioni di carbonio.

Le risorse FESR stanziate a favore di tali priorità dipendono dalla categoria di regione:

  • nelle regioni più sviluppate almeno l'80 % dei fondi deve concentrarsi su almeno due priorità;
  • nelle regioni in transizione la concentrazione concerne il 60 % dei fondi;
  • nelle regioni in ritardo di sviluppo la concentrazione concerne il 50 % dei fondi.

Alcune risorse FESR, inoltre, devono essere specificamente destinate a progetti attinenti all'economia a basse emissioni di carbonio:

  • regioni più sviluppate: 20 %;
  • regioni in transizione: 15 %;
  • regioni in ritardo di sviluppo: 12 %.

Interventi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito dei compiti indicati il FESR partecipa al finanziamento di:

  1. investimenti produttivi che permettono di creare o salvaguardare posti di lavoro durevoli;
  2. investimenti nel settore delle infrastrutture, come il progetto URBACT;
  3. sviluppo del potenziale endogeno attraverso misure di animazione e di sostegno alle iniziative per lo sviluppo locale e l'occupazione nonché alle attività delle piccole e medie imprese (PMI), segnatamente attraverso:
    1. aiuti ai servizi in favore delle aziende, in particolare nei settori della gestione, degli studi e ricerche di mercato e dei servizi comuni a varie aziende;
    2. il finanziamento del trasferimento di tecnologia, con particolare riferimento alla raccolta e alla diffusione dell'informazione, all'organizzazione comune di imprese e istituti di ricerca nonché al finanziamento dell'attuazione dell'innovazione aziendale;
    3. il miglioramento delle possibilità di accesso delle aziende al finanziamento e al credito, attraverso la creazione e lo sviluppo di idonei strumenti di finanziamento ai sensi dell'articolo 28 del regolamento (CE) n. 1260/1999;
    4. gli aiuti diretti agli investimenti di cui all'articolo 28, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1260/1999, in assenza di un regime di aiuti;
    5. la realizzazione di infrastrutture di dimensioni consone allo sviluppo locale e dell'occupazione;
    6. aiuti alle strutture di servizi zonali per la creazione di nuovi posti di lavoro, escluse le misure finanziate dal Fondo sociale europeo (FSE);
  4. le misure di assistenza tecnica di cui all'articolo 2, paragrafo 4, secondo comma, del regolamento (CE) n. 1260/1999.

Nelle regioni che rientrano nell'obiettivo n. 1, il FESR può partecipare al finanziamento di investimenti per l'istruzione e la sanità che contribuiscano all'adeguamento strutturale di dette regioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN133608505 · ISNI (EN0000 0001 1956 2538 · GND (DE64694-5 · WorldCat Identities (EN133608505
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